Ancora in giro per la Campania, quante cose sconosciute ai più e semi-abbandonate.
L'anfiteatro di Avella fu edificato tra il I secolo a.C. e il II d.C. Delle mura conosciamo abbastanza bene il tracciato ad andamento regolare di tutta la metà orientale e la sola parte ben conservata, incorporata nell'anfiteatro, è in "opus incertum" con blocchetti irregolari di varie dimensioni, per cui può essere datata dopo la seconda guerra punica, che interessò più direttamente la vicina Nola, e quindi al II secolo a.C.
All'Arena si accedeva attraverso due porte principali: la "Porta Triumphalis", orientata in direzione della città, e dal lato opposto la "Porta Libitinensis", dalla quale venivano portati via i glodiatori morti in combattimento. Una terza porta, ad ovest, era riservata ai giudici di gara.
Sono ben conservati i due "vomitoria" di accesso nell'asse maggiore dell'ellisse (itinera magna) con degli ambienti laterali, e il podio che divideva la curva dall'arena, e dei sedili in tufo dell'ima cavea interrotti in corrispondenza dell'asse minore da podii (tribunali). Molto interessante è un ambiente laterale con tracce di un'edicola riservata ad una divinità.
I a.C - Dall'alto: porta "Triumphalis" d'accesso dei gladiatori





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