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    Predefinito MAZZINIANI in Emilia e Romagna

    Seminario AMI GIOVANI

    Il seminario - A.M.I. Giovani - ,organizzato dalla Sezione A.M.I. “Sauro Camprini” di Cervia in collaborazione con la Direzione Nazionale A.M.I. e con la rivista “Il Pensiero Mazziniano”, avrà luogo come previsto a Cervia (RA), nel prossimo mese di Novembre 2002 secondo il seguente calendario:

    Venerdì 1 novembre 2002 alle ore 15 prima sessione sul tema:
    “ PINOCCHIO: LE BUGIE DEL POTERE “
    ore 20,00 – Cena e pernottamento presso l’Hotel Astor

    Sabato 2 novembre 2002 alle ore 9 seconda sessione sul tema:
    “PAESE LEGALE, PAESE REALE , PAESE VIRTUALE “
    ore 13,30 -pranzo presso l’Hotel Astor
    Gli incontri si svolgeranno presso la sede sociale della Coop.va Culturale “ A.Saffi “ Viale Roma, 3
    Cervia (RA) (tel./fax 0544.971813) e saranno coordinati dal prof. Roberto Balzani, dal dr. Pietro Caruso e dal prof. Sauro Mattarelli.
    Il seminario, che prevede il soggiorno gratuito per i partecipanti ammessi, è destinato a giovani studiosi che intendono approfondire tematiche politiche e sociali del nostro tempo.
    La nostra rivista offrirà un adeguato spazio per eventuali interventi, articoli, saggi che possano essere prodotti durante e dopo le giornate di studio.
    Le adesioni vengono accettate fino ad un numero massimo di 30 partecipanti e vanno comunicate (anche a mezzo fax) entro il 15 ottobre 2002 alla coordinatrice del seminario Ornella Piraccini, a cui ci si può rivolgere per ulteriori informazioni al seguente indirizzo: v.le Roma, 106 –CERVIA (RA )– Tel. 0544.71658Fax 0544.971175 e-mail: gpfaggio@libero.it


    Si ringrazia per la collaborazione la Coop.va “A.Saffi” di Cervia ed il Comitato Regionale Emilia Romagna dell’A.M.I.

    Sezione A.M.I. Cervia
    La Vice Presidente
    Ornella Piraccini
    -----------------------------------------------------------------------------------


    tratto da il Pensiero Mazziniano

  2. #2
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    Predefinito RESTO DEL CARLINO 19 ottobre 2002

    I mazziniani e la politica

    Riprendono i seminari di cultura politica organizzati dall'Associazione Mazziniana. Il calendario prevede un ricco programma di conferenze e incontri con l'autore. Il primo appuntamento è fissato per martedì 29 ottobre, alle 21, all'hotel Corallo.
    Per informazioni: Clara Ermeti (338/9070123).
    -----------------------------------------------------------------------------------
    NUVOLAROSSA website

  3. #3
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    Predefinito ....segnalazione di Clara Ermeti.....

    A.M.I

    Sezione G. Ghidoni Riccione – Valconca

    Seminari di “Cultura politica e Comunicazione”

    LUNEDI’ 9 DICEMBRE 2002 ore 21.00

    Presentazione del libro e incontro con l’autore
    In collaborazione con “Il Consorzio il libro nella città”

    “ LA DEMOCRAZIA IMPOSSIBILE”

    Prof. Sabino Acquaviva Sociologo
    (Marsilio Editore – 2002)

    Moderatore: Pietro Caruso Giornalista - Saggista

    “ Lontano dal voler essere etichettato come intellettuale di “sinistra” o come intellettuale di “destra” l’autore lancia una sfida provocatoria al mondo della cultura contemporanea invitandolo a rompere abitudini
    e pigrizie consolidate da un esercizio del potere che lusinga, ma non risolve il problema della “crisi” della democrazia del nostro tempo.

    I Seminari sono aperti a tutti e si svolgeranno presso:

    Hotel Corallo
    Viale Gramsci 113 Riccione (Zona Terme)

    Patrocinio e contributo della Provincia di Rimini e del Comune di Riccione

    Per info. Clara Ermeti (338-9070123)
    clarae@libero.it

  4. #4
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    Predefinito ... segnalazione di Clara Ermeti ...

    Patrocinio del Comune di Riccione A. M. I.
    e della Provincia di Rimini

    Associazione Mazziniana Italiana

    Provincia di Rimini


    SEMINARI DI “ Cultura Politica e Comunicazione”

    Hotel Corallo Riccione Viale Gramsci 113 - Riccione ore 21.00

    1° APPUNTAMENTO - Martedì 14 Gennaio 2003

    TECNICHE DI COMUNICAZIONE:
    LA PROSSEMICA, LA COMUNICAZIONE DI GRUPPO, L’ AUTOSTIMA

    Relatore: Prof. Leonardo Fraternale --Master in Scienze della Comunicazione, Università Palo Alto, California USA.

    2° APPUNTAMENTO - Martedì 21 Gennaio 2003

    TECNICHE DI COMUNICAZIONE:
    IL LINGUAGGIO VERBALE E NON VERBALE, PARLARE IN PUBBLICO, LA PROGRAMMAZIONE NEURO LINGUISTICA

    Relatore: Prof. Leonardo Fraternale Master in Scienze della Comunicazione, Università Palo Alto, California USA.

    3° APPUNTAMENTO - Venerdì 24/01/03

    “LA GATTA ROSSA”

    La Romagna e le Torri Gemelle
    “Viaggio all’interno di una Romagna, Regione immaginata”
    Presentazione del libro del Prof. Sauro Mattarelli (Direttore de “Il pensiero mazziniano”)
    Moderatore: Pietro Caruso (giornalista, saggista)

    4° APPUNTAMENTO - Venerdì 31 Gennaio 2003

    “IL NUOVO ORDINE INTERNAZIONALE. FORZA E DIRITTO”.

    I nuovi poteri e le multinazionali.

    Relatori: On. Marco Rizzo - Capogruppo Camera Deputati dei Comunisti Italiani -
    Sen. Gian Paolo Bettamio - Forza Italia- Resp. al Senato Casa delle Libertà
    Moderatore: Dott. Franco Fregni Direttore del quotidiano “ LA VOCE”

    Per info. CLARA ERMETI ( 338-9070123)
    clarae@libero.it

  5. #5
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    Angelo Morini riconfermato presidente dell'associazione mazziniana
    Nuovo consiglio per la Camprini

    RAVENNA - In seguito all'assemblea generale dei soci dell'associazione mazziniana di Ravenna "S . Camprini" che si è svolta i l due dicembre, è stato eletto, a scrutinio se greto, il nuovo consiglio direttivo . Ne fanno aperto Roberto Burioli, Salvatore Dradi, Stellio Fabbri, Ettore Giunchi, Maurizio Mari, Angelo Morini, Giacomo Nanni, Marino Scaioli, Carlo Simoncelli. Il primo dei non eletti risulta il socio Francesco Aquilanti . Il battito proficuo e qualificato che si è sviluppato - fa sapere l'associazione - h a focalizzato la sempre più scarsa presenza di laicità e progressismo della società nel nostro Paese. ha rimarcato l'impegno prioritario da dedicare alla costituzione della Federazione europea . Successivamente, nella riunione del direttivo per la designazion e degli incarichi che si è svolta il 12, è stato riconfermato presidente il socio Angelo Morini mentre è stato nominato vicepresidente Carlo Simoncelli .

    tratto da La Voce di Romagna 14 dicembre 2006

  6. #6
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    Riceviamo da Angelo Morini

    ASSOCIAZIONE MAZZINIANA ITALIANA
    Sezione "Sauro Camprini" - Ravenna

    ISTITUTO PER LA STORIA DEL RISORGIMENTO
    Comitato provinciale di Ravenna

    in collaborazione con: Centro di Studi sulla “Romandiola Nord-Occidentale”

    SABATO 31 MAGGIO 2008 - ORE 17,00 - Sala della Banca di Romagna, Via Manfredi, 10 – Lugo - Presentazione del libro:
    “Garibaldi eroe moderno”
    Aracne, Roma 2007
    Il libro delinea i principali aspetti della vita e del mito del personaggio più popolare del Risorgimento Italiano (1807-1882). Accanto ai temi politici e militari viene riproposta una ricostruzione complessiva della vicenda umana dell’Eroe dei due mondi con particolare riferimento alla dimensione ideologica, mitica, umanitaria.

    Saranno presenti due degli autori:
    Marco SEVERINI, Docente dell’Università di Macerata e Lidia PUPILLI, Vice presidente Istituto per la Storia del Risorgimento italiano - Comitato di Ancona

    Conduce la conferenza: Sauro MATTARELLI, Fondazione “Casa di Oriani” di Ravenna

    Introduce: Angelo MORINI, Presidente Comitato Regionale A.M.I.

    Col patrocinio del Comune di Lugo di Romagna

    La cittadinanza è invitata

  7. #7
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    CORSO SUI PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA COSTITUZIONE ITALIANA RISERVATO AI CITTADINI STRANIERI


    BREVE DESCRIZIONE DEL CONTESTO

    Ormai da diversi anni l'Italia è meta di un numero consistente di immigrati.
    Tra il 2000 e il 2007 la popolazione immigrata è di fatto triplicata, raggiungendo i quattro milioni di unità.
    Il fenomeno non appare governato e le previsioni sono concordi nel ritenere attendibile il dato di circa 400.000 nuovi ingressi all'anno.
    L'esperienza ci ha dimostrato come in Italia sia più facile entrare irregolarmente, più che attraverso canali legali.
    I motivi sono molti e concorrenti:
    – le leggi in vigore e le complesse pastoie burocratiche rendono impossibile l'incontro fra domanda e offerta di lavoro;
    – l'esistenza nell'economia italiana di una forte area sommersa funziona da elemento di attrazione dei migranti irregolari, in quanto privi di diritti, meno costosi e più flessibili;
    – il forte delta demografico fra l'Italia e l'Africa, in particolare, si somma al delta dello sviluppo economico e rende la pressione sull'intera Europa certa e crescente anche nei prossimi anni.

    Nel mercato del lavoro questo è evidente anche nella sua componente formale: infatti fra il 2000 ed il 2007 il 17,5% dei nuovi assunti è risultato essere nato fuori dall'Italia.
    Il trend è fortemente in crescita: parte dal 10% del 2000 per toccare il 23,8% nel 2007.
    Non c'è dubbio che tornerà a crescere.
    I settori di maggiore presenza sono quelli legati all'assistenza alla persona, al commercio e servizi, all'agricoltura e nell'edilizia.
    Anche in Emilia-Romagna tale fenomeno è in forte crescita.
    Gli immigrati sono oltre 300.000 e rappresentano oltre il 7% della popolazione residente con una percentuale quasi identica di uomini e donne.
    Un dato importante è rappresentato dal numero di minori residenti nella nostra regione che rappresenta circa un quarto del totale.
    Inoltre circa il 16% dei nati in Emilia-Romagna ha genitori stranieri.
    Le previsioni portano a ritenere che nei prossimi tre anni la popolazione straniera raggiungerà il 10% ed i nati il 20%.
    Nella Provincia di Forlì-Cesena gli immigrati sono oltre 52.000 con una presenza pressoché identica nei due comprensori.
    Questa breve descrizione quantitativa conferma la vastità del fenomeno che, purtroppo, a tutt'oggi non è stato governato in modo soddisfacente.
    La pressione migratoria deriva nella grandissima maggioranza dei casi, dalla ricerca di condizioni di vita migliori, ma la mancata programmazione rischia di provocare crescenti fenomeni di rigetto, con lacerazioni profonde del tessuto sociale che non lascia immune nessuna delle sue componenti.
    L'immigrazione rischia quindi di essere vista più come una minaccia, anche dalle componenti più popolari della nostra società, più che come un'opportunità.
    L'Italia deve dotarsi di una nuova e più efficace politica di accoglienza e di integrazione in grado di regolare un fenomeno altrimenti dirompente sulla base di norme chiare ed applicabili sulle procedure di accesso, sui diritti e sui doveri di coloro che scelgono di vivere nel nostro Paese.

    LA PROPOSTA

    Sulla base di queste considerazioni, l'Associazione Mazziniana di Cesena Sezione “Ugo La Malfa” si è interrogata su come contribuire, per quanto è nelle sue possibilità, per favorire l'inserimento dei cittadini stranieri nel nostro contesto sociale.
    La nostra riflessione non si è dilungata su quale possa essere la forma di integrazione migliore fra quelle sperimentate nei diversi paesi europei in quanto questo tema è affidato in primo luogo ai partiti, alle istituzioni ed alle grandi organizzazioni rappresentative delle forze sociali ed economiche.
    Tuttavia, partendo dal fatto che quest'anno ricorre il 60° Anniversario dell'entrata in vigore della Costituzione Repubblicana, riteniamo opportuno organizzare un percorso formativo/informativo su: “Principi Fondamentali” (articoli 1-12), e tutta la “Parte Prima” riferita al Titolo I sui “Rapporti Civili” (articoli 13-28), Titolo II sui “Rapporti Etico-Sociali” (articoli 29-34), Titolo III sui “Rapporti Economici” (articoli 35-47) e Titolo IV sui “Rapporti Politici” (articoli 48-54).

    FINALITA'

    Far conoscere i principi fondamentali della nostra Costituzione che sono alla base della nostra convivenza.
    Informare che tali principi hanno valore universale e che, in quanto tali, possono e debbono convivere con i principi di persone con culture diverse dalle nostre.
    La conoscenza e l'osservanza di tali norme non presuppone quindi una rinuncia alle culture di origine ma rappresentano la condizione per una crescita comune e pacifica delle nostre comunità.

    DESTINATARI

    Immigrati in grado di comprendere la lingua italiana.
    Ciò significa che si tratterà di persone presenti da qualche tempo nel nostro Paese e che potranno trasmettere le nozioni acquisite ai familiari e alle loro comunità.
    Per l'individuazione di tali persone è nostra intenzione rivolgerci alle Organizzazioni Sindacali CGIL-CISL-UIL di Cesena, che rappresentano molti lavoratori e che, se disponibili, potranno sostenerci nell'opera di divulgazione della nostra iniziativa.
    (NB: POI LA CISL NON HA ADERITO)

    MODALITA' DI SVOLGIMENTO

    Pensiamo a cinque incontri serali di tre ore con docenti selezionati per competenza e con la chiara volontà di trasmettere in modo efficace i contenuti della nostra Costituzione.
    Il numero di partecipanti per ogni serata non dovrebbe superare le 20 unità e provenire da paesi diversi.

    tratto da http://win.webandcad.it/AMI/comunicati/2008/9.htm

  8. #8
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    Riceviamo da Clara Ermeti

    AMI SEZ. G.GHIDONI RICCIONE - VALCONCA

    IN ALLEGATO - TEMA VINCITORE DEL: 1° PREMIO - DELLO STUDENTE FRANCESCO RAIMONDI DI BELLARIA - 20 ANNI - STUDENTE UNIVERSITARIO

    2 e 3 PREMIO "A PARI MERITO": FRANCESCO BRAGAGNI DI RIMINI, 20 ANNI, STUDENTE UNIVERSITARIO e MARIA LAURA PALMERI DI RICCIONE, 19 ANNI, STUDENTE DEL LICEO CLASSICO D. ALIGHIERI

    SALUTI - CLARA ERMETI

    Svolgimento n° 2

    “Tutti gli stati, tutti e’ dominii che hanno avuto et hanno imperio sopra gli uomini, sono stati e sono Repubbliche o Principati” (N. Machiavelli, De principatibus, in il Principe e discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio, 1513).
    Già nel XV° secolo, agli albori dell’età moderna, Machiavelli parlava di “Repubbliche” e “Principati” quali uniche istituzioni politiche legittimate a detenere in via univoca il comando della sovranità quale organo di “imperio” sopra le popolazioni.
    L’ imperio machiavellico è da intendersi alla stregua del contemporaneo “comando di azione politica sul (proprio) popolo” ; ovvero quello che – quattro secoli più tardi del Machiavelli – lo scienziato politico Max Weber, padre nobile della moderna sociologia, avrebbe definito come “monopolio legittimo dell’uso della forza fisica” (M. Weber, Comunità e società in La politica e la scienza come professioni,1919).
    Come già si può notare da queste prime asserzioni, il problema della sovranità non è solo un contenzioso storico, bensì è anche discussione politica, filosofica, e scientifica che ha riguardato (e tuttora riguarda) il mondo occidentale, ed ha in particolare letteralmente ossessionato il sottoinsieme europeo fin dalla caduta dell’Impero Romano d’Occidente nel 476 d.C. .
    Nel corso dei secoli, ogni regno, ogni stato, ogni signoria e, più in generale, ogni feudo, ha reclamato a sé, sotto lo scudo della sovranità e sotto la spada delle invasioni e delle lotte di conquista, la (presunta) legittima invocazione di difensore dello status quo ante; ed ha cercato, attraverso tanto sanguinolenti quanto duraturi conflitti, di erigersi a potenza egemonica in grado di soggiogare una specifica e determinata area geopolitica dell’Europa prima e del mondo poi.
    Per enumerare i conflitti che, a partire dall’età moderna, si sono combattuti in nome della difesa della sovranità occorrerebbe forse un libro intero; tuttavia è doveroso ricordare alcune vergognose tappe della storia europea e mondiale che hanno provocato i più sanguinosi massacri che la memoria umana ricordi. Le guerre di religione, la guerra dei cent’anni, i conflitti coloniali e, dulcis in fundo, le due guerre mondiali, sono stati tutti conflitti ideologicamente combattuti in nome della rivendicazione alla sovranità.
    Da queste premesse, il XX° secolo, il cosiddetto “secolo breve”; oltre ad innumerevoli catastrofi ha saputo produrre anche interessanti spunti di riflessione per individuare alcune opportune ed auspicabili limitazioni al concetto di sovranità per porre, come fine ultimo, solidi argini alle violenze del passato. La Carta di S. Francisco del 1945, ossia il documento costitutivo delle Nazioni Unite, ha sicuramente posto una pietra miliare sulla strada della limitazione della sovranità nazionale dei suoi singoli e belligeranti stati componenti. Pur funzionando a rilento, ed attraverso procedure bizantine, le Nazioni Unite, al contrario di quanto accadde per la gracile Società delle Nazioni, hanno creato un assetto politico che, a livello mondiale, ha decisamente calmierato il numero dei conflitti armati “seri e duraturi” – pur ovviamente con alcune eccezioni, il conflitto arabo palestinese in primis.
    All’interno di un mondo globale come il nostro, l’anacronistico problema conflittuale della sovranità nazionale non può essere risolto dalla sola mediazione politica (come il già citato meccanismo del Palazzo di vetro) che si pone e si presenta come figlia della sovranità nazionale stessa. Un cane che si morde la coda; insomma, il soggetto arbitro ( L’ONU) è, in quanto composto da stati nazionali, allo stesso tempo controllore e controllato.
    È dunque opportuno rifarsi alla dottrina politica per individuare strumenti idonei al superamento delle discordie nazionali che continuano a sorgere su dispute di lesa sovranità.
    Un grande aiuto sulla questione ci viene proposto da una rilevante figura quale quella dell’illustre politologo e storico politico ch’è il prof. Giovanni Sartori. Egli infatti, in tema di sovranità, non accenna alle già citate brocarde sentenze machiavelliche e weberiane riferite alla sovranità in termini di comando politico coattivo; ma definisce in maniera nuova ed originale questo antico concetto. Secondo Sartori, sovranità significa infatti “sfera delle decisioni collettivizzate sovrane” (G. Sartori, Scienza politica,1972). Nessun accenno alla coercizione, dunque. Quella di Sartori, redatta in piena guerra fredda, è sicuramente una visione futuristica del concetto di sovranità che proietta questo problema ben al di fuori dei limiti intravisti nella storia del ‘Novecento.
    Una società contemporanea deve necessariamente confrontarsi, sul tema della sovranità, in termini sociali e non più politici; questi ultimi hanno infatti dimostrato di essere termini irrisolvibili. Tutte queste considerazioni, per esser degni oggetti di discussione, devono però trovare riscontro nella pratica e nella realtà. Uno in particolare è, a mio avviso, esempio concreto e virtuoso di una visione sociale e non più politica del dilemma della sovranità: questo è l’Unione Europea così come si è più recentemente venuta a delinearsi con i due storici trattati del 2004 e del 2007. il primo, quello del 2004, è il “Trattato che adotta una costituzione per l’Europa”; mentre il secondo, quello del 2007 è il “Trattato di Lisbona” che modifica il primo in seguito ai decisi “no” referendari di Francia e Olanda. Questi due importanti atti costitutivi della nuova e futura Unione Europea caratterizzano gli stati del Vecchio Continente come nuovo ed unico soggetto nella sfera delle relazioni internazionali.
    L’Unione europea, fin dalla sua costituzione nel 1957, si è identificata come soggetto super partes rispetto alle contese nazionali dei suoi membri fondatori. La chiave di volta di questa complessa architettura è stata la risoluzione del più spinoso ed antico dei problemi della storia politica: quello della sovranità.
    La costante e volontaria cessione di sovranità degli stati nazionali al soggetto europeo è stato, fino ad oggi, l’unico modo per creare, nel continente europeo (che non a caso è stato proprio quello più martoriato da eterni e duraturi conflitti) una pace stabile e duratura che sembra aver definitivamente messo fine alle pretese di superiorità dei soggetti nazionali.
    Ovviamente pensare di porre fine a millenari contenziosi semplicemente attraverso alcuni trattati internazionali messi in atto da una ristretta elitès di stati ricchi e sviluppati è perlomeno presuntuoso.
    Il solco tracciato dall’Unione Europea rimane, al momento, l’unica strada logica e pacifica alla risoluzione della spinosa controversia.
    In fin dei conti, la questione amletica della sovranità è sorta nel cuore dell’Europa, ed è quindi giusto essere noi europei a risolvere, con tanta fatica, un problema che i nostri avi hanno anticamente posto all’umanità intera.

    Francesco Raimondi

 

 

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