Cronache Rievocato in tribunale l'incidente in canoa che costò
la vita alla piccola Billie
Padre sceglie quale gemello salvare
La tragedia dell'annunciatore tv Ian Clayton: «Lui mi chiedeva di
aiutare lei»
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
LONDRA —Ian Clayton è un annunciatore della tv dello Yorkshire,
presenta programmi culturali e scrive libri di storia. Aveva due
figli di nove anni, un maschio e una femmina, gemelli. E una mattina
di aprile del 2006 ha dovuto decidere chi dei due salvare e chi
abbandonare.
Il signor Clayton li aveva portati in gita sul fiume Wye in Galles,
aveva affittato una canoa, aveva fatto indossare ai bambini i
giubbotti salvagente anche se quel tratto di fiume è considerato
tranquillo, adatto ai principianti come lui. La barca si è
rovesciata: Edward è riuscito ad aggrapparsi a un tronco, la
sorellina Billie è rimasta intrappolata, il padre non riusciva a
vederla. «Ho nuotato verso Edward, l'ho preso tra le mie braccia e
l'ho portato a riva. Lui mi ha detto, mi ha implorato: "Salva lei
prima". È difficile capire quello che aveva nel cuore quel bambino
in quel momento. Io continuavo a ripetergli di stare calmo, di
lasciarsi trasportare e lui mi ha risposto "non mi lascerai morire,
vero papà?" ». Messo in salvo Edward, Ian Clayton si è voltato, ma
la corrente aveva già portato a fondo la canoa con Billie.
Sono arrivati i soccorsi. «Quando l'ho rivista era su un tavolo
dell'obitorio. E ancora oggi mi chiedo se ho fatto tutto quello che
potevo, se ho preso la decisione giusta, o se avrei dovuto cercare
prima lei». Queste cose Ian Clayton le ha raccontate ieri in un'aula
di tribunale in Galles, durante il dibattimento per accertare se
l'agenzia che aveva affittato la canoa aveva colpa. I due
proprietari della piccola agenzia non avevano dimestichezza con le
acque del fiume, hanno ammesso che l'ultima volta che erano stati su
una canoa in quel tratto risaliva al 2004, forse all'inizio del
2005. Si limitavano a fornire le barche, i giubbotti, gli elmetti e
a consigliare di stare sul lato destro. Quando avevano visto che
quella canoa era finita sul lato sbagliato, quello con la corrente
più forte, avevano gridato con l'altoparlante di spostarsi. Nella
manovra l'incidente.
Nel 2006 la morte di Billie era stata raccontata in poche righe in
cronaca nera: «Figlia di un presentatore tv affoga durante una gita
in canoa ». Il Guardian l'ha ripresa adesso per raccontare l'epilogo
giudiziario. Gli ispettori della protezione civile hanno
testimoniato che non è necessaria la licenza per affittare barche, a
meno che l'agenzia non organizzi escursioni guidate e dunque sotto
la propria responsabilità. Hanno detto che 250 mila turisti
discendono sul fiume Wye ogni anno e che solo il 10 per cento di
loro si affida ad agenzie con licenza. Il magistrato ha deciso per
un verdetto di «incidente» e ha aggiunto che scriverà alle autorità
per sollecitare «una revisione delle procedure di sicurezza ». Il
giudice non ha potuto dare una risposta al padre: «Mi chiedo se
saprò mai se quella mattina ho fatto la cosa giusta».
Guido Santevecchi
19 giugno 2008
corriere della sera di oggi
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