
Originariamente Scritto da
ilgiardiniere
http://www.corriere.it/esteri/08_giu...4f02aabc.shtml
La moglie, la birra e il conflitto d'interessi
Le azioni della consorte espongono il candidato a un forte conflitto d'interessi
WASHINGTON — Il rischio di conflitto d'interessi nella campagna di McCain. Sua moglie Cindy controlla la Budweiser, impero da 300 milioni. La birra ha fin qui portato bene a Cindy e John McCain: denaro, prestigio, influenza. Fondata dal padre di lei, Hensley & Co è uno dei più grandi distributori americani dei prodotti di Anheuser-Busch, l'azienda che fra le altre cose fermenta la Budweiser. Anche se non coinvolta nella gestione quotidiana, un affare da 300 milioni di dollari l'anno, Cindy McCain ha eredidato Hensley & Co dal genitore e ne è diventata presidente alla sua morte, nel 2000. La signora possiede inoltre più di 1 milione di azioni di Anheuser. Ma troppa bevanda di luppolo, in senso metaforico s'intende, rischia ora di procurare un forte mal di testa al candidato repubblicano alla Casa Bianca. Due conflitti, neppure tanto potenziali, uno d'interesse l'altro anche più immediato e contundente di carattere politico, incombono sulla campagna di John McCain, già protagonista di numerose gaffe nelle scorse settimane e con qualche problema di ritardo nei sondaggi su Barack Obama, in Stati decisivi per il duello di novembre. Giovedì scorso il board di Anheuser-Busch, che ha sede in Missouri, ha respinto l'offerta ostile di acquisto, lanciata dal gigante belga InBev, produttore di Stella Artois e Beck's, al prezzo di 65 dollari per azione. Il no al take-over da 46 miliardi è stato apprezzato in modo bipartisan da senatori e congressisti dello Stato, democratici e repubblicani, preoccupati che Anheuser- Busch cessi di essere una «compagnia americana».
L'azienda per esempio si oppone all'iniziativa delle «Madri Contro la Guida in Stato di Ubriachezza», che vorrebbe imporre per legge di indicare anche su bottiglie e lattine di birra e vino il contenuto alcolico. Così delicato è il tema, che John McCain da anni si astiene dal votare o intervenire su qualsiasi cosa che riguardi l'alcol. Ma se fosse eletto alla Casa Bianca, molti intravedono un conflitto di interessi insostenibile. Soprattutto se Cindy continuasse a presiedere Hensley & Co: «Non si può gestire un'azienda di birra dalla Casa Bianca — ha detto al Los Angeles Times Samuel Popkin, docente di Scienze politiche a San Diego —. McCain lascia un candelotto di dinamite sul tavolo. È imbarazzante». Nessuno si aspetta che dallo Studio Ovale, McCain conceda favori speciali alle aziende che producono o distribuiscono alcolici. Ma il conflitto di interessi potrebbe frenarlo dall'agire energicamente su temi come l'alcolismo giovanile. La sua campagna dice che «nessuna decisione sarà presa» fino a dopo le elezioni.
Capito berlusconiani ?
Negli USA , che prendete sempre come esempio di democrazia , si fanno problemi su un candidato che possiede della birra !!!!!
Capito bene , un impero economico basato sulla produzione di birra , non un impero economico nei mass media.