Il Governo belga si è dimesso per i contrasti tra fiamminghi e francofoni
di Riccardo Barlaam
Il Governo belga guidato dal primo ministro Yves Leterme si è dimesso. Una decisione che fa seguito al conflitto tra i partiti che esprimono la popolazione di lingua fiamminga e francofona. «Non esiste altra via d'uscita che le dimissioni del Governo», ha annunciato il ministro delle Finanze belga, Didier Reynders, aggiungendo di «deplorare» la decisione, lanciando un appello «per evitare che il Paese affondi in una crisi».
Nella colazione di governo coabitano due partiti fiamminghi - i liberali e i cristiano-democratici - e tre francofoni - liberali, cristiano-sociali e socialisti - nonché i partiti verdi. I contrasti all'interno della maggioranza sono nati per la vicenda della ridefinizione dei diritti linguistici dei francofoni residenti nella periferia fiamminga di Bruxelles. La questione, ritenuta fondamentale dai fiamminghi, è al centro del contenzioso sul futuro istituzionale del Paese e da settimane è oggetto di confronto serrato tra i partiti.
A determinare la crisi è stata la presa di posizione del partito liberale fiammingo Open Vvd che, nella notte, ha annunciato l'intenzione di lasciare il governo. In un comunicato l'Open Vld ha denunciato «la rottura delle fiducia» interna alla maggioranza per la mancata individuazione di «una soluzione negoziata» per le minoranze linguistiche.
Il re del Belgio Alberto II ha sospeso la sua decisione riguardo alle dimissioni del governo di Yves Leterme, che gli sono state rimesse dallo stesso primo ministro durante un colloquio al Palazzo reale a Bruxelles. La riserva di Alberto II è spiegata in un comunicato del Palazzo diffuso nel pomeriggio, e appare motivata in particolare dal rischio che venga sminuito il ruolo europeo del Paese. "Il re e il primo ministro - prosegue il comunicato - hanno sottolineato quanto una crisi politica, nelle circostanze attuali, sarebbe inoportuna, e pregiudicherebbe gravemente da una parte il benessere economico e sociale dei cittadini, e dall'altra il ruolo del Belgio a livello europeo". Il Belgio si appresta ad assumere, dal primo luglio prossimo, la presidenza di turno semestrale dell'Unione europea, succedendo alla Spagna. «Una caduta del governo prima della presidenza belga dell'Unione europea sarebbe drammatica», aveva dichiarato ieri alla stampa l'ex premier Wilfred Martens. Il dramma è avvenuto.