Pagina 3 di 3 PrimaPrima ... 23
Risultati da 21 a 26 di 26
  1. #21
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    20 Jun 2010
    Messaggi
    8,722
     Likes dati
    17
     Like avuti
    123
    Mentioned
    32 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Padre Felix Morlion
    UN PERSONAGGIO DA CONOSCERE: PADRE FELIX MORLION.

    Ci sono dei libri che, anche se non riescono a diventare dei best-sellers dovrebbero invece essere letti e conosciuti da tutti. Uno di questi è “Come nasce la repubblica” curato da Nicola Tranfaglia con note (fondamentali per l’approfondimento del testo) di Giuseppe Casarrubea (ed. Bompiani). Si tratta di una vera e propria miniera di informazioni e notizie tratte dagli archivi statunitensi sul Regno del Sud prima e sulla Repubblica italiana poi, da cui si riesce a capire che, a parte i padri costituenti, la repubblica ebbe anche, alla nascita, delle levatrici, ma soprattutto dei padrini che la tennero a battesimo.
    Tra i molti nomi noti si trovano anche altri meno conosciuti ma che meritano uno sforzo di ricerca. È il caso di un personaggio che viene citato solo tre volte nel libro, in una corrispondenza tra don Luigi Sturzo (fondatore del Partito Popolare prima e capo spirituale della DC poi) ed Earl Brennan, capo del settore italiano dei Servizi informativi statunitensi: si tratta di padre Felix Morlion, domenicano dell’Ordine dei passionisti. Don Sturzo scrisse che gli premeva molto che il personaggio che conosceva “molto bene” raggiungesse il nostro paese perché intendeva affidargli “alcuni compiti di carattere sociale e religioso da svolgere in Italia”. In risposta Brennan sollevò alcuni dubbi in merito alle intenzioni del domenicano, al che Sturzo rispose immediatamente inviando tre plichi che evidentemente cancellarono ogni dubbio; infatti furono trasmessi al referente italiano e Morlion poté giungere in Sicilia prima e poi risalire la penisola fino a Roma, come richiesto da don Sturzo.
    Ma chi era Felix Morlion? Una breve ricerca in internet permette di capire che è un personaggio di indubbio spessore.
    Morlion giunse negli USA dopo l’arrivo dei tedeschi nella sua patria, il Belgio, dove era ben noto, essendo stato tra i fondatori dei centri cinematografici cattolici belgi; fu anche, leggiamo nel sito socialistregister.com, uno dei componenti del COPAC (Centro di propaganda anti comunista fondato dal visconte Charles Terlinden), che aderì ai CAUR (Comitati d’Azione per l’universalità di Roma) collegandosi in tal modo economicamente e politicamente con il fascismo italiano. Il COPAC lavorava inoltre a stretto contatto con un’altra associazione belga, la SEPES (Società di studi politici, economici e sociali, teniamo a mente questa denominazione, n.d.r.), una specie di servizio segreto di propaganda e “intelligence” anticomunista fondata nel 1925, che negli anni ‘30 lavorò in stretto contatto con il governo tedesco. Nel sito prima citato troviamo anche uno studio di Rudi van Doorslaar sull’attivismo anticomunista in Belgio dal 1930 al 1940, dove leggiamo che le attività del COPAC erano direttamente collegate a quelle della SEPES e che lo stesso Morlion dirigeva le “shock brigades”, paragonabili agli “squadristi” italiani.
    Il risultato concreto di queste attività fu che, quando i nazisti ebbero invaso il Belgio, il materiale raccolto dai due gruppi portò all’arresto ed alla deportazione di molti comunisti locali e di rifugiati tedeschi che avevano trovato riparo soprattutto ad Anversa.
    Morlion (secondo qualcuno grazie all’aiuto di un ufficiale della Gestapo) espatriò e si stabilì in Inghilterra, dove continuò ad interessarsi di una delle sue creature, il centro Pro Deo, che ebbe sede prima a Lisbona e poi a New York: un vero e proprio centro di “intelligence” gestito a livello mondiale, che poneva una particolare attenzione verso i paesi del Sud America. Dall’Inghilterra Morlion trasportò conoscenze ed affari negli USA, dove cominciò a collaborare con i servizi consapevoli del fatto che i cattolici, avendo cappellani militari su tutti i fronti e chiese dappertutto, sono uno dei principali canali informativi esistenti. Dagli USA, aiutato, come abbiamo visto, da don Sturzo, Morlion si spostò in Sicilia e poi a Roma, sempre portando con sé il centro Pro Deo che divenne, a Roma, uno dei principali centri informativi del Vaticano. Qui le strade del prete si incrociarono ancora più strettamente con la politica democristiana, infatti suo segretario particolare fu per un periodo il futuro senatore Giulio Andreotti (una foto dei due è reperibile in rete).
    Morlion continuò ad occuparsi di lotta contro il comunismo: nel 1954, in contemporanea con analoghe iniziative gestite da Edgardo Sogno e dai Comitati Civici filo democristiani (e forse non scollegato da esse), inviò una lettera a 1.000 industriali italiani chiedendo fondi a sostegno di un’iniziativa pilota il cui scopo era di “infierire un nuovo colpo al comunismo” e per creare e moltiplicare “centri di addestramento costituiti onde fornire alla libera impresa e agli schieramenti politici uomini integralmente preparati e permeati di dinamismo cristiano, atto ad arginare la invadente propaganda marxista tra le masse operaie”. La circolare viene pubblicata il 7 agosto 1954 sul quotidiano “L’Unità”.
    Secondo Daniele Biacchessi (in retedigreen.com) nel 1947 anche il nazista Haas (poi coinvolto nel caso Priebke) sarebbe entrato alle dipendenze di Morlion, che sembrerebbe pure coinvolto in alcuni passaggi della gestione vaticana delle ratlines, gestite da alti prelati croati e tedeschi. Consideriamo che Morlion era favorevole ad una soluzione “franchista” per l’Italia, cioè la presa di potere di un partito come la Falange spagnola, che operasse un controllo assoluto su tutto e fosse legato a doppio filo con la curia. Del resto una soluzione del genere sarebbe stata auspicata anche da parte della Democrazia cristiana dell’epoca, come dimostrano i documenti riportati nel libro di Tranfaglia citato prima.
    Successivamente la Pro Deo divenne un’università privata che sollevò l’interesse di numerosi industriali italiani e si trasformò nella tuttora esistente LUISS (Libera Università internazionale di studi sociali); ricordiamo che già nel periodo belga Morlion si interessava di studi sociali. Della LUISS, collegata al Gotha dell’industria italiana e della parte politica cattolica più osservante, faranno parte nel tempo (come allievi o come docenti) anche nomi importanti dei servizi italiani ed internazionali: dal generale Carlo Jean (intimo di Cossiga) al generale Pollari.
    Nel 1968, a Roma usciva un giornale, il “Mondo illustrato”, sul quale scriveva Mino Pecorelli, che pare vi avesse anche investito di suo. Questo giornale pubblicò la foto di Morlion a fianco di Andreotti in un articolo in cui si anticipavano, per il numero successivo, rivelazioni relative a soldi, sesso, servizi, affari loschi all’ombra del Vaticano. Ma il numero successivo non vedrà mai la luce. Si insinua che Pecorelli avesse ricevuto una notevole somma per cessare le pubblicazioni e “sparire” per un po’ dalla circolazione, ma non smise di scrivere e, tempo dopo, dopo aver nuovamente promesso rivelazioni spettacolari su Moro, Andreotti e altre realtà democristiane, fu ucciso da persone ancora oggi avvolte nel mistero con un’arma particolare che utilizza proiettili di tipo speciale, in dotazione esclusiva pare delle forze speciali della NATO.
    Il nome di padre Morlion appare anche nelle inchieste sulla scuola Hyperion di Parigi, quella che per lungo tempo era stata sospettata di essere il centro direttivo delle Brigate Rosse e che ebbe anche, per pochissimo tempo all’epoca del sequestro Moro, una sede a Roma. Sembra che Morlion avesse intercesso presso il governo francese che poneva difficoltà ad autorizzare l’apertura della scuola in quanto gli insegnanti erano per la maggior parte “rifugiati politici” inseguiti in Italia da mandati di cattura.
    Altre tracce di Morlion si trovano poi nella vicenda dell’attentato di Alì Agca a papa Woityla. L’attentatore infatti disse che l’ordine di agire gli fu dato a Roma in appartamento di via Pola 12 (residenza di un certo Antonov, addetto all’ambasciata di Bulgaria) che descrisse nei particolari, disegnandone, pare, anche una piantina dettagliata. Solo un particolare non corrisponde: una porta, che Agca descrisse come scorrevole, a scomparsa nel muro, risultò invece essere normale. Il lato curioso di questa “confusione” è che la descrizione di Agca corrisponde invece perfettamente all’appartamento sottostante che è uno degli appartamenti di proprietà dell’università Pro Deo, in uso a Morlion. Chi fece queste rivelazioni, in sede di commissione Mitrokhin, fu Giulio Andreotti, che citò a testimone il senatore Consolo che gli aveva parlato della vicenda della piantina. Il tutto finì con una battuta di spirito e sembra che nessuno abbia inteso aprire un’inchiesta su questa strana combinazione.
    Di Morlion parla anche Gaia Cenciarelli nel suo libro sulla scomparsa di Emanuela Orlandi (“Extra Omnes, l’infinita scomparsa di Emanuela Orlandi”, ed. Zona).
    Nel “Covert action information bulletin”, pubblicazione fondata dall’ex agente CIA Philip Agee, reperibile in vari siti internet, vi sono dei riferimenti che collegano Morlion al Sovrano Militare Ordine di Malta (SMOM), relativamente a finanziamenti e onorificenze conferiti prima della guerra ad ambienti filonazisti, e nel dopoguerra a nazisti “riciclati”, come Reinhard Gehlen, passato dai servizi nazisti ai servizi USA prima e tedesco occidentali poi. Infine, Morlion appare tra i fondatori del Center For Economic And Social Justice (CESJ) che annovera numerosi alti prelati, componenti della finanza internazionale e varie personalità di spicco, aventi in comune idee conservatrici e l’essere favorevoli al libero mercato.
    Padre Morlion, servitore discreto di 5 papi ed attivo in molti campi non sempre ecclesiastici, morì nel 1987. Ebbe parte attiva, come abbiamo visto, in gran parte della storia dell’Italia repubblicana, ma manca una biografia che metta in luce un personaggio così importante.

    novembre 2006

  2. #22
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    23 Sep 2009
    Messaggi
    6,415
     Likes dati
    102
     Like avuti
    148
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Il testo citato sul rapimento di Emanuela Orlandi lo sento qui nominare per la prima volta.

    Invece, una casa editrice genovese, il melangolo, ha pubblicato alcuni mesi fa un testo sulle ratlines passanti per Genova... sono citati molti sacerdoti di cui alcuni ancora viventi.

    Purtroppo non ricordo il titolo dell'opera. L'autore era un giornalista del Secolo XIX che si era occupato dell'argomento quando era uscito il più consistente libro di UKI GONI "Operazione Odessa" per la Garzanti.

  3. #23
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    20 Jun 2010
    Messaggi
    8,722
     Likes dati
    17
     Like avuti
    123
    Mentioned
    32 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    La nascita del servizio segreto della Santa Sede
    Dopo capillari ricerche, bibliografiche e non, ho trovato un’importante conferma in un testo di storia moderna che ai più dirà forse poco. Il testo in questione risale addirittura ai primi anni ’90 precisamente nel 1991 all’estero e nel 1993 nella versione edita in Italia dalla Newton Compton Editori. Il volume in questione, oggi una rarità in quanto è praticamente introvabile, s’intitola: RATLINES - Gli archivi dei servizi segreti americani svelano l’esistenza di una rete clandestina nel Vaticano per permettere la fuga dei criminali di guerra nazisti, destinati a diventare agenti segreti dei paesi occidentali. Gli autori sono Mark Aarons & John Loftus, il primo un giornalista, il secondo invece è stato procuratore presso il Ministero della Giustizia americano ed ha avuto accesso a documenti riservati; dai file classificati della CIA alle informazioni “top secret” sul nucleare fino ai file segreti della NATO con accesso COSMIC. Ebbene in questo volume proprio nel primo capitolo ad un certo punto si parla delle attività svolte durante e negli anni successivi la Seconda Guerra Mondiale dall’allora monsignor Giovanni Battista Montini e vi si legge che:
    “Come Pio XII, Montini proveniva da una benestante famiglia cattolica in buoni rapporti con potenti figure all’interno del Vaticano. Anch’egli aveva condotto una brillante carriera nell’ambito della Segreteria di Stato e aveva instaurato stretti rapporti con leader politici italiani cattolici.
    I servizi segreti statunitensi descrivevano Montini come una delle “persone più autorevoli all’interno del Vaticano”, che “per molti anni è stato una personalità importante all’interno della Segretaria di Stato vaticana”…..Montini e l’altro Segretario di Stato, monsignor Tardini, erano di certo tra le “personalità più influenti del Vaticano”. Entrambi erano costantemente e quotidianamente in contatto personale con Pio XII, ma soprattutto Montini godeva di un particolare rapporto confidenziale e presentava “una certa affinità di temperamento” col pontefice. Il loro intimo rapporto personale si estendeva a faccende di alta politica. In pratica, Montini era l’assistente personale di Pio XII; quest’ultimo gli affidava “compiti particolarmente delicati e difficili da realizzare”. Durante la guerra, il Papa chiese a Montini di organizzare il Servizio Informazioni del Vaticano, il cui compito apparente era quello di rintracciare persone scomparse, profughi e prigionieri di guerra. Ma i servizi segreti statunitensi sospettavano che il suo ruolo andasse ben oltre gli scopi umanitari……Inoltre, essendo uno dei migliori diplomatici della Santa Sede, Montini controllava la politica estera “con riferimento alla politica italiana”…..tutti questi compiti delicati portarono Montini al centro delle attività clandestine del Papa” (Montini nel 1945 è a capo della II Divisione del segretariato di Stato del Vaticano, da cui dipende l’Ufficio Rifugiati. È questo l’ufficio che, insieme ai servizi segreti americani, porta a termine in quel periodo l’”operazione conventi” che evacuerà i criminali di guerra nazisti oltre atlantico travestiti da preti e con passaporto falso. Ndr). Sempre in merito al Servizio Informazioni del Vaticano alla sua genesi la cui supervisione fu concessa a Montini da Pio XII si apprende che l’esercito americano aveva tenuto d’occhio le attività sospette di questa agenzia a scopi umanitari fin dal marzo del 1944, notando che era stata “organizzata per occuparsi di messaggi assistenziali radiofonici rivolti ai prigionieri di guerra in Nord Africa o provenienti da loro”. A tale proposito più avanti si afferma che: “Nella lotta all’ultimo sangue sostenuta dalla Chiesa contro il comunismo, il Papa optò per lo spionaggio e tutto ciò che esso comportava. Prima della fine della Seconda Guerra Mondiale, il gruppo di diplomatici che stava attorno al Papa aveva reclutato gli agenti necessari per la successiva battaglia contro il comunismo che doveva essere quella definitiva. (Il Vaticano aveva già registrato tentativi d’infiltramento al suo interno di spie sovietiche sul finire della guerra, una minaccia che si sarebbe poi intensificata nel corso della Guerra Fredda è che fu seriamente contrastata a sua volta dall’intelligence USA. Particolare che emerge anche dall’intervista al gesuita. v. art. Secretum Omega. ndr.). È possibile far risalire la genesi di queste attività alla richiesta che il Papa fece a Montini di organizzare il Servizio Informazioni del Vaticano. L’esercito americano aveva tenuto d’occhio (attraverso l’OSS e il CIC ndr) le attività sospette di questa agenzia a scopi umanitari fin dal marzo del 1944, notando che era stata “organizzata per occuparsi di messaggi assistenziali radiofonici rivolti ai prigionieri di guerra in Nord Africa o provenienti da loro”. Gli americani ritenevano che fosse in atto un non meglio identificato tipo di attività clandestina e diedero ordini affinché, per motivi di sicurezza, il Servizio Informazioni del Vaticano non si ampliasse. Tuttavia, stando ai rapporti successivi, il Servizio Informazioni del Vaticano si ampliò, dopo la guerra, fino a diventare una forza in campo spionistico.
    Per qualche tempo, i servizi segreti americani si interessarono attivamente alle reazioni del Vaticano alla “minaccia rossa”. Infatti, a quanto si diceva, alcuni “alti ufficiali dei servizi segreti alleati” erano, da prima del crollo del nazismo, in “stretti rapporti con alti dignitari vaticani”. Nell’ottobre del 1945, gli americani notarono “la preponderante influenza presso la curia esercitata dai padri gesuiti, che presentano sempre progetti concreti e ragionati”…..Verso la fine del 1947, i servizi segreti statunitensi ricevettero dei rapporti incredibili sul coinvolgimento del Vaticano nelle operazioni clandestine anticomuniste. Jack Neal, capo della Division of Foreign Activity Correlation del Dipartimento di Stato, un gruppo spionistico segretissimo collegato al Foreign Service statunitense, inviò una comunicazione al direttore dell’FBI J.Edgard Hoover, al capo del servizio segreto della Marina e ai diplomatici americani presso la Santa Sede: “…una fonte, considerata attendibilissima, ha riferito che il Servizio Informazioni del Vaticano, che ha il suo quartier generale nella Città del Vaticano, costituirebbe il servizio spionistico della Santa Sede…”.
    L’Asse Montini-Angleton
    Ulteriori rivelazioni sulla figura chiave di Montini emergono durante lo sviluppo dei capitoli successivi ed in particolare quando viene affrontata l’attività svolta dai servizi segreti americani nei confronti del vaticano. In effetti, si apprende che Montini venne ingaggiato tra l’altro quale fonte di informazioni segrete per il capo del controspionaggio americano James Jesus Angleton. Un legame quest’ultimo tra i due che avrebbe poi agevolato la carriera di Angleton all’interno della CIA quando Montini divenne Papa Paolo VI. Angleton (figlio di un colonnello dell’OSS James Hugh Angleton grazie al quale nell’agosto del 1943 entrò a far parte anch’egli dell’Ufficio Servizi Strategici OSS. James Hugh Angleton, oltre ad aver diretto la filiale italiana della National Cash Register guidò anche la Camera di commercio americana in Italia, ed ebbe estesi contatti con i servizi segreti di Mussolini. Inoltre da alcuni documenti emergerebbe che egli fu anche socio d’affari di Allen Dulles futuro direttore della CIA) trascorse i primi anni della guerra a Londra ma in seguito alla resa dei tedeschi in Italia, predisposta da Dulles e dal Vaticano, fu assegnato a Roma con la nomina a tenente dell’OSS incaricato di gestire le attività di controspionaggio. Dopo circa un anno venne incaricato di gestire l’Unità Speciale di Controspionaggio dell’OSS SCI-Z meglio nota come Unità Z formata da agenti inglesi e americani, fu anche membro della sezione X-2 ed era l’unico ad avere l’autorizzazione d’accesso alle segretissime informazioni inglesi del sistema di decrittazione ULTRA. La X-2, nota ufficialmente come SSU Strategic Services Unit, è stata definita da alcuni storici ed ex-agenti dell’OSS quali Peter Tompkins: “la più indipendente, la branca più pericolosa, quella che si occupava del controspionaggio”. In seguito allo scioglimento dell’OSS nel 1945 per volere del presidente Truman ed al suo ridisegnamento come SSU (Unità Servizi Strategici) Angleton rimase a Roma divenendo in poco tempo l’ufficiale di grado più alto dell’intelligence USA in Italia. Angleton comandava tutte le attività segrete, spionaggio e controspionaggio, in Italia per l’SSU, da poco appunto succeduto all’OSS che in realtà sarebbe divenuto subito dopo CIG Central Intelligence Group precursore della CIA costituitasi poi nel 1947. In virtù dell’esperienza maturata durante la guerra in attività di controspionaggio rientrato in patria nell’estate del ‘47 contribuì alla nascita del Mossad, il servizio segreto israeliano, e nel dicembre dello stesso anno fu assunto dalla CIA quale assistente del Direttore dell’OSO Ufficio Operazioni Speciali. Nel 1949 Angleton avanzò di livello all’interno dell’OSO e divenne assistente speciale del capo della CIA l’ammiraglio Roscoe Hillenkoetter (direttore dal 1947 al 1950 e noto tra l’altro per essere stato membro del famigerato gruppo segreto Majestic-12); quello stesso anno i vertici dell’intelligence militare decisero di classificare il fenomeno degli allora “dischi volanti” con il livello di “massimo segretezza”. Nel febbraio del 1953 Dulles divenne il nuovo Direttore della CIA, Angleton (amico di Dulles dai tempi della guerra) ottenne una serie di “vantaggi”; fu così che verso la fine del 1954 promosse James alla carica di Vicedirettore e Capo del Controspionaggio. Angleton aveva accesso diretto alle informazioni di Dulles e a tutte quelle estere, relative agli UFO, provenienti dall’IAC Comitato Consultivo d’Intelligence creato per occuparsi delle implicazioni comportate dagli UFO alla sicurezza nazionale. Egli mantenne tale incarico fino al 1974 quando coinvolto dallo scandalo Watergate fu costretto a dimettersi dall’allora direttore William Colby.
    Una conferma effettiva dell’operato clandestino condotto durante e dopo l’ultimo conflitto mondiale dall’intelligence americano in Italia ed in particolare da James Jesus Angleton giunge da una serie di documenti segreti declassificati in USA negli anni ’90. Nel gennaio del 1994 in un’area nei pressi di Washington D.C. venne inaugurata una sede dei National Archives al cui interno erano custoditi filmati coperti fino ad allora dal segreto di stato, documenti militari delle due guerre mondiali, numerosi microfilm che testimoniano il lavoro d’intelligence svolto dopo i conflitti e la più grande documentazione sullo scandalo Watergate e l’assassinio di John Kennedy. A tale proposito nel febbraio del 2003 alcuni quotidiani italiani pubblicarono alcuni articoli in merito proprio ad incartamenti venuti alla luce ed inerenti segreti italiani legati al conflitto ed all’attività occulta esercitata nel dopoguerra dall’intelligence USA in Italia che hanno fatto discutere. Un paio di questi articoli sono stati pubblicati dal quotidiano “La Repubblica” il 9 febbraio e sono: “Ricerca in archivi USA: La Decima MAS” di Antonio Monda e “Quando gli Usa arruolavano la Decima Mas” un pezzo inchiesta inerente le carte dei servizi segreti sul 1945 a firma dei giornalisti Attilio Bolzoni e Tano Gullo. Quest’ultimo riporta che: “Dagli archivi dell'intelligence Usa esce un altro pezzo di storia italiana del dopoguerra, gli accadimenti di un Paese che in quegli anni - svelano gli atti desecretati dalla Cia - è il più grande laboratorio di manipolazione politica clandestina. Ossessionati dal pericolo bolscevico, turbati dall’apparato e dalla forza del Pci, preoccupati dai tatticismi di De Gasperi, rassicurati dalle diffidenze della Santa Sede verso la Democrazia cristiana ancora alleata con Togliatti (tra le alte sfere vaticane qualcuno già accarezzava l’idea di far nascere un secondo e più conservatore partito cattolico), i servizi segreti Usa avevano costruito nella Penisola una rete spionistica per condizionare i passi della nascente Repubblica. Un esercito di uomini pronti a tutto che, già nella primavera del 1945, nei fatti è quella Gladio che “ufficialmente” nascerà qualche anno più tardi. I documenti che raccontano cosa avvenne sono tutti conservati nel palazzo di cristallo e cemento degli Archivi Nazionali degli Stati Uniti d’America, tra i boschi di College Park nel Maryland, a una trentina di chilometri da Washington. Erano carte top secret fino a qualche tempo fa, carte provenienti dagli schedari dell’Oss (Office of Strategic Services), l’antenato della Central Intelligence Agency. Al centro di quella “rete” c’è il giovane James Jesus Angleton, capo del controspionaggio americano a Roma dal ‘44 al ‘47, nome in codice “Artefice”…..I collegamenti tra servizi Usa e quelli vaticani ci sono da sempre e si intensificano nella fase bellica quando Allen Dulles (uno dei capi dell’Oss in Europa) stringe, in Svizzera nel 1942, rapporti con il frate domenicano belga Felix Morlion. Ma è dopo la Liberazione che la partita diventa decisiva. In un dossier dell’Oss senza data ma infilato tra i fascicoli dei “rapporti con il Vaticano” – “La guerra segreta in Italia” - gli 007 di Washington scrivono che “...poiché i suoi obiettivi spirituali (della chiesa cattolica ndr) sono mondiali, il Vaticano è il centro più esaurientemente informato del mondo”.” Sempre in merito ad Angleton ed al Vaticano nell’altro articolo di A. Monda si legge che: “James Angleton, responsabile del controspionaggio nel nostro paese fino al 1955, seguiva con preoccupazione le scelte politiche del centro che guardava a sinistra di De Gasperi, e si assicurava con lettere a propria firma che fosse garantita l’immunità alla Decima Mas e al principe Junio Valerio Borghese. Un rapporto del febbraio del 1946 controlla il lavoro diplomatico svolto da due prelati che diventeranno pontefici che rispondono al nome di Angelo Roncalli e Giovanni Battista Montini…..”.
    I rapporti tra CIA e Vaticano
    Ulteriori conferme sull’effettiva collaborazione dell’intelligence USA con i servizi segreti della Santa Sede emergono dal testo pubblicato in Italia nel 1996 dalla Marco Tropea Editore intitolato “L’eredità messianica - Dai Primi cristiani al Priorato di Sion ai giorni nostri i rapporti tra fede e potere” e scritto da M. Baigent, R. Leigh e H.Lincoln. Nel capitolo 24 al paragrafo intitolato”Mosse della CIA” viene riportato che: “L’OSS, o Office of Strategic Services (Ufficio dei Servizi Strategici), venne creato sul modello dell’MI6 e del SOE (Special Operations Executive) inglesi, e con il loro aiuto. Ne fu il primo direttore il generale William (Wild Billy) Donovan….A capo dell’OSS, William Donovan intuì subito il potenziale significato del Vaticano per le operazioni di controspionaggio. Migliaia di sacerdoti cattolici erano presenti in Europa, in ogni paese, ogni città, praticamente ogni villaggio. Migliaia di sacerdoti cattolici fungevano anche da cappellani per le forze armate di ogni nazione in guerra. Questa rete era già impegnata in attività di controspionaggio; trasmetteva grandi quantità di informazioni al servizio segreto del Vaticano stesso. Uno dei quattro direttori di settore del servizio segreto vaticano era monsignor Giovanni Montini, che in seguito sarebbe diventato Papa Paolo VI. Quindi Donovan intrecciò stretti legami con il Vaticano….Nel periodo successivo alla guerra, gli Stati Uniti si affrettarono a sfruttare l’apparato creato da Donovan, soprattutto in Italia. Nel 1948, nell’imminenza delle elezioni italiane, la CIA appena formata si imbarcò in una complessa operazione clandestina per precludere ogni prospettiva di vittoria comunista. Sotto la guida di James Angleton, ex direttore dell’OSS a Roma, e in seguito direttore del controspionaggio per la CIA, milioni di dollari vennero fatti pervenire in segreto alla Democrazia Cristiana, mentre ulteriori fondi venivano incanalati in giornali e altri strumenti di propaganda…..Come già detto(gli autori ribadiscono un punto affrontato un paio di pagine prima), il viaggio di Joseph Retinger negli Stati Uniti a nome del Movimento Europeo portò, il 29 marzo 1949, alla creazione dell’American Committee on a United Europe, o ACUE. Ne era presidente William Donovan. Il vicepresidente era l’ex direttore dell’OSS in Svizzera Allen Dulles. Segretario era Gorge S. Franklin, che era anche direttore del Consiglio per i Rapporti con l’Estero e in seguito diventò un coordinatore della Commissione Trilaterale. Il direttore esecutivo dell’ACUE era un membro attivo della CIA, Thomas Braden, all’epoca capo dell’International Organisation Departement della CIA. Sotto la guida di questi uomini, l’ACUE decise di sostenere il Movimento Europeo di Joseph Retinger…..parzialmente finanziati dalla CIA, Joseph Retinger e altri membri del Movimento Europeo strinsero alleanza con il principe Bernhard d’Olanda, con il primo ministro italiano e con Sir Gubbins, ex direttore del SOE inglese. Assieme all’allora direttore della CIA, il generale Walter Bedell Smith, questo gruppo creò una “commissione d’esperti” che si riunì per la prima volta nel maggio 1954 all’hotel de Bilderberg, nella città olandese di Oosterbeek. Ebbero così inizio le Conferenze Bilderberg.” (Il famigerato Gruppo Bilderberg è una sorta di organismo segreto di facciata del Governo Oombra costituito da eminenze grigie delle élite europee e nord-americane. I suoi membri, banchieri, politici, universitari, editori, giornalisti e funzionari internazionali degli Stati Uniti e dei paesi dell’Europa Occidentale si riuniscono ogni anno per discutere l’assetto politico, economico e sociale planetario. Ndr.). Sempre nel 1954 ed appena un mese prima della nascita del Bilderberg negli USA avvenne un incontro segreto con esseri alieni presso la base di Muroc Airfield (oggi Base Aerea di Edwards) in California e a cui presenziò il presidente americano Eisenhower. Riprendendo quanto è scritto nel volume di Baigent e Co. Emerge inoltre che: “Anche il Movimento Europeo di Joseph Retinger, sponsorizzato dalla CIA, fu attivo in Italia e consolidò ulteriormente i legami tra i servizi segreti americani e il Vaticano. Retinger si assicurò il sostegno del dottor Luigi Gedda, suo vecchio amico, che era medico personale di Pio XII nonché presidente dell’Azione Cattolica, Retinger riuscì a ottenere anche il sostegno del futuro papa Paolo VI, e l’azione cattolica diventò un altro importante destinatario dei fondi della CIA. I rapporti tra CIA e Vaticano divennero più stretti nel 1963, quando papa Giovanni XXIII morì e gli succedette Paolo VI, ovvero Giovanni Montini, arcivescovo di Milano. Come abbiamo detto, Montini era già in rapporto con la CIA e ne aveva ricevuto fondi. Anche durante la guerra aveva lavorato con i servizi segreti americani, passando informazioni dal Vaticano all’OSS e viceversa...I rapporti tra Vaticano e CIA sono proseguiti negli anni. Stando a Gordon Thomas e Max Morgan-Witts (Il primo giornalista irlandese, con noti agganci coi servizi segreti occidentali, noto per le sue inchieste investigative nel mondo dell’intelligence e del terrorismo mentre l’altro è un produttore televisivo inglese ndr.), nel novembre 1988 ci sarebbe stato un incontro privato tra papa Giovanni Paolo II e il direttore della CIA a Roma. Questo incontro portò all’accordo in base al quale il Papa avrebbe ricevuto ragguagli settimanali dalla CIA (v. “The Year of Armacheddon” Gordon Thomas e Max Morgan-Witts). A conferma di quanto scritto nel volume di Baigent, Leigh e Lincoln il Corriere della Sera del 26 agosto 2003 pubblica l’articolo “Montini, una scelta americana per l’Italia XX” del giornalista Ennio Caretto in merito ad una ricerca condotta dal quotidiano italiano negli archivi di Washington. “Donovan - scrive Caretto - ha già un suo uomo al Vaticano, il frate domenicano Felix Morlion, fondatore della «Pro Deo», da lui spostato nel ’41 da Lisbona, un covo di spie britanniche destinate a divenire illustri, dal diplomatico Kim Philby, una «talpa» sovietica, ai romanzieri Graham Greene e Ian Fleming (il padre di James Bond). Ma al capo dell’Oss preme ottenere la collaborazione del giovane monsignor Giovanni Battista Montini, allora segretario di Stato in pectore, il futuro Papa Paolo VI. L’ambasciatore americano in Vaticano Myron Taylor, l’ex presidente della United Steel, e il vice Harold Tittman gli hanno segnalato che Montini non è solo il braccio destro e confidente di Pio XII, ma è anche vicino a leader politici italiani come Alcide De Gasperi e il suo delfino Giulio Andreotti......E’ monsignor Montini a offrire all’Oss un «servizio di informazioni riservate» della Chiesa tra le due Italie, quella liberata a Sud e quella ancora occupata dai tedeschi a Nord..”.
    Considerazioni finali
    Alla luce di quanto finora esposto emerge chiaramente che il SIV sarebbe stato preesistente già prima degli anni ’50 addirittura già sul finire della Seconda Guerra Mondiale. Ora tutto ciò potrebbe porre sotto una luce negativa quanto rivelatomi dal gesuita in seno alla creazione del SIV in seguito l’incontro di Muroc avvenuto nel Febbraio del 1954 (v. art. Secretum Omega) per cui si potrebbe concludere che, anche se non in mala fede, non abbia detto proprio tutta la verità, almeno da un punto di vista temporale. A questo punto è probabile che sulla stessa falsa riga dell’OSS che in seguitò diede vita alla CIA il Vaticano ridisegnò nuovamente il SIV, al fine di interagire operativamente, strutturandolo in maniera compartimentalizzata alla stessa stregua delle strutture d’intelligence sviluppatesi dopo la guerra vedi CIA, Mossad, KGB ecc. A questo punto dotandosi di una nuova “veste” risulterebbe in un certo qual modo sensato e non necessariamente contraddittorio o falso quanto asserito dal gesuita. Del resto ho sempre preventivato che alcune delle informazioni ricevute potessero non essere fedeli o precise al 100% in quanto, nel caso dei rivelatori una caratteristica che si riscontra sempre è che non forniscono mai un quadro completo per quanto dettagliato possa essere. Inoltre (e questo si riallaccerebbe a quanto appena detto) sarebbe opportuno evidenziare quanto a livello d’intelligence stessa negli Stati Unti avvenne proprio nel 1954 in seguito agli incontri di Muroc e che videro protagonista il famigerato Majestic-12. Quest’ultimo, noto anche come MJ-12, venne concepito nel settembre del 1947 dal Presidente Truman all’interno di un’operazione “ultra top secret” di ricerca e sviluppo dell’Intelligence USA. Nel dicembre 1954 l’MJ-12, in seguito ad Ordine Esecutivo Segreto (Order Number 54-12) del presidente Eisenhower, fu elevato a Comitato all’interno del National Security Council - NSC (Consiglio Nazionale per la Sicurezza) assumendo la denominazione di “Gruppo 54/12”.
    Ma la storia non finisce qui….

  4. #24
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    20 Jun 2010
    Messaggi
    8,722
     Likes dati
    17
     Like avuti
    123
    Mentioned
    32 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    zsvvcx
    dfdfbdfbdf

  5. #25
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    23 Sep 2009
    Messaggi
    6,415
     Likes dati
    102
     Like avuti
    148
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Ritornando al rapimento di Emanuela Orlandi su Repubblica di ieri c'era un'intervista alla sorella. Narra la sorella che, subito dopo il rapimento, un vigile urbano fece fare alla polizia un identikit dell'uomo visto parlare per ultimo con Emanuela. Afferma la sorella di Emanuela che, quando l'identikit fu completato uno dei poliziotti presenti affermò : "guarda chi si vede ! Renatino De Pedis " ovvero l'identikit era estrememamente preciso tanto da consentire al poliziotto l'dentificazione della persona vista parlare con Emanuela, ma il De Pedis era così potente che le indagini in quella direzione evidentemente furono omesse.

  6. #26
    **********
    Data Registrazione
    04 Jun 2003
    Messaggi
    23,775
     Likes dati
    18
     Like avuti
    35
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    «LA SANTA SEDE è VICINA ALLA FAMIGLIA DELLA RAGAZZA SCOMPARSA NEL 1983»

    Caso Orlandi, il cardinal Bertone attacca: «Il classico scandalo estivo creato ad arte»

    Il segretario di Stato vaticano: «Desideriamo che la magistratura faccia luce sulla sorte di Emanuela»


    ROMA - Il «classico caso di scandalo estivo creato ad arte per catturare l'attenzione dei lettori già distratti dalle vacanze. Speriamo sia l'ultimo». È questa l«'impressione» che il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano, ha tratto dal ritorno alle cronache del caso di Emanuela Orlandi, la ragazza scomparsa nel 1983, e dal grande spazio dato dalla stampa alle presunte rivelazioni della ex amante di De Pedis.

    «FARE LUCE SULLA SORTE DI EMANUELA» - In un'intervista ad Avvenire pubblicata domenica, il cardinal Bertone ha ringraziato il quotidiano per «il commento puntuale alla vicenda Orlandi ed in difesa della memoria della figura sacerdotale dell'arcivescovo Paul Casimir Marcinkus», ribadendo soprattutto la vicinanza della Santa Sede al dolore della famiglia Orlandi di cui, rileva il cardinale, «condividiamo il desiderio che la magistratura faccia quanto in suo possesso per conoscere la sorte della amata Emanuela».

    Fonte: Corriere della sera, 29.6.2008

 

 
Pagina 3 di 3 PrimaPrima ... 23

Discussioni Simili

  1. Cosa nasconde quella tomba?
    Di sideros nel forum Esoterismo e Tradizione
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 15-02-10, 00:34
  2. cosa reciterà l'epitaffio sulla vostra tomba?
    Di marocchesi nel forum Il Seggio Elettorale
    Risposte: 42
    Ultimo Messaggio: 12-02-10, 09:09
  3. cosa vorreste scrivere sulla vostra tomba?
    Di Fulvia nel forum Fondoscala
    Risposte: 47
    Ultimo Messaggio: 26-04-09, 17:50
  4. Cosa c'è in quella tomba?
    Di sideros nel forum Paganesimo e Politeismo
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 26-06-08, 00:33
  5. Risposte: 39
    Ultimo Messaggio: 13-08-06, 02:27

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito