MILANO - Ergastolo, e per la seconda volta. Anche per i giudici della Corte d'assise d'appello di Milano appartengono a Olindo Romano e Rosa Bazzi le mani assassine che l'11 dicembre del 2006 uccisero quattro persone, tra cui un bambino di poco più di due anni, e ne ridussero in fin di vita una quinta. Dopo sei udienze e una camera di consiglio di circa cinque ore, i giudici, presieduti da Maria Luisa Dameno, hanno deciso come già stabilito dai giudici di Como in primo grado, che l'ex netturbino e l'ex donna delle pulizie sono responsabili dell'omicidio premeditato di Raffaella Castagna, di suo figlio Youssef, della madre della donna, Paola Galli, di quello non volontario della loro vicina di casa, Valeria Cherubini, e del tentato omicidio del marito della Cherubini, Mario Frigerio. L'uomo che si salvò e indicò in Olindo il suo aggressore. Tutti colpiti a sprangate e finiti a coltellate. E questo, per la Corte, significa ergastolo per entrambi e tre anni di isolamento diurno.
GLI AVVOCATI - I difensori della coppia, Fabio Schembri, Luisa Bordeaux e Nico D'Ascola hanno cercato in tutti i modi di scardinare le prove a carico dei loro assistiti. Hanno chiesto nuovi testimoni a loro avviso in grado di scagionare i coniugi Romano, hanno cercato di mettere in dubbio la testimonianza di Frigerio e hanno chiesto una perizia psichiatrica per la coppia. I giudici hanno però dato ragione al sostituto pg Nunzia Gatto. «C'erano oltre ottanta relazioni degli psichiatri del carcere - ha detto il magistrato dopo la sentenza -. Nella mia requisitoria avevo detto che esistono persone crudeli, non necessariamente incapaci, e queste sono due persone crudeli che ne hanno uccise altre quattro». A carico dei coniugi, per l'accusa, c'erano molte «molte prove: c'erano le confessioni, c'era la prova scientifica, c'era il sopravvissuto. Magari in tutti i processi che affronto avessi queste prove». «Era già tutto scritto in primo grado, era già stato accertato tutto», ha tagliato corto il magistrato. Nessuna pista alternativa, come ipotizzato dalla difesa: nessuna vendetta trasversale ai danni di Azouz Marzouk, marito di Raffaella e con precedenti per droga, nessun delitto maturato nell'ambito della famiglia di Raffaella. Suo padre, Carlo, anche mercoledì ha avuto parole di perdono per Rosa e Olindo. «Continuo a considerarli persone da perdonare - ha detto -. Io non perdo questo mio sentimento. Loro sono persone che hanno sbagliato e continuo ancora a considerarle persone da perdonare». Olindo e Rosa erano in aula al momento della sentenza. Hanno assistito impassibili dalla gabbia alla lettura, poi, prima di tornare in carcere, si sono abbracciati e Rosa ha pianto. Scontato il ricorso in Cassazione dei difensori della coppia. «Nei loro confronti è stata emessa una sentenza di condanna ancora prima che fosse celebrata l'udienza preliminare», ha spiegato l'avvocato Schembri che si è detto «deluso e amareggiato». «Ero preparato al peggio - ha concluso -, ma speravo che fosse riaperta l'istruttoria dibattimentale». (Fonte: Ansa)
Olindo e Rosa, ergastolo anche in appello - Corriere della Sera




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