







Questo e' facile da evitare, con un filo di buona volonta'. In primis evitando di frequentare siti svedesi o ospitati su server in Svezia. Poi quando gli accessi calano e il reddito prodotto dalla pubblicita' crolla vedi come si agitano.
Secondariamente si puo' eliminare attraverso le tabelle di routing la possibilita' che cio' che inviamo in rete passi casualmente per un dominio svedese.
Personalmente vedrei con molto favore un provider italiano che offrisse certi servizi.






Hai capito male. Intendevo dire che vedrei con favore un provider che mi permettesse di evitare il passaggio attraverso paesi con normative come la Svezia. Il crollo del traffico, se tutti adottassero queste misure, causerebbe una tale casino che nemmeno te lo immagini.


La Etleboro che si occupa di informazione, Balcani e tante altre cose e' stata in questi giorni oscurata da un provider americano, adducendo come motivazione, che il succitato sito si trova sotto attacco di hacker e non sono state fornite garanzie su quando il servizio sara' ripristinato. Momentaneamente il servizio viene svolto su
http://etleboro.blogspot.com/


Dottrina Sarkozy, Italia possibilista
News
giovedì 26 giugno 2008
Roma - L'Italia non è la Francia e Denis Olivennes non è il consigliori del presidente italiano. Ma proprio Olivennes, in Italia per un convegno industriale sul tema, si è appellato alle istituzioni italiane affinché seguano l'esempio del suo paese e puntino tutto sulla disconnessione degli utenti pirata affinché una nuova industria culturale possa sorgere al di fuori dell'attuale assedio del P2P illegale. Proprio Olivennes ha ispirato la normativa adottata dal Governo francese e che tanto sta facendo discutere.
Nel corso del convegno organizzato a Roma al Tempio di Adriano (vedi foto) dall'Associazione Italiana Editori (AIE), l'autore del libro La Gratuità è un Furto ha spiegato che "un accordo e, se occorre, una legge che lo sancisca, per combattere il problema dello scambio illegale di file sul web è necessario, anzi è il futuro".
A suo dire "la Francia ha trovato una soluzione per contrastare il fenomeno. Serviva un provvedimento che combattesse il peer to peer costringendo tutti gli attori coinvolti dal problema a raggiungere un'intesa: oggi la Francia ha un progetto di legge, e a breve lo avrà anche l'Inghilterra. Questo è il futuro e questa è la nostra soluzione: l'unica strada per garantire un futuro ai produttori di contenuti culturali rispetto ai gestori delle reti". [center]
Non solo. A suo dire "il meraviglioso universo di Internet gratis non è affatto gratis. Se è vero che i contenuti piratati lo sono, bisognerà pure che gli utenti del P2P paghino gli abbonamenti per navigare - e in particolare quelli per navigare ad alta velocità - a operatori pronti a tutto per adescarli. I file di musica e di film gratuiti vengono utilizzati come vetrine di richiamo per spingere il comune utente verso le loro formule di abbonamento. Per questo è così importante il loro ruolo di sorveglianti della rete. Attraverso un accordo con i titolari dei diritti e, occorrendo, con una legge, come avvenuto per la Francia".
L'idea di Olivennes, dunque, è quello di un accordo tra gestori della rete e industria dei contenuti che porti ad una novità sostanziale. E l'Italia come reagisce? Ne ha accennato al medesimo convegno Mauro Masi,delegato alla Proprietà intellettuale e Segretario della Presidenza del Consiglio dei Ministri: "Il diritto d'autore e la sua tutela sono strumenti imprescindibili per lo sviluppo culturale, sociale ed economico della nostra società. L'Italia saprà sicuramente trovare una soluzione saggia in grado di garantire il giusto equilibrio fra tutti gli interessi in gioco. Con la legge 43 del 2005 è stata imboccata la strada della promozione della definizione di codici di deontologia e di buona condotta tra gli operatori coinvolti per utilizzare la rete come strumento per la diffusione della cultura e per la creazione di valore nel rispetto del diritto d'autore. Proseguiremo in questa direzione".
http://punto-informatico.it/2333114/...bilista/p.aspx


dal blog Fatti d'Europa: http://fattideuropa.splinder.com/pos...si+verso+il+co
Preoccupanti passi verso il controllo della Rete - parte III
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Vedi anche:
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- Preoccupanti passi verso il controllo della Rete
- Preoccupanti passi verso il controllo della Rete - parte II
In Olanda pare che il pubblico ministero tenga sotto controllo i siti Internet contenenti critiche nei riguardi dell'islam, dell'immigrazione e in generale della società multietnicista. Questa settimana gli editori del popolare blog olandese GeenStijl.nl hanno ricevuto una comunicazione scritta che li invita a presentarsi presso un commissariato di polizia ad Amsterdam. La ragione della convocazione risiede in 14 commenti, lasciati dai visitatori del blog nel 2006, che sarebbero passibili di sanzione per via della loro "inaccettabilità". E' stato l'Internet Discrimination Reporting Center (MDI) a sporgere querela contro GeenStijl.nl proprio due anni fa.
Nell'articolo in basso vengono citati anche i casi del caricaturista Gregorius Nekschot (vedere Euro-Holocaust del 18 maggio 2008) e del webmaster di Hoeiboel, sito politicamente scorretto.
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da Dutch News in English:
Govt Targeting Comments on Islam-Critical Websites
THE HAGUE, 26/06/08 - The Public Prosecutor's Office (OM) appears to have launched an initiative against comments on Internet sites that are critical of the multicultural society. The OM is among other things focusing on the popular website GeenStijl.nl.
GeenStijl received a written request this week to report to a police station in Amsterdam, without further information on what it was about. GeenStijl's editors reported they were told that 14 comments on its website were punishable offences. These were contributions from visitors to the site in 2006.
GeenStijl is astonished at the move. It says it is actually very active in removing unacceptable comments. GeenStijl has three staff members for this. The site says its archives contain 11 million comments. If 14 reactions are inadmissible, this is a margin of error of 0.00001 percent, according to the site.
GeenStijl noted that the Internet Discrimination Reporting Centre (MDI) praised the site only last week for its policy. "Geenstijl is the best at removing. They seem to be checking their email permanently; generally we have an answer with apologies within two minutes," MDI director Niels van Tamelen told De Pers newspaper.
But it is actually based on a complaint by MDI dating from 2006 that GeenStijl has now been summoned to the police station. The OM in Amsterdam denies there is a new policy. "More attention was already allotted to discrimination last year," was all a spokesman would say.
GeenStijl founder Dominique Weesie said about the 14 comments: "Half of them could have been made by the average politician; the other half plainly went too far. But what goes too far for us is that we as a website are now held accountable for this."
If MDI had approached GeenStijl, the reactions would have been removed, but this did not happen, according to Weesie. "The MDI is required to inform the website manager first, before transferring the case to the OM. Not GeenStijl, but the MDI can therefore be accused of negligence."
GeenStijl is challenging the OM to prosecute it. The site writes: "You bunch of amateurs, go and be deeply ashamed and then go and catch real crooks, instead of creating a climate in which webloggers and cartoonists are declared outlaws. As far as we are concerned, bring this case before the judge, be sure that you will lose it."
The move on GeenStijl is not isolated. Recently, cartoonist Gregorius Nekschot was arrested by 10 police for 'discriminatory' cartoons. Last week, the webmaster of the politically incorrect site Hoeiboel was summoned to the police station. What they have in common is that they are critical of Islam and immigration.
http://www.nisnews.nl/public/260608_2.htm