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    GiOcO dI sQuAdRa
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    Predefinito Irlanda Libera E Socialista!

    La questione nazionale irlandese

    La questione dell’Irlanda del Nord e L’oppressione plurisecolare dell’imperialismo inglese sull’irlanda.

    Le origini
    La colonizzazione inglese ebbe inizio nel XII secolo, ma l’occupazione vera dell’isola, attraverso guerre di sterminio e il trapianto di coloni inglesi e scozzesi in Irlanda, occuperà in realtà tutto il XVI e il XVII secolo. Se nel 1641 i cattolici detengono il 59% delle terre irlandesi, nel 1714 ne possiederanno solo il 7%. I contadini, scacciati dalle loro terre, soprattutto nel nord est (Ulster) e nel sud est, furono costretti a spostarsi nelle contee più occidentali e vennero sostituiti con i coloni della Gran Bretagna.
    La creazione di questa nuova base protestante doveva servire a formare una minoranza artificiale, leale alla monarchia britannica. L’intera strategia dell’imperialismo britannico si basava e si baserà sulla politica del “divide et impera”, cioè “dividi e comanda”.
    All’inizio del Settecento, dopo il definitivo trionfo della monarchia inglese, la maggioranza della popolazione irlandese fu colpita da una serie di dure leggi restrittive. Queste stabilivano che un cattolico non potesse ricoprire incarichi pubblici, votare, arruolarsi nell’esercito e, soprattutto, comprare appezzamenti di terreno. L’effetto di queste misure, e di tutte le altre prese dall’imperialismo inglese che aveva come religione di Stato l’anglicanesimo, nei secoli a venire, fu quello di portare la massa della popolazione ad identificarsi con la religione cattolica come sinonimo d’identità nazionale.
    L’Irlanda doveva rimanere una colonia ad economia quasi esclusivamente agricola, una riserva alimentare per lo sviluppo industriale della Gran Bretagna. Lenin descrisse così questo processo:
    La Gran Bretagna deve il suo brillante sviluppo economico e la prosperità della sua industria in larga misura al trattamento cui ha sottoposto i contadini irlandesi, trattamento che ricorda i crimini della Saltycika, proprietaria di servi della gleba in Russia.
    L’Inghilterra prosperava, mentre l’Irlanda deperiva e continuava ad essere un paese puramente agricolo, arretrato e semiselvaggio, un paese di miseri contadini fittavoli.
    (Marx Opere, vol. 20, pag. 137, Editori Riuniti, 1966).
    Contro una simile dominazione, rivolte periodiche erano inevitabili.
    Nel 1798, sotto l’effetto della rivoluzione francese e di quella americana, scoppiava la rivolta degli United Irishmen (Irlandesi uniti), guidata dal giovane protestante Wolfe Tone. La lotta contro l’oppressione inglese aveva riunito assieme la piccola borghesia di Belfast e i piccoli proprietari delle contee di Antrim e Down, protestanti, con i contadini di Connaught e Wexford, cattolici.
    Fin dall’inizio la rivolta fu però contrassegnata da tradimenti, confusione e disorganizzazione, elementi che, combinati con la repressione inglese, la condussero verso un esito tragico.
    La sconfitta degli United Irishmen non era tuttavia casuale. Rifletteva l’atteggiamento delle diverse classi coinvolte e l’assenza di una borghesia, con una forza consistente, che volesse veramente lottare per l’indipendenza. Solo nel nord esisteva una borghesia nascente capace di giocare un ruolo rilevante, grazie al grande sviluppo dell’industria manifatturiera, ma essa era legata a doppio filo alla Gran Bretagna. Nel resto del paese la classe capitalista era troppo timida e debole per assumersi la direzione della lotta. Guardava alla Francia perché venisse a “liberarla”. Le classi più elevate erano talmente intimidite dal fatto che le tendenze più radicali dei contadini e delle classi meno abbienti prendessero il sopravvento, che preferivano a ciò la dominazione straniera. Dal 1798 in poi la borghesia irlandese sosterrà sempre più apertamente la repressione dei movimenti di massa.
    Nel 1801 l’Atto d’Unione unificherà Irlanda e Inghilterra in un solo regno, diretta conseguenza della sconfitta di tre anni prima. Uno dei suoi effetti fu l’abolizione delle tariffe protettive votate dal parlamento irlandese, che determinò l’atrofia delle nascenti industrie dell’isola. L’attività produttiva fu limitata alla sola agricoltura. Allo stesso tempo si approfondivano le divisioni settarie, con l’istituzione dell’Orange Order, un’organizzazione reazionaria protestante esistente ancora oggi.
    L’unione realizzò un sistema di sfruttamento da parte dei latifondisti e degli intermediari che combinava gli aspetti peggiori dello sfruttamento capitalista con l’appropriazione, grazie a metodi semifeudali, del surplus e spesso dell’indispensabile per vivere. Con la rivoluzione agraria, dalla metà del secolo scorso in poi, i proprietari terrieri si rifiutarono di dare in affitto i piccoli appezzamenti di terra per sostituirvi il pascolo, attuando estese operazioni di sfratto dei contadini.
    Tra il 1855 e il 1866 un milione di irlandesi, emigrati o defunti, furono sostituiti con un milione di capi di bestiame.
    Marx ed Engels
    Marx ed Engels analizzarono approfonditamente le vicende irlandesi e videro nel movimento di liberazione nazionale una grande forza progressista. Ammiravano le tradizioni di lotta degli irlandesi, ma allo stesso tempo erano perfettamente coscienti dei loro lati deboli e della loro eterogenea composizione di classe. L’opposizione liberale della piccola borghesia urbana, capitanata da elementi come Daniel O’Connell, suscitava spesso in loro critiche severe, per il suo desiderio di giungere a compromessi con le classi dominanti inglesi, i suoi appelli alla moderazione, il suo timore di lasciare via libera alle energie rivoluzionarie del popolo.
    Le simpatie dei due andavano a un’ala più radicale, orientata verso la liberazione rivoluzionaria dell’isola, che esprimeva nei suoi programmi le istanze della popolazione. Disapprovavano però, in movimenti come quello Feniano, dominante fra i ceti popolari, la tattica delle congiure avventuristiche e degli attentati terroristici nonché il loro rifiuto di stabilire contatti con il movimento operaio inglese.
    Per quei signori il movimento operaio è pura eresia, e il contadino irlandese non deve sapere che gli operai socialisti sono i suoi unici alleati in Europa,
    (Engels a Marx, “L’Irlanda e la questione irlandese”, pag. 269, Ediz. Progress, 1975).

    Il loro programma si basava sul riconoscimento del diritto all’autodeterminazione del popolo irlandese al pari di tutti gli altri popoli oppressi. Richiedevano l’abolizione dell’atto di unione e l’indipendenza per l’Irlanda. Questi punti avrebbero dovuto essere le parole d’ordine dello stesso movimento operaio inglese. L’indipendenza avrebbe, infatti, aiutato anche la classe operaia britannica, in quanto l’oppressione coloniale aumentava il potere della classe dominante sfruttatrice.
    Per accelerare lo sviluppo sociale d’Europa, è necessario operare per la catastrofe dell’Inghilterra ufficiale. A questo fine, bisogna attaccarla in Irlanda. È questa il suo punto vulnerabile. Perduta l’Irlanda, è l’“Impero” britannico a crollare, e la lotta di classe in Inghilterra, fino ad oggi sonnolenta e cronica, assumerà forme acute.
    (Marx a Paul e Laura Lafargue, op. cit., pag. 275).

    Marx ed Engels non escludevano una successiva, volontaria e libera Federazione delle due isole, ma sulla base di un diverso sistema economico, un sistema socialista. Sul finire del secolo si definivano quindi due tendenze. Una, quella dei borghesi liberali, che si accontentava delle riforme che la Corona concedeva come sottoprodotto della lotta per la liberazione nazionale, e che non collegava la liberazione dell’Irlanda alla fine dell’opposizione di classe; a questo proposito il parlamento inglese aveva votato una serie di leggi sulla proprietà della terra che permettevano l’acquisto ai fittavoli irlandesi e sembrava orientato a concedere l’Home Rule, cioè l’istituzione di un parlamento irlandese che avesse il potere di legiferare sulle questione interne all’isola.
    L’altra legava la lotta per l’autodeterminazione ad obiettivi rivoluzionari e si basava sul nascente proletariato urbano.
    La classe operaia entra in scena
    Nel 1907 James Larkin arrivò a Belfast da Liverpool per organizzare il Sindacato dei Portuali. Nel luglio cominciò uno sciopero di 500 portuali, che in seguito si estese ad altri settori, per rivendicare aumenti salariali e il riconoscimento dei diritti sindacali, ottenendo una vittoria parziale. Lavoratori protestanti e cattolici scendevano in lotta assieme. Gli interessi di classe si dimostrarono più forti delle divisioni religiose.
    Gli anni tra il 1907 e il 1914 furono anni di ascesa della lotta di classe, in Inghilterra come in Irlanda. Il Sindacato irlandese dei trasporti (Itgwu), fondato da Larkin, che raggruppava anche lavoratori di altri settori, passò da 4.000 membri nel 1911 a 300.000 nel 1913.
    In quello stesso anno un episodio significativo fu la lotta nel settore delle linee tranviarie di Dublino. Il suo proprietario, Walter J. Murphy, voleva distruggere l’Itgwu e dichiarò la serrata insieme con altri datori di lavoro. 25.000 lavoratori furono licenziati. Dopo una dura lotta i licenziati furono reintegrati, ma il fatto che Murphy era un membro del Partito nazionalista irlandese e un fervente sostenitore della Home Rule, come gli altri capitalisti coinvolti nella vertenza, non faceva certo avvicinare i lavoratori protestanti alla causa nazionalista.
    La reazione intanto si organizzava. Nel 1912 100.000 protestanti si radunavano in un sobborgo di Belfast contro la Home Rule. Un anno dopo 250.000 abitanti dell’Ulster firmavano una petizione con una richiesta simile e costituivano un’organizzazione paramilitare, l’Ulster Volunteer Force (Uvf), di cui facevano parte 100.000 membri. L’Uvf era una forza reazionaria dove trovavano posto gli strati più arretrati della società nordirlandese. Alla base c’erano lavoratori e piccoli borghesi, ma al vertice si trovavano nobili, avvocati, uomini d’affari, medici, ecc. Il grande capitale britannico finanziava tutta l’operazione.
    L’indipendenza, come era stata concepita dai leaders nazionalisti, era un attacco al tenore di vita dei lavoratori protestanti. Il programma del Partito nazionalista comprendeva ad esempio il taglio dei finanziamenti al welfare per l’Irlanda. Anche il Sinn Fein, un nuovo movimento fondato nel 1900 caratterizzato da una fraseologia più radicale, rifiutava un approccio di classe. I suoi massimi dirigenti appoggiarono il padronato nello sciopero del 1913.
    James Connolly (5 giugno 1868 – 12 maggio 1916 fu un sindacalista e rivoluzionario irlandese.
    Nato ad Edimburgo, Scozia, da immigrati irlandesi, lasciò la scuola per lavorare all’età di undici anni, ma ciononostante divenne una delle più importanti figure della sinistra del tempo. Raggiunse l’esercito britannico all’età di quattordici anni e fu stanziato a Dublino dove avrebbe più tardi incontrato la futura moglie. Nel 1892 era già una importante figura della Scottish Socialist Federation, con il ruolo di segretario dal 1895; già nel 1896 aveva abbandonato l’esercito e fondato l’Irish Socialist Republican Party. Connolly fu tra i fondatori del Socialist Labour Party che si divise dalla Social Democratic Federation nel 1903.
    Braccio destro di James Larkin nell’Irish Transport and General Workers Union, fondò nel 1913 l’Irish Citizen Army (ICA), un gruppo armato e ben addestrato il cui compito era quello di difendere lavoratori e scioperanti, in particolar modo dalla brutalità della Dublin Metropolitan Police. Nonostante contassero al massimo su 250 membri, il loro obiettivo divenne presto l’instaurazione di una nazione irlandese, indipendente e socialista.
    Nel 1916, considerando gli appartenenti all’organizzazione Irish Volunteers troppo borghesi e poco focalizzati sull’indipendenza economica dell’Irlanda e pensando che fossero poco risoluti nel prendere le armi contro l’Impero Britannico, tentò di spronarli all’azione minacciando di mandare il suo corpo minuto da solo contro l’impero, se necessario. Ciò allarmò i membri dell’Irish Republican Brotherhood, che avevano già infiltrato i Volunteers e che avevano dei piani per un’insurrezione quello stesso anno. I leaders dell’IRB, compresi Tom Clarke e Patrick Pearse incontrarono Connolly per vedere se un accordo potesse essere raggiunto. Si è detto che questi fosse stato rapito da loro, ma ciò si è rivelato poi falso. Comunque scomparì per tre giorni senza dire a nessuno dove era stato. Durante l’incontro l’IRB e l’ICA decisero di agire insieme a Pasqua di quell’anno.
    Quando, il 24 aprile del 1916, la rivolta di Pasqua ebbe atto, Connolly era Comandante della Brigata di Dublino e, avendo la Brigata di Dublino un ruolo sostanziale nella rivolta, egli era de facto Comandante in Capo. Dopo la resa, fu giustiziato dagli inglesi per il suo ruolo, nonostante fosse stato ferito così gravemente durante i combattimenti da non riuscire a stare in piedi per l’esecuzione; fu così ucciso su una sedia. Gli sopravvissero la moglie e numerosi figli (tra cui Roddy Connolly).
    La sua fama in Irlanda è legata per lo più al suo contributo per la causa nazionalista, mentre il suo marxismo è passato in secondo piano (nonostante alla sua figura come socialista si rifacciano molti partiti di sinistra e gruppi repubblicani di sinistra). Comunque gli scritti di Connolly dimostrano il suo essere, prima di tutto, un pensatore marxista; in molti dei suoi lavori si scaglia contro ciò che chiama il nazionalismo borghese di coloro che si definiscono patrioti irlandesi. Connolly fu tra i pochi politici di sinistra della Seconda Internazionale che si opposero alla Grande Guerra; ciò lo mise in contrasto con molti leader dei partiti europei di sinistra, ma al tempo stesso marcò la sua appartenenza al gruppo di coloro che si sarebbero più tardi chiamati comunisti, come per esempio Lenin, Trotsky, Rosa Luxemburg. Era inoltre membro della radicale organizzazione Industrial Workers of the World.
    Lenin fu un grande ammiratore di Connolly, nonostante i due non si siano mai incontrati. Egli infatti criticò gli altri comunisti, che avevano bollato la ribellione in Irlanda come borghese; secondo Lenin, infatti, nessuna rivoluzione era pura, ed i comunisti avrebbero dovuto unirsi con altri gruppi di insoddisfatti per rovesciare il preesistente ordine sociale. In Scozia il suo pensiero ha influenzato molto quello di socialisti come John Maclean, che combinò in modo simile idee politiche di sinistra con idee nazionaliste con la formazione dello Scottish Workers Republican Party. C’è una statua di James Connolly a Dublino, fuori dalla Liberty Hall, dove si trovano gli uffici della SIPTU Trade Union).
    Come illustrato in precedenza, c’era invece chi disponeva di un chiaro atteggiamento di classe e aveva compreso l’analisi di Marx ed Engel formò alla fine del secolo il Partito socialista repubblicano d’Irlanda. Diventò uno dei principali organizzatori dell’Igtwu e dal 1914 Segretario generale. Secondo Connolly, “solo la classe operaia rimane l’erede incorruttibile della lotta per la libertà in Irlanda”. Riecheggiando la teoria della rivoluzione permanente di Trotskij, spiegava come i compiti della rivoluzione socialista e quelli della liberazione nazionale erano totalmente interconnessi. I lavoratori, assumendo il potere nelle loro mani, potevano procedere alla riforma agraria e distribuire la terra ai contadini, cosa che la borghesia nazionale era incapace di fare. Solo una rivoluzione socialista avrebbe potuto assicurare, espropriando la classe capitalista, un tenore di vita decente sia alle masse cattoliche sia a quelle protestanti.
    Pochi giorni prima della sua morte, Connolly chiarì i suoi obiettivi: Lottiamo per l’Irlanda agli irlandesi. Ma chi sono gli irlandesi? Non il latifondista che affama i contadini, non il capitalista assetato di profitti, non l’avvocato untuoso o il giornalista prezzolato. Non sono questi gli irlandesi da cui dipende il futuro. Non sono questi, ma la classe operaia irlandese costituisce le uniche fondamenta sicure sulle quali una nazione può essere costruita.
    Allo scoppio della prima guerra mondiale, Connolly fu uno dei pochi ad opporsi al conflitto. I dirigenti nazionalisti parteciparono entusiasticamente alla guerra, pensando che la Corona li avrebbe ricompensati per la loro affidabilità. Migliaia e migliaia di irlandesi furono mandati al macello nella trincea di mezza Europa.
    Nel frattempo, Connolly aveva già costruito un’organizzazione di autodifesa dei lavoratori dagli attacchi sempre più frequenti della polizia, l’Irish Citizen Army, nel 1914.
    L’Insurrezione di Pasqua
    Nel tentativo di fare nascere un movimento per la definitiva indipendenza e per dare il via a un’ascesa del conflitto di classe in Europa, Connolly con diversi esponenti di formazioni nazionaliste preparò l’Insurrezione di Pasqua del 1916. Poco più di mille uomini marciarono verso la Posta Centrale e altri edifici strategici di Dublino, prendendone possesso con relativa facilità. Nei giorni successivi la reazione dello stato inglese fu però spietata. Dato che ai rivoltosi mancava una reale base di supporto, dopo una settimana di scontri l’esercito riprese il controllo della città. Nei mesi successivi furono giustiziati novanta partecipanti all’insurrezione, tra cui lo stesso Connolly.
    L’errore dell’Insurrezione di Pasqua non fu nel fatto che avvenne, ma che accadde troppo prematuramente. Connolly si sbagliava quando pensava che essa avrebbe dato il via a un movimento in Europa.
    La teoria che un gruppo di persone, anche i lavoratori più determinati, può fungere da detonatore per movimenti di massa è falsa. Solo quando le condizioni per la lotta di massa esistono, solo quando le masse sono pronte a sacrificarsi in uno scontro anche duro, allora anche un piccolo gruppo di rivoluzionari può giocare un ruolo importante. La forza di alcune migliaia di uomini armati è limitata, ma essa, collegata alla forza schiacciante del movimento operaio organizzato, diventa ben altra cosa. Lo sciopero generale per fermare i rifornimenti alle truppe e fare entrare in scena le masse, era una proposta necessaria per cercare di fare vincere l’insurrezione.
    Le condizioni per un’azione di massa rivoluzionaria non esistevano in Irlanda né in Europa nel 1916. A Dublino l’avanguardia della classe lavoratrice si sollevò, ma fu massacrata, prima che un movimento cominciasse in Europa. Connolly era morto, Larkin in prigione in America, senza che un partito marxista fosse stato creato per mantenere vive le idee e le tradizioni rivoluzionarie. Nel vuoto tutta una serie di elementi opportunisti presero il sopravvento, fregiandosi del nome di Connolly, come vedremo in seguito.
    Lo sciopero del 1919
    La guerra aveva arrestato la radicalizzazione sociale che era in atto nell’isola, ma la fine delle ostilità fece ritornare in prima linea il movimento operaio, che diventò la principale preoccupazione delle classi dominanti britanniche. Ne determinò l’atteggiamento negli anni a venire, lasciando il segno anche nelle formazioni Unioniste e trasformando il movimento nazionalista.
    Nel 1919 si aprì una vertenza generale in Irlanda e Inghilterra per la riduzione dell’orario di lavoro. In Irlanda questa rappresentava il culmine di una serie di scioperi che coinvolgevano tutti i settori. Il 14 Gennaio 1919, 20.000 metalmeccanici e lavoratori dei cantieri navali scesero in sciopero marciando in corteo per Belfast. Fu l’inizio di quattro settimane di sciopero che dimostrarono la forza della classe operaia. I lavoratori si impadronirono del governo della città, controllando ciò che funzionava e decidendo ciò che non doveva funzionare. Alla testa della lotta erano il comitato di sciopero e il consiglio dei Sindacati di Belfast (Belfast Trades Council).
    Le divisioni religiose scomparvero durante il movimento. Testimone di ciò era la composizione del Comitato di sciopero, dove la maggioranza dei membri era protestante, ma il presidente era cattolico. Solo i tentennamenti e le sconfitte davano la possibilità di riacquistare uno spazio a queste tendenze reazionarie.
    Dopo un mese di lotta, i lavoratori di Glasgow, davanti al pericolo di un intervento dell’Esercito, ritornavano al lavoro. Belfast rimaneva isolata, i lavoratori solo attraverso una maggioranza risicata decidono di continuare lo sciopero: è allora che la polizia, cosciente di questa divisione, forza i picchetti e ristabilisce “l’ordine” in città. Lo sciopero era stato sconfitto, ma il Primo maggio seguente centomila persone partecipavano alla manifestazione di Belfast. I candidati del Partito laburista ottennero un ottimo risultato nelle elezioni locali dello stesso anno.
    De Valera e Michael Collins
    Nel sud il protrarsi della guerra, unito all’appoggio che i leaders nazionalisti moderati le davano, stava scontentando larghe fasce di popolazione. La coscrizione obbligatoria degli irlandesi a partire dal 1916 acuì questo processo. Nelle elezioni politiche del 1918 il Partito nazionalista passò da 80 seggi a sette, mentre il Sinn Fein ne conquistò 73.L’obiettivo non era più un’indipendenza limitata, ma la Repubblica.
    Ma qual era il programma del Sinn Fein e dei suoi dirigenti, come Griffiths, De Valera e Michael Collins? La dichiarazione del Parlamento irlandese, illegale, affermava che “il diritto alla proprietà privata doveva essere subordinato al bene pubblico”; De Valera nei suoi discorsi rendeva omaggio a James Connolly.
    Il movimento operaio deve aspettare, la nazione deve venire prima degli interessi specifici all’interno di essa, spiegava De Valera. Per usare una frase di Connolly.
    I dirigenti del movimento operaio ascoltarono i consigli di quelli del Sinn Fein. William O’Brien, il segretario dell’Igtwu, sostenne il candidato del Sinn Fein in un’elezione suppletiva del 1917. I dirigenti dell’Igtwu accettarono di aderire ad un Fronte Nazionale insieme ai nazionalisti piccolo-borghesi.
    Nel congresso dell’Itgwu nell’agosto 1918 si era deciso di cambiare il proprio nome in Irish Labour Party e di presentarsi alle imminenti elezioni. Sotto le pressioni di De Valera, e nonostante l’opposizione della base, i dirigenti laburisti decisero di ritirarsi negli interessi della nazione.L’unità nazionale del Sinn Fein era l’unita dei proletari e dei piccoli contadini cattolici dietro le bandiere socialista.
    Sì a una repubblica, ma a una repubblica dei lavoratori; non solo un parlamento, ma un’assemblea costituente rivoluzionaria che nazionalizzasse le fabbriche e la terra sotto il controllo della classe lavoratrice.
    Verso la divisione
    Nel 1919 cominciarono le prime azioni dell’Irish Republican Army (Ira), l’Esercito repubblicano irlandese. L’imperialismo reagì con i metodi repressivi ben conosciuti. Nel 1920 fu imposto il coprifuoco nelle principali città, 5.000 repubblicani furono rinchiusi in prigione. Centinaia furono i morti nei due schieramenti.
    La borghesia inglese capì che con la repressione militare si sarebbe forse tenuto sotto controllo la situazione, a fronte di un prezzo politico ed economico ben difficile da sostenere a lungo. Non poteva poi risolvere il problema di un movimento operaio che si stava sviluppando e che avrebbe potuto avere un effetto in Gran Bretagna.
    L’imperialismo fece di tutto per aumentare il settarismo. I pogrom e le atrocità commesse dalle squadracce unioniste avevano l’appoggio della Gran Bretagna. Le forze dell’ordine non fornivano alcuna protezione ai cattolici. In questo periodo il governo inglese fece la proposta che venisse costituita una speciale forza di polizia nell’Ulster: in altre parole che alle bande paramilitari protestanti fossero date uniformi ed armi direttamente da Sua Maestà (questa forza prese poi il nome di Royal Ulster Constabulary, Ruc).
    La divisione dell’Irlanda non fu uno dei risultati della situazione interna irlandese. Come vedremo non fu imposta dal movimento nel Sud. Piuttosto i dirigenti repubblicani furono costretti a negoziare un cessate il fuoco sulla base delle condizioni dettate dall’imperialismo.
    Non fu concessa nemmeno a causa della resistenza portata avanti dagli Unionisti. L’Uvf si sviluppò solo sulla base dell’appoggio della borghesia britannica. Se l’esercito inglese avesse voluto, all’epoca avrebbe distrutto le sue brigate, armate in maniera del tutto insufficiente.
    La divisione fu imposta dall’imperialismo inglese per soddisfare le sue necessità, per tracciare un confine tra i lavoratori cattolici e protestanti in Irlanda, e tra il movimento operaio irlandese e quello inglese.
    I dirigenti repubblicani accettarono il trattato, firmato nel dicembre 1921, da una parte perché la loro natura di classe li rendeva inclini al compromesso, dall’altra perché non vedevano alcuna possibilità di vittoria. Michael Collins stimava che nel 1921 l’Ira potesse contare su 2-3.000 uomini come veri combattenti, però avesse seri problemi di approvvigionamento d’armi e munizioni.
    Ma soprattutto i metodi di lotta adottati, come le campagne di attentati e di terrorismo individuale, non potevano sconfiggere l’imperialismo. La storia dimostra che solo l’azione delle masse può cambiare la società.
    In seguito all’accordo, una vera e propria guerra civile si scatenò nel sud, e le forze del nuovo Stato irlandese si scagliarono con violenza inaudita contro chi si opponeva al trattato. Questo non era però il frutto di un tradimento improvviso da parte di Collins o altri. Era la logica conseguenza dei metodi di lotta e delle forze sociali che l’avevano guidata.
    Le divisioni si approfondirono anche fra la classe lavoratrice. Il Northern Ireland Labour Party (Nilp) adottò la teoria reazionaria che è stata sempre portata avanti dagli Unionisti, secondo cui gli interessi del movimento operaio del nord sono difesi meglio mantenendo il legame con il capitalismo inglese. Le idee di Collins andavano bene per i lavoratori cattolici. Queste idee rappresentarono sempre un enorme ostacolo per lo sviluppo dell’unità della classe lavoratrice e determinarono anche la sua disintegrazione negli anni settanta.
    La lotta per i diritti civili
    Dopo il 1945, l’imperialismo britannico aveva cambiato la sua strategia per l’Irlanda del Nord. L’Irlanda era stata divisa nel 1921 per mantenere il possesso delle industrie del Nord e delle importanti basi militari, ma soprattutto per impedire il diffondersi della rivoluzione sociale che accompagnò la lotta per la liberazione nazionale.
    Nessuno di questi fattori esisteva più dopo il 1945. La guerra fredda aveva spostato i nemici dell’Inghilterra ad est e l’Ulster si avviava con il resto della Gran Bretagna verso un periodo di boom economico prolungato, mentre l’Eire si era stabilizzato come satellite delle potenze capitaliste più forti. Nel 1968 la Repubblica d’Irlanda era il quinto importatore di beni britannici.
    I capitalisti britannici ed irlandesi prospettavano un processo graduale di costruzione di un’Irlanda unita, dove la Gran Bretagna avrebbe dominato, cioè un lungo periodo di stabilità per massimizzare i profitti.
    L’opinione generalizzata secondo cui le differenze in Irlanda si sarebbero pian piano appianate spiega l’inerzia dei governi laburisti dell’immediato dopoguerra, dopo le vittorie elettorali del 1945 e del 1954. Al NILP era concesso un posto nella direzione nazionale del Labour Party. I suoi dirigenti preferivano ignorare la bomba ad orologeria che avevano sotto i piedi. Sotto la superficie enormi tensioni stavano montando, mentre cresceva il malcontento e la rabbia lasciate in eredità dalla divisione.
    Ai padroni protestanti era stata concessa la facoltà di creare un regime antidemocratico, che impediva a 300.000 lavoratori di votare (in gran parte cattolici), gli Unionisti si assicuravano una loro maggioranza e si garantivano il controllo della macchina statale. Il censimento del 1961 dimostrava la natura discriminatoria del regime.
    Nelle elezioni al parlamento di Stormont, sebbene ci fosse il suffragio universale, c’era anche un secondo voto per i laureati e per gli uomini d’affari. Dato che i cattolici erano di fatto messi al bando dall’educazione superiore e dai commerci, ciò dava ai protestanti circa 26.000 voti in più. Nella contea di Antrim, dove vivevano quasi 67.000 cattolici, tutti e sette seggi andavano agli unionisti!
    Nelle elezioni amministrative la discriminazione era ancora più evidente. Oltre ai meccanismi sopra descritti, potevano votare solo i proprietari di case, impedendo il voto a molti cattolici delle classi più basse. A tutto ciò si aggiungeva una peculiare definizione dei collegi elettorali. A Derry anche con le leggi elettorali descritte sopra i cattolici erano chiaramente in maggioranza, ma gli Unionisti eleggevano 12 rappresentanti, i cattolici solo otto.
    Il controllo delle amministrazioni locali rendeva inoltre molto difficile per i cattolici l’assegnazione di case popolari, nonché di posti di lavoro pubblici.
    A metà degli anni sessanta l’attenzione dell’opinione pubblica era concentrata sulla lotta per i diritti civili della minoranza nera negli Usa. Era evidente a tutti che simili livelli di disuguaglianza erano presenti anche in Gran Bretagna.
    Il movimento per i diritti civili cominciò anche in Irlanda del Nord. All’inizio i lavoratori cercarono di esprimersi attraverso le loro organizzazioni tradizionali. Malgrado che per tutto il dopoguerra il Nilp avesse continuato a difendere una posizione pro-unionista, a causa della pressione dal basso, nel 1965 si dichiarò a favore di eguali diritti per tutti e un anno dopo pubblicò un appello assieme ai sindacati per “una persona, un voto” e la ridefinizione dei collegi elettorali.
    Ma i dirigenti del Nilp non diedero una direzione di classe al movimento, lasciandola ad elementi piccolo borghesi, che, confinando gli obiettivi del movimento ad eguali opportunità e guardando alla repubblica d’Irlanda come modello, si alienarono l’appoggio di molti lavoratori protestanti.
    Questi ultimi hanno sempre temuto che una riunificazione su basi capitaliste con l’arretrata economia del Sud non avrebbe significato nient’altro che una ridivisione delle disuguaglianze.
    Come ammise in seguito la leader del movimento per i diritti civili, Bernadette Devlin, “Capimmo che, anche se lo presentavamo nella maniera più amichevole possibile, più posti di lavoro per i cattolici voleva dire meno posti per i protestanti. La loro era una paura reale.”
    Il 1969
    Il mostro settario costruito dall’imperialismo sfuggì dal controllo. Le marce per i diritti civili furono attaccate brutalmente dalla Ruc e dai suoi reparti speciali, le B-Specials. Nell’agosto del 1969 si raggiunse l’apice della violenza. In due notti furono bruciate trecento case e uccise sei persone. 5.000 cattolici si rifugiarono nel sud dell’Isola.
    Intanto si organizzava anche la resistenza. A Derry le forze dell’ordine erano state espulse dal quartiere di Bogside (“No-Go” areas). I lavoratori organizzavano da soli i servizi sociali e dirigevano la lotta contro la Ruc e le B-Specials dalle barricate, mentre i Giovani Socialisti controllavano la stazione radio locale, Free Derry.
    I marxisti, i Giovani Socialisti e il Partito Laburista di Derry avvertirono del pericolo: Le truppe sono state inviate per imporre una soluzione nell’interesse del grande capitale dell’Ulster. Entreranno nella zona (di Bogside, ndr) e ristabiliranno il controllo del governo preparando la strada per la Ruc.
    I marxisti chiedevano il ritiro delle truppe, e al tempo stesso la formazione di una forza di autodifesa dei lavoratori, basata sui sindacati.
    Lo spostamento a sinistra della società irlandese era evidente, sia a nord, dove il Nilp prese 100.000 voti nel 1970, sia a sud, dove l’Irish Labour Party arrivò al 17%, uno dei suoi migliori risultati.
    Il nuovo governo conservatore di Heath, eletto nel 1970, portò avanti una nuova ondata di repressione, con centinaia di arresti e il coprifuoco sulle zone cattoliche di Belfast. Vennero varate leggi d’emergenza che prevedevano l’incarcerazione senza processo. Nel 1972 mille persone erano in carcere per effetto di queste leggi.
    Il 30 gennaio 1972, nella cosiddetta “domenica di sangue”, 13 civili disarmati vennero uccisi dai soldati inglesi per le strade di Derry durante una manifestazione.
    Nei giorni seguenti, 70.000 persone parteciparono a un corteo di protesta a Newry e uno sciopero generale di tre giorni paralizzò l’Irlanda del Nord.
    I dirigenti laburisti facevano solo timide critiche agli “eccessi dell’Esercito”, chiedendo un’inchiesta parlamentare e il governo diretto di Westminster sull’Ulster.
    Varie formazioni MILITARI della resistenza IRLANDESE.
    I lavoratori e i giovani cattolici entrarono in massa nell’Ira per difendersi. Così
    Nell’inverno del 1969 l’Ira si divise in due gruppi: gli “officials”, che si stavano spostando a sinistra, avvicinandosi alle idee del marxismo, e i “provisionals”, appoggiati finanziariamente e militarmente dai servizi segreti irlandesi.
    La Provisional IRA (PIRA) nasce tra il 1969 e il 1970 con la scissione dall'IRA.(chiamata da allora in poi Official IRA) di alcuni elementi critici verso la leadership che accusavano di tendenze troppo socialiste(cio non vuol dire che sono fascisti) ma soprattutto di non essere stata in grado di difendere i quartieri cattolici di Belfast quando, nell'agosto 1969, vennero attaccati da gruppi di estremisti protestanti spalleggiati da reparti della Royal Ulster Constabulary (RUC), la polizia dell'Ulster al 90% protestante, e centinaia di famiglie dovettero abbandonare le proprie case date alle fiamme.
    Fino ai primi mesi del 1971 la PIRA si occupò principalmente di difendere i quartieri cattolici delle principali città dell'Irlanda del Nord (Belfast e Derry) e di addestrare le reclute che volevano entrare nell'organizzazione; dopo questa fase iniziò una vera e propria offensiva militare contro le truppe britanniche, attaccate quotidianamente sia nelle aree urbane che nelle zone rurali (specialmente nelle aree di East Tyrone e South Armagh), e contro i cosiddetti "obiettivi economici", come pubs, ristoranti e fabbriche, che venivano fatti saltare in aria con regolare frequenza. A peggiorare le cose erano gli attacchi dei gruppi paramilitari protestanti (in particolare UFF, nome usato dall'UDA, organizzazione legale, e UVF), che colpivano in prevalenza cittadini cattolici che non avevano nulla a che fare con la PIRA, e che contribuirono a trasformare l'Irlanda del Nord (in particolare Belfast, Derry e la zona di confine del South Armagh) nel territorio più militarizzato dell'Europa Occidentale.
    Dopo tre anni tremendi (il 1972 resterà l'anno con più morti di tutto il conflitto) alla fine del 1974 la PIRA, in seguito a colloqui segreti con emissari del governo britannico, decise di dichiarare una tregua, durata alcuni mesi, durante la quale i paramilitari protestanti uccisero decine di cattolici tentando di trascinare la PIRA in un vortice di omicidi settari. Terminata la tregua la vecchia dirigenza della PIRA venne rimpiazzata da elementi più giovani (tra i quali Gerry Adams e Martin McGuinness) che si erano opposti alla tregua sin dall'inizio e che iniziarono a riorganizzare la PIRA e a teorizzare la necessità di una "guerra di lunga durata". Gli effetti di questa riorganizzazione divennero evidenti a tutto il mondo il 27 agosto 1979: al mattino la PIRA, al largo di Mullaghmore (Eire), fece saltare in aria la barca di Lord Louis Mountbatten, cugino della regina d'Inghilterra, uccidendolo con altre 3 persone, mentre il pomeriggio, due esplosioni ravvicinate causarono la morte di 18 soldati inglesi a Warrenpoint, nella contea di Down. La sera stessa, a Belfast, lungo la Falls Road, l' arteria stradale sulla quale si affacciano i quartieri cattolici di West Belfast, comparve la scritta 13 gone and not forgotten, we got 18 and Mountbatten e cioè "i 13 non sono stati dimenticati, ne abbiamo beccati 18 e Mountbatten" (riferendosi ai 13 morti del Bloody Sunday uccisi dal Reggimento Paracadutisti, lo stesso dei soldati morti a Warrenpoint).
    Dopo due anni trascorsi nella solita routine di bombe, omicidi e attentati, all'inizio del 1981 la PIRA tornò di nuovo all'attenzione del mondo quando i suoi prigionieri rinchiusi nel carcere di Long Kesh decisero di intraprendere uno sciopero della fame per riottenere lo status di "prigionieri politici" che il governo britannico aveva abolito nel 1976. L'1 marzo Bobby Sands, di Belfast, iniziò il digiuno che l'avrebbe ucciso 66 giorni dopo, non prima di essere eletto al Parlamento britannico in una elezione suppletiva nel collegio elettorale di Fermanagh-South Tyrone. Il suo corteo funebre venne seguito da circa 100.000 persone. Nel corso dello sciopero, durato fino al 3 ottobre 1981, altri nove detenuti (6 della PIRA e 3 dell'INLA, un'altra organizzazione repubblicana) seguirono Sands nella tomba. Lo sciopero fu un'occasione di grandissima propaganda per la PIRA e per il Sinn Féin, suo braccio politico, mentre nel mondo intero si moltiplicarono gli appelli al Primo Ministro Margaret Thatcher ad essere meno inflessibile e a trovare un compromesso con i detenuti, ma invano. Da allora la Thatcher diventò l'obiettivo principale della PIRA che, nell'ottobre 1984, quasi riuscì ad ucciderla quando fece esplodere una bomba nel Grand Hotel di Brighton dove si stava svolgendo il congresso del suo partito.
    La capacità militare della PIRA aumentò notevolmente verso la fine degli anni ottanta grazie al sostegno della Libia di Muammar Gheddafi che inviò in Irlanda almeno 4 navi cariche di armamenti moderni (tra cui alcune tonnellate del micidiale esplosivo Semtex). Di contro le forze di sicurezza britanniche, in particolare gli uomini dello Special Air Service (SAS), e i gruppi paramilitari protestanti avevano aumentato la pressione sulla PIRA che, dal 1987 al 1992, perse, per mano dell'esercito britannico, del SAS, dell'UFF e dell'UVF o a causa di esplosioni premature, 52 dei suoi membri (27 nella sola contea di Tyrone). La situazione era in una fase di stallo in cui era chiaro che né la PIRA né l'esercito britannico erano in grado di vincere militarmente. Cominciarono allora dei colloqui segreti tra la PIRA e il governo britannico che si intensificarono dopo che tra il 1992 e il 1993 la PIRA fece esplodere due bombe gigantesche nel centro di Londra causando danni per centinaia di milioni di sterline.
    Il 31 agosto 1994 la PIRA annunciò la "completa cessazione delle operazioni militari" e, quando il 13 ottobre venne emulata dai paramilitari protestanti la pace sembrò a portata di mano. Il 9 febbraio 1996 però la PIRA, insoddisfatta dei progressi del processo di pace, ruppe la tregua facendo esplodere una bomba a Canary Wharf, nella zona dei Docks di Londra e il conflitto riprese, sebbene meno intenso.
    Nel maggio 1997 il Partito Laburista di Tony Blair vinse le elezioni in Inghilterra dopo 18 anni di governi conservatori e si aprirono nuove prospettive per la questione nordirlandese. Il 19 luglio 1997 la PIRA annunciò un'altra tregua, anche se questa volta dovette affrontare la scissione di alcuni elementi dell'organizzazione contrari alla sospensione delle operazioni militari. Questo gruppo, guidato dall'ex Quartiermastro Generale, Micky McKevitt, divenne noto con il nome di Real IRA e, prima di essere decimato dagli arresti, si rese responsabile della strage di Omagh, nell'agosto 1998,in cui un' autobomba uccise 29 persone.
    Dopo mesi di colloqui, promossi dal premier britannico Blair e da quello irlandese Bertie Ahern il 10 aprile 1998 i delegati dei partiti nordirlandesi, tra cui quelli che rappresentavano i paramilitari, firmarono l'Accordo del Venerdì Santo (Good Friday Agreement) che prevedeva la costituzione di un governo misto tra protestanti e cattolici in proporzione ai risultati elettorali e, cosa che stava particolarmente a cuore ai paramilitari, la liberazione entro 3 anni di tutti i detenuti appartenenti alle organizzazioni che avevano sottoscritto l'accordo. Da allora, a parte alcuni episodi, generalmente circoscritti al periodo estivo in cui si svolgono le tradizionali marce dei protestanti per ricordare la vittoria sui cattolici di Guglielmo d'Orange nel 1690, l' Irlanda del Nord vive un periodo pacifico. La PIRA, che considerebbe la consegna dei suoi arsenali come una resa agli inglesi, a partire dal 2001 ha fatto ispezionare periodicamente i suoi depositi di armi ad una commissione internazionale che aveva l'obbligo di verificare che le armi in essi contenute non fossero state usate. Infine, nel 2005, la Provisional IRA si è detta pronta a distruggere tutte le sue armi e ha annunciato la fine della lotta armata e, pur affermando di non voler sciogliere l'organizzazione, ha dichiarato di voler usare mezzi esclusivamente pacifici per arrivare al suo obiettivo finale, la riunificazione delle sei contee del Nord con la Repubblica d'Irlanda.
    Dalla Provisional IRA nel 1986 si era staccato un piccolo gruppo di dissidenti, guidati da Ruairi O'Bradaigh e Daithi O'Connell, capi storici della Provisional IRA e del Sinn Féin, che aveva dato vita ad un braccio armato, chiamato CIRA (Continuity Irish Republican Army) che rimane fermo sul punto di continuare la lotta contro le forze britanniche finché l'Irlanda non sia completamente libera.
    UN'ALTRA FORMAZIONE ARMATA IRLANDESE MA TOTALMENTE MARXISTA E' L'INLA:
    nasce nel 1974 come braccio armato dell' IRSP, partito politico nato da una scissione dell' Official Sinn Féin che aveva attratto anche un discreto numero di socialisti radicali come Bernadette Devlin McAliskey, leader del movimento per i diritti civili formatosi nell' Ulster alla fine degli anni sessanta, che poi abbandoneranno il partito proprio a causa del suo "militarismo".
    Alcuni membri dell' IRSP, guidati da Séamus Costello, decisero di dar vita ad un braccio armato che all' inizio si chiamò PLA (People's Liberation Army) e venne organizzato più o meno nello stesso modo in cui era strutturata la PIRA. L' INLA attrasse militanti dell' Official IRA delusi dalla strategia del movimento e militanti della PIRA che non avevano condiviso il cessate-il-fuoco proclamato alla fine del 1974.
    I primi anni dell' organizzazione furono occupati da una faida strisciante con l' Official IRA che fece tra il 1975 e il 1977decine di vittime, le più famose delle quali furono Billy McMillen, comandante della Brigata Belfast dell' Official IRA, e Séamus Costello, primo Capo di Stato Maggiore dell' INLA, ucciso nel 1977 a Dublino.
    L' INLA si impose all' attenzione del mondo nel marzo 1979, quando fece saltare in aria a pochi passi dal Parlamento la macchina di Airey Neave, amico personale di Margaret Thatcher e portavoce del partito Conservatore per l' Irlanda del Nord, che morì per le ferite riportate. A cavallo tra gli anni settanta e gli anni ottanta l' INLA ottenne i suoi maggiori "successi" militari, grazie alla guida di Dominic McGlinchey, uno dei più famosi paramilitari irlandesi che, dopo essere stato comandante della PIRA nella zona del South Derry, entrò a far parte dell' INLA raggiungendo in breve tempo il grado di Capo di Stato Maggiore.
    Dopo l' arresto di McGlinchey l' INLA scivolò sempre più in una serie di faide interne per il controllo dell' organizzazione che portarono nel 1987 alla scissione di alcuni militanti che diedero vita all' IPLO (Irish People's Liberation Organization), organizzazione che rimase in vita fino al 1992 quando la PIRA, a causa del discredito che le attività criminali di alcuni membri dell' IPLO gettavano sulla causa repubblicana, intervenne uccidendo un militante, ferendone una dozzina e intimando a molti altri di andarsene dall' Irlanda, provocando lo scioglimento del gruppo.
    L' INLA rimase in vita, anche se non particolarmente attiva, fatta eccezione per alcune delle immancabili faide interne che erano il "marchio di fabbrica" dell' organizzazione. Nel 1997 però tornò alla ribalta quando, il 27 dicembre, un commando di tre detenuti dell' INLA riuscì a uccidere nel carcere di Maze BillY Wright che, prima come leader dell'UVF nel Mid Ulster e poi come capo del gruppo protestante scissionista LVF (Loyalist Volunteer Force), si era reso responsabile dell' omicidio di decine di cattolici, in maggioranza civili innocenti.
    Dopo la strage di Omagh nel 1998 l' INLA, pur non essendo d' accordo con il Good Friday Agreement, ha decretato un cessate-il-fuoco. Nell' ottobre 2006 l' IMC (Independent Monitoring Commission), organismo che vigila sull' attuazione degli accordi del 1998, ha dichiarato che l' INLA non è più in grado di rappresentare una minaccia per la pace dell' Irlanda del Nord.
    Real Irish Republican Army o RIRA è un'organizzazione paramilitare nata nel 1997 in seguito alla scissione di alcuni elementi dissidenti dall'IRA, contrari alla strategia del processo di pace perseguita dalla dirigenza.
    La RIRA si è formata alla fine del 1997 quando un numero di dissidenti guidati da Michael "Micky" McKevitt, ex Quartiermastro Generale (responsabile per l'approvvigionamento e la distribuzione di armi ed esplosivi) dell'IRA e marito di Bernadette Sands (sorella di Bobby Sands, morto durante lo sciopero della fame del 1981 nel carcere di Long Kesh) e Liam Campbell, importante figura della Brigata South Armagh, decisero di uscire dall' organizzazione per continuare la lotta armata contro la presenza britannica in Irlanda del Nord.
    Dopo alcune azioni che dimostravano come, pur se limitati nel numero, i dissidenti erano in grado di costituire una seria minaccia per il processo di pace (erano tutti "veterani" dell'IRA esperti nella fabbricazione di bombe), il 15 agosto 1998 un'autobomba della RIRA nel centro di Omagh causò la morte di 29 persone (l'attentato singolo che ha causato più vittime nella storia dei Troubles).
    In seguito alla pressione delle forze di sicurezza a nord e a sud del confine, la RIRA ha dichiarato un cessate-il-fuoco poco dopo la strage. L'arresto di numerosi militanti, tra cui McKevitt e Campbell, ha assestato un altro duro colpo all'organizzazione. In carcere si è poi sviluppata una faida tra due gruppi di detenuti, uno fedele a McKevitt e l'altro a Campbell, che non ha fatto altro che peggiorare la situazione.
    Attualmente la Real IRA sopravvive, seppur ridotta a un piccolo nucleo, mettendo a segno qualche attentato senza causare vittime. Nel maggio 2006 il gruppo è stato nuovamente decimato dagli arresti ad Alicante (Paese Valenziano, Spagna) di tre dirigenti dell' organizzazione.
    La Continuity Irish Republican Army o CIRA è un'organizzazione paramilitare repubblicana irlandese che si batte per eliminare la presenza britannica in Irlanda.
    La CIRA: nasce nel 1986 in seguito alla scissione dal movimento repubblicano di coloro che non avevano approvato la svolta del Sinn Féin che, sotto la guida di Gerry Adams, aveva deciso di rinunciare al principio repubblicano dell'"astensionismo" e di partecipare alle elezioni sia in Irlanda del Nord che nell' Eire. I dissidenti, guidati da Ruairi O'Bradaigh e Daithi O'Connell, capi storici dell'IRA e del Sinn Fein prima dell'avvento del nuovo gruppo dirigente di Gerry Adams e Martin McGuinness, fondarono un partito politico, il Republican Sinn Féin, e un braccio armato, la CIRA appunto, che però non si manifestò fino al 1996 (con una esplosione a Killyhevlin, nel Fermanagh) per paura di ritorsioni dell'IRA.
    La CIRA è l'unica organizzazione repubblicana che non ha mai dichiarato un cessate-il-fuoco.
    Sinn Féin (letteralmente noi stessi in lingua irlandese, ma spesso reso in inglese come ourselves alone o noi altri soli in italiano) è il nome del movimento indipendentista irlandese fondato nel 1905 da Arthur Griffith; è un partito repubblicano.
    Nell'Irlanda del Nord è dal 2005 il più forte partito fra i cittadini cattolici e per questo viene sovente indicato, in modo errato, come il partito cattolico nord-irlandese. Nella Repubblica di Irlanda è, dal 1997, presente in Parlamento, votato soprattutto nelle regioni di confine con l' Irlanda del Nord.Il Sinn Féin inizia la sua attività politica occupandosi principalmente di propaganda, promuovendo la causa dell'indipendenza irlandese e la nascita di due monarchie: una in Inghilterra e una in Irlanda. Anche se non ufficialmente, nel 1916 partecipa all'insurrezione di Pasqua sposando la causa repubblicana. Nel 1918 ottiene 73 dei 105 seggi da assegnare alla rappresentanza irlandese a Londra, e si riunisce in un parlamento autonomo. Alla presidenza del governo provvisorio viene eletto Eamon De Valera.Il movimento si smembrò in seguito alla firma del "patto di Londra", che comportava grosse limitazioni territoriali e di sovranità per la neonata repubblica, in quanto l'Ulster rimaneva sotto la completa giurisdizione britannica, mentre la sovranità formale del resto dell'isola restava nelle mani della corona inglese. De Valera si staccò quindi dal Sinn Féin, dando inizio alla tragica guerra civile irlandese, in cui morì lo stesso Michael Collins, che allora presiedeva il Sinn Féin. Nelle elezioni del 1922 il Sinn Féin ottenne la maggioranza, che perse però, a causa della crisi economica, nel 1934. Dalle ceneri del Sinn Féin sono nati i partiti Fianna Fàil di De Valera e il Fine Gael di Michael Collins.
    Nella Repubblica d'Irlanda lo SF ha visto, dal 1989, lentamente crescere i propri consensi. Nel 1997, lo SF è riuscito, dal 1957, ad eleggere per la prima volta un deputato, grazie al 2,6% dei consensi. I voti per lo SF sono più che raddoppiati nelle elezioni del 2002, quando i socialisti nazionalisti hanno ottenuto il 6,5% dei consensi ed hanno eletto 5 deputati.
    Alle politiche del 2007, lo SF sono scesi a 4 seggi, pur avendo avuto un incremento in termini di consensi, 6,9% (+0,4%).
    Il Sinn Féin odierno è invece un partito indipendentista molto attivo soprattutto nell'Irlanda del Nord, dove proclama la necessità dell'unità irlandese. Organo politico dell'IRA, nel 1998 partecipa alla stesura degli "Accordi di Stormont"
    Nel suo programma politico sono presenti spunti e argomentazioni di stampo socialista.
    Attuale leader del movimento è Gerry Adams
    Il partito è presente al Parlamento Europeo con 2 europarlamentari (uno eletto nella Repubblica d'Irlanda e uno nel Regno Unito) iscritti al gruppo della Sinistra unitaria europea/Sinistra verde nordica (GUE/NGL), di cui fanno parte i partiti della sinistra radicale europea tra cui gli italiani Rifondazione Comunista e il Partito dei Comunisti Italiani.
    Alle elezioni del 2007 per il Parlamento dell'Irlanda del Nord, lo SF ha conquistato il 26,2% dei consensi ed ha eletto 28 deputati. Lo SF dal 1982 ha visto sempre incrementare i propri consensi: 10% (1982); 15,5% (1996); 17,7%(1998); 23,5% (2003).
    UN EROE IRLANDESE BOBBY SANDS:
    Bobby Sands , vero nome Robert Gerard Sands (Belfast, 9 marzo 1954 – Long Kesh, 5 maggio 1981) è stato un attivista nordirlandese. Morì durante lo sciopero della fame del 1981, nella prigione di Long Kesh, conosciuta col nome di Maze, nei pressi di Lisburn.
    Nato ad Abbots Cross, sobborgo settentrionale di Belfast e cresciuto nel quartiere a maggioranza protestante di Rathcoole, si trasferì diverse volte con la sua famiglia a causa delle costanti intimidazioni subite dai Lealisti protestanti, nonostante non sia stato mai chiaro se i Sands fossero cattolici, dato che il loro cognome deriva dal nonno paterno di Bobby, che era protestante. Lasciata la scuola, Bobby Sands divenne un apprendista capo cantiere, finché non fu costretto a lasciare, per le minacce dei lealisti.
    Nel 1972, all'apice dei tumulti aderì al PIRA (Provisional Irish Republican Army), e divenne membro del Primo Battaglione della Brigata Belfast ma nello stesso anno venne arrestato e rimase in carcere senza processo fino al 1976.
    Al suo rilascio fece ritorno in famiglia, a Twinbrook nella parte ovest di Belfast, dove divenne un attivista della comunità. Era fuori di prigione da solo un anno quando venne nuovamente arrestato. Anche se le accuse più gravi a suo carico vennero lasciate cadere, venne processato per possesso di armi da fuoco (lui e altri quattro erano in una autovettura nella quale venne rinvenuta una pistola) nel settembre 1977 e condannato a 14 anni di carcere.
    Sands scontò la pena nel carcere di Long Kesh, ribattezzato dagli inglesi Maze, dopo che era stata costruita la parte nuova del carcere, costituita da 8 edifici a forma di H, che divennero tristemente noti come H-Blocks, "Blocchi H". In prigione Sands divenne uno scrittore di giornalismo e poesia, i cui articoli, scritti su pezzi di carta igienica e fatti uscire dal carcere con numerosi stratagemmi, vennero pubblicati dal giornale repubblicano An Phoblacht-Republican News. All'inizio dello sciopero della fame del 1980 Sands, già PRO (Public Relations Officer) dei detenuti, venne scelto come OC (Officer Commanding), ufficiale comandante dei prigionieri dell'IRA a Long Kesh. Divenne anche un cattolico sempre più zelante, che un giorno (secondo lo scrittore e politico irlandese, Conor Cruise O'Brien) ricevette la visita di un sacerdote della contea di Kerry che gli portò un'icona di "Nostra Signora", la quale, gli disse, avrebbe dato a Sands la forza di liberare il suo "popolo oppresso" (in Irlanda del Nord).
    I prigionieri dell'IRA avevano organizzato una serie di proteste per cercare di riottenere lo status di prigionieri politici che gli inglesi avevano abolito per tutti i crimini commessi dopo il 1 marzo 1976, e non essere soggetti alle normali regole carcerarie. Queste iniziarono con la blanket protest ("protesta delle coperte") nel 1976, quando i prigionieri si rifiutarono di indossare le uniformi e indossavano solamente una coperta. Nel 1978 i detenuti iniziarono la dirty protest ("protesta dello sporco" ),escalation della protesta, che vide i prigionieri vivere nello squallore. Essi spalmavano gli escrementi sui muri delle celle e buttavano l' urina sotto le porte, poiché venivano picchiati duramente dai secondini quando lasciavano le celle per andare al bagno. Dopo più di 4 anni di vita in condizioni disumane, i detenuti decisero di risolvere la questione una volta per tutte e il 27 ottobre 1980 iniziarono il primo sciopero della fame. Guidati da Brendan Hughes, OC dei detenuti dell'IRA, sette detenuti (6 dell'IRA e 1 dell'INLA) digiunarono per 53 giorni fino al 18 dicembre, quando, con uno di loro (Sean McKenna) in fin di vita, decisero di terminare il digiuno sulla base di indefinite promesse del governo britannico che, una volta finito lo sciopero, non mise in pratica i cambiamenti annunciati nel regime carcerario.
    Il secondo sciopero della fame iniziò quando Sands, diventato OC al posto di Hughes all'inizio del primo sciopero, rifiutò il cibo il 1 marzo 1981. Sands decise che gli altri prigionieri avrebbero dovuto unirsi allo sciopero ad intervalli regolari, allo scopo di aumentare l'impatto "pubblicitario", con i prigionieri che peggioravano costantemente e morivano su un arco di molti mesi.
    Poco dopo l'inizio dello sciopero, Frank Maguire, membro del parlamento britannico per Fermanagh-South Tyrone (un repubblicano irlandese indipendente) morì e si svolse un'elezione suplettiva. Sands venne nominato come candidato anti-H-Block, e vinse il seggio il 9 aprile 1981 con 30.492 voti, contro i 29.046 del candidato dell'Ulster Unionist Party (UUP) Harry West. Il Governo britannico cambiò la legge poco dopo, introducendo il Representation of the People Act. Questo proibiva ai prigionieri di partecipare alle elezioni, e richiedeva un periodo di cinque anni dal termine della pena, prima che un ex detenuto potesse candidarsi.
    Tre settimane dopo, Sands morì di inedia nell'ospedale della prigione, dopo 66 giorni di sciopero della fame. L'annuncio della sua morte diede il via a diversi giorni di rivolta nelle zone nazionaliste dell'Irlanda del Nord. Oltre 100.000 persone si schierarono lungo il percorso del suo funerale, dalla casa di Sands a Twinbrook, West Belfast, fino al cimitero cattolico di Milltown, dove sono sepolti tutti i volunteers dell'IRA di Belfast. Sands fu membro del Parlamento di Westminster per venticinque giorni — uno dei mandati più brevi della storia. Lasciò i genitori, i fratelli (una sorella, Bernadette, era all'epoca latitante nell'Eire e avrebbe poi sposato Michael McKevitt, Quartiermastro Generale della Provisional IRA che, nel 1996, in disaccordo con la strategia del processo di pace elaborata da Gerry Adams e Martin McGuinness, aveva lasciato l'organizzazione per dare vita, con altri dissidenti, alla Real IRA, responsabile nel 1998 della strage di Omagh) e un figlio piccolo, Gerard, nato dal suo matrimonio che era finito durante il suo secondo periodo in carcere.
    Altri nove uomini (6 dell'IRA e 3 dell'INLA) morirono dopo Bobby Sands tra maggio e agosto del 1981. Gran parte dei repubblicani irlandesi e dei simpatizzanti dell'IRA guardarono a Sands e agli altri nove come a dei martiri che resistettero all'intransigenza del governo britannico, e molti nazionalisti irlandesi che disapprovavano l'IRA, furono scandalizzati dalla posizione del governo britannico.
    La copertura mediatica che circondò la morte di Bobby produsse un nuovo flusso di attività dell'IRA, che ottenne molti nuovi membri e incrementò la sua capacità di raccogliere finanziamenti. Molte persone si sentirono spinte ad aiutare a spezzare la connessione britannica aiutando l'IRA, non vedendo altre opzioni dato l'atteggiamento intransigente dei politici britannici nei confronti dell'Irlanda. I numerosi successi elettorali conseguiti durante lo sciopero spinsero il movimento repubblicano a muoversi verso la politica, e indirettamente spianarono la strada all'Accordo del Venerdì Santo e al successo elettorale del Sinn Féin molti anni dopo. Bobby Sands scrisse uno splendido libro in cui narra l'inferno del carcere e la tragedia dell'Irlanda in lotta intitolato "Un giorno della mia vita". Estremamente significativa è la frase che pronuncio' Bobby Sands riferendosi agli anni della sua adolescenza: "Ero soltanto un ragazzo della working class proveniente da un ghetto nazionalista, ma è la repressione che crea lo spirito rivoluzionario della libertà. Io non mi fermerò fino a quando non realizzerò la liberazione del mio paese, fino a che l'Irlanda non diventerà una, sovrana, indipendente, repubblica socialista".

    LINK:http://irelandsown.net/RIRA.html,http://ograshinnfein.blogspot.com/,http://www.32csm.org/home.html
    http://www.eirigi.org/,http://www.geocities.com/irishafa/,http://www.sinnfein.ie/,www.bobbysandstrust.org/home.asp
    http://larkspirit.com/roisin/news.ht...ww.osf.pro.ie/

  2. #2
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    Sei proprio un supporter eh!

  3. #3
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    Potresti riassumere?
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  4. #4
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    Non sono un profondo conoscitore della questione irlandese, ma qualcosa so grazie a letture fatte negli ultimi tempi e ad alcuni fugaci approfondimenti.
    Il dominio storico della Gran bretagna sull'Irlanda è uno dei casi più eclatanti di colonizzazione in senso stretto, per di più interna al blocco geopolitico imperialista europeo. Si tratta inoltre di una forma di colonizzazione tra vicini, diversa dal tipico modello di colonizzazione extra-continentale che gli occidentali hanno perpetrato tragicamente ovunque.
    Una colonizzazione che potremmo paragonare a due altri esempi nel mondo: Israele-Palestina e Marocco-Sahara occidentale, due forme coloniali tuttora esistenti tra vicini geografici.
    E'molto interessante leggere alcuni passi di marx ed Engels sul dominio inglese in Irlanda, poichè danno conto della struttura del classico dominio capitalistico-imperialistico fondato sulla disegualità territoriale e lo sfruttamento di terre e manodopera.
    La questione storica nazionale irlandese è dunque un perfetto esempio di questione coloniale e la lotta per la liberazione nazionale irlandese è stato a tutti gli effetti un legittimo movimento anticoloniale, al di là delle discutibilissime modalità assunte nel trentennio della guerra a bassa intensità, con oltre 3000 morti tra le due parti in causa.
    Anche la liberazione dell'Irlanda del Nord fu una causa a mio avviso assolutamente legittima, poichè nelle sei contee vigeva un clima di odio religioso-etnico terrificante, di oppressione culturale e sociale intollerabile.
    Le modalità di lotta assunte dall'IRA nel corso dei decenni sono poi tutte da discutere nella loro estrema violenza, sicuramente degenerata. Tuttavia ne so troppo poco per poter esprimere giudizi in proposito.
    L'unica cosa certa è che quando si parla di qustione irlandese si sta parlando di una questione storica segnata dal dominio, dall'umiliazione, dalla brutalità più assoluta del dominante inglese indifferente, in tutte le fasi el conflitto, di qualsiasi rispetto verso il diritto, la legge (i casi enumerabili sarebbero infiniti).
    Spesso, del tutto incongruamente la questione irlandese viene paragonata a quella basca dagli stessi militanti nazionalisti radicali baschi. Si tratta di un clamoroso errore di valutazione storica oggettiva, poichè nei paesi baschi non è mai avvenuta alcuna forma di colonizzazione nel senso classico del termine, neanche nell'orrendo periodo franchista (basti pensare che i paesi baschi ricevettero ampio sviluppo economico e ricchezze e la borghesia basca accolse (dunque secondo una logica opposta a quella della colonizzazione subita con emigrazione di massa come in Irlanda) l'esercito proletario di riserva della spagna meridionale ( Andalusi in testa).
    Altro discorso, nel caso basco, è parlare di repressione del nazionalismo e della cultura avvenuta vergognosamente in epoca franchista, o di equilibrio tra istanze culturali e nazionali tuttora in discussione e in composizione.

    Dunque il caso dell'Irlanda è didattico riguardo all'analisi dei fenomeni di colonizzazione imperialistica capitalistica ed è utile proprio per imparare a definire con cura il senso della parola colonizzazione.

  5. #5
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    Nella storia dell'indipendentismo irlandese e nordirlandese per la verità la componente socialista ha sempre strisciato qua e là ma senza mai affermarsi. Fu anzi proprio la svolta socialista dell'IRA negli anni Sessanta a creare la scissione più grossa quella che diede vita alla PIRA o Provos di Gerry Adams che poi alla lunga si sarebbe imposta sull'IRA di origine fino a diventare sinonimo di tutto il movimento armato. Oggi i Provos non esistono più e ciò che rimane ovvero CIRA e RIRA non hanno certo la stessa potenza militare e politica della PIRA di Gerry Adams. Nell'ambito dell'indipendentismo armato fu ed è tutt'ora un altro gruppo minore a portare avanti una politica indipendentista e socialista ovvero l'INLA.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Sandinista Visualizza Messaggio
    Nella storia dell'indipendentismo irlandese e nordirlandese per la verità la componente socialista ha sempre strisciato qua e là ma senza mai affermarsi. Fu anzi proprio la svolta socialista dell'IRA negli anni Sessanta a creare la scissione più grossa quella che diede vita alla PIRA o Provos di Gerry Adams che poi alla lunga si sarebbe imposta sull'IRA di origine fino a diventare sinonimo di tutto il movimento armato. Oggi i Provos non esistono più e ciò che rimane ovvero CIRA e RIRA non hanno certo la stessa potenza militare e politica della PIRA di Gerry Adams. Nell'ambito dell'indipendentismo armato fu ed è tutt'ora un altro gruppo minore a portare avanti una politica indipendentista e socialista ovvero l'INLA.
    Più che altro sandinista,per quello che ho studiato del movimento nazionalista irlandese,direi che poco spazio ebbe(ed ancor più oggi ha) la componente marxista mentre quella socialista o sociale che dir si voglia è stata presente nella maggior parte delle componenti della resistenza irlandese.Il problema,comune a tutte le resistenze variegate,è stata a mio parere un unione composta più "contro" il nemico piuttosto che un coerente piano politico.

    "Potrete anche piantare la bandiera verde sul più alto pennone di Dublino, ma se non instaurerete una repubblica socialista gli inglesi continueranno a dominarvi attraverso i capitalisti, attraverso le banche commerciali e attraverso il latifondo"(James Connolly)
    Sinistra Nazionale!

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Rodolfo Visualizza Messaggio
    Più che altro sandinista,per quello che ho studiato del movimento nazionalista irlandese,direi che poco spazio ebbe(ed ancor più oggi ha) la componente marxista mentre quella socialista o sociale che dir si voglia è stata presente nella maggior parte delle componenti della resistenza irlandese.Il problema,comune a tutte le resistenze variegate,è stata a mio parere un unione composta più "contro" il nemico piuttosto che un coerente piano politico.

    "Potrete anche piantare la bandiera verde sul più alto pennone di Dublino, ma se non instaurerete una repubblica socialista gli inglesi continueranno a dominarvi attraverso i capitalisti, attraverso le banche commerciali e attraverso il latifondo"(James Connolly)
    bellissimo enunciato, testimone dell'inequivocabile verità per cui ogni liberazione nazionale se non accompagnata da una reale liberazione sociale ed economica, è una bolla di sapone.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Rodolfo Visualizza Messaggio
    Più che altro sandinista,per quello che ho studiato del movimento nazionalista irlandese,direi che poco spazio ebbe(ed ancor più oggi ha) la componente marxista mentre quella socialista o sociale che dir si voglia è stata presente nella maggior parte delle componenti della resistenza irlandese.Il problema,comune a tutte le resistenze variegate,è stata a mio parere un unione composta più "contro" il nemico piuttosto che un coerente piano politico.

    "Potrete anche piantare la bandiera verde sul più alto pennone di Dublino, ma se non instaurerete una repubblica socialista gli inglesi continueranno a dominarvi attraverso i capitalisti, attraverso le banche commerciali e attraverso il latifondo"(James Connolly)

    Tu però fai riferimento con la citazione di Connolly più che altro alla lotta di liberazione irlandese dell'ICA dei primi del Novecento ed era comunque una parte non maggioritaria nemmeno allora. Connolly era un socialista ed un sindacalista. Dopo lìindipendenza dell'Eire a parte gli Officials e l'INLA i riferimenti al socialismo (non al marxismo semplicemente) furono sempre molto cauti.

 

 

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