Reintrodurre l'immunità parlamentare e rivedere alcuni aspetti dell'obbligatorietà dell'azione penale: sono i due principali obiettivi "a lungo termine" indicati dal ministro della Giustizia, Angelino Alfano, in un'intervista al quotidiano 'Il Foglio'. Secondo il Guardasigilli, l'approvazione del lodo sulle immunità per le quattro più alte cariche dello Stato libera il campo a una "più serena" ipotesi di riforma della giustizia.
"Il Paese - dice Alfano - forse non è pronto perché si abolisca. Ma si può proseguire sulla strada delle priorità date ai procedimenti più urgenti, come auspicato anche da esponenti del centrosinistra, come Luciano Violante".
E alla domanda se sarà proprio Violante il prossimo giudice costituzionale, risponde: "Non spetta a me promuoverne la nomina, certo ha recentemente espresso posizioni non distanti dalle nostre". Sulle modifiche all'azione penale obbligatoria, Alfano ritiene che la strada da intraprendere sia "quella di una cornice di priorità scelte dal legislatore e raccolte direttamente dalla sensibilità dei cittadini".
Quanto alla reintroduzione dell'immunità parlamentare, il ministro precisa che sarà il parlamento e non il governo a farlo: "Vedo una larga convergenza sul tema. Il Pd, con l'onorevole Mantini, e l'Udc, con l'onorevole Casini, hanno già preparato un testo che dovrebbe rimandare all'ipotesi dell'immunità europea. Mi risulta che alcuni esponenti del Pdl siano al lavoro per scrivere testi orientati nella medesima direzione. Quindi dopo l'estate faremo il punto e decideremo il da farsi"