Nullafacenti nei sottoscala. Carceri private negli ex villaggi vacanze. Class action contro i disservizi pubblici. Sono le promesse del ministro. Che sogna stipendi secondo il gradimento degli utenti.
di Paola Pilati - L'Espresso
Premio. Punizione. Stigmatizzazione. Licenziamento. Il bastone e la carota che il ministro Renato Brunetta ha issato come uno stemma araldico sul pennone del ministero della Funzione Pubblica, diventando il ministro più popolare del governo, avrà nella pratica questa progressione. Dove la carota sono soldi e possibilità di carriera per chi produce di più e dà una mano a tagliare i costi della burocrazia (intascando una parte di quei risparmi); il bastone si sostanzia nella prospettiva di provvedimenti disciplinari che il ministro divulga così: "Sei un nullafacente? Ti mando in un sottoscala. Hai imbrogliato l'amministrazione? Ti licenzio. Non hai dato al cittadino un servizio come si deve? Perdi il posto". Chi zoppica quanto a rendimento, chi fa il furbo e timbra il cartellino ma poi se ne va, chi marca visita e si dà malato con certificato medico falso, ma anche chi non vede e non denuncia, ora sa che Brunetta non farà sconti: nella sua legge delega la parola licenziamento compare implacabile come l'ombra di Banquo per Macbeth.
Lo lasceranno fare ?![]()




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