di Francesco Rositano [24 giugno 2008]
C'è chi nel paese avverte una vera emergenza democratica: i partiti si sono trasformati in "castelli di carta", costruiti o attorno ad un leader oppure attorno ad idee inconciliabili tra di loro. Riferimento esplicito o implicito a Pd e Pdl. E le istanze costitutive dell'Italia - famiglie, mondo del volontariato, imprese, associazioni - sono tagliate fuori. Ecco perché ieri i leader dell'Udc, della Rosa Bianca e dei Circoli, Liberal, hanno lanciato una Costituente per l'Unione di Centro. Una cosa è certa: questa formazione sarà solo la base di un soggetto che vuole essere molto più ampio. «l'Italia è un paese più largo che lungo», ha affermato Savino Pezzotta, che di questo. Tradotto: ci sono tante realtà nella società civile che aspettano di essere coinvolte.
A presentare questa nuova fase, il presidente dell'Udc Pier Ferdinando Casini che ha affermato: «Il compito del Comitato promotore sarà quello di insediare l'Assemblea Costituente che avrà come riferimento non solo la base del gruppo parlamentare dell'Unione di Centro, ma tante espressioni della società civile del mondo esterno, ai quali rivolgiamo un appello per un coinvolgimento che sia strutturale e ci consenta insieme di dar vita d un nuovo soggetto politico. Il presidente è Savino Pezzotta, il coordinatore Ferdinando Adornato. Alcuni di questi protagonisti vengono dall'Udc, altri hanno fatto esperienze diverse, come i Circoli di Liberal, la Rosa Bianca. Ma c'è anche chi come Ciriaco De Mita, proviene dall'esperienza del Pd». Realtà diverse, per certi aspetti, hanno un grande punto di convergenza: l'idea di creare un partito popolare e liberale, che ponga fine "alla grande illusione di un finto bipartitismo". «Un sistema - ha continuato Casini - che ha avuto il terribile effetto di produrre un restringimento degli spazi della vita democratica soprattutto perché è un bipartitismo finto, e non è un bipartitismo che non corrisponde ad un atteggiamento della società: è frutto di un meccanismo di convenienza politica.
Tra gli altri abbiamo un altro obiettivo, che è quello di reintrodurre le preferenze. Non possiamo tollerare che ai seicento parlamentari nominati in Italia si aggiungono ottanta parlamentari europei». Un annuncio che riporta lì'attenzion sul problema della partecipazione alla vita del paese, di una politica legata al territorio, alle istanze e ai desideri della gente. Lo scopo del Comitato promotore è dimostrare che fare politica è ancora possibile "anche se per ora la politica ha tradito gli italiani". «Una politica - ha spiegato Savino Pezzotta - in grado di intercettare tutte le persone che hanno una certa idea di democrazia. Siamo convinti che, nonostante le tensioni di antipolirtica e il formarsi di aree di scetticismo nella politica, il paese ha bisogno di vivere una speranza che ci sia una politica che ha cura del bene del paese». Una politica che affronta problemi concreti. Ecco il primo: «Esiste un problema democratico dentro casa nostra. Non sono state riformate le nostre istituzioni, non si sono risolte in maniera determinante le questioni economiche, il nostro paese rischia di rimanere indietro, di essere messo ai margini. Non si sono modificate le strutture dei partiti che lentamente sono diventati delle oligarchie e non degli strumenti di partecipazione e di costruzione, per consenso, della democrazia. Il nostro obiettivo è coinvolgere movimenti, associazioni, riportare la gente ad una vera partecipazione.
Non è un problema di alleanze: vogliamo un uomini e donne che hanno passione civile e mettere fine ad una semplificazione che ha ucciso il pluralismo. Per questo abbiamo preso contatto ccon le realtà del territorio per costruire questo partito dal basso». Ferdinando Adornato, presidente dei Circoli Liberal, ha affermato; «La nostra non è una battaglia di sopravvivenza di un leader, di un gruppo di potere. Ci stiamo battendo per la sopravvivenza della democrazia del paese. Ci sono partiti che non sono nati o nati in modo precario e provvisorio. C'è una crisi nella selezione della classe dirigente affidata a meccanismi oligarchici. Ecco la nostrascommessa: proporre un partito che riesca a ricostruire il rapporto con i cittadini. Un partito popolare e liberale. Tradizioni che rischiano davvero di scomparire». A questo allarme si è aggiunto anche il presidente dell'Udc, Rocco Bottiglione, che ha insistito sul problema della partecipazione e sulla necessità di valorizzare la famiglia, «perno della società italiana». «La nostra alternativa è avvicinare la politica. E quindi coinvolgere il popolo del volontariato, le i mprese, i coltivatori diretti.
E poi le famiglie, il soggetto più bistrattato e comun que essenziale della vita del Paese. E poi c'è il mondo della cultura, della ricerca scientifica, dell'università. Realtà che chiedono rappresentanza. Ecco la nostra proposta: contattare i leader di base, parlare con miglia di persone e lavorare con loro. Il problema dell'Italia non è con chi ci alleeremo. Anche perché tra un anno forse il Pd e il Pdl forse non esisteranno più. O coumunque non esisteranno nella forma di oggi. Quindi l'obiettivo è spostare l'asse del Paese. Vedremo quanto ci saremo riusciti e poi vi farmo sapere. Per lora lavoreremo su due oobiettivi intermedi: l'introduzione delle preferenze nella legge elettorale».
fonte: http://www.liberal.it/dettaglio.asp?id=656




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Vertice a Bologna per costruire il "grande Centro". Pier Ferdinando Casini, leader nazionale dell'Udc, e Savino Pezzotta, ex segretario della Cisl, deputato e fondatore del movimento della Rosa Bianca, saranno lunedì prossimo, 8 settembre, sotto le Due Torri per incontrare il mondo dell'associazionismo, del volontariato e delle imprese.