



Ok, mi correggo: il valore del titolo dovrebbe dipendere dall'economia reale, non il contrario.
Ripeto: per me la finanza internazionale è l'AIDS del mondo, e dell'occidente in particolare.
Basta guardare gli U.S.A. prima con la New Economy, poi coi mutui sub prime, ora con le speculazioni sugli alimentari...
Hanno perso il primato, se lo sono giocato proprio in omaggio ai mercati finanziari, e tempo un altro decennio la Russia li avrà ridotti a potenza di second'ordine.
'A vendetta de Carlo Marx![]()






Un mio prof.di economia,alcuni anni fa ,ci diceva che quando l'economia si finanziarizza troppo allora l'economia reale(merci e servizi) si deprime.
Infatti se hai notato,in abbondanza in questi anni c'è solo un'enorme liquidità(carta straccia) che crea insicurezza negli stessi operatori finanziari, e negli imprenditori veri e naturalmente anche nei governi che non sanno come fare per metterci una pezza.
Si accontentano di nascondere con percentuali fasulle l'incremento esponenziale della svalutazione della moneta e dell'aumento dell'espropriazione del risparmio dei percettori di reddito dipendente e autonomo.
In ultimo,nessuna ricetta economica di destra e sinistra è riuscita a far partire l'economia europea ed italiana che cresce con tassi prossimi allo zero .
Infine, a complicare il quadro esiste il problema della produzione energetica che scatenerà certamente crisi e poi qualche conflitto regionale,mondiale lo escludo.


l' unica cosa che non voglio credere, perche' mi sembra veramente priva di senso, e' che il Cav. porti proprio sfiga.
ma non ci voglio nemmeno pensare che la borsa vada male per i prossimi 5 anni.




Male o bene che vada sarà ininfluente su una eventuale ripresa economica. E non si capisce proprio a che serve.
Direi che tutte le bislacche teorie di un sistema finanziario che alimentava se stesso e ci portava in un paradiso opposto a quello comunista si sono dimostrate appunto bislacche teorie.
Cina e India ci stanno dimostrando che la crescita economica dipende ancora dalla manifattura, e cioè dalla creazione di valore aggiunto. La Russia ci sta dimostrando che la potenza si basa sui soliti vecchi fattori: Stato centralizzato, materie prime, territorio e popolazione.
E mentre gli altri fondano università, cavano e creano gigantesche ricchezze, in Europa abbiamo i banchieri pronti col laccio per strozzare tutto lo strozzabile in omaggio alla lotta all'inflazione.
Poi senti in televisione che un terzo degli europei ha problemi a nutrirsi.
Suvvia, siamo ridotti a lesinarci il cibo, ma che destino volete che abbiamo.
Sembriamo l'Unione Sovietica, con le nomenclature impegnate con le liturgie di partito mentre al sistema si infradiciavano le fondamenta.



