







Questa mi era sfuggita...
La conversione dei latini e delle altre popolazioni gentili fu un bellissimo romanzo rosa, con gente che si abbracciava per strada e bambini che correvano felici...
In verità potremo paragonare la conversione dei gentili al genocidio dei pellorossa.




torniamo al cristianesimo delle origini! il cristianesimo dei proletari, dei deboli, delle povere genti!
abbandoniamo la Chiesa cattolica serva dell'imperialismo, del capitalismo, del sionismo!






Fu la classe dirigente a decidere di convertire il mondo al Cristianesimo, e ciò fu anche un vantagio (strategicamente parlando) per il mantenimento dell'Imperium e per la sopravvivenza della stessa classe dirigente.
Ma il popolo, attaccato ai suoi antichissimi culti, credenze che si tramandavano da padre in figlio, fedele a religioni legate alle terre di origine, di certo non accettarono di buon occhio di abbandonare la loro Tradizione per accogliere una religione che parlava di deserti e città lontane.
Di certo in alcuni ambienti cittadini (più colpiti da quella repressione culturale ed ecomomica iniziata da Caracalla che trasformarono il III secolo in una sorta di Comunismo) il Cristianesimo fu una via di salvezza e di speranza, di rinascita in un mondo migliore di quell'inferno che si viveva all'epoca. Ma poteva andare bene come culto misterico, privato, come tanti altri ce ne erano (i culti di Mithra e Iside non hanno nulla da invidiare al Cristianesimo, e furono proprio questi a ispirarlo e adattarlo al mondo Romano), e quindi sono certo che neppure quei Romani seguaci del Cristianesimo volevano una conversione totale.
Le conversioni non sono mai un atto felice e volontario...

