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  1. #1
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    Predefinito Bertinotti-Ferrero, la disfida dei convegni incrociati

    di Matteo Bartocci


    su Il Manifesto del 07/06/2008


    Il 12 giugno torna l'ex presidente della camera per Vendola. L'ex ministro replica

    Nel pianeta rosso di Rifondazione scoppia la «guerra dei seminari». Il D-Day è fissato per il 12 giugno a Roma, quando Fausto Bertinotti presenterà l'ultimo numero della sua rivista Alternative dedicato alle «ragioni della sconfitta» mentre Paolo Ferrero sarà al Pigneto a discutere di «partito sociale» insieme a un ex ministro venezuelano e a Tiny Cox del «partito del pomodoro» olandese. Due iniziative diverse tra loro che illuminano bene le differenti prospettive sul futuro della sinistra delle due anime principali del Prc. Per il suo ritorno sulla scena pubblica dopo la sconfitta della Sinistra arcobaleno, Fausto Bertinotti ha chiamato un po' tutti: dalemiani come Latorre, il braccio destro di Veltroni Bettini, intellettuali come Tortorella, Tranfaglia, Tronti e Tamburrano, i partiti della sinistra. In platea mezza mozione Vendola e dal palco interverranno sia Giordano che il presidente della Puglia.
    Paolo Ferrero invece sarà al seminario organizzato da «Associa - per il socialismo del XXI secolo» in un luogo simbolico per lo smarrimento a sinistra come il Pigneto. Parole chiave «democrazia, mutualismo e vertenzialità» ma sul tavolo c'è soprattutto un'idea concreta in tempi di «casta»: la proposta del partito olandese (ex-ex maoisti, il 13% alle ultime elezioni) di un tetto di duemila euro al mese per i propri parlamentari. «Per ricostruire la sinistra si deve partire dalla sua utilità sociale e non dalla rappresentanza - spiega Ferrero - si inizia a parlare di costituente plurale e si finisce a discutere con quale simbolo ti presenti alle europee». Per l'ex ministro il «partito sociale» è il compimento naturale del cammino iniziato a Genova: «Va bene criticare l'autonomia della politica ma dobbiamo imparare a stare nella società sempre, anche quando non si esprime in movimento».
    Anche se nessuno vuole mettere in contrapposizione i due eventi (Ferrero e Bertinotti si sono spiegati per telefono un paio di giorni fa) la contrapposizione è nei fatti. E in sottofondo la resa dei conti congressuale infuria. E' possibile che a luglio non ci sarà nessuna maggioranza. Secondo il voto in 93 comitati politici federali su 121 (circa 3.500 quadri di partito) Ferrero è in testa per 1.692 voti a 1.234. In percentuale, la sua mozione oscilla tra il 47-49% e quella di Vendola tra il 36-40% (la mozione Pegolo è al 9%). Ma è un voto che fotografa l'esistente, non tiene conto degli astenuti e non pregiudica nulla nei congressi veri, quelli di federazione e di circolo.

    http://www.esserecomunisti.it/index....Articolo=23832

  2. #2
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    Predefinito

    Ecco un articolo preso dal blog della mozione vendola:

    Al Sinistra Pride il faccia-a-faccia tra Giordano e Ferrero.



    8 Giugno 2008


    la Redazione

    Mentre si attende che il popolo, la nostra gente torni alla sinistra, forse è il caso che sia la sinistra a tornare in mezzo alla sua gente smarrita e delusa. Anche perché, in caso contrario, l’attesa potrebbe essere lunga. Forse eterna.
    E’ su questa semplice base che un gruppo di compagni di Torino ha organizzato, nei giorni scorsi, il Sinistra Pride. Un’occasione, la prima, per riportare nelle vie e nelle piazze, nei crocicchi ai semafori, ai cancelli delle fabbriche, non solo i dibattiti che animano e lacerano le forze organizzate della sinistra, ma anche per ascoltare quel che la nostra gente si ripete, dalla sera della disfatta, senza trovare ancora sponde sufficientemente attente.
    La manifestazione principale è stata probabilmente il dibattito in piazza Palazzo, sabato pomeriggio, tra l’ex segretario del Prc Franco Giordano, l’ex ministro Paolo Ferrero, il portavoce di Sd Claudio Fava e l’eurodeputata verde Monica Frassoni.
    Non ne sono capitati molti, in questa fase congressuale, di confronti diretti tra i rappresentanti più autorevoli delle due mozioni principali, e non capiterà spesso in futuro. Eppure è proprio da confronti di questo tipo che possono emergere le differenze di analisi e di prospettiva che separano le due mozioni, aldilà delle inevitabili forzature propagandistiche, come sempre in questi casi caricaturali, ma anche aldilà dei trucchi che cercano di spacciare per secondarie distanze che invece non sono affatto tali.
    A Torino Paolo Ferrero, che se non il candidato ufficiale è senz’altro il leader più rappresentativo e più papabile della mozione uno, ha martellato sulla necessità di tornare al sociale, di dimenticare, almeno per un lungo lasso di tempo (“tre anni”) la politica istituzionale per farsi trovare nei quartieri popolari, nei territori, a difesa attiva della gente che lì vive e lotta. A intervenire per fermare gli sgombri delle case occupate, a da dare man forte in tutti i conflitti sociali che inevitabilmente esploderanno nei prossimi anni. Perché solo così, solo attraverso la difesa dei loro interessi materiali, quella gente, quel popolo, tornerà a sentirci come parte della loro esistenza. E perché solo così, per il tramite di conflitti collettivi che superano la dimensione della lotta individuale per la sopravvivenza, quello stesso popolo tornerà a sentirsi classe, e sfuggirà alle sirene ammalianti della destra.
    Ma per Giordano questo non basta. Non che non sia giusto, per carità. Limitato sì, però, e parecchio. Perché nessun ritorno al sociale approderà a nulla se non riusciremo a dispiegare un’idea complessiva di società alternativa, capace di agire allo stesso tempo nel sociale, nel politico e a quel livello di cultura diffusa, di egemonia invisibile e capillare in cui si è consumato il vero trionfo della destra. Ma anche perché, ripete l’ex segretario del Prc “guai a separare i diritti sociali da quelli civili”.
    “Un’idea forte di società alternativa – prosegue - deve partire da due pilastri fondanti: un’idea di uguaglianza resa attuale e capace pertanto di contemplare le differenze, e, allo stesso tempo, un’idea di libertà intesa come liberazione complessiva”.
    Non si tratta di una disquisizione sul sesso degli angeli. E’, prima di tutto, il riflesso di due analisi molto diverse della sconfitta cocente che abbiamo subìto. Per l’ex ministro la disfatta si spiega con la delusione che due anni di governo di centrosinistra hanno indotto nella nostra stessa base, in chi ci aveva votati con grandi speranze e ha incontrato solo delusioni infinitamente più grandi. Per l’ex segretario le radici della sconfitta sono più profonde: ridurle al fallimento, pur effettivamente incisivo, del governo Prodi non si può.
    In effetti è un intera lunga fase di arretramenti, inadeguatezze, sconfitte culturali e sociali che si è rivelato, nei modi più traumatici e brutali ma anche più sinceri, il 13 e il 14 di aprile. Rifugiarsi in antiche certezze o nei modelli un tempo consacrati e oggi inutili è certamente rassicurante. Purtroppo è anche inutile: “Rischiamo di chiuderci nei vecchi fortilizi per scoprire che sono diventati fragili capanne”.
    Identico discorso vale per le prospettive della sinistra, le sorti dei partitiche le compongono. Sarebbe ora di sgombrare il campo dalle calunnie, dai sospetti assurdi di voler solo traghettare quel che resta della sinistra d’alternativa nel Pd. Giordano lo ripete, per l’ennesima volta, con formula priva di ogni ambiguità: “Il nostro progetto è e resterà del tutto autonomo sul piano strategico come su quelli politico, culturale e organizzativo”. La Costituente di sinistra non è una trappola, e meno che mai una testa di ponte dalemian-veltroniana. “Ma oggi - attacca Ferrero – sarebbe solo una faccenda del ceto politico: si parlerebbe solo delle liste per le europee e del simbolo col quale affrontarle”.
    Per Giordano si tratta, al contrario, del movimento reale che, partendo dal basso, rimette in discussione non tanto le forme organizzative oggi esistenti ma l’intero progetto della sinistra d’alternativa, il cantiere che deve saper partorire quell’idea alternativa di società, adeguata alle forme attuali del comando capitalistico e della produzione del valore, senza la quale dal ghetto in cui l’offensiva del capitale ci ha chiusi non usciremo facilmente. E certo non usciremo presto.
    Si potrebbe aggiungere che se quel cantiere non riuscirà a produrre un’innovazione drastica anche sul piano della forma-partito, da quel ghetto non usciremo affatto.


    http://www.manifestoperlarifondazione.net/?p=79
    Le sottolineature sono mie, da notare il solito frasario bertinottiano (diritti civili e sociali ecc.) e la descrizione degli interventi di Ferrero, che non interviene, ma attacca ogni volta...

  3. #3
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    E' bellissima la parte dopo l'ultima sottolineatura... la costituente della sinistra come "movimento reale"

    Vabbè, s'accontentano di poco questi. Il bello è che, anche vista attraverso le loro distorsioni, la proposta di Ferrero è mille volte più allettante

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Rikycccp Visualizza Messaggio
    di Matteo Bartocci


    su Il Manifesto del 07/06/2008


    Il 12 giugno torna l'ex presidente della camera per Vendola. L'ex ministro replica

    Nel pianeta rosso di Rifondazione scoppia la «guerra dei seminari». Il D-Day è fissato per il 12 giugno a Roma, quando Fausto Bertinotti presenterà l'ultimo numero della sua rivista Alternative dedicato alle «ragioni della sconfitta» mentre Paolo Ferrero sarà al Pigneto a discutere di «partito sociale» insieme a un ex ministro venezuelano e a Tiny Cox del «partito del pomodoro» olandese. Due iniziative diverse tra loro che illuminano bene le differenti prospettive sul futuro della sinistra delle due anime principali del Prc. Per il suo ritorno sulla scena pubblica dopo la sconfitta della Sinistra arcobaleno, Fausto Bertinotti ha chiamato un po' tutti: dalemiani come Latorre, il braccio destro di Veltroni Bettini, intellettuali come Tortorella, Tranfaglia, Tronti e Tamburrano, i partiti della sinistra. In platea mezza mozione Vendola e dal palco interverranno sia Giordano che il presidente della Puglia.
    Paolo Ferrero invece sarà al seminario organizzato da «Associa - per il socialismo del XXI secolo» in un luogo simbolico per lo smarrimento a sinistra come il Pigneto. Parole chiave «democrazia, mutualismo e vertenzialità» ma sul tavolo c'è soprattutto un'idea concreta in tempi di «casta»: la proposta del partito olandese (ex-ex maoisti, il 13% alle ultime elezioni) di un tetto di duemila euro al mese per i propri parlamentari. «Per ricostruire la sinistra si deve partire dalla sua utilità sociale e non dalla rappresentanza - spiega Ferrero - si inizia a parlare di costituente plurale e si finisce a discutere con quale simbolo ti presenti alle europee». Per l'ex ministro il «partito sociale» è il compimento naturale del cammino iniziato a Genova: «Va bene criticare l'autonomia della politica ma dobbiamo imparare a stare nella società sempre, anche quando non si esprime in movimento».
    Anche se nessuno vuole mettere in contrapposizione i due eventi (Ferrero e Bertinotti si sono spiegati per telefono un paio di giorni fa) la contrapposizione è nei fatti. E in sottofondo la resa dei conti congressuale infuria. E' possibile che a luglio non ci sarà nessuna maggioranza. Secondo il voto in 93 comitati politici federali su 121 (circa 3.500 quadri di partito) Ferrero è in testa per 1.692 voti a 1.234. In percentuale, la sua mozione oscilla tra il 47-49% e quella di Vendola tra il 36-40% (la mozione Pegolo è al 9%). Ma è un voto che fotografa l'esistente, non tiene conto degli astenuti e non pregiudica nulla nei congressi veri, quelli di federazione e di circolo.

    http://www.esserecomunisti.it/index....Articolo=23832
    Se gli incontri con questi personaggi adesso si trasformeranno in azioni concrete dopo un'eventuale maggioranza al Congresso, Ferrero sarà un ottimo segretario.

  5. #5
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    È proprio vero che la libertà è preziosa; così preziosa che dovrebbe essere razionata.
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    A me sembra lo scrontro tra generli senza esercito e, peggio, senza idee.
    non per polemizzare, ma sono documenti congressuali - per motivi opposti - davvero vergognosi sia dal punto di vista dell'analisi che da quello del progetto politico auspicato.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da komsomol Visualizza Messaggio
    A me sembra lo scrontro tra generli senza esercito e, peggio, senza idee.
    non per polemizzare, ma sono documenti congressuali - per motivi opposti - davvero vergognosi sia dal punto di vista dell'analisi che da quello del progetto politico auspicato.
    Infatti. Il bello è che quando chiedi ai compagni riscopertisi ferreriani di spiegarti per punti l'analisi e il piano di rilancio del partito ti dicono: "prima salviamo Rifondazione poi si vede...".

    Quello che vuole fare Vendola, al di là dell'orgia di parole scritte sul suo documento, si sa, anche perchè i suoi sostenitori non riescono a trattenersi dalle esternazioni. Ma quello che hanno in mente i sostenitori del doc. 1 sembra imperscrutabile. Ognuno ha la sua idea, spesso diversa e in contraddizione con quella dell'altro: l'unica cosa che emerge è che è un documento 'di sintesi'...ok, ma sintesi di che cosa?

  7. #7
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    È proprio vero che la libertà è preziosa; così preziosa che dovrebbe essere razionata.
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    Citazione Originariamente Scritto da Lev Davidovic Visualizza Messaggio
    Infatti. Il bello è che quando chiedi ai compagni riscopertisi ferreriani di spiegarti per punti l'analisi e il piano di rilancio del partito ti dicono: "prima salviamo Rifondazione poi si vede...".

    Quello che vuole fare Vendola, al di là dell'orgia di parole scritte sul suo documento, si sa, anche perchè i suoi sostenitori non riescono a trattenersi dalle esternazioni. Ma quello che hanno in mente i sostenitori del doc. 1 sembra imperscrutabile. Ognuno ha la sua idea, spesso diversa e in contraddizione con quella dell'altro: l'unica cosa che emerge è che è un documento 'di sintesi'...ok, ma sintesi di che cosa?
    Infatti il paradosso (terrificante, ben inteso) è che almeno il doc2 - vendola - ha una sua coerenza interna; si prosegue ed anzi si rilancia sul movimentismo, sul revisionismo post (se noni anti) marxista, sul partito "leggero" come movimento d'opinione, sul pacifismo, sulla ricerca ulteriore di una verifica ed un confronto con il pd.......insomma si sostiene che a venezia non si è affatto sbagliato, semmai si è stati incoerenti dopo rispetto a quelle decisioni.
    Il doc 1, all'opposto, dice tutto ed il contrario di tutto. (ovvero: un salvacondotto burocratico per parte della segreteria attuale, almeno i bertinottiani hanno il coraggio di perseverare sulla loro visione)

  8. #8
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    Maiori forsan cum timore sententiam in me fertis quam ego accipiam
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    Citazione Originariamente Scritto da komsomol Visualizza Messaggio
    A me sembra lo scrontro tra generli senza esercito e, peggio, senza idee.
    non per polemizzare, ma sono documenti congressuali - per motivi opposti - davvero vergognosi sia dal punto di vista dell'analisi che da quello del progetto politico auspicato.
    Vergognose invece sono due categorie di persone: quelle che proseguono sulla stessa strada pur dopo aver preso una batosta e quelle che continuano a criticare, propagandandosi per puriste senza aver un benchè minimo ruolo di direzione (e forse senza nemmeno volerlo).

  9. #9
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    È proprio vero che la libertà è preziosa; così preziosa che dovrebbe essere razionata.
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    Citazione Originariamente Scritto da Niccolò Visualizza Messaggio
    Vergognose invece sono due categorie di persone: quelle che proseguono sulla stessa strada pur dopo aver preso una batosta e quelle che continuano a criticare, propagandandosi per puriste senza aver un benchè minimo ruolo di direzione (e forse senza nemmeno volerlo).
    se mi dai del purista lo prendo come complimento; il ruolo di direzione è spettato a coloro che hanno vinto l'ultimo congresso, e non certo a coloro che racimolarono un 7/8 %.
    Così come, consequenzialmente, coloro che hanno guidato il partito alla disfatta dovrebbero essere mandati a casa nonostante riverniciature ideologiche e tattiche dell'ultim'ora (doc.1) o peggio nonostante la terribile perseveranza sulle linee programmatiche di venezia (doc.2).

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da komsomol Visualizza Messaggio
    se mi dai del purista lo prendo come complimento; il ruolo di direzione è spettato a coloro che hanno vinto l'ultimo congresso, e non certo a coloro che racimolarono un 7/8 %.
    Così come, consequenzialmente, coloro che hanno guidato il partito alla disfatta dovrebbero essere mandati a casa nonostante riverniciature ideologiche e tattiche dell'ultim'ora (doc.1) o peggio nonostante la terribile perseveranza sulle linee programmatiche di venezia (doc.2).
    In partito comunista dovrebbe esservi una direzione collegiale, non la regola chi vince si piglia tutto, la mozione uno è stata l'unica a mettere nero su bianco che la gestione del partito deve essere collegiale...

 

 
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