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  1. #1
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    Predefinito Le Intercettazioni in Inghilterra sono 1000 al giorno (doc ufficiale inside)

    Preso da : http://gisa.splinder.com/tag/ferrara

    Un rapporto ufficiale di sir Paul Kennedy, «interception communications commissioner», rivela che in Inghilterra si intercettano 1000 nuove persone al giorno, anche perché lì non è come in Italia, dove i soli abilitati a intercettare sono i giudici: lì sono ben 653 gli organismi che possono farlo, non solo l’intelligence e la polizia, ma anche gli uffici finanziari e fiscali, i direttori delle carceri, e persino il servizio ambulanze e i pompieri. Dal che si deduce che Giuliano Ferrara vale tante balle quanto pesa.

    Vedi Report of the Interception of Communications Commissioner for 2006

  2. #2
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    Dino Martirano per il “Corriere della Sera”


    «Pubblicare pagine di intercettazioni penalmente irrilevanti sulla vita privata delle persone è incivile: per questo dobbiamo usare il massimo della severità con il dipendente pubblico che fornisce alla stampa atti coperti da segreto. Ma la tutela della privacy, non può realizzarsi con l'azzeramento di questo strumento investigativo. Così facendo, ci arrenderemmo davanti al crimine».

    Luciano Violante — l'ex magistrato che ha guidato l'Antimafia e l'Aula di Montecitorio — è convinto che in materia di intercettazioni ci siano due diritti in conflitto: «Il diritto all'opacità della vita privata, fondamento delle democrazie moderne, e il diritto alla libertà dal crimine. Dobbiamo trovare un equilibrio. Si può tutelare la riservatezza dei cittadini senza disarmare lo Stato nei confronti di delitti come la pedofilia, le estorsioni, i sequestri di persona, concussioni e corruzioni, traffici di stupefacenti e di esseri umani».

    Berlusconi propone la pena di 5 anni di carcere per i pubblici ufficiali che passano verbali coperti da segreto ai giornalisti. E' una previsione troppo severa?
    «Anche il ddl Mastella, quello approvato con 400 sì e solo 7 astensioni alla Camera, prevedeva il carcere (da 1 a 5 anni, ndr) per il pubblico ufficiale che avesse rivelato notizie e atti coperti da segreto».

    Quindi, il giro di vite, almeno su questo punto, è condivisibile.
    «In un Paese dove si arrestano Riina e Provenzano e si scopre chi ha organizzato il sequestro di Abu Omar, dovremmo essere capaci di individuare il magistrato, il cancelliere o il maresciallo che passa i verbali al giornalista. Fa bene la magistratura a segnalare i rischi della proposta avanzata dal presidente del Consiglio. Ma la stessa magistratura dovrebbe interrogarsi sull'inaccettabile impunità di chi viola questo tipo di segreti. Perché i responsabili non sono mai individuati? E poi c'è un problema di etica professionale. L'intercettazione non può essere in ogni caso la regina delle prove, come era la confessione negli anni '50 e '60. Anche allora ci furono terribili abusi. E' un mezzo invasivo e va usato con accortezza».



    Come mai questa impunità?
    «È la domanda che dovrebbe porsi anche l'Anm. Non ci mancano i mezzi e le capacità professionali per individuare i responsabili. Bisogna cominciare a colpirli».



    Il governo intende limitare le intercettazioni solo alle indagini di mafia, di terrorismo e di grande criminalità organizzata.

    «Stiamo discutendo se dare il foglio di via alle prostitute; e poi impediremmo di intercettare chi organizza il racket? E' una impostazione non condivisibile».

    Corruzione e concussione, reati per i quali oggi gli indagati possono essere intercettati, sono un aspetto non secondario..
    «Sono reati che tutti i Paesi civili considerano molto gravi».

    Il ddl Mastella prevedeva fino a 100 mila euro di ammenda per i giornalisti.
    «La pubblicazione aumenta la vendita dei giornali. Il problema, quindi non è tanto del giornalista quanto dell'editore. Questo è un tema da affrontare insieme agli editori e ai giornalisti»
    http://dagospia.excite.it/articolo_index_41108.html

  3. #3
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    L'intercettazione non può essere in ogni caso la regina delle prove, come era la confessione negli anni '50 e '60.
    sacrosantissimo

  4. #4
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    http://www.corriere.it/editoriali/08...4f02aabc.shtml


    Leggende spacciate per verità

    di Luigi Ferrarella



    Una sfilza di luoghi comuni, spacciati per verità, compromette la serietà della discussione sull’annunciato intervento legislativo sulle intercettazioni. Che siano «il 33% delle spese per la giustizia», come qualcuno ha cominciato a dire e tutti ripetono poi a pappagallo, è un colossale abbaglio: per il 2007 lo Stato ha messo a bilancio della giustizia 7 miliardi e 700 milioni di euro, mentre per le intercettazioni si sono spesi non certo 2 miliardi abbondanti, ma 224 milioni. Però è una leggenda ben alimentata. Si lascia credere il falso giocando sull’ambiguità del vero, cioè sul fatto che le intercettazioni pesano davvero per un terzo su un sottocapitolo del bilancio della giustizia: quello che sotto il nome di «spese di giustizia» ricomprende anche i compensi a periti e interpreti, le indennità ai giudici di pace e onorari, il gratuito patrocinio, le trasferte della polizia giudiziaria. Spese peraltro tecnicamente «ripetibili», cioè che lo Stato dovrebbe farsi rimborsare dai condannati a fine processo: ma riesce a farlo solo fra il 3 e il 7%, eppure su questa Caporetto della riscossione non pare si annuncino leggi-lampo.
    «Siamo tutti intercettati» è altra leggenda che, alimentata da una bizzarra aritmetica «empirica», galleggia anch’essa su un’illusione statistica. Il numero dei decreti con i quali i gip autorizzano le intercettazioni chieste dai pm non equivale al numero delle persone sottoposte a intercettazione.
    Le proroghe dei decreti autorizzativi sono infatti a tempo (15 o 20 giorni) e vanno periodicamente rinnovate; inoltre un decreto non vale per una persona ma per una utenza. Dunque il numero di autorizzazioni risente anche del numero di apparecchi o di schede usati dal medesimo indagato (come è norma tra i delinquenti).
    «Le intercettazioni sono uno spreco» è vero ma falso, nel senso che è vero ma per due motivi del tutto diversi da quello propagandato. Costano troppo non perché se ne facciano troppe rispetto ad altri Paesi, dove l’apparente minor numero di intercettazioni disposte dalla magistratura convive con il fatto che lì le intercettazioni legali possono essere disposte (in un numero che resta sconosciuto) anche da 007, forze dell’ordine e persino autorità amministrative (come quelle di Borsa).
    Invece le intercettazioni in Italia costano davvero troppo (quasi 1 miliardo e 600 milioni dal 2001) perché lo Stato affitta presso società private le apparecchiature usate dalle polizie; e in questo noleggio è per anni esistito un Far West delle tariffe, con il medesimo tipo di utenza intercettata che in un ufficio giudiziario poteva costare «1» e in un altro arrivava a costare «18». Non a caso Procure come la piccola Bolzano (costi dimezzati in un anno a parità di intercettazioni) o la grande Roma (meno 50% di spese nel 2005 rispetto al 2003 a fronte di un meno 15% di intercettazioni) mostrano che risparmiare si può. E già il ddl Mastella puntava a spostare i contratti con le società private dal singolo ufficio giudiziario al distretto di Corte d’Appello (26 in Italia).
    L’altra ragione del boom di spese è che, ogni volta che lo Stato acquisisce un tabulato telefonico, paga 26 euro alla compagnia telefonica; e deve versare al gestore circa 1,6 euro al giorno per intercettare un telefono fisso, 2 euro al giorno per un cellulare, 12 al giorno per un satellitare. Qui, però, stranamente nessuno guarda all’estero, dove quasi tutti gli Stati o pagano a forfait le compagnie telefoniche, o addirittura le vincolano a praticare tariffe agevolate nell’ambito del rilascio della concessione pubblica.
    «Proteggere la privacy dei terzi», nonché quella stessa degli indagati su fatti extra-inchiesta, non è argomento (anche quando sia agitato pretestuosamente) che possa essere liquidato con un’arrogante alzata di spalle. Ma è obiettivo praticabile rendendo obbligatoria l’udienza-stralcio nella quale accusa e difesa selezionano le intercettazioni rilevanti per il procedimento, mentre le altre vengono distrutte o conservate a tempo in un archivio riservato. E qui proprio i giornalisti dovrebbero, nel contempo, pretendere qualcosa di più (l’accesso diretto a quelle non più coperte da segreto e depositate alle parti) e accettare qualcosa di meno (lo stop di fronte alle altre).
    Prima di dire poi che «le intercettazioni sono inutili»andrebbe bilanciato il loro costo con i risultati processuali propiziati. Ed è ben curioso che, proprio chi ha imperniato la campagna elettorale sulla promessa di «sicurezza» per i cittadini, preveda adesso di eliminare questo strumento che, per fare un esempio che non riguarda la corruzione dei politici, ha consentito la condanna di alcune delle più pericolose bande di rapinatori in villa nel Nord Italia, e ancora ieri ha svelato a Milano il destino di pazienti morti in ospedale perché inutilmente operati solo per spillare rimborsi allo Stato. Senza contare (c’è sempre del buffo nelle cose serie) che proprio Berlusconi ben dovrebbe ricordare come un anno fa siano state le intercettazioni, che ora vorrebbe solo per mafia e terrorismo, a «salvare» in extremis da un sequestro di persona il socio di suo fratello Paolo.
    Ma il dato più ignorato, rispetto al ritornello per cui «le intercettazioni costano troppo», è che sempre più si ripagano. Fino al clamoroso caso di una di quelle più criticate per il massiccio ricorso a intercettazioni, l’inchiesta Antonveneta sui «furbetti del quartierino». Costo dell’indagine: 8 milioni di euro. Soldi recuperati in risarcimenti versati da 64 indagati per poter patteggiare: 340 milioni, alcune decine dei quali messi a bilancio dello Stato per nuovi asili. Il resto, basta a pagare le intercettazioni di tutto l’anno in tutta Italia.
    10 giugno 2008

  5. #5
    Aspettando Mauro V....
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    Certo che se prendiamo a modello la Gran Bretagna, patria delle telecamere infilate in ogni vano, che si sta avviando verso il primo premio per lo Stato più orwelliano d'Europa...


    http://punto-informatico.it/p.aspx?i=1844824

    http://punto-informatico.it/p.aspx?i=158949

    http://punto-informatico.it/p.aspx?i=1789991

    http://punto-informatico.it/p.aspx?i=1702447

    http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2155634

    http://punto-informatico.it/p.aspx?i=1762229

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da JCC70 Visualizza Messaggio
    Certo che se prendiamo a modello la Gran Bretagna, patria delle telecamere infilate in ogni vano, che si sta avviando verso il primo premio per lo Stato più orwelliano d'Europa...


    http://punto-informatico.it/p.aspx?i=1844824

    http://punto-informatico.it/p.aspx?i=158949

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    http://punto-informatico.it/p.aspx?i=1702447

    http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2155634

    http://punto-informatico.it/p.aspx?i=1762229
    Quando vedo sul Sole 24 ore che si scrive 5.500 intercettazioni
    per Gran Bretagna ... e poi scopro che ce ne sono 365.000 ...

    http://www.ilsole24ore.com/art/SoleO...lesView=Libero

  7. #7
    Aspettando Mauro V....
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    Citazione Originariamente Scritto da ywc08 Visualizza Messaggio
    Quando vedo sul Sole 24 ore che si scrive 5.500 intercettazioni
    per Gran Bretagna ... e poi scopro che ce ne sono 365.000 ...

    http://www.ilsole24ore.com/art/SoleO...lesView=Libero

    E con ciò? Evidentemente "Il Sole" ha scritto una fregnaccia. Ciò non toglie che il modello inglese sia eccessivamente invasivo (ad essere ottimisti) e sia da vedere come il fumo negli occhi da parte di qualsiasi persona che non sia disposta a sacrificare la propria privacy in favore della lotta al crimine. Che i poliziotti smuovano le terga e acchiappino i criminali senza monitorare TUTTI i cittadini con metodi sempre più invasivi.

    Scusa, ma un manifesto del genere mi mette i brividi addosso:





    Concettualmente non è molto diverso dai manifesti elettorali con il "rassicurante" faccione a 48 denti di Berlusconi a promettere mari e monti.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da JCC70 Visualizza Messaggio
    E con ciò? Evidentemente "Il Sole" ha scritto una fregnaccia. Ciò non toglie che il modello inglese sia eccessivamente invasivo (ad essere ottimisti) e sia da vedere come il fumo negli occhi da parte di qualsiasi persona che non sia disposta a sacrificare la propria privacy in favore della lotta al crimine. Che i poliziotti smuovano le terga e acchiappino i criminali senza monitorare TUTTI i cittadini con metodi sempre più invasivi.

    Scusa, ma un manifesto del genere mi mette i brividi addosso:





    Concettualmente non è molto diverso dai manifesti elettorali con il "rassicurante" faccione a 48 denti di Berlusconi a promettere mari e monti.
    ... ti sei chiesto se agli inglesi questo sacrificio della privacy va bene??

  9. #9
    Aspettando Mauro V....
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    Citazione Originariamente Scritto da polemiko Visualizza Messaggio
    ... ti sei chiesto se agli inglesi questo sacrificio della privacy va bene??

    No, perché di quel che pensano gli inglesi non m'importa un fico secco. Su un forum scrivo le mie opinioni, che non derivano da quel che pensano gli inglesi, ma da quel che penso io

    Inoltre quel che pensano gli inglesi non è attendibile e influente. L'Inghilterra, come tutti i Paesi occidentali, non è immune da bombardamenti mediatici. Così come in Italia si usano le emergenze per "far passare" i decreti ad personam, in Inghilterra si usa l'emergenza terrorismo per "far passare" lo Stato orwelliano. La tecnica è sempre quella, ogni Stato la declina secondo opportunità.

  10. #10
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    la gran bretagna è uno stato ormai pronto per divenire totalitario e che è già oppressivo, in cui una dittatura "silenziosa" dei sistemi di controllo elettronico della popolazione è già in opera, sia pure se manovrata da persone non ancora corrotte moralmente come i magistrati e i funzionari che hanno

    se però domani un solo criminale arrivasse in una posizione di potere sufficientemente alta la Gran Bretagna potrebbe scivolare in un totalitarismo terrificante perchè invincibile e farlo in pochissimi anni. Si stanno esponendo a un rischio immenso e temo sia solo questione di tempo.

    quoto JCC70, è il peggiore esempio possibile
    _
    P R I M O_M I N I S T R O_D I _P O L
    * * *

    Presidente di Progetto Liberale

 

 
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