Cari amici di Conservatorismo, ricordiamocela bene questa giornata. Entrerà, nel bene e nel male, negli annali della storia politica d'Italia.
Oggi abbiamo assistito ad uno scontro pubblico fra titani. Uno scontro feroce, diretto, senza esclusioni di colpi, potremmo dire spettacolare.
Quando mai Berlusconi è stato contestato in quel modo all'interno di un partito da lui guidato? La novità è evidente ed epocale.
Ma Fini ne esce con le ossa rotte. E' quasi un suicidio politico: non ha i numeri e le forze sufficienti per guidare con sicurezza il gioco. Può solo logorare, ed assumersi la responsabilità di un logoramento verso l'esecutivo appena uscito confermato e vincitore alle ultime elezioni utili.
Il Cavaliere ora può additare Fini come sabotatore e rinnegatore del PDL, ed indicarlo come elemento di instabilità in un momento di grave crisi economica, al pubblico lubidrio dell'elettorato.
Ma il Presidente del PDL non può cantare vittoria: Fini è perfettamente in grado di attrarre dei fedelissimi, e pure di costruire un nuovo progetto centrista con Casini, Rutelli, Pisanu, forse Montezemolo, e guardare anche ad una fetta di liberali. Di più: Fini può trovare spazio in un Meridione pronto ancora una volta a rigettare le proposte federaliste propugnate dal Carroccio.
Certo, sarà un percorso lungo, irto di ostacoli. Berlusconi è ben lungi dall'essere cancellato dal panorama politico, o anche solo dal perdere la partita all'interno del PDL. Il Governo va avanti; ogni mossa finiana a tradimento comporterà immediate elezioni anticipate. Il ricatto, se così si può chiamare, è reciproco. Il Cavaliere può contare su una maggioranza interna schiacciante, sul consenso preponderante del popolo di centrodestra. L'asse, il baricentro del sistema, resta lui.
Il Popolo della Libertà che conoscevamo non esiste più. Si apre una nuova stagione, e alla fine resteranno morti e feriti sul campo. Nell'ipotesi peggiore (per tutti), la sinistra - come è giusto che accada - ne approfitterà per risorgere, anche se, a dire il vero, il PD è tutt'altro che in buona salute.
Non possiamo pertanto festeggiare od essere contenti per il risultato odierno, che lascia macerie e tanta amarezza per uno scontro alla fine distruttivo, seppur chiarificatore.




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