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    Predefinito Spagna, per Zapatero è la fine del miracolo

    Insomma, sti spagnoli come stanno messi?

    Spagna, per Zapatero è la fine del miracolo
    25 giugno 2008 alle 102 — Autore: diciamolochiaro voti
    16 commenti
    E’ il grande tabù del governo Zapatero. Le cose vanno male, anzi malissimo, ma che nessuno si azzardi a pronunciare la parola "crisi". La evita come la peste il capo del governo, la ignorano rispettando le consegne i suoi ministri. L'unica volta che è sfuggita di bocca a Pedro Solbes, davanti alle "loro signorie", i deputati delle Cortes, è stato lo stesso ministro dell'Economia a correggersi precipitosamente, spiegando che si riferiva alla "crisi internazionale".
    Come se in Spagna, dove la disoccupazione cresce a ritmi vertiginosi, il settore delle costruzioni affronta il più grave tracollo degli ultimi quindici anni, i consumi scendono e l'inflazione va alle stelle, e l'aumento del Pil fatica a mantenersi ormai sugli standard della eurozona, ci fosse ancora qualche dubbio sul fatto che il problema è tremendamente serio. L'equilibrismo verbale del superministro dell'Economia che parla senza arrossire di una "decelerazione accelerata" è uno dei sintomi di una situazione di crescente difficoltà. E la prova è nell'inedito isolamento in cui si è trovato Solbes, dieci giorni fa, quando ha presentato in Parlamento le previsioni di bilancio per il prossimo anno.
    Nessun gruppo politico, a parte i socialisti, crede che l'economia crescerà nel 2009 del 2,3% e che l'inflazione si attesterà sul 2,7. Non esiste di questi tempi centro studi pubblico o privato che preveda per il prossimo esercizio un aumento del Pil superiore all'1%. Così come è diffusa la convinzione che il numero di disoccupati supererà i 3 milioni (11%) La radiografia di uno degli analisti più rispettati, Olivier Blanchard, economista del Mit e, a partire da settembre, nuovo capo economista del Fmi, è tale da far tremare le vene ai polsi. Relativamente ottimista sulla durata e le conseguenze della crisi a livello internazionale, Blanchard non lo è per niente riguardo al "caso Spagna". Per una serie di ragioni: perché il paese dipende eccessivamente dal settore delle costruzioni, che continuerà a perdere colpi, perché ha un livello di produttività molto basso, perché non è stata finora in grado di migliorare la propria competitività.
    Le cifre più recenti non lasciano alcuno spazio all'ottimismo. In maggio il numero di disoccupati è aumentato di 91.500 unità, come in aprile. Il numero di affiliati alla previdenza sociale è sceso per il quinto mese consecutivo: questa volta, meno 55mila. Crollano anche, del 24%, le immatricolazioni di nuove automobili rispetto all'anno precedente. L'inflazione, che già in aprile aveva raggiunto il 4,2%, sale fino al 4,7. E dire che, non più di tre mesi fa, Zapatero aveva previsto che il "tetto" sarebbe stato toccato proprio ad aprile, per cominciare poi una rapida discesa fino al prossimo autunno. Ma così non è stato.
    Parlare di futuro è diventato un esercizio ad alto rischio. "C'è caduto addosso il peso di tre crisi allo stesso tempo sintetizza l'economista Angel Laborda la immobiliare, la finanziaria e quella delle materie prime, che si sta rivelando più letale e che agisce più rapidamente di quanto ci si potesse aspettare. La Spagna sta soffrendo di più rispetto al resto dei paesi europei perché è più esposta all'effetto congiunto di queste tre crisi". In più, il premier è costretto a fare i conti per la prima volta dopo i quattro anni di una legislatura assolutamente tranquilla con lo spettro di un potenziale isolamento che gli può risultare fatale visto che il leader socialista guida un governo di minoranza.
    Ma Zapatero, dopo settimane di immobilismo, si è dovuto comunque decidere a varare una serie di misure per tentare il rilancio dell'economia. L'ultimo annuncio è quello di un pacchetto fiscale che dovrebbe servire a inettare 7,8 miliardi di euro nel sistema economico nel corso del 2009. Tra i punti di forza della linea adottata dal governo, l'abolizione dell'imposta sul patrimonio (che permetterà a un milione e 300mila contribuenti di risparmiare un miliardo e 800 milioni di euro già da questo esercizio) e il rimborso mensile dell'Iva alle imprese. Sommato alle altre decisioni prese dall'esecutivo negli ultimi due mesi (alcuni tagli d'imposta e un consistente rilancio degli investimenti, soprattutto nel campo delle infrastrutture), l'insieme di misure permette al ministro Solbes di dire che si tratta del "più consistente pacchetto economico varato da qualunque governo europeo" e di un piano "coerente con la situazione che attraversa l'economia spagnola". Ma soprattutto, una risposta alla crisi senza ricorrere all'adozione di un "decretazo" (il riferimento è al pesantissimo decreto legislativo del governo Aznar che faciliatava i licenziamenti da parte delle imprese) e senza tagli alle spese sociali.
    Per Zapatero e per il suo superministro che regge le sorti dell'economia, ce n'è abbastanza per garantire le condizioni della ripresa. Ma in altre stanze del potere spagnolo non la pensano allo stesso modo. Come nella Calle Alcalá di Madrid, dove ha sede il Banco de España. Non è un caso che il governatore Miguel Angel Fernández Ordoñez, presentando martedì scorso il rapporto 2007 sull'economia spagnola, abbia limitato al massimo le considerazioni sul recente passato, che sembra ormai lontano anni luce, e si sia soffermato soprattutto sulle difficoltà del presente. Il governatore reclama moderazione salariale e maggiore flessibilità per limitare le conseguenze della decelerazione, che potrebbe decimare i posti di lavoro. Fernández Ordoñez avverte che le finanze pubbliche sono in pericolo se non viene varata urgentemente una riforma delle pensioni.
    In realtà, l'unica decisione finora adottata da Zapatero per cercare di ridurre al minimo il calo dell'occupazione, è il piano con il quale si propone a un milione di stranieri (i più colpiti dal crollo del settore edilizio) di lasciare il paese, in cambio di incentivi economici. A parte il costo dell'operazione, una delle conseguenze negative sarà ovviamente la riduzione del numero di contribuenti della previdenza sociale. Ma il premier, inguaribile ottimista, cerca di vedere soprattutto gli elementi che potranno permettere alla Spagna di risollevarsi in tempi non troppo lunghi. Con soddisfazione, ovviamente, è stato accolto il dato sul notevole incremento degli investimenti stranieri (36 miliardi di euro nel 2007, due volte e mezzo in più rispetto all'anno precedente), dovuto soprattutto alle grandi operazioni come l'Opa di Enel e Acciona per il controllo di Endesa, o quella di Imperial Tobacco sulla francospagnola Altadis. Ma parecchie speranze continuano a essere riposte sui "soliti noti", i giganti dell'economia spagnola che, fino ad ora, non sembrano tradire le aspettative. Al di là della sostanziale stabilità del sistema finanziario, con Santander e Bbva in testa, che non rinunciano ai loro piani di espansione internazionale, le altre grandi multinazionali iberiche contribuiscono in questi mesi a limitare le conseguenze della crisi sul mercato borsistico.
    E il caso di Telefónica, il cui presidente César Alierta prosegue con la sua strategia all'offensiva, puntando ad acquisire la totalità della brasiliana Vivo e a consolidarsi in Cina (è azionista di riferimento di China Unicom, seconda compagnia del paese), Messico e in Italia, dove intende incrementare la propria presenza in Telecom Italia. Un'altra delle grandi, Repsol, conferma con un aumento degli utili il suo ottimo stato di salute e spera di trarre grandi vantaggi dalla recente scoperta di nuovi giacimenti di greggio: soprattutto in Brasile, dove è in società con Petrobras, ma anche a due passi da casa, al largo delle isole Canarie.

    http://news.kataweb.it/item/460395/s...e-del-miracolo
    Da notare che questo e' un articolo di Repubblica, misteriosamente irreperibile
    http://www.repubblica.it/supplementi...1kadavere.html

  2. #2
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    Insomma anche la Spagna chiude il ciclo con una coppa pallonara come l'Italia due anni fa ai mondiali.
    E ora,tirarsi su le maniche ed evitare sprechi finanziando i consumi dei fannulloni ed incapaci privati e pubblici.

  3. #3
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    Mi era sfuggito questo articolo:
    Zapatero alla Bce: sui tassi più cautela
    Il premier spagnolo: la Fed si è mossa in modo diverso, priorità alla crescita


    DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
    MADRID — Il ministro delle Finanze tedesco, Peer Steinbrück, non è solo nella sua resistenza al probabile rialzo dei tassi d'interesse europei in programma, giovedì prossimo, alla riunione di politica monetaria della Bce, la banca centrale. Con lui si è schierato il presidente del governo socialista spagnolo, José Luis Rodriguez Zapatero, intervistato dal quotidiano «El Pais» a cento giorni dalla sua riconferma alla guida del paese. Interpellato giovedì scorso, prima quindi delle ultime esternazioni di Steinbrüeck, Zapatero ne anticipava le perplessità sull'imminente stretta, chiedendo al presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, di introdurre «una certa flessibilità» nella politica anti- inflazionista. L'aumento di tassi d'interesse e, soprattutto, «il suo annuncio con venti giorni di anticipo - reputa il presidente spagnolo - provoca inquietudine nel settore finanziario ».

    Malumore e preoccupazione in Spagna per la galoppata dell'inflazione al 5,1%, l'aumento dei prezzi, la crisi del mattone, il caro-benzina
    , danno già sufficienti problemi al governo per tenere alto il morale dei cittadini: «È opinabile se ci sia, o no, crisi» ha insistito Zapatero, riferendosi alla Spagna e optando per definizioni alternative, come «decelerazione» o «difficoltà», sottintendendo «passeggere». E aggrappandosi alle percentuali: «Quest'anno cresceremo del 2%, quanto sono cresciuti Francia, Germania e Italia in quattro anni. Per la prima volta, siamo sopra la media europea». Una bordata di pessimismo dall'EuroTower di Francoforte non lo aiuterebbe più di quanto già s'impegnino a smentirlo i Popolari dall'opposizione, tenacemente critici sull'andamento delle finanze spagnole: «È un insulto, una presa in giro delle famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese, sostenere che la crisi economica spagnola sia un'opinione» si è indignato ieri il vicesegretario del Partito Popolare, Javier Arenas.

    Già affaccendato sul fronte del patrio disfattismo, Zapatero si appella dunque all'indulgenza della Bce, la cui azione «troppo orientata al controllo dell'inflazione dovrebbe avere una certa flessibilità, considerando anche che l'inflazione in Europa è dovuta soprattutto all'aumento dei prezzi del petrolio e degli alimenti e non a un eccesso della domanda interna ». Il capo del governo spagnolo non attenua le critiche già rivolte a Trichet, un mese fa, sull'intempestività dei suoi annunci: «Esistono due politiche in materia di tassi - ha aggiunto Zapatero, alludendo alla Bce e alla Federal Reserve -. Vedremo, a medio termine, quale si dimostrerà la più giudiziosa ». L'asse Madrid-Berlino contro la manovra della Banca centrale europea contraddice un po' l'impegno dei governi nazionali a non interferire nelle decisioni dei banchieri europei: «Ma se la Bce può dare giudizi sulla politica dei governi obietta il presidente spagnolo -, perché i governi non possono esprimere opinioni sull'operato della Bce?».
    Nella stessa intervista, Zapatero affronta anche la questione nucleare: «Il nostro impegno è di rispettare la durata di vita utile delle centrali esistenti ha detto - , salvo necessità energetiche imperiose, e di non promuovere la creazione di nuove centrali».

    Elisabetta Rosaspina
    30 giugno 2008
    http://www.corriere.it/esteri/08_giu...4f02aabc.shtml

    Le considerazioni sono tratte dall'intervista a Zapatero.


    Insomma i governanti vogliono «stampare moneta in quantità discrezionali, al fine tacito di mantenere alto il PIL e far rieleggere il Governo (a parte la BCE, che non fa tutto questo perchè non ha un governo europeo da contraltare!) ed al fine strombazzato (e non perseguito, ANZI) di contenere l'inflazione, cosa che chissà perchè -mistero della finanza- ci dicono si potrebbe fare anche stampando moneta» come sostengono saggiamente i liberisti come Ronnie (http://www.politicaonline.net/forum/...7&postcount=27).

  4. #4
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    rosicate.

    voi ce l'avete su con zapatero solo perchè i vostri padroni vi hanno detto hce è un mangiapreti, cosa tra l'altro falsa.



    siete voi che mi fate pena, avete i ragionamenti a comando, come delle scimmiette ammaestrate

  5. #5
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    Voi chi?
    Comunque il problema qua non è Zapatero, Berlusconi o Sarkozy, nè la laicità, la Chiesa e i matrimoni gay. Il problema è che sta arrivando una crisi economica senza precedenti (forse anche peggio del '29) e alcuni paesi come la Spagna (così come l'Irlanda, vedere il thread in proposito) sono particolarmente esposti per una serie di ragioni che si mascheravano dietro la grande crescita di questi ultimi anni e che stanno venendo a galla.

    E noi non siamo certo messi meglio, sia chiaro.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Airbus A-380 Visualizza Messaggio
    rosicate.

    voi ce l'avete su con zapatero solo perchè i vostri padroni vi hanno detto hce è un mangiapreti, cosa tra l'altro falsa.



    siete voi che mi fate pena, avete i ragionamenti a comando, come delle scimmiette ammaestrate
    Senti, scimmietta urlatrice.
    C'e un articolo riportato, e quello e' il titolo. E la Spagna, a quanto pare, e' in crisi.

    Sei tu, forse, che lo porti in palmo di mano acriticamente.

    PS: quali padroni, di grazia? Se lanci l'accusa, poi la devi portare fino in fondo...

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Boba Fett Visualizza Messaggio
    Voi chi?
    Comunque il problema qua non è Zapatero, Berlusconi o Sarkozy, nè la laicità, la Chiesa e i matrimoni gay. Il problema è che sta arrivando una crisi economica senza precedenti (forse anche peggio del '29) e alcuni paesi come la Spagna (così come l'Irlanda, vedere il thread in proposito) sono particolarmente esposti per una serie di ragioni che si mascheravano dietro la grande crescita di questi ultimi anni e che stanno venendo a galla.

    E noi non siamo certo messi meglio, sia chiaro.
    Il problema è questo, non le chiacchiere.

  8. #8
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    La BCE lavora bene.
    Non capisco perché tutti quei politici guardino alla gestione "creativa" della fed come a qualcosa di buono.
    There are only 10 types of people in the world: those who understand binary and those who don't

    http://openflights.org/banner/f.pier.png

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Airbus A-380 Visualizza Messaggio
    rosicate.

    voi ce l'avete su con zapatero solo perchè i vostri padroni vi hanno detto hce è un mangiapreti, cosa tra l'altro falsa.



    siete voi che mi fate pena, avete i ragionamenti a comando, come delle scimmiette ammaestrate

    zapatero è molto meglio che questi in italia

  10. #10
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    c'è l'articolo


    che c'entra?

    la stessa notizia può essee riportata ok, ma riportarla 50 volte è come fanno i vostri padroni (ovvero i servi del potere mediatico) che martellano la popolazione tutti i giorni fino a rimbecillilarla)

    e su zapatero lo fanno solo perchè così non potrà più essere additato come un buon statista, perchè un mangiapreti dev'essere demonizzato.


    peccato che in realtà non sia un mangiapreti......

 

 
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