Il gruppo dei negoziatori ci è stato precluso. Ci è stato precluso da un governo debole, ancorato ad una coalizione larga, e per certi versi immobile. Il veto tedesco significa per noi l'estromissione dal gruppo di coloro che contano. Una partecipazione che avrebbe rilanciato l'Italia non solo da un punto di vista internazionale, ma anche interno con le spinte ad una maggiore sicurezza ed una maggiore efficienza dei nostri servizi segreti. Ma il problema, è senz'altro di natura politica.
L'inclusione della Germania in quel gruppo, è il trampolino di lancio che la proietterebbe ad avere un seggio permanente all'interno dell'ONU. Da un punto di vista internazionale, questo è inaccettabile, per vari motivi.
Primo fra tutti, perorare la propria causa sfruttando un momento di crisi diplomatica, con l'aggravante di un possibie attacco all'Iran è pericoloso. Si rischia di perdere di vista quella che è la vera ratio di quel gruppo, cioè negoziare con l'Iran l'abbandono dell'arricchimento dell'uranio per fini militari. Il rischio c'è ed è grave. Lo dimostra la strenua opposizione della Germania all'ingresso italiano, nonostante gli "endorcement" di Francia e Stati Uniti. Collegato a ciò si giunge al secondo motivo. L'ingresso dell'Italia nel 5+1 significherebbe l'abbandono delle velleità tedesche e la perdita di una posizione centrale che la Germania e la Francia hanno nel sistema europeo (almeno sull'eurozona). Il terzo motivo, riguarda la stessa capacità della cancelliera Merkel di attuare pressioni diplomatiche notevoli, rispetto a quelle che potrebbe, per esempio attuare l'Italia. Innanzi tutto, il governo tedesco è debole, formato da indirizzi diversi che possono riflettersi in parlamento. L'ostinazione della Merkel, poi, potrebbe avere effetti nei suoi confronti. L'eventuale richiesta di politiche più dure e più incisive dei 5 nei confronti dell'1, potrebbe portare ad uno sfaldamento della coalizione governativa, che verosimilmente mantiene due linee (seppur convergenti) diverse. Un menbro in più, ridurebbe le pressioni sia economiche che politiche che gravano sui paesi negoziatori.
Per farla breve: la Germania si oppone alla costituzione di un 5+2 poichè questo non le permetterebbe di avere un ruolo centrale a livello internazionale (dopo i 5 memebri permanenti), ruolo che dovrebbe condividere con l'Italia. A questo bisognerebbe aggiungere i risvolti che l'ostinazione (credo che definirla stupida mi sia consentito!) tedesca può avere sulla sua politica interna.
Il comportamento tedesco non è quindi frutto di una vera e propria analisi internazionale, ma bensì del mero interesse nazionale che la signora Merkel vuole perseguire cercando di elevare la Germania a livello internazionale.




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