OGNI VOLTA CHE SI CERCA DI FARE UNA RIFORMA PER RILANCIARE LA SICUREZZA IN ITALIA STI CRETINI SI METTONO DI MEZZO!!!!
http://www.corriere.it/politica/08_g...4f02aabc.shtml
«l'Europa è contro le discriminazioni». «Ricordano misure del passato»
Impronte ai bimbi rom, stop della Ue
Una portavoce: la schedatura violerebbe le norme comunitarie. Botta e risposta Maroni-Unicef
Un bimbo rom in un campo nomadi della Bovisasca, a Milano (Ansa)
MILANO - Mentre in Italia non si placa la polemica politica, anche la Commissione Ue prende la parola sulla proposta del ministro dell'Interno Roberto Maroni di prendere le impronte digitali ai bambini rom. E lo fa per contestare il provvedimento sottolineando come la schedatura dei piccoli nomadi violi le norme comunitarie in materia.
LE REGOLE COMUNITARIE - Quella che arriva da Bruxelles non è una presa di posizione ufficiale, perché la Commissione europea - ha spiegato un portavoce - non commenta quello che al momento sono ancora «dichiarazioni e controdichiarazioni» di politici sulle impronte digitali per i rom. Tuttavia, replicando alle domande dei giornalisti, lo stesso portavoce rileva che la schedatura non è comunque possibile secondo le regole Ue. «Abbiamo visto la dichiarazione del Consiglio d'Europa e la Commissione come le altre istituzioni europee è legata ai diritti fondamentali e alla lotta contro le discriminazioni» ha precisato il portavoce. Tuttavia nessun commento ufficiale sarà possibile prima dell'adozione da parte delle autorità italiane di un testo legislativo e di una sua eventuale notifica alla Commissione. Ai giornalisti che insistevano per avere una posizione della Commissione Ue su questo argomento, al di là della questione italiana, il portavoce ha tuttavia replicato in un primo momento che una simile evenienza «non si è ancora verificata». A chi ha quindi chiesto se in base alle regole Ue questa ipotesi sia possibile, il portavoce ha replicato: «La risposta è no. Pensavo fosse chiaro implicitamente».
Thomas Hammarberg, commissario ai diritti umani del Consiglio d'Europa (Afp)
IL CONSIGLIO D'EUROPA - Il Consiglio d'Europa - che non è un organo istituzionale della Ue ma un'organizzazione per la promozione della democrazia, dello spirto europeo e dei diritti umani a cui aderiscono diverse nazioni (tra cui l'Italia) e che dà pareri non vincolanti - ha invece già preso una posizione netta sull'ipotesi di introdurre la schedatura. «Sono molto preoccupato - ha fatto sapere Thomas Hammarberg, che del Consiglio è il commissario ai Diritti umani -, questi sono metodi che richiamano misure prese nel passato e che hanno portato alla repressione dei Rom». «Non vedo - ha sottolineato Hammarberg - perchè queste misure debbano essere adottate solo per i Rom. E sono ancor più preoccupato perchè le misure colpiranno giovani e bambini, con potenziali effetti traumatici per loro. Il governo italiano dovrebbe trovare dei metodi più umani, non repressivi e non discriminatori per identificare queste persone».
MARONI E L'UNICEF - Il capo del Viminale era tornato a ribadire la bontà del provvedimento e in un'intervista al Tg1 di giovedì sera aveva spiegato che si tratta di «una misura giusta, a tutela dei minori, usati per l’accattonaggio» e che per questo «andiamo avanti». Il sindaco di Milano, Letizia Moratti, aveva dato il suo assenso preventivo al provvedimento, che non piace invece al comitato italiano dell'Unicef, il fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia, che lo vede come provvedimento discriminatorio. E al ministro Maroni che aveva anche detto che chi protesta forse è d'accordo sul fatto che i piccoli rom vivano tra i topi, il presidente dell'organizzazione, Vincenzo Spadafora, replica che sono da considerare «inaccettabili le condizioni di vita attuali di molti dei bambini rom in Italia» ma che «non si può, per "proteggere" i bambini, violare i loro diritti fondamentali. Non dobbiamo criminalizzare le vittime. Dobbiamo invece colpire chi abusa e sfrutta i bambini».
SCONTRO POLITICO - Tutto il centrosinistra si schiera contro l'eventuale introduzione della schedatura (secondo Marco Minniti, del Pd, «Maroni ci porta fuori dall'Europa»). E l'Udc, per bocca di Maurizio Ronconi, ha parlato di una decisione che «richiama le leggi razziali», sottolineando che «l'accattonaggio minorile ma ancor più la pedofilia e lo sfruttamento minorile non sono esclusiva dei rom molti dei quali per altro cittadini italiani». Compatto in difesa del provvedimento è invece il centrodestra. Il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano, ha poi spiegato che la (eventuale) norma sulle impronte «non è finalizzata a discriminare, ma a identificare se si perde un bambino chi sono i suoi genitori, ad avere alcuni dati di riferimento chiari». L’europarlamentare radicale Marco Cappato, insieme alla collega Viktoria Mohacsi, deputata ungherese di etnia rom), ha intanto roposto al gruppo liberaldemocratico all’eurocamera (Alde) di chiedere un dibattito urgente sulla questione delle impronte. Se la richiesta verrà accettata dalla conferenza dei capigruppo la prossima settimana, il tema sarà discusso durante la sessione plenaria di Strasburgo del 7-10 luglio.
27 giugno 2008




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