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  1. #1
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    Motu proprio sulla Messa Tradizionale

    2007-06-28 10:42
    PAPA: PRESENTA A CARDINALI MOTU PROPRIO MESSA LATINO
    CITTA' DEL VATICANO - Il Papa ha presentato ieri ufficialmente il suo "motu proprio" sul ripristino della messa in latino ad un gruppo ristretto di cardinale e vescovi in rappresentanza degli episcopati di tutto il mondo. Lo ha reso noto oggi il Vaticano. Il documento, atteso ormai da mesi, sarà ora inviato ai vescovi di tutto il mondo ed entro la prossima settimana reso noto al grande pubblico.

    http://www.ansa.it/opencms/export/si...155633611.html

  2. #2
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    Finalmente!

  3. #3
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    Per me personalmente cambierà poco, almeno nell'immediato, ma spero che ciò serva a una maggiore comunione ecclesiale.
    Sono contento per chi alla Messa in latino ci tiene per davvero.

  4. #4
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    COMUNICATO DELLA SALA STAMPA DELLA SANTA SEDE , 28.06.2007

    COMUNICATO DELLA SALA STAMPA DELLA SANTA SEDE

    Si è svolta ieri pomeriggio in Vaticano una riunione, presieduta dal Cardinale Segretario di Stato, in cui è stato illustrato ai rappresentanti di diverse conferenze episcopali il contenuto e lo spirito dell’annunciato "Motu proprio" del Santo Padre sull’uso del Messale promulgato da Giovanni XXIII nel 1962. Il Santo Padre si è recato a salutare i presenti e si è intrattenuto con loro in un’approfondita conversazione per circa un’ora. La pubblicazione del documento – che sarà accompagnato da un’ampia lettera personale del Santo Padre ai singoli Vescovi - è prevista entro alcuni giorni, quando il documento stesso sarà stato inviato a tutti i Vescovi con la indicazione della sua successiva entrata in vigore.

    [00979-01.01]

    [B0356-XX.01]

    FONTE

  5. #5
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    Vaticano, pronto il documento sulla Messa in latino

    Un incontro riservato in Vaticano per presentare ad una quindicina di cardinali di diverse nazionalità l'atteso, ma anche contestato Motu proprio sul ripristino della facoltà di celebrare la messa in latino senza dover sottostare all'autorizzazione dei vescovi. Ieri pomeriggio Benedetto XVI ha voluto spiegare di persona ai porporati, così ha informato ufficialmente il Vaticano, "il contenuto e lo spirito dell'annunciato Motu proprio del Santo Padre sull'uso del messale promulgato da Giovanni XXIII nel 1962, che era un aggiornamento di quello tridentino di Pio V che prevede la messa in latino. Cancellata dal Concilio Vaticano II con una decisione che non ha precedenti nella storia della liturgia e che ha avuto come conseguenza una rottura dolorosa anche dell'unità ecclesiale con lo scisma lefebvriano, la messa in latino torna ad avere diritto di libera celebrazione sotto il pontificato di Benedetto XVI. Decisione del Papa a lungo ostacolata da vari episcopati, soprattutto da quello francese, che Benedetto XVI ha voluto spiegare di persona, ai cardinali invitati ieri in Vaticano e con una lettera, all'episcopato di tutto il mondo. Un testo ampio, ha annunciato il Vaticano, che accompagnerà la pubblicazione ufficiale del Motu proprio prevista per la prossima settimana. Una presentazione ampia e attenta di una decisione difficile da digerire per molti, ma che potrebbe rappresentare per l'ala tradizionalista la possibilità di accettare un modus vivendi all'interno della Chiesa e quindi una spinta verso il ritorno.

    Fonte

  6. #6
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    L'atteso documento è stato presentato ieri a un gruppo ristretto di presuli
    in rappresentanza dei vari episcopati. La prossima settimana verrà reso pubblico

    Il Papa ripristina la messa in latino
    ai cardinali un "motu proprio"


    Il rito nell'antica lingua ecclesiastica sarà fatto su richiesta dei fedeli
    ma i vescovi potrebbero avere "l'ultima parola" nelle loro diocesi

    Papa Benedetto XVI


    CITTA' DEL VATICANO - La messa in latino potrà essere celebrata di nuovo se richiesta dai fedeli. Il Papa ha presentato a un gruppo ristretto di cardinali e vescovi un documento "motu proprio", (ovvero scritto su sua esplicita volontà). Lo ha reso noto oggi il Vaticano. Il documento, atteso ormai da mesi, sarà ora inviato ai vescovi di tutto il mondo ed entro la prossima settimana sarà reso noto al grande pubblico.

    Il Papa, informa un comunicato della Santa Sede, ha avuto "un'approfondita discussione per circa un'ora" con una quindicina di presuli. Per l'Italia c'erano il cardinale vicario Camillo Ruini e il presidente della Conferenza episcopale monsignor Angelo Bagnasco, oltre al cardinal Tarcisio Bertone, quest'ultimo però in qualità ovviamente di segretario di Stato vaticano. Tra gli altri intervenuti, sempre secondo fonti attendibili, c'erano il cardinale tedesco Karl Lehman, l'inglese Cormac Murphy O' Connor, l'americano Patrick O'Malley, i francesi Jean Pierre Ricard (presidente dell'episcopato d'oltralpe) e Philippe Barbarin, lo svizzero Koch.

    Nell'incontro, spiega ancora il Vaticano, è stato illustrato "il contenuto e lo spirito dell'annunciato 'motu proprio' del Santo Padre sull'uso del messale promulgato da Giovanni XXIII nel 1962". Il messale promulgato dal Papa "buono" era un aggiornamento di quello tridentino di Pio V che prevedeva la messa in latino.

    "La pubblicazione del documento, che sarà accompagnato da un'ampia lettera personale del Santo Padre ai singoli vescovi, è prevista - afferma ancora la nota della Santa Sede - entro alcuni giorni, quando il documento stesso sarà stato inviato a tutti i vescovi con l'indicazione della sua successiva entrata in vigore".

    La decisione del Papa di presentare in anteprima ai rappresentanti degli episcopati del mondo il suo nuovo documento rivela, se ce ne fosse ancora bisogno, quanto sia stata travagliata e problematica la stesura del 'motu proprio' che mette la messa in latino sullo stesso piano di quella post conciliare voluta da Paolo VI nelle lingue nazionali.

    Quella in latino è l'unico tipo di messa mai accettato dai seguaci del defunto vescovo scismatico Marcel Lefebvre e il documento pontificio servirà ad aprire la strada per una futura ricomposizione della frattura avvenuta negli anni Ottanta. Non che fino ad oggi il rito di derivazione tridentina fosse proibito: ma occorrevano talmente tanti passaggi burocratici e autorizzazioni vescovili da scoraggiarne di fatto qualsiasi praticabilità.

    Il documento del Papa renderà più facile la celebrazione della messa in latino, bisognerà però leggere il testo del "Motu proprio" per vedere fino a che punto. Le indiscrezioni circolate nell'autunno dello scorso anno ipotizzavano che bastasse la richiesta di un certo numero di fedeli per obbligare un sacerdote al rito tridentino. Il progetto di totale liberalizzazione della messa in latino aveva suscitato le perplessità e le riserve di alcuni episcopati, in particolare quello francese e quello statunitense, timorosi che la presenza di due riti liturgici potesse alla fine incrinare l'unità delle chiese nazionali e togliere autorità ai vescovi locali.

    Dal dicembre scorso, dietro le quinte, sono state apportate diverse modifiche al documento originale, per consentire ai vescovi - a quanto pare - di avere comunque "l'ultima parola" sulle celebrazioni liturgiche nelle loro diocesi. Del resto Benedetto XVI, nell'esortazione 'Sacramentum Caritatis' del marzo scorso, ha precisato che spetta al vescovo, "liturgista per eccellenza nella sua diocesi" di "salvaguardare l'unità unanime delle celebrazioni nella sua diocesi".
    Quanto alla preoccupazione che il ritorno della messa tridentina possa vanificare in parte il messaggio conciliare, il Papa ha precisato che il suo obiettivo è quello di "interpretare il Concilio" alla luce della tradizione, senza tuttavia rinunciare a due dei sui apporti più importanti, la libertà religiosa e le relazioni tra la Chiesa e il mondo.

    Fonte: Repubblica, 28.6.2007

  7. #7
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    Il Papa "liberalizza" la messa in latino

    Città del Vaticano - Il Papa ha presentato ufficialmente il suo "motu proprio" sul ripristino della messa in latino. Lo ha fatto davanti a un gruppo ristretto di cardinali e vescovi in rappresentanza degli episcopati di tutto il mondo. Lo ha reso noto oggi il Vaticano. Il documento, atteso ormai da mesi, sarà inviato ai vescovi di tutto il mondo ed entro la prossima settimana reso noto al grande pubblico. Il Papa - informa un comunicato della Santa Sede - ha avuto un’approfondita discussione per circa un’ora con i presuli presenti. A quanto si è appreso erano in tutto una quindicina. Per l’Italia, il cardinale vicario Camillo Ruini e il presidente della Conferenza episcopale, monsignor Angelo Bagnasco, oltre che il cardinale Tarcisio Bertone, quest’ultimo però in qualità ovviamente di segretario di Stato vaticano. Nell’incontro - spiega il Vaticano - è stato illustrato "il contenuto e lo spirito dell’annunciato motu proprio del Santo Padre sull’uso del messale promulgato da Giovanni XXIII nel 1962", aggiornamento di quello tridentino di Pio V che prevede la messa in latino.

    La decisione del Papa di presentare in anteprima ai rappresenti degli episcopati del mondo il suo nuovo documento rivela, se ce fosse ancora bisogno, quanto sia stata travagliata e problematica la stesura del motu proprio che tornerà a liberalizzare la messa in latino, mettendola sullo stesso piano di quella post conciliare voluta da Paolo VI nelle lingue nazionali.

    Fonte: Il Giornale, 28.6.2007

  8. #8
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    Non vedo l'ora di leggerlo. Farà molto bene a tutta la Chiesa

    Personalmente non penso che la situazione cambierà nelle vicinanze dove abito. Di solito vado alla Messa Tridentina qualche giorno feriale a Gricigliano.

    CIAO

  9. #9
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    Nei prossimi giorni il Motu Proprio del Papa sul Messale preconciliare

    CITTA’ DEL VATICANO, giovedì, 28 giugno 2007 (ZENIT.org).- Nei prossimi giorni sarà pubblicata la lettera apostolica in forma di Motu Proprio di Benedetto XVI sull’uso nella Liturgia eucaristica del Messale che si usava prima del Concilio Vaticano II, quando la Messa era in latino.

    Secondo quanto reso noto da una nota della Santa Sede, mercoledì pomeriggio si è svolta in Vaticano una riunione, presieduta dal Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, “in cui è stato illustrato ai rappresentanti di diverse conferenze episcopali il contenuto e lo spirito dell’annunciato ‘Motu proprio’ del Santo Padre sull’uso del Messale promulgato da Giovanni XXIII nel 1962”.

    “Il Santo Padre si è recato a salutare i presenti e si è intrattenuto con loro in un’approfondita conversazione per circa un’ora”, spiega la nota.

    “La pubblicazione del documento – che sarà accompagnato da un’ampia lettera personale del Santo Padre ai singoli Vescovi – è prevista entro alcuni giorni, quando il documento stesso sarà stato inviato a tutti i Vescovi con la indicazione della sua successiva entrata in vigore”.

    Fonte: Zenit, 28.6.2007

  10. #10
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    Unhappy I soliti "adulti" uniti ai soliti nemici .... con buona dose di ignoranza

    La protesta, dopo la decisione di Benedetto XVI di riammettere il rito Tridentino
    Ci sono espressioni molto pesanti come: "Perfidi giudei"

    I cattolici inglesi frenano il Papa
    "La Messa in latino è antisemita"


    Molti passi della liturgia latina comprometterebbero il dialogo con la comunità ebraica
    Si teme che il ripristino del rito tridentino porti con sé altre novità sgradite


    LONDRA - Perplessità e accuse di antisemitismo contro il ripristino della Messa in latino da parte dei cattolici del Regno Unito. La decisione di Benedetto XVI di autorizzare la celebrazione della Messa secondo il vecchio rito Tridentino nella lingua degli antichi romani, trova il disaccordo dei britannici che appartengono alla Chiesa romana, una comunità impegnata da anni in un cammino di riconciliazione e comprensione reciproca con gli anglicani e la comunità ebraica.

    Al centro dei dubbi l'espressione usata dalla liturgia preconciliare nei confronti del popolo ebraico, bollato nelle celebrazioni del Venerdì Santo come "i perfidi giudei". E' dal 1969, anno in cui divenne effettiva la disposizione del Concilio Vaticano II sulla celebrazione della messa nelle lingue nazionali e sulla revisione di parte della liturgia, che un'espressione del genere non rimbomba più tra le navate di una chiesa cattolica britannica. La questione ha spinto il cardinal Cormac Murphy-O'Connor, primate della chiesa di Inghilterra e Galles, ad inviare già la settimana scorsa una lettera in Vaticano per sottolineare come il cambiamento sia da considerarsi inutile.

    Una presa di posizione che rispecchia l'andamento di un dibattito interno alla comunità cattolica britannica che dura da mesi, da quando cioè venne fatta trapelare per la prima volta l'intenzione papale di dare nuova legittimazione al rito tridentino. Tra i passaggi più discussi, oltre all'espressione "perfidi giudei", quello in cui si afferma che gli ebrei vivono "nelle tenebre" e nella "cecità". Come anche la preghiera "affinché Nostro Signore sollevi il velo che copre i loro cuori ed essi riconoscano il Nostro Signore Gesù Cristo".

    Esistono anche timori che si tratti di un primo passo in direzione di ulteriori riforme del dettato conciliare, in particolar modo quelle rigudardanti la posizione del celebrante rispetto all'altare (prima del Concilio volgeva le spalle all'assemblea, stando in piedi davanti ad esso) e la facoltà di far leggere le Letture ai laici.

    Secondo le regole attualmente in vigore, l'autorizzazione alla celebrazione della messa in latino deve essere data dalle autorità ecclesiastiche britanniche sulla base di una precisa richiesta.

    "Seguiamo sempre le indicazioni di Roma", hanno confessato al quotidiano The Independent sacerdoti cattolici inglesi, "ma il fatto è che ancora adesso non sappiamo quali siano i nuovi indirizzi". Non si tratta solo di questo. "La questione fondamentale", sostiene il gesuita Keith Pecklers, "non è certo limitata alla sola liturgia. La cosa ha implicazioni ben più ampie per la vita della Chiesa". Dietro ci sarebbe il fatto che i fan della messa in latino "tendono ad opporsi al ruolo sempre più presente del laicato nella vita delle comunità parrocchiali, così come alla collaborazione con le altre confessioni cristiane ed al dialogo con ebrei e musulmani".

    Fonte: Repubblica, 4.7.2007

 

 
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