
Originariamente Scritto da
MrBojangles
I tre provvedimenti del governo sulla Giustizia finiranno per raderla al suolo.
E come sempre, per giustificarne l'approvazione, si è chiamata in aiuto l'esperienza degli altri Paesi senza la minima informazione per chi l'ha fatto e senza entrare nel merito da parte dei contraddittori che preferiscono i comizi ad una informazione precisa, tanto più necessaria dal momento che i cittadini sono assuefatti alla tv che, tranne lodevoli eccezioni, disinforma.
Che si sappia, nei Paesi Bassi, in Belgio, Lussenburgo, Svezia, Finlandia, Danimarca e Portogallo, non esiste ombra di immunità né per il capo del governo né per i ministri.
Non solo, in nessun paese civile e democratico, sarebbe pensabile di introdurre leggi di salvaguardia assoluta delle alte cariche dello Stato mentre si svolge un processo per reati gravi come può essere quello per corruzione in atti giudiziari.
La proposta del governo, come hanno spiegato noti costituzionalisti, è palesemente incostituzionale perché stravolge il principio cardine dell'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge (articoli 3 e 24) e, se proprio si volesse approvarla, bisognerebbe passare per le strettoie della legge costituzionale, con doppia lettura parlamentare e referendum nel caso mancasse la maggioranza dei due terzi.
Però, a quel punto, la legge non servirebbe più per le necessità immediate del Banana.
Le ragioni addotte da "autorevoli" terzisti
(penso all'articolo di Galli Della Loggia sul Corriere di ieri)
a sostenere misure come quelle approvate a tempo di record dal governo, sarebbero da attribuire all'uso spregiudicato della obbligatorietà dell'azione penale e allo strapotere dei pm che non troverebbe il necessario contrappeso nella "terzietà" dei giudici.
Cazzàte!
Vaniloqui che prescindono dalla situazione del nostro paese del tutto "anomala" a causa della quantità e qualità dei reati che determinano illegalità diffusa, corruzione penetrante e criminalità organizzata
(la più grande multinazionale del paese)
che non hanno riscontro in nessun altro Paese democratico europeo e degli altri continenti.
Perciò, quando si scrive, sarebbe necessario sapere di cosa si parla; e, soprattutto, come ci si comporta nei paesi ai quali si fa sempre riferimento quale esempio di civiltà.
Negli USA le condanne, soprattutto per i reati che il decreto bloccaprocessi considera meno gravi
(sanzionati con pene inferiori a 10 anni di carcere, come corruzione, falso in bilancio, evasione fiscale ecc, che incidono direttamente sull'economia e sugli affari condizionandoli e danneggiano gli utenti e i risparmiatori)
sono feroci.
Scattano dopo il primo grado di giudizio, gli imputati vengono portati in tribunale con le manette ai polsi, la prescrizione e le attenuanti generiche non esistono e gli anni di carcere sono inferiori solo a quelli previsti per gli omicidi più crudeli.
Quanto al potere dei magistrati inquirenti sono inimmaginabili e nessuno osa criticarli.
Un esempio concreto?
Il Martin Act del 1921; che conferisce al Procuratore dello Stato di New York
(ampiamente usati anche nei giorni scorsi per le frodi sui mutui sub-prime)
il potere di:
- decidere se l'inchiesta deve essere segreta o resa pubblica;
- scegliere se una frode deve essere repressa attraverso un'azione penale o civile;
- impedire a una impresa o società di svolgere attività nello Stato per tutto il periodo delle indagini;
- obbligare i testimoni a rinunciare ad un avvocato e a rispondere alle domande considerando le mancate risposte come accertamento della frode avvenuta ecc.
Vogliamo dire che l'America ha un sistema giudiziario barbaro e indegno di un paese civile e che è civilissima solo quando bombarda l'Iraq?
O che in quel paese la certezza della pena esiste e per tutti?
Nel decreto bloccaprocessi la corruzione è considerata un reato minore ed è stata introdotta nell'elenco dei reati intercettabili solo perché Bossi si è impuntato.
Ora, basta leggere le graduatorie di Trasparency International sul rapporto quasi matematico tra corruzione e competitività delle imprese e dell'economia, per sapere che il nostro paese è al 41° posto per la corruzione e al 49° per la competitività: un disastro.
Si continua a parlare, anzi a straparlare di economia e di competitività ma il rapporto viene ignorato e nessuno ne spiega le ragioni.
Quindi, tenuto conto che l'Italia non compete e gli imprenditori di altri paesi da noi non investono, la corruzione dovrebbe essere uno dei reati di grandissimo allarme sociale e più sanzionati.
Se poi è corruzione in atti giudiziari ancora di più.
Non ci si fida delle statistiche di Trasparency?
Non importa.
Basta leggere il rapporto del commissario anticorruzione che è alle dipendenze della presidenza del Consiglio.
La situazione viene considerata catastrofica e molto più grave rispetto a tangentopoli.
Però il Banana ha deciso che il paese avrà un futuro luminoso con una economia straordinariamente solida, anche in presenza di un sistema di corruzione diffusa e penetrante.
Qualcuno pensa davvero in buona fede che i tempi della giustizia dipendono dai magistrati fannulloni che non lavorano?
Ci sono anche quelli.
Ma i processi non si fanno e la certezza della pena non esiste perché le leggi approvate negli ultimi 20 anni hanno puntato diritto al cuore della prescrizione dal momento che i gruppi dirigenti di questo paese rifiutano i controlli di legalità.
Le proposte bananas costituiranno una formidabile istigazione a delinquere e a rendere il Paese più illegale di quello che E' GIA'.