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Eskimo63
Chavez, «niente petrolio a chi espelle gli immigrati» Venezuela e Paraguay contro la direttiva Ue anti-immigrazione, «viola i diritti umani»
Dopo l'approvazione da parte dell'Unione europea delle nuove regole sull'espulsione degli immigrati clandestini
Hugo Chavez minaccia lo stop alle esportazioni di greggio. «Il nostro petrolio non deve arrivare in quei Paesi europei – ha affermato il presidente venezuelano – che adottano i provvedimenti anti-immigrazione approvati dall'Ue e che mostrano segnali di fascismo». Chavez ha anche aggiunto che, come gli europei decidono di rimandare indietro gli immigrati clandestini, così i Paesi latino americani dovrebbero decidere di ritirare i loro investimenti.
A far eco al presidente venezuelano anche il capo di Stato del Paraguay, Fernando Lugo, che ha pienamente appoggiato le parole di Chavez ed ha precisato che la direttiva Ue che, tra l'altro, prevede la detenzione dei clandestini fino a 18 mesi prima dell'espulsione è contro i diritti umani, una «direttiva della vergogna» aggiunge il presidente venezuelano.
Ma l'attivismo di Chavez non si ferma qui ed in Venezuela, dopo petrolio, elettricità e telefonia, arriva il momento della nazionalizzazione dei cementifici. Il governo del Paese sudamericano ha infatti varato un decreto con il quale assume il controllo dell'intera industria cementiera, inclusi gli stabilimenti delle 3 imprese straniere operanti in Venezuela. La messicana Cemex, la francese Lafarge e la svizzera Holcim avranno 60 giorni per negoziare con il governo il prezzo di vendita dei loro stabilimenti che altrimenti saranno espropriati.
(20.6.08)
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