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Discussione: Non c'è bisogno....

  1. #1
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    Predefinito Non c'è bisogno....

    ....di te si sa già tutto

    No, cara Sabrina, non è una richiesta strana. È una richiesta inutile. Politicamente corretta, ben motivata, ingentilita dalla tua intelligenza.
    Ma che sembra scritta da una persona lontana mille chilometri da quella realtà quotidiana che invece ogni giorno, faticosamente, dovremmo raccontare. Perché vedi, non c'è mica bisogno che tu lasci le tue impronte al ministero dell'Interno: di te, come di me, si sa già tutto. Si sa dove abitiamo, quando siamo nati, se siamo sposati oppure no, se abbiamo figli.
    Siamo schedati all'anagrafe (ti pare una brutta espressione?
    Eppure è proprio così: schedati), in tasca portiamo la carta d'identità, la patente, anche il passaporto.
    Non so tu, ma io sono sicuro di aver lasciato almeno una volta nella vita le mie impronte digitali. Fu alla visita di leva. Eravamo in tanti, di tutte le regioni, in quello stanzone, compresi molti siciliani, come te.
    Nessuno, mi pare, si sentì umiliato.

    Per carità, se parliamo di figuracce linguistiche, «e» aperte o chiuse, ti capisco benissimo. Di quelle non ne azzecco una nemmeno per sbaglio.
    Con la pronuncia ho più o meno lo stesso rapporto che Di Pietro ha con il congiuntivo: separati in casa.
    E quindi, da piemontese, mi sono sentito fare mille volte il verso del gelato alla meeenta con accenti degni di Macario, o basta là, e cereia a tutti.
    Ma come fai a paragonare questi inevitabili (e più o meno gradevoli) sfottò regionali con il razzismo?
    Stiamo parlando di due pianeti diversi, distanti fra di loro più che il mio Torino dallo scudetto (ahinoi).
    Il riflesso condizionato, dici. E va bene, ma il riflesso incondizionato non può essere un minestrone.
    Ti chiedi perché il ministro dell'Interno prevede di prendere le impronte ai rom, e non invece a tutti. Per un semplice fatto, cara Sabrina: prenderle a tutti, ora, sarebbe come dire non si fa nulla. Ancora una volta. E invece qualcosa bisogna fare. C'è un'emergenza. E l'emergenza è lì, nei campi nomadi, che abbiamo lasciato crescere colpevolmente senza controllo dentro le nostre città. E lì che si nascondono la criminalità, gli abusi, le violenze, i bambini mutilati e costretti a mendicare, quelli venduti, quelli picchiati, obbligati a fare da cavie per allenare i cani da combattimento.
    Ti invito a leggere le intercettazioni che pubblichiamo in queste pagine.
    Ci sono rom che insultano i loro piccoli, colpevoli di non aver rubato abbastanza. Li minacciano: «Ti faccio violentare da un marocchino». Oppure: «Prego Dio che ti uccida».
    Prendere le impronte a questi bambini è discriminarli o proteggerli?

    Io penso che la vera discriminazione sia l'indifferenza che in questi anni abbiamo mascherato dietro il buonismo politicamente corretto che trasuda dalla tua lettera. Abbiamo fatto finta che il problema non ci fosse. E abbiamo lasciato che i vari Zoro Sulic continuassero indisturbati a massacrare i loro figli, in base a una cultura distorta, in virtù della quale è lecito vendere una figlia a 11 anni e a 12 vederla messa incinta.
    È un diritto dell'acquirente, no?
    Ha pagato quella bambina, no? E dunque può farne quello che vuole: non vorrai mica criticare la cultura rom? Non vorrai mica passare per razzista?
    Attorno ai campi rom crescono i furti, le violenze, i crimini. Sono centrali della malavita.
    Tu lo sai, cara Sabrina, perché lavori alla cronaca di Milano dove ogni giorno raccontate la paura dei cittadini onesti che ormai hanno paura a rientrare nelle loro case. Questi enormi campi nomadi sono un problema. E identificare le persone è il primo passo per cercare di risolverlo, per evitare che i reati si ripetano da una città all'altra, da una regione all'altra, in un multiculturalismo del crimine che inevitabilmente ha fatto e farà ancora aumentare la diffidenza.
    Lo sai qual è la differenza fra noi e i rom? È semplice.
    Se tu oggi commetti un'infrazione mentre guidi l'auto nella tua bellissima Sicilia e poi domani ripeti la medesima infrazione qui a Milano, la polizia ci mette un attimo a capire che sei sempre tu. Ti arriva la doppia multa a casa, se non sei stata attenta perdi la patente.
    Se invece un bimbo nomade viene obbligato oggi a rubare in Sicilia e domani a Milano, nessuno lo riconoscerà.
    E quindi nessuno lo saprà. Nessuno lo potrà aiutare. E così anche se quel bambino venisse venduto.
    Allora ribalto la tua domanda finale: prendere le impronte digitali a lui e non a te, ti sembra proprio così strano?
    Qualche giorno fa un magistrato milanese ci confidava: «Noi lo facciamo già, altrimenti non sapremmo come riconoscere i minori rom».
    Quel magistrato, sono sicuro, non ti ha mai cercato. Ma sta tranquilla, casomai volesse, ti troverebbe facilmente. E ti riconoscerebbe in un attimo, senza bisogno delle impronte digitali.
    E dunque non ti preoccupare: grazie per la lettera, ma puoi risparmiarti il beau geste.

    Mario Giordano www.ilgiornale.it 04 07 08

    saluti

  2. #2
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    Io sarei daccordo per l'obbligo di lasciare tutti l'impronta della retina, e poi di usarla al posto dei badge, specialmente per i dipendenti della pubblica amministrazione e per i parlamentari quando votano le leggi.

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Aeroplanino Visualizza Messaggio
    Io sarei daccordo per l'obbligo di lasciare tutti l'impronta della retina, e poi di usarla al posto dei badge, specialmente per i dipendenti della pubblica amministrazione e per i parlamentari quando votano le leggi.
    ---------------------------------

    Se spieghi la differenza fra l'impronta della retina e quella digitale....?
    Quando ti riferisci ai parlamentari che votano ti riferisci a quanto accade in aula, "imbrogliando" clamorosamente e impunemente gli elettori?

    Basterebbe multare di 10.000 euro "l'onorevole" beccato.
    E dato che trattasi di onorevole "imbroglione", pagare subito e senza sconti.

    saluti

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da mustang Visualizza Messaggio
    ---------------------------------

    Se spieghi la differenza fra l'impronta della retina e quella digitale....?
    Quando ti riferisci ai parlamentari che votano ti riferisci a quanto accade in aula, "imbrogliando" clamorosamente e impunemente gli elettori?

    Basterebbe multare di 10.000 euro "l'onorevole" beccato.
    E dato che trattasi di onorevole "imbroglione", pagare subito e senza sconti.

    saluti
    In linea generale l'impronta digitale può essere alterata, sebbene con procedimenti non punto economici.
    La retina proprio no.
    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

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  5. #5
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    La risposta di Defender è quella giusta. Inoltre credo sia già stato dimostrato che un'impronta digitale di un ragazzino pre adolescente non è necessariamente paragonabile a quella che avrà in età adulta. Siamo nel terzo millenio e l'impronta della retina la si può prendere con estrema facilità.
    Però non solo ai rom, ma a tutti! A me va bene.
    Agli onorevoli in primis, dato che sappiamo bene che sono (nel voto pianistico) tra i peggiori truffatori; magari aggiungendo un test antidoping periodico. Se uno ha sniffato almeno due settimane in panchina. A me va bene.
    Infine, veniamo ai limiti di velocità: sappiamo che il biglietto autostradale fa fede come prova di eccesso di velocità, bene... facciamo che il controllo (modello telepass) venga fatto all'istante su tutte le auto che passano. Se poi uno è andato troppo veloce paga la multa (o se non ha rispettato i tempi col tir) e con questi soldini, che saranno tanti, si abbattono i pedaggi per tutti gli altri...
    Ci vorrebbe così poco, e si aumenterebbe di molto la sicurezza...

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Aeroplanino Visualizza Messaggio
    La risposta di Defender è quella giusta. Inoltre credo sia già stato dimostrato che un'impronta digitale di un ragazzino pre adolescente non è necessariamente paragonabile a quella che avrà in età adulta. Siamo nel terzo millenio e l'impronta della retina la si può prendere con estrema facilità.
    Però non solo ai rom, ma a tutti! A me va bene.
    Agli onorevoli in primis, dato che sappiamo bene che sono (nel voto pianistico) tra i peggiori truffatori; magari aggiungendo un test antidoping periodico. Se uno ha sniffato almeno due settimane in panchina. A me va bene.
    Infine, veniamo ai limiti di velocità: sappiamo che il biglietto autostradale fa fede come prova di eccesso di velocità, bene... facciamo che il controllo (modello telepass) venga fatto all'istante su tutte le auto che passano. Se poi uno è andato troppo veloce paga la multa (o se non ha rispettato i tempi col tir) e con questi soldini, che saranno tanti, si abbattono i pedaggi per tutti gli altri...
    Ci vorrebbe così poco, e si aumenterebbe di molto la sicurezza...
    -----------------------------
    Mi pare sciocco, addirittura stupido per persone adulte baloccarsi fra impronte digitali e impronte della retina.

    Impronte di tutti? OK!
    Dalla nascita? OK
    A tutti gli onorevoli? No! Ce l'avrebbero già!
    Test antidoping? No! O tutti controllati o nessuno se non per "sospetto provato".
    Test sulla velocità in autostrada?No, perchè è una emerita cazzata.
    Uno entra ora, esce dopo 6 ore e ha fatto 480 kilometri.
    Al casello passa salutato rispettosamente dal controllore....che non può sapere che il furbetto a metà strada s'è fermato per una ricca colazione durata più di un'ora.

  7. #7
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    Beh, ma il controllo autostradale al pedaggio si "aggiungerebbe" a quelli già in atto, non li sostituirebbe... quindi se uno va a 200 all'ora e fa colazione per un'ora rischierebbe esattamente come oggi.
    Test antidoping per tutte le cariche pubbliche? Sarebbe un ottimo esempio, per il mondo intendo. E ci libereremmo di tanta immondizia ipocrita.
    Sicurezza è anche che se hai un conto alle Cayman percè sei un ladrone o un criminale, allora non puoi usare i tuoi risparmiucci in Italia, o magari in UE... e perchè solo ai tropici? Basta Vaduz, basta Lussemburgo: sicurezza è sapere bene cosa fanno gli industrialotti dei soldi che bonariamente elargiamo loro da decenni...
    Sicurezza è che non esiste che Telecom o le moltinazionali del petrolio ci trattano come imbecilli da spennare: nazionalizzazione delle reti di distribuzione dei carburanti... e gestione statale a controllo del consumatore: i distributori sono statali in gestione annuale/biennale ad una compagnia, dopo 2 anni i consumatori locali sono chiamati (votando) a 1) rinnovare la concessione oppure 2) dare la concessione ad una nuova compagnia che ha fatto prezzi più bassi o servizi migliori. Così si fottono i cartelli, ed i sto "sicuro" che i signori non mi scippano appena entro al distributore...
    Perchè se vogliamo la "sicurezza" deve essere vera sicurezza, in tutti i campi... non cazzate tipo "impronta" al ladruncolo per salvarlo dal "ladrone"... perchè non ha senso. Esistono molti italici di nascita ben più pericolosi dei bimbetti rom a cui, semmai, puoi tirare un bel calcio in culo quando ti accorgi che ti ballonzolano intorno (l'ho fatto io stesso qualche annetto fa a Barcellona). Se fai la stessa cosa con uno stronzetto italico, il minimo è che il giorno dopo ti arriva la citazione in tribunale della madre tossicomane/zoccola che cerca di farsi soldi facili... Quindi stiamo sereni...

    L'impronta della retina è più valida scientificamente, più veloce da controllare e si può fare praticamente alla nascita per tutti. E non puzza si nazismo lontano 200km... come le parole di Maroni... che prima che poco preparato è stato poco furbo.

    Saluti.

  8. #8
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    Red face

    Non ho capito a che personaggio si riferisce questo articolo.
    Davide Zerillo

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Davide75 Visualizza Messaggio
    Non ho capito a che personaggio si riferisce questo articolo.
    E' la risposta a questo articolo apparso sullo stesso numero del giornale:

    Schedate anche me
    di Sabrina Cottone
    io sono siciliana Sabrina Cottone

    Caro direttore,
    non sono rom, sono siciliana. Hai presente la barzelletta? Gli americani hanno i negri e gli italiani i terroni perché loro hanno scelto prima. Ecco, quando sento parlare di vizi e reati etnici penso subito che qualche anno fa poteva capitare a me di dover intingere il dito nell’inchiostro.
    Nessuno mi ha mai schedata tra gli scansafatiche sospetti o i presunti affiliati a Cosa nostra, ma so che qualcuno lo avrebbe fatto volentieri se solo avesse potuto. Ancora adesso c'è chi mi fa il verso per le «e» aperte e le «o» spalancate. In quei momenti mi sento comunitaria come una nomade dei campi o la signora con la gonna a ruota che legge la mano sotto casa. E negli ultimi tempi il piacere della differenza è tornato a essere paura della diffidenza.
    Poco importa se al bar o sugli autobus ce l’hanno con i rom e non con i meridionali. Sarà il riflesso condizionato di chi è abituato a difendersi dai pregiudizi, ma non riesco a pensare di prendere le impronte digitali a una persona in base alla sua provenienza geografica.
    Oggi tocca ai rom, domani ai napoletani rei di immondizia, dopodomani a tutti gli italiani, perché nessuno avrà dimenticato gli attacchi del Financial Times a Berlusconi, le diffidenze dell'Unione europea, la copertina di Der Spiegel con spaghetti e pistola o la rivista che aveva pagato due scugnizzi dei Quartieri Spagnoli pur di mantenere vivi i deliri di superiorità dei suoi lettori. C'è sempre un Sud un po' più a Sud, un furbo più furbo, una stirpe leggermente più eletta.
    Sono convinta che non ci sia nulla di male a lasciarsi prendere le impronte digitali, a rinunciare a qualche idea astrattamente libertaria per essere sicuri. In Francia hanno appena deciso di schedare i minorenni a rischio. Negli Stati Uniti mettono sotto controllo le orme dei piedi dei neonati, nessuno grida allo scandalo né si sente defraudato di diritti, privacy o altri beni immateriali. Gli americani non si arrabbiano e non si sentono schiavi. Non si indignano gli stranieri, invitati appena atterrano a lasciare traccia del polpastrello ai poliziotti dell'Immigrazione.
    La differenza è che negli Usa, anche il giorno dopo l'Undici Settembre, non è saltato in mente a nessuno di prendere le impronte del dito e le tracce dell'occhio solo a pakistani, irakeni, sauditi. In Francia schedano ogni minorenne ritenuto socialmente pericoloso, francesi inclusi. Le buone leggi valgono per tutti.
    Non dubito delle migliori intenzioni del ministro dell'Interno. Per questo vorrei lasciare allo Stato le mie impronte insieme a quelle dei rom. Mi piacerebbe che lo facessero tutti coloro che entrano e vivono da noi, svedesi, marocchini, giapponesi, romeni, italiani. Mi sentirei molto più tranquilla. Non credo che sarei l'unica. È una richiesta strana?
    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=273536&PRINT=S

  10. #10
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    Un'ultima cosa e poi non rompo più: invece che intingere le dita nell'inchiostro non sarebbe più utile rivedere il codice di procedura penale?
    Tre gradi sono assurdi! Primo grado, se sei colpevole vai dentro. Se poi dimostri che ci sono stati errori gravi o hai nuove prove allora la possibilità di rifare il processo, ed in caso di dolo responsabilità penale per giudici e magistrati. Via del tutto la cassazione.
    Via i TAR, riforma totale della corte d'appello. Tempo massimo per un processo: 2 anni. Se si fa ritardo lo si recupera (anche di notte e la domenica).

    Ah, ma così poi il capo avrebbe qualche problemino... meglio le impronte degli zingari, via...

 

 
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