
Originariamente Scritto da
Nicola Parente
Estratto dall'editoriale di Augusto Minzolini, "La Stampa" 18 giugno 2008
Il Cavaliere ha spiattellato anche davanti al suo consigliere principe le prove che dimostrano quanto la linea adottata con la lettera al presidente del Senato, Schifani, fosse obbligata. «Se pensano di mettermi in un angolo come nel ‘94, si sbagliano - ha spiegato -. Io vado giù dritto e non mi fermo. Non mi faccio ricattare da un giudice quando ho dimostrato la mia innocenza. Lo dirò a Napolitano. Ho un testimone che ha ascoltato una conversazione tra il presidente del Tribunale, Nicoletta Gandus, e un altro magistrato.
La Gandus ha detto questa frase al suo interlocutore: “A questo str... di Berlusconi gli facciamo un c... così. Gli diamo sei anni e poi lo voglio veder fare il Presidente del Consiglio”». Arrivato al Quirinale con questo stato d’animo il Cavaliere ha tenuto il punto: Napolitano si è lagnato per questi continui inserimenti di emendamenti in decreti che arrivano in Parlamento dopo aver ottenuto il visto del capo dello Stato; Berlusconi ha spiegato le sue ragioni. Alla fine i due sono rimasti sulle rispettive posizioni ma il Capo dello Stato probabilmente alla fine metterà la firma sul provvedimento.
http://www.lastampa.it/redazione/cms...3857girata.asp