CRO - Targa a Pannunzio, in campo "Striscia". E anche Emanuele Filiberto
Roma, 22 apr (Il Velino) - Non si esaurisce la polemica sulla targa dedicata al centenario della nascita di Mario Pannunzio che il Centro Pannunzio di Torino voleva affiggere sulla facciata del palazzo romano dove era ospitata la redazione dei primi numeri del Mondo, il settimanale diretto dal grande giornalista. Il Pio Sodalizio dei Piceni, proprietario dell'edificio, ha sollevato un veto, nonostante il parere favorevole della Sovrintendenza della capitale. Dell’“affaire” si è oggi interessata anche “Striscia la Notizia”. Intervistando Franco Quaglieni, presidente del Centro, e Mirella Serri, docente di Letteratura italiana alla Sapienza e autrice de “I profeti disarmati. La guerra fra le due sinistre 1945-1948”, dedicata alla figura di Pannunzio, lo storico inviato del tg satirico, Jimmi Ghione, ha ironizzato sulla decisione dell’istituto. Che il Pio Sodalizio dei Piceni sia infastidito dalla laicità di questa storica figura protagonista dello scontro civile e politico del secondo dopoguerra? Lo scorso 22 marzo, i proprietari avevano infatti motivato il loro “no” col fatto che “in nessuno dei loro palazzi sono state apposte targhe commemorative di eventi che possono essere ricollegati alle attività degli inquilini occupanti”. Ma, nota Quaglieni, "come si spiega allora la targa commemorativa datata 1893 e posta sul lato dell’edificio che affaccia su via dei Prefetti, al giureconsulto Giovanni de Romanis?” La lapide lo definisce “interprete vero di sentimenti cristiani umanitari” e a leggere l’iscrizione pare che a motivare la scelta sia stata la decisione di lasciare “il cospicuo patrimonio al soccorso dei poveri di ogni confessione religiosa”.

Il palazzo risulta appartenere dal 1645 a quella che all'epoca si chiamava Confraternita Casa di Loreto e che ha acquisito l’attuale denominazione di Pio Sodalizio dei Piceni nel 1899. “Peccato che Pannunzio non abbia lasciato un qualche ‘cospicuo patrimonio’ per i poveri”, ha dichiarato ironica al VELINO Mirella Serri. E Quaglieni indica sdegnato l'insegna di un negozio di casalinghi accanto all'ingresso principale del palazzo: “Una lapide commemorativa no, ma una obbrobriosa scritta in plastica ‘Supercasa’ di plastica sì. Forse sono queste le insegne che andrebbero vietate sulle facciate dei palazzi storici”.

Nel corso dell'intervista di “Striscia” c'è stato spazio anche per un imprevisto siparietto: pura casualità ha voluto che il principe Emanuele Filiberto passasse da quelle parti e fosse coinvolto da Ghione nel servizio: “Principe, lei sa chi è Mario Pannunzio?”. “No”, ha risposto l’erede di casa Savoia. E' toccato a Quaglieni improvvisare una breve lezione per inquadrare l'avventura umana, culturale e giornalistica del fondatore del Mondo. E così, anche Emanuele Filiberto ha sposato la “giusta causa” portata avanti “con coraggio” dal Centro Pannunzio. La guerra della "targa" continua.
(Giulia Stanisci) 22 apr 2010 14:48

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