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Discussione: Il "Paladino dei...

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    Predefinito Il "Paladino dei...

    ...pm d'assalto

    «È riaffiorata la tentazione di costruire un dossier aggiornato sul passato di Di Pietro», spiegava ieri Repubblica, certa che «qualcuno sarebbe già al lavoro collezionando vecchie inchieste da cui peraltro Di Pietro è sempre uscito scagionato».
    Grazie per il suggerimento, anzitutto: ma abbiamo già dato.
    Se Antonio Di Pietro nel 1993 deteneva la fiducia del 94% degli italiani, e ora decisamente di meno, è perché nel mezzo evidentemente qualcosa è successo, qualcosa è stato raccontato, qualcosa è bastato: perlomeno al centrodestra.
    Se è vero infatti che Walter Veltroni riscopre ogni giorno nuove convergenze col Di Pietro più veemente (persino quello che chiama «magnaccia» il presidente del Consiglio) d’altra parte invece c’è una sola cosa che l’ex magistrato e Silvio Berlusconi hanno in comune: entrambi sono stati indagati, più volte, ed entrambi alla fine ne sono usciti illesi.
    Giudichi il lettore, o l’elettore, chi la magistratura abbia voluto proteggere.
    Sta di fatto che le sentenze che hanno riguardato Di Pietro, diversamente da quelle berlusconiane, rimangono pressoché sconosciute: non sono state infinitamente sezionate e sottotitolate e stampate e ristampate dai soliti fotocopisti di cancelleria, ma sono sentenze lo stesso, anche se Repubblica decide di chiamarle «fango» come ha fatto ieri.

    Per fare un esempio: oggi ci sono giornalisti che ancora si chiedono, o chiedono a Di Pietro, perché a suo tempo lasciò la magistratura.
    Eppure è tutto nero su bianco: e lo è sia nelle sentenze di non luogo a procedere vergate dai gup Roberto Spanò e Anna Di Martino a beneficio di Di Pietro (peraltro in contraddizione tra loro su alcuni episodi) sia nel successivo giudizio di tribunale vergato del presidente Francesco Maddalo il 29 gennaio 1997: una sentenza che superò le precedenti perché fece seguito a un pubblico dibattimento con esibizione di prove e audizione di parti.

    Qualcuno lo ricorderà: è il processo in cui Di Pietro dapprima balbettò e poi rifiutò di rispondere alle domande del pubblico ministero. L’ex magistrato oltretutto non presentò appello, sicché la sentenza «fa stato quanto ai fatti accertati», come si dice in gergo.
    Per farla breve: il Gup Anna di Martino, che pure fu molto attenta alle ragioni del magistrato, spiegò che se Di Pietro fosse rimasto in magistratura sarebbe andato incontro a pesanti sanzioni disciplinari.
    Il giudice Francesco Maddalo, nondimeno, parlò di «fatti specifici che oggettivamente potevano presentare connotati di indubbia rilevanza disciplinare».
    Sono le vecchie storie di Gorrini, D’Adamo, i prestiti da 100 milioni frettolosamente restituiti in scatole da scarpe o avvolti in carta di giornale, faccende di Mercedes rivendute a prezzo maggiorato, roba celata nel torbido dimenticatoio di chi ha fondato il suo movimento sulla trasparenza e sulla legalità, anzi sui «valori».

    Eppure il Di Pietro che da magistrato si offrì di interrogare Berlusconi dicendo «Io quello lo sfascio» (come raccontato dal suo ex Procuratore Capo) è immortalato in una sentenza che nessun libro, di nessun servo di Procura, ha mai riportato:
    «Decisiva appare l’intenzione di Di Pietro di intraprendere l’attività politica ovvero di ottenere incarichi pubblici di maggior rilievo» (pagina 167 della succitata sentenza Maddalo).
    «Altri eventi evidenziano chiaramente questo sempre più marcato orientamento di Di Pietro ad assumere iniziative e posizioni più confacenti ad un esponente politico che a un magistrato \ Particolarmente arduo è separare una condotta antecedente alle preannunciate dimissioni da una condotta a queste successiva» (pagina 170).
    «Il desiderio di lasciare l’incarico giudiziario nel momento di massima popolarità non poteva non essere funzionale e strumentale ad un successivo sfruttamento di questa popolarità, proprio in vista di quella progettata attività politica".
    Domanda: ma Di Pietro, quando decise di indagare Berlusconi, aveva già deciso di dimettersi per buttarsi in politica? Risponde ancora Maddalo a pagina 179: «Le dimissioni, allora, dovevano già essere ampiamente maturate e in fase di imminente attuazione».
    E perché Di Pietro non disse niente ai colleghi del Pool? Pagina 180: «I contatti e colloqui politici avrebbero potuto inquinare quella sua indiscussa leadership all’interno e all’esterno del Pool».
    Questa peraltro è la parte nobile. Perché poi, benché ritenuti privi di valenza penale, a dimostrare la moralità di Di Pietro ci sono pure i seguenti piccoli favori, appurati anch’essi da svariate sentenze:
    1) 100 milioni senza interessi dall’imprenditore inquisito Gorrini, poi restituiti con assegni circolari poi incassati e avvolti in carta di giornale poco prima di dimettersi, nel 1994;
    2) 100 milioni senza interessi dall’imprenditore inquisito D’Adamo, denaro restituito nel 1995 in una scatola da scarpe messa agli atti;
    3) periodiche buste di contanti sempre da D’Adamo;
    4) centinaia di milioni, ottenuti dagli imprenditori Gorrini, D’Adamo e Franco Maggiorelli, per i debiti contratti dall’amico Eleuterio Rea al gioco d’azzardo;
    5) una Mercedes CE da 65 milioni ottenuta da Gorrini e rivenduta all’amico avvocato Giuseppe Lucibello per una cifra poi utilizzata da Di Pietro per comprarsi una Fiat Tipo bianca; i soldi sono stati restituiti con assegni circolari emessi nel maggio 1994 ma incassati nel novembre successivo, prima delle dimissioni;
    6) una Lancia Dedra per la moglie di Di Pietro da parte di D’Adamo;
    7) l’utilizzo di una garçonnière dietro piazza Duomo, di proprietà di D’Adamo, fino all’inizio del 1994;
    8) l’utilizzo di una suite da 5-6 milioni al mese pagata da D’Adamo, a partire dal 1989, per almeno un anno e mezzo, al Residence Mayfair di Roma, dietro via Veneto;
    9) l’acquisto di un appartamento a Curno con soldi forniti da Gorrini;
    10) la disponibilità di un appartamento a canone gratuito, fornito da D’Adamo, per il collaboratore Rocco Stragapede;
    11) i pacchetti di pratiche legali dalla Maa di Gorrini per la moglie;
    12) le consulenze legali da D’Adamo per la moglie;
    13) l’impiego per il figlio, due volte, alla Maa di Gorrini;
    14) i benefit vari da D’Adamo: vestiario di lusso nelle boutique Tincati, Fimar e Hitman di Milano, un telefono cellulare per sé, un telefono cellulare per l’amico Rocco Stragapede, almeno quindici biglietti aerei Milano-Roma, un mobile-libreria per la casa di Curno;
    15) i benefit vari ottenuti da Gorrini: ombrelli, agende, penne, cartolame vario, viaggi in jet privato per partite di caccia in Spagna, Polonia e nella riserva astigiana di Giovanni Conti, alcuni stock di calzettoni al ginocchio.
    Eccolo qua Antonio Di Pietro, l’uomo che giusto ieri si richiamava «allo spegnersi della coscienza civica, della morale, dell’etica», l’uomo che di Berlusconi cita «gli innumerevoli processi» senza mai menzionare i propri, l’uomo che di fronte al consenso di cui Berlusconi gode nel Paese, in una lettera scritta al suo mentore Beppe Grillo proprio ieri, ha parlato di «una situazione simile a quella dei ragazzi nei Paesi del Sud che ammirano il camorrista o il mafioso locale». Eccolo lo spauracchio che secondo Veltroni doveva tenere sottotraccia quei grillisti e forcaiolisti che coi loro strepiti, ora e invece, soffocano le velleità di ogni sinistra che voglia essere civile e sintonizzata con il Paese reale.
    I giornalisti tutto sommato lo amano: le sue sgangheratezze fanno colore e titolo in giornate calde e vuote come queste. Lui straparla sempre di monopolio, ma è tra i più presenti in televisione e in assoluto l’ospite più invitato a Matrix, per esempio. Nessuno ricorda più le sue 500 querele, o quando nel 1996 disse che avrebbe preso «a schiaffi e pedate chi mi ha indotto a dimettermi dal ministero dei Lavori pubblici», o le sue folli proposte circa il «decreto cautelare di rettifica» o altre norme punitive contro i giornalisti.
    Nessuno ricorda mai quando Di Pietro, nel dicembre 1994, a Curno, prese a testate un giornalista dell’Ansa dopo averlo riempito di calci e di pugni. Nessuno gli chiede più conto, per quanto la vicenda sia recente, dell’acquisto di due appartamenti pagati con un mutuo che risultava inferiore all’affitto frattanto versato dalla sua Italia dei Valori: in pratica Di Pietro comprava case grazie al finanziamento pubblico.

    Nessuno, del resto, bada al fatto che il partito dell'Italia dei Valori appartiene a Di Pietro per statuto notarile, e così pure tutti i finanziamenti pubblici. Nessuno dedica servizi a un personaggio che straparla di democrazia e però neppure ora (con l’8 per cento dei suffragi) si dimostra capace di inventarsi una struttura, un numero 2, un gregario, un volto spendibile e alternativo al suo.
    Gli unici nomi noti sono quelli di chi l’ha regolarmente mollato: da Pietro Mennea all’ex fidatissimo Elio Veltri (che lo sosteneva dal 1988 e ora gli spara contro a ogni occasione) sino a Valerio Carrara, l’unico parlamentare dipietrista eletto nel 2001 e che pensò bene di passare al Gruppo Misto prima ancora che si insediassero le Camere; e poi ancora Rino Piscitello, Federico Orlando, Milly Moratti, Sergio De Gregorio, persino Paolo Flores D’Arcais:
    «Gente che ha capito il personaggio e ha preso le distanze» ebbe a commentare Veltri.
    In compenso, chiuso all’angolo, resiste Veltroni.

    Filippo Facci www.ilgiornale.it 30 06 08

    saluti

  2. #2
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    Io devo dare 14 esami in 2 mesi: ce la farò?

  3. #3
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    Se Mangano è un eroe, capisco perchè Facci eleva ad esempio morale e politico Sergio De Gregorio e Valerio Carrara...

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Saint-Just Visualizza Messaggio
    Se Mangano è un eroe, capisco perchè Facci eleva ad esempio morale e politico Sergio De Gregorio e Valerio Carrara...
    Questo a Roma si chiama "buttarla in caciara".
    E' una tecnica cui si ricorre quando in genere non si ha nulla da dire....

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Saint-Just Visualizza Messaggio
    Se Mangano è un eroe, capisco perchè Facci eleva ad esempio morale e politico Sergio De Gregorio e Valerio Carrara...

    Sei sempre il solito. Le tue uscite continuano ad essere molto poco intelligenti e davvero penose. Riesci sempre ad intervenire nel modo più inopportuno possibile. A volte penso sia un artista per la tale stupidità dei tuoi post e la tua sgangheratezza (se esiste un termine del genere). Mi piacerebbe che qualche volta stessi a quello che è il tema delle discussioni, poichè nella mia breve esperienza in questo forum, non ti ho mai visto far altro che straparlare.
    Chiuso l'argomento, torniamo a di pietro.
    Qualcuno lo ha definito il peggio del peggio, e forse mi sento di dargli ragione. Me lo sento da ancor prima che venissero fuori queste polemiche, poichè i giustilzialisti sono sempre persone che nascondono magagne scheletri nell'armadio. Ma il vero problema è cercare di far comprendere alla gente il vero Di Pietro arrivista e sconclusionato che non riesce a parlar d'altro se non di giustizia, poichè è invidioso del successo di Berlusconi (analisi molto superficiale, ma emerge chiarmaente dall'articolo di Facci a mio avviso), e tenta di mettergli i bastoni tra le ruote.
    Per ora mi limito a questo, rischierei di offendere..

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da diegol22 Visualizza Messaggio
    Questo a Roma si chiama "buttarla in caciara".
    E' una tecnica cui si ricorre quando in genere non si ha nulla da dire....
    Citazione Originariamente Scritto da Carmine... Visualizza Messaggio
    Sei sempre il solito. Le tue uscite continuano ad essere molto poco intelligenti e davvero penose. Riesci sempre ad intervenire nel modo più inopportuno possibile. A volte penso sia un artista per la tale stupidità dei tuoi post e la tua sgangheratezza (se esiste un termine del genere). Mi piacerebbe che qualche volta stessi a quello che è il tema delle discussioni, poichè nella mia breve esperienza in questo forum, non ti ho mai visto far altro che straparlare.
    Chiuso l'argomento, torniamo a di pietro.
    Qualcuno lo ha definito il peggio del peggio, e forse mi sento di dargli ragione. Me lo sento da ancor prima che venissero fuori queste polemiche, poichè i giustilzialisti sono sempre persone che nascondono magagne scheletri nell'armadio. Ma il vero problema è cercare di far comprendere alla gente il vero Di Pietro arrivista e sconclusionato che non riesce a parlar d'altro se non di giustizia, poichè è invidioso del successo di Berlusconi (analisi molto superficiale, ma emerge chiarmaente dall'articolo di Facci a mio avviso), e tenta di mettergli i bastoni tra le ruote.
    Per ora mi limito a questo, rischierei di offendere..
    Capisco il vostro imbarazzo, perchè si da il caso che sia Carrara che De Gregorio siano vostri sentori attualmente...

    Ma d'altronde se il metodo di reclutamente è quello, che ci ci vuoi fare?

  7. #7
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    Il giornale............

    Filippo Facci........

  8. #8
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    cinaski.....................

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Saint-Just Visualizza Messaggio
    Capisco il vostro imbarazzo, perchè si da il caso che sia Carrara che De Gregorio siano vostri sentori attualmente...

    Ma d'altronde se il metodo di reclutamente è quello, che ci ci vuoi fare?

    Come al solito continui a sparare stronzate su stronzate. Ma vuoi renderti conto di quanto tu sia ridicolo? Mi duole non poco il fatto che non arrivi a comprendere quale sia l'oggetto del contendere, forse non sei capace di parlarne per questo svii sempre l'attenzione su qualccos'altro, che quasi sempre è un offesa al centrodestra. Acnora una volta ha dimostrato la tua pochezza non riusciendoa scrivere in due post nulla di veramente sensato. Io credo che tu abbia dei seri problemi, se vuoi li elenco:
    1) troppo pieno di te per capire le puttanate che spari
    2) schiavo dell'ideologia che ti acceca in ogni cosa che fai e che dici
    3) non hai un senso logico in quello che dici, anzi quello che scrivi è privo di ogni senso in generale.

    Ho i numeri di psichiatri molto molto bravi, se vuoi un gg te li posto.
    Ma dico è possibile che ogni discussione dove ci sia di mezzo tu debba sempre andare a sconfinare su altri presupposti? E' possibile che non si riesce a fare una discussione con una parvenza di oggettività, che non riesci ad esprimere un opinione che non sia contro berlusconi e contro la destra?
    Credo che tu abbia un deficit democratico interno, una contraddizione in termini. Ti ritieni democratico ma non riesci ad accetttare l'opinione degli altri e per cercare di sembrare un po più arguto (ma se tu sei arguto io ho il cervello di einstein e di aenrico fermi messi insieme) poni sempre l'attenzione su argomenti che euslano dalal discussione. Ponendomi sulla flasa riga di diegol22, ti dico: se non hai niente da dire non aprir bocca solo per darle fiato. Spero coglierai l'invito, a presto.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da cinaski Visualizza Messaggio
    Il giornale............

    Filippo Facci........

    ...siamo d'accordo che il giornale sia una testata di parte, ma credo che a volte la verità la dice, come la dice l'Unità o i giornali di sinistra. Screditare i giornali di parte senza portare una valida argomentazione vuol dire essere ideologizzati e schiavi di una cultura obsoleta e fallace. Quindi se permetti una grassa risata su di te la faccio io:

 

 
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