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La Curia chiede l'8 per mille:
«Altrimenti paghe precarie per i preti»
L'incaricato di via Altabella: quella quota è indispensabile
In periodo di dichiarazioni dei redditi, anche la Curia si fa sentire: «L'apporto dell'8 per mille al sostentamento del clero è assolutamente indispensabile», scrive Maurizio Martone, incaricato diocesano per il Sovvenire, su Bologna7, settimanale della Curia.
Un sacerdote appena ordinato - viene spiegato - ha diritto a uno stipendio netto mensile di 883 euro; un vescovo ormai in vista della pensione, invece, riceve 1.376 euro. E non c’è tredicesima. «Come è possibile da tutti constatare - conclude Martone - l’apporto dell’8 per mille al sostentamento del clero è assolutamente indispensabile: in mancanza di esso lo stipendio dei preti bolognesi sarebbe del tutto precario e in balia del sostegno diretto da parte dei fedeli i quali per ora concorrono soltanto con una quota dell’8%».
Infine, un bilancio degli anni passati. Nel 2008, la spesa complessiva per il sostentamento di 35.000 sacerdoti in attività (e 3.000 esonerati per ragioni d’età o salute) è stata di 565,9 milioni di euro: il 61% (342,2 milioni) viene dall’8 per mille, il 39% da remunerazioni proprie dei preti, contributi di parrocchie o altri enti ecclesiastici, dagli istituti diocesani per il sostentamento o da offerte deducibili.




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