Il metodo: il "Pensiero Radicale"
Soltanto il pensiero radicale è fecondo. Perché esso solo crea concetti audaci che spezzano l’ordine ideologico egemonico, e permettono di sfuggire al circolo vizioso di un sistema di civilta rivelatosi fallimentare. Per riprendere la formula del matematico Rene Thom, autore della «Teoria delle catastrofi», soltanto i "concetti radicali" possono far crollare un sistema nel caos — la "catastrofe" ovvero cambiamento di stato violento e repentino — al fine di dar vita a un altro ordine.
Il pensiero radicale non è "estremista" né utopico, dal momento che in questo caso esso non avrebbe alcuna presa sul reale, ma al contrario esso deve anticipare l’avvenire rompendo con un presente in disfacimento.
Il pensiero radicale è rivoluzionario? Oggi deve esserlo, perche la nostra civilta e giunta alla fine di un ciclo e non alla soglia di un nuovo progresso; e perche attualmente non esiste piu alcuna scuola di pensiero che osi proclamarsi rivoluzionaria dopo il fallimento finale del tentativo comunista.
Pertanto e solo avendo di mira nuovi concetti di civilta che si sara davvero portatori di storicita e di autenticita.
Soltanto dei concetti radicalmente nuovi, miranti a un’altra civilta, sono portatori di storicità. Perché un pensiero radicale? Perché esso va proprio alla radice delle cose, vale a dire "fino all’osso": esso rimette in discussione la concezione del mondo sostanziale di questa civilta, l’egualitarismo — il quale, utopico e ostinato, grazie alle sue contraddizioni interne sta portando l’umanita alla barbarie e all’orrore ecologico-economico.
Per agire sulla storia, e necessario creare delle tempeste ideologiche attaccando, come vide benissimo Nietzsche, i valori, fondamento e ossatura del sistema. Oggi non lo fa piu nessuno: di qui il fatto che, per la prima volta, è la sfera economica (televisione, media, video, cinema, industria dello spettacolo e dell’intrattenimento) che detiene il monopolio della ri-produzione dei valori. Il che porta evidentemente a un’ideologia egemonica senza concetti ne progetti in grado di immaginare una rottura, ma invece fondata su dogmi e anatemi. Oggi, dunque, soltanto un pensiero radicale permetterebbe a delle minoranze intellettuali di creare un movimento, di scuotere il mammut, di squassare tramite elettrochoc (o "ideochoc") la societa e l’ordine del mondo. Ma questo pensiero deve imperativamente sottrarsi al dogmatismo, e al contrario coltivare il riassetto permanente ("la rivoluzione nella rivoluzione", unica intuizione maoista giusta); allo stesso modo esso deve proteggere la sua radicalità dalla tentazione nevrotica delle idee fisse, dai fantasmi onirici, dalle utopie ipnotiche, dalle nostalgie estremiste o dalle ossessioni deliranti, rischi inerenti a ogni prospettiva ideologica.
Per agire sul mondo, un pensiero radicale deve articolare un corpus ideologico coerente e pragmatico, dotato di distacco e flessibilita adattativa. Un pensiero radicale e prima di tutto un porsi delle domande, e non gia una dottrina. Cio che esso propone dev’essere declinato secondo le modalita del «e se...?», e non certamente del «bisogna...!». Questo tipo di pensiero aborre i compromessi, le false saggezze "prudenti", la dittatura degli "esperti" ignoranti, e il conservatorismo paradossale (lo statu-quoismo) degli adoratori della modernita, che la credono eterna.
Ultima caratteristica di un pensiero radicale efficace: il saper accettare l’eterotelia, cioe il fatto che le idee non portano necessariamente ai fatti sperati. Un pensiero efficace deve riconoscere di essere approssimativo.
Si naviga a vista, si vira di bordo in funzione del vento, ma si sa dove si va, verso quale porto. Il pensiero radicale integra il rischio e l’errore propri a tutto quanto e umano. La sua modestia, presa a prestito dal dubbio cartesiano, e il motore della sua potenza di messa in moto degli spiriti. Niente dogmi — immaginazione al potere. Con un pizzico di amoralismo, vale a dire di tensione creatrice verso una nuova morale.
E oggi, alle soglie di questo XXI secolo che sara un secolo di ferro e di fuoco e la cui posta in gioco e colossale, ma che e gravido di minacce autenticamente mortali per l’umanita, nel momento in cui i nostri contemporanei sono decerebrati dal "pensiero debole" e dalla societa dello spettacolo — e oggi, proprio quando ci esplode di fronte un vuoto ideologico assordante, che finalmente e possibile e puo avere successo un pensiero radicale. Allo scopo di progettare nuove soluzioni, un tempo impensabili.
Le intuizioni di Nietzsche, di Evola, di Heidegger, di Carl Schmitt, di Guy Debord o di Alain Lefebvre — tutte relative al rovesciamento dei valori — si dimostrano infine realizzabili, come la nietzscheana filosofia a colpi di martello. Il nostro "stato di civilta" e maturo per questo. Lo stesso non era nel recente passato, quando la coppia moderna XIX-XX secolo incubava la sua infezione virale senza ancora subirla. D’altra parte, conviene rigettare subito il pretesto secondo il quale un pensiero radicale sarebbe "perseguitato" dal sistema. Il sistema è stupido. Le sue censure sono permeabili e maldestre. Esso è capace di colpire soltanto le provocazioni folkloristiche e le goffaggini ideologiche.
Nell’intellighenzia europea ufficiale e al potere, il pensiero è stato abbassato al livello di una mondanita mediatica e alla ripetizione stucchevole dei dogmi egualitari. Per tema di infrangere le leggi del "politicamente corretto", per mancanza di immaginazione concettuale o per ignoranza delle poste in gioco reali del mondo presente.
Le società europee in crisi di oggi sono pronte a essere trapassate da pensieri radicali determinati, muniti da un progetto di valori rivoluzionari e portatori di una contestazione completa ma pragmatica e non utopica dell’attuale civilta mondiale.
Un pensiero radicale, e ideologicamente efficace nel mondo tragico che si prepara, potrebbe unire le qualita del classicismo cartesiano (principi di ragione e di possibilita effettiva, di esame permanente e di volontarismo critico) e del romanticismo (pensiero folgorante richiamantesi all’emozione e all’estetica; audacia di prospettive). Allo scopo di coniugare in una coincidentia oppositorum le qualita della filosofia idealista del "si" e della filosofia critica del "no". Come seppero farlo Marx e Nietzsche nel loro metodo dell’"ermeneutica del sospetto" (imputazione dei concetti dominanti) e del "rovesciamento positivo dei valori".
Un simile pensiero che unisce audacia e pragmatismo, intuizione prospettica e realismo osservatore, creazionismo estetico e volonta di potenza storica, dev’ essere "un pensiero volontarista concreto creatore di ordine".




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