



Sul decreto legge sulla sicurezzaL'emendamento al decreto legge sulla sicurezza - domani in Aula al Senato per la conversione - è stato presentato questa mattina a palazzo Madama.
Il testo introduce nel provvedimento di urgenza un'accelerazione per i reati che "creano allarme sociale" antecedenti al 2001, sospendendo gli altri procedimenti in corso.
Repubblica democratica basata sul lavoro. Questo, costituzionalmente, è lo Stato Italiano, che, pare, verrà lentamente fatto "migrare" da Paese libero a Stato assoluto. Assoluto, quindi governabile in base all'arbitraria volontà di uno, Uno soltanto, l'assoluto. Privati cittadini. Privati della libertà politica, derubati della possibilità di partecipare attivamente alla vita dello Stato, della Nazione. I reati che "creano allarme sociale" vedono imputati, forse, lavoratori "clandestini", impiegati, come fantasmi, in aziende che non ne riconoscono l'esistenza. Pericolosissimi criminali. Facciamoli cadere, nel più breve tempo possibile. Magari da qualche impalcatura. E passiamoci sopra.
Nessuno si accorga della gravità delle leggi personalizzate, della messa in atto del privilegio, nel senso peggiore del termine. Legge privata, sì, ma che non preveda obblighi. Solo vantaggi, e nessuno al quale rispondere per il proprio operato.
Corruzione, concussione, furto, omicidio, bancarotta. Creiamo pure un paio di emendamenti che archivino tutte queste buone azioni, e che garantiscano l'impunità. Creiamo programmi televisivi "d'evasione" per schiavi moderni che, sfiancati da dieci ore lavorative, la sera non abbiamo più le facoltà intellettive ricettive per una semplice, sana, attiva "critica sociale", o miglioramento personale. Diamo loro filmetti d'oltreoceano, e qualche gioco a premi.
Pane e circo. E buonanotte.
Il testo introduce nel provvedimento di urgenza un'accelerazione per i reati che "creano allarme sociale" antecedenti al 2001, sospendendo gli altri procedimenti in corso.
A.A.
17 giugno 2008
www.avanguardia.tv


Basta con le leggi “ad personam”Ci risiamo. Nemmeno passati 2 mesi dal suo insediamento, il terzo governo Berlusconi sfoggia un iper-attivismo illimitato. Sono semmai i risultati di questo attivismo ad essere un grande fumo, oltretutto tossico, senza arrosto! Salvo quando si tratta di leggi che sembrano fatte apposta per risolvere grane, certamente evitabili, di Berlusconi, amici, soci, amici degli amici: allora, come anche quando si tratta di obbedire ai padroni di Washington e Tel Aviv, sì che il centrodestra da prova di un inaspettato (per chi non si fa ingannare) efficientismo.
Abbiamo visto come per fingere di accontentare l’elettorato che dal centrodestra si attende soluzioni in tema di sicurezza, vaste componenti dell’attuale maggioranza hanno sbandierato 2 provvedimenti pasta-frolla: l’introduzione del reato di ingresso illegale nel nostro paese contro l’immigrazione clandestina, come se fosse semplice dimostrare di essere entrati illegalmente in Italia, e l’impiego dei militari per controllare strade e quartieri. Solo un ingenuo che vive nel mondo delle favole può pensare che la destra berluscon-leghista voglia un Italia senza immigrati, prima di tutto perché dinnanzi all’insorgere dei problemi derivanti dal turbo-liberismo come carovita, precariato, occorre sempre un nemico apposito su cui incanalare rabbia e timore, in modo che i poteri forti restino indisturbati e il modello di vita occidentale incontestato.
Dall’altro lato, la destra si adopera per far passare svariate leggi che oltre a poter aiutare il presidente del consiglio e sodali a sbrogliare grane personali con la giustizia, si potrebbero rivelare ad eccezione del resuscitato lodo Maccanico-Schifani che sospende l’azione processuale per le 5 più alte cariche dello Stato e i 14 giudici della Consulta, un aiuto non trascurabile per quella criminalità contro cui tanto la destra ha fatto demagogia. Mi riferisco al decreto che limiterà l’uso delle intercettazioni e vieterà la pubblicazione di quelle consentite sino alla fine di un processo, e a quel l’altro che sospende per un anno i processi per reati condannabili a pene inferiori ai 10 anni commessi fino al 20 giugno 2002. Certamente quel tipo di elettore di centrodestra che pretende di fare i porci comodi a discapito degli altri e dell’interesse nazionale sarà più che soddisfatto: truffatori, inquinatori, malavitosi, corrotti e corruttori, evasori fiscali, loschi faccendieri, imprenditori che schiavizzano manodopera immigrata etc. ringraziano.
Mentre nei confronti dei militanti politici antagonisti le intercettazioni continueranno come e più di prima, con tutti i metodi, legali e illegali, cercando appigli per accusare di cose non commesse, i giornali e telegiornali continueranno su di essi a diffondere le più degradanti diffamazioni.
Il progetto di legge che desta più sospetti è quello che sospende i processi, in quando Berlusconi è impegnato come imputato in un processo riguardo fatti avvenuti prima del 2002, quello “Mills“, per corruzione di testimone durante una inchiesta sul gruppo societario Fininvest, di proprietà della famiglia Berlusconi, per accumulo di fondi neri e frode fiscale.
Non voglio scadere nei soliti fuorvianti luoghi comuni del tipo “ma in un paese civile e democratico” (sono ben consapevole del marcio che affligge le cosiddette grandi democrazie dietro un velo di rispettabilità) oppure “minacciata l’indipendenza della magistratura”; il punto è che la sicurezza con cui i politici di destra e di sinistra fanno, disfanno le leggi come vogliono loro per assicurare ad essi, ai loro soci e padroni, la massima impunità, dovrebbe suscitare un imponente moto di indignazione popolare e invece, niente, anzi sembra che per un politico porsi come trasgressivo, vittima perseguitata, arrogante, sicuro di poterla sempre fare franca, sia un fattore determinante per aumentare il consenso popolare in una Italia devastata da decenni di televisione spazzatura, consumismo, bassa demagogia, cattolicesimo ipocrita. La destra che abbiamo di nuovo al governo, costituisce un blocco reazionario più subdolo e insidioso di quella ottocentesca vecchio stile, in quanto offre un volto sfacciatamente trasgressivo e mondano, apertamente accondiscendente verso i desideri anti-nazionali e spesso innaturali peculiari del consumismo occidentale: ricchezza, benessere, libertà dai “cattivi magistrati” (non che questi siano santi, per carità), richiamo ai valori cattolici vivendo da libertini pluri-divorziati impenitenti (Berlusconi ha chiesto che i preti servano l’ostia ai divorziati), sembrano essere le parole d’ordine del “non pensiero“ del popolo delle libertà, un popolo da talk show e trasmissioni della De Filippi.
”Il “berlusconismo” si presta alla rappresentazione del tipo umano anarchico che da tutto vuol essere libero tranne che dai suoi vizi e dalle sue bassezze che lo incatenano senza che esso se ne renda conto.
La legge dovrebbe essere fatta per servire l’interesse nazionale, non per servire dei cittadini privati in particolare o delle oligarchie economiche e politiche. Pertanto, esprimiamo molte perplessità su queste nuove leggi, anzitutto per lo scopo reale che ne sta alla base: assicurare l’impunità assoluta alla “casta”.
Alfredo Ibba
23 giugno 2008
www.avanguardia.tv


Non sono un rivoluzionario di cartone.
Tu piuttosto, che reazionario sei, se spalleggi un plutocrate che ha imbastardito tutta Italia e che si atteggia da anarchico che da tutto vuole essere libero tranne che dai suoi vizi e dalle sue bassezze? Cazzo, si vede che Berlusconi è un uomo tradizionale!!!
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C'è un dettaglio che ti sfugge.
Noi non "spalleggiamo", né "appoggiamo" Berlusconi, né tantomeno ci schieriamo al suo fianco.
Molto semplicemente, aspettiamo sulla riva del fiume che passi il cadavere del nostro nemico.
Qui invece mi pare sia pieno di gente pronta a prendere posizione in trascurabili battaglie à la Travaglio.
Peraltro schierandosi a fianco di quella magistratura che, in gran parte, ci è nemica.