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  1. #1
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    Lightbulb C. S. Coon sulla razza Mediterranea

    La nostra area, dal Marocco all’Afghanistan, è la terra natale e culla della razza Mediterranea. Mediterranei si trovano anche in Spagna, Portogallo, buona parte dell’Italia, Grecia e le isole del Mediterraneo, e in tutti questi posti, come nel Medio Oriente, essi formano il maggior elemento genetico delle popolazioni locali. In una forma più scura e gracile formano il maggior elemento nelle popolazioni del Pakistan e del Nord dell’India.

    I Sumeri erano Mediterranei scheletricamente. Così gli antichi Egizi, i Babilonesi, gl’Israeliti, e gli Arabi del primo periodo islamico i cui scheletri ho avuto il privilegio di misurare a Nippur.
    Un Mediterraneo è un uomo bianco [europoide] di statura varibile – rispetto ai bianchi [europoidi], di solito medio-bassa; le sue ossa sono leggere, ma fortemente marcate negli attacchi muscolari se questi muscoli sono stati ben sviluppati con l’uso. Le sue gambe sono relativamente lunghe rispetto al tronco, e le sue mani e piedi piuttosto piccoli. Il suo petto è relativamente piatto, la sua nuca di lunghezza media, la sua testa di dimensioni medie, di forma lunga-ovale con lati paralleli; la sua faccia è piccola e delicata, con arcate sopraccilliari solo poco sviluppate sopra gli occhi. La parte superiore della faccia è grande in proporzione a quella inferiore, così che quando è vecchio il suo naso pare grande per la sua mascella. Tra tutti gli esseri umani il Mediterraneo ha l’apparato masticatorio più umano, più altamente evoluto. I suoi denti sono piccoli, così come i muscoli mascellari. La sua faccia è stretta, e conseguentemente il suo naso è spesso prominente quando comparato coi nasi dal setto più basso e più piatti delle razze in Europa e altre parti dell’Africa o dell’Asia dalla mascella più larga o lunga. L’uomo Mediterraneo è relativamente peloso. La sua testa è coperta da una folta massa di capelli lisci, ondulati o ricci, spesso di consistenza fine; raramente il vero Mediterraneo diviene calvo. Le sue sopracciglia sono piene, spesso s’incontrano sopra il naso. La sua barba si sviluppa durante la vita adulta. Pur non essendo una delle barbe più forti di tutta l’umanità, ci va vicino. Anche il pelo corporeo aumenta nel corso della vita e individualmente varia molto in quantità.

    In genere la sua pelle è di qualche tinta di bianco, da rosa o pesche-e-crema a un marrone chiaro. Il colore della pelle deve sempre essere misurato da qualche parte non esposta del corpo. Presso i Medio Orientali ciò è semplice, perché essi coprono il loro corpo tanto quanto serve al loro lavoro. Il colore della pelle esposta può essere un marrone scuro, mentre la pelle sotto il braccio è dieci tonalità più chiara (il Sole picchia duro nel Medio Oriente). Mentre individui dalla pelle chiara sono osservabili, essi vivono prevalentemente nei bazar coperti e negli uffici governativi, da dove essi raramente emergono al solleone del giorno.

    Il capello Mediterraneo è in genere nero o marrone scuro, mentre le sue basette e baffi possono rivelare alcune tracce di rosso o anche biondo. Vi sono dei biondi, ma sono l’eccezione. La loro presenza non richiede qualche invasione di Goti o Sciti o il meticciamento dei Crociati, Una delle caratteristiche della razza Mediterranea è la tendenza minoritaria verso il biondismo. Questa si nota molto più frequentemente negli occhi, visto che i capelli biondi, che appaiono nei bambini, solitamente si scuriscono con l’età.

    Presso i Mediterranei appare ogni tonalità di colore degli occhi. Il nero carbone è eccezionale, il marrone scuro o medio la più comune. Circa un quarto in ogni campione, tuttavia, avrà occhi blu, grigi o verdi, solitamente mescolati col marrone nell’iride. Gli occhi non scuriscono con l’età; da qui la grande prevalenza di occhi chiari piuttosto che capelli chiari negli adulti. Come la pelle rosea, gli occhi e i capelli chiari appaiono più spesso presso gente il cui lavoro o status sociale tiene al coperto. Discendenti del Profeta, cortigiani, e ricchi mercanti sono più spesso biondi dei contadini o guidatori di cammelli. In mia opinione ciò non significa che i biondi sono in qualche modo superiori ai bruni, nel Medio Oriente o altrove. Piuttosto indica che in un ambiente caldo e molto illuminato i biondi quando allo scoperto sono in svantaggio. Coloro che se lo possono permettere gravitano sui lavori nei quartieri coperti; inoltre la selezione naturale che può operare contro di loro nei campi e nel deserto impedirebbe il loro aumento di tonalità. La vità urbana del Medio Oriente potrebbe aver così prodotto artificialmente un ambiente comparabile al nebbioso Baltico, da cui il Nordico è emerso.

    Chi sono, dunque, questi Mediterranei? All’incirca tutti gli Arabi [puri], praticamente tutti gli Ebrei Orientali [mizrahim], i più degli abitanti dell’Egitto di ogni religione, i più dei Berberi, i più dei Persiani propri, molti dei Curdi, i più dei Baluci, una larga parte degli Afghani e molti dei Turchi dell’Anatolia e dell’Azerbaijian. Circa l’80% degl’individui viventi del Medio Oriente [puri] e partecipanti della sua civiltà (esclusi gli Europei) sono Mediterranei di una varietà o di un’altra; del restante 20% almeno la metà probabilmente mostrano un incremento di geni mediterranei. La razza Mediterranea, dunque, è indigena, e il maggior elemento nel Medio Oriente, e la maggiore concentrazione di tipi Mediterranei altamente evoluti si trova presso due dei più antichi popoli semitici, ossia gli Arabi e gli Ebrei (anche se può non piacere ad entrambi, questa è la verità).

    I Mediterranei occupano il centro della scena; le loro aree di maggior concentrazione sono precisamente quelle dove la civiltà è più antica. Ciò è da aspettarsi, visto che sono loro che l’hanno prodotta ed essa, in un certo senso, che li ha prodotti.

    (Tratto da: C. S. Coon, Caravan : the Story of the Middle East, 1958, pp. 154-157)
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  2. #2
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    Predefinito Rif: C. S. Coon sulla razza Mediterranea

    Krem, apprezzo il lungo passaggio da te riportato.

    Tuttavia mi duole sottolineare quanto l'antropologia fisica (cioè "classica") è superata da tutti i punti di vista.
    L'antropologia genetica odierna è invece assai più inconfutabile basandosi sull'ritmetica e non su osservazioni fisionomiche pseudoscientifiche.

    Con questo non dico nemmeno che l'antropologia fisica cui fai riferimento sia da buttar via. La mia filosofia a riguardo è questa : l'atropologia fisica, può continuare ad esistere, ma in modo decisamente secondario e complementare all'antropologia genetica.

    L'antropologia fisica può (ed è utile che sia) essere riportata come contorno agli studi scientifici della genomica attuale. Un contorno assai interessante e suggestivo in quanto costituisce la conferma visibile ad occhio nudo (l'aspetto fisico di una persona), di quanto affermato da un test del DNA. Cosa oltremodo utile alla ricerca scientifica (che può quatificare la relazione tra genotipo e fenotipo) e stimolante anche per una persona ordinaria, che in tal modo si trova davanti a qualcosa che si presta alla comune osservazione.

  3. #3
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    Lightbulb Rif: C. S. Coon sulla razza Mediterranea

    Citazione Originariamente Scritto da Mc Queen Visualizza Messaggio
    Krem, apprezzo il lungo passaggio da te riportato.

    Tuttavia mi duole sottolineare quanto l'antropologia fisica (cioè "classica") è superata da tutti i punti di vista.
    L'antropologia genetica odierna è invece assai più inconfutabile basandosi sull'ritmetica e non su osservazioni fisionomiche pseudoscientifiche.

    Con questo non dico nemmeno che l'antropologia fisica cui fai riferimento sia da buttar via. La mia filosofia a riguardo è questa : l'atropologia fisica, può continuare ad esistere, ma in modo decisamente secondario e complementare all'antropologia genetica.

    L'antropologia fisica può (ed è utile che sia) essere riportata come contorno agli studi scientifici della genomica attuale. Un contorno assai interessante e suggestivo in quanto costituisce la conferma visibile ad occhio nudo (l'aspetto fisico di una persona), di quanto affermato da un test del DNA. Cosa oltremodo utile alla ricerca scientifica (che può quatificare la relazione tra genotipo e fenotipo) e stimolante anche per una persona ordinaria, che in tal modo si trova davanti a qualcosa che si presta alla comune osservazione.
    In tal caso la genetica ha confermato l'antropologia fisica.

    E' un fatto: geneticamente, le popolazioni del sud Europa e non solo, specie dal lato maschile, hanno le loro origini nelle migrazioni mesolitiche, neolitiche e post-neolitiche.

    Migrazioni provenienti dal Medio Oriente e dal Nord Africa. Mediterranei.
    Ultima modifica di Logomaco; 10-04-10 alle 12:24
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  4. #4
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    Predefinito Rif: C. S. Coon sulla razza Mediterranea

    Alla razza mediterranea è associato l'aplogruppo J2, che nelle coste nordafricane è presente soprattutto in Egitto con l'11%. Nell'Asia mediorientale invece la concetrazione è maggiore.
    A prevalere in Nord Africa sono il J1 - connesso al tipo 'orientalide' - e l'E (tipo levantino).





    In Italia si dovrebbe parlare di tipo 'atlanto-mediterraneo'.

  5. #5
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    Lightbulb Rif: C. S. Coon sulla razza Mediterranea

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Alla razza mediterranea è associato l'aplogruppo J2, che nelle coste nordafricane è presente soprattutto in Egitto con l'11%. Nell'Asia mediorientale invece la concetrazione è maggiore.
    A prevalere in Nord Africa sono il J1 - connesso al tipo 'orientalide' - e l'E (tipo levantino).





    In Italia si dovrebbe parlare di tipo 'atlanto-mediterraneo'.
    Questa è una vostra fissa.

    In Italia, specie al sud, dove vi è la più grande concretazione di meds, il tipo "atlanto-mediterraneo" è minoritario. I più diffusi sono il mediterraneo robusto ben descritto da Coon, quello gracile e quello levantino (cappadocian). Gli Arabi puri sono Mediterranei razzialmente. Idem gli abitanti del Levante e Nord Africa. L'aplogruppo R1b è di origine asiatica ed entrò in Europa nel Neolitico. I suoi portatori erano agricoltori di tipo mediterranoide. Gli aplogruppi J1, J2 ed E che tu citi sono di origine mediterranea.

    "Orientalide", "levantino", "libico", sono solo sottocategorie del mediterranoide.

    La differenza genetica fra Europa, Medio Oriente e Nord Africa è meramente clinale.

    Nordicisti e mediterranisti entrambi nel torto per ragioni opposte.
    Ultima modifica di Logomaco; 10-04-10 alle 15:00
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  6. #6
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    Predefinito Rif: C. S. Coon sulla razza Mediterranea

    Citazione Originariamente Scritto da Kremator Visualizza Messaggio
    E' un fatto: geneticamente, le popolazioni del sud Europa e non solo, specie dal lato maschile, hanno le loro origini nelle migrazioni mesolitiche, neolitiche e post-neolitiche.
    Migrazioni provenienti dal Medio Oriente e dal Nord Africa. Mediterranei.

    Sì. Diciamo che nell'area attorno alle Alpi l'ondata neolitica si è arrestata, grossomodo.

  7. #7
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    Predefinito Rif: C. S. Coon sulla razza Mediterranea

    Citazione Originariamente Scritto da Mc Queen Visualizza Messaggio
    Sì. Diciamo che nell'area attorno alle Alpi l'ondata neolitica si è arrestata, grossomodo.
    e pertanto dare del mediterraneo ad un transalpino è un offesa non da poco..hefico:
    Anche se tutti......IO NO !!

  8. #8
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    Lightbulb Rif: C. S. Coon sulla razza Mediterranea

    Citazione Originariamente Scritto da Mc Queen Visualizza Messaggio
    Sì. Diciamo che nell'area attorno alle Alpi l'ondata neolitica si è arrestata, grossomodo.
    Ad essere onesti, diciamo che s'è fatta sentire un po' meno. Non proprio "arrestata".
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  9. #9
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    Predefinito Rif: C. S. Coon sulla razza Mediterranea

    Citazione Originariamente Scritto da Kremator Visualizza Messaggio
    Questa è una vostra fissa.

    In Italia, specie al sud, dove vi è la più grande concretazione di meds, il tipo "atlanto-mediterraneo" è minoritario. I più diffusi sono il mediterraneo robusto ben descritto da Coon, quello gracile e quello levantino (cappadocian).
    Non è esatto.

    "Italy, one of the most clearly demarcated geographical units in Europe, is a country of considerable [sub]racial variability. Although the Mediterranean race is strongly represented in it, Italy belongs only partially to the Mediterranean world, for much of it is more typically Alpine racial territory. ... The primary racial impulse of the early Neolithic, however, is known. This was the immigration of small Mediterraneans in great numbers, coming largely if not entirely by sea; these first food-producers were followed by more competent navigators, Atlanto-Mediterraneans, who settled chiefly in the north and in the islands, and Dinarics from the eastern Mediterranean in search of metal. Some of the Dinarics penetrated the Alpine Valleys while others settled in the Po Valley and in central Italy. The movement of highly cultured peoples from the east into Italy continued into historic times, and included the settlement of the Etruscans in Tuscany, and of the Greeks in Sicily and in the southern end of the peninsula.

    "...through her role as mistress of the world, Rome accumulated and assimilated a heterogeneous population. That this population was by no means purely or even predominantly Mediterranean is shown by the study of the skulls of Pompeians, victims of the eruption which turned their city from a metropolis into a museum. These crania, with a mean cranial index of 80, represent a population which had acquired a [sub]racial character of its own despite its mixed origin, and in which the Alpine element was the most important. ... A series of 100 modern crania from Bologna, with a mean cranial index of 83.5, is almost purely Alpo-Dinaric, with the latter element in a position of prominence. The Dinaric race is common in northern, but not southern Italy, and this distinction has been true since the Bronze Age.

    "In other words, the southern Italians are a blend for the most part of Alpines and small Mediterraneans, while among the northern Italians the most important dolichocephalic strain is the Atlanto-Mediterranean. The association of relatively great blondism with brachycephaly merely indicates that both Alpines and Dinarics are characteristically mixed or intermediate in pigmentation. The few unaltered Nordics still found in northern Italy and in aristocratic families elsewhere are far outnumbered by Atlanto-Mediterraneans. ... The binding element which is common to all sections is the Alpine, which has reemerged from obscure beginnings through a superstructure composed of Dinaric, Nordic, and various kinds of Mediterranean accretions."


    C.S. Coon (1939) Racial Reality - References




    Gli Arabi puri sono Mediterranei razzialmente.
    Non esattamente. La sottorazza orientalide deriva da quella mediterranea effettivamente, ma gli arabi cosiddetti 'puri' - a voler essere pignoli - non sono mediterranei.

    The Oriental race, which is found as a slight strain in Southern Europe, is short to middling height, slender, long-headed, and narrow-faced. The nose is narrow, or curved in the lower third, less often sharply curved in the upper third, and not very prominent, being sometimes rather flat; now and again it has a somewhat deep-lying, though narrow, root. The lips are slightly swollen, often, as it were, arched and pointed in a smile. The deep groove (sulcus mentalabialis) between the under lip and the chin often lies higher than in other races; this gives a characteristic look to the face of the Oriental race. The under lip as a result sometimes leaves the impression of being slightly protruded, as it probably often is. The skin is rather fair; it often looks fairer than that of the Mediterranean race, but with a fairness which is pale, not rosy. The hair is dark brown or black, and usually curly. The eyes are very dark. They are often almond-shaped, that is to say, the inner corners are rounded, while the outer corners come more to a point, the opening between the lids rising slightly in the outward direction. The eyes often have a sunken look.



    The Oriental race is probably akin to the Mediterranean. Its original home seems to have been Arabia in the Diluvial Age, when this was still a fertile area. The Arabian Bedouin still show the strongest Oriental strain. The Semitic tongues belonged originally to the Oriental race. Owing to tribes of Oriental race having spread these tongues far and wide, they are spoken to-day by many whose blood belongs to other races.


    Hans F.K. Guenther Chapter IV

    Ed infatti dal J2 - originatosi in Medio Oriente - si distingue il J1, che s'è originato in Arabia.


    Idem gli abitanti del Levante e Nord Africa.
    Forse in epoca preistorica, non successivamente.
    Infatti l'aplogruppo E non deriva dal J, pur essendosi ad esso mischiato.

    L'aplogruppo R1b è di origine asiatica ed entrò in Europa nel Neolitico. I suoi portatori erano agricoltori di tipo mediterranoide.
    Questa correlazione che fonte ha? L'aplogruppo R cosa c'entra col J?

    Gli aplogruppi J1, J2 ed E che tu citi sono di origine mediterranea.
    No, sbagli: il J s'è formato in Medio Oriente. J2 ha origine precisamente nel Nord della Mesopotamia. Il J1 - in una fase successiva - nella penisola arabica.
    L'aplogruppo E invece nasce nel Corno d'Africa e secondo alcuni studi addirittura in Sud Africa.

    La differenza genetica fra Europa, Medio Oriente e Nord Africa è meramente clinale.
    Anche fra le scimmie e gli uomini

    Nordicisti e mediterranisti entrambi nel torto per ragioni opposte.
    Su questo posso essere d'accordo, pur restando convinto che l'Urheimat I.E. sia da identificare nell'area nordico-baltica della cultura della ceramica cordata.
    In ogni caso, non sempre è facile identificare con esattezza un aplogruppo con un fenotipo o con un popolo o l'origine stessa di un aplogruppo perchè possono sempre capitare ricerce più avanzate che smentiscano completamente le ipotesi precedenti.
    Ultima modifica di Giò; 11-04-10 alle 02:50

  10. #10
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    Lightbulb Rif: C. S. Coon sulla razza Mediterranea

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Non è esatto.

    "Italy, one of the most clearly demarcated geographical units in Europe, is a country of considerable [sub]racial variability. Although the Mediterranean race is strongly represented in it, Italy belongs only partially to the Mediterranean world, for much of it is more typically Alpine racial territory. ... The primary racial impulse of the early Neolithic, however, is known. This was the immigration of small Mediterraneans in great numbers, coming largely if not entirely by sea; these first food-producers were followed by more competent navigators, Atlanto-Mediterraneans, who settled chiefly in the north and in the islands, and Dinarics from the eastern Mediterranean in search of metal. Some of the Dinarics penetrated the Alpine Valleys while others settled in the Po Valley and in central Italy. The movement of highly cultured peoples from the east into Italy continued into historic times, and included the settlement of the Etruscans in Tuscany, and of the Greeks in Sicily and in the southern end of the peninsula.

    "...through her role as mistress of the world, Rome accumulated and assimilated a heterogeneous population. That this population was by no means purely or even predominantly Mediterranean is shown by the study of the skulls of Pompeians, victims of the eruption which turned their city from a metropolis into a museum. These crania, with a mean cranial index of 80, represent a population which had acquired a [sub]racial character of its own despite its mixed origin, and in which the Alpine element was the most important. ... A series of 100 modern crania from Bologna, with a mean cranial index of 83.5, is almost purely Alpo-Dinaric, with the latter element in a position of prominence. The Dinaric race is common in northern, but not southern Italy, and this distinction has been true since the Bronze Age.

    "In other words, the southern Italians are a blend for the most part of Alpines and small Mediterraneans, while among the northern Italians the most important dolichocephalic strain is the Atlanto-Mediterranean. The association of relatively great blondism with brachycephaly merely indicates that both Alpines and Dinarics are characteristically mixed or intermediate in pigmentation. The few unaltered Nordics still found in northern Italy and in aristocratic families elsewhere are far outnumbered by Atlanto-Mediterraneans. ... The binding element which is common to all sections is the Alpine, which has reemerged from obscure beginnings through a superstructure composed of Dinaric, Nordic, and various kinds of Mediterranean accretions."


    C.S. Coon (1939) Racial Reality - References
    O non sai l'inglese, o provi a fare il furbo. Ma non ci casco.

    Coon afferma, e la realtà empirica gli dà ragione, che il tipo atlanto-med è sì presente al sud, ma molto meno che al nord, dove fra gli elementi mediterranoidi è quello dominante, mentre al sud quello più diffuso è:

    The southern Italians, as this survey will indicate, are a distinctive group of people who will not fall into any one recognized racial category. Besides conventional Mediterraneans and Alpines there are two special types which are particularly common, and will be familiar to anyone living in Italian sections of the United States, as well as to anyone who has visited southern Italy. These are: (1) a coarse Mediterranean, short-statured, thick-limbed, mesocephalic, possessing a narrow forehead, wide malars, heavy browridges, a short, broad, straight or lightly concave nose with upturned tip, a strong jaw, and some prognathism;

    iaociao:

    Non esattamente. La sottorazza orientalide deriva da quella mediterranea effettivamente, ma gli arabi cosiddetti 'puri' - a voler essere pignoli - non sono mediterranei.

    The Oriental race, which is found as a slight strain in Southern Europe, is short to middling height, slender, long-headed, and narrow-faced. The nose is narrow, or curved in the lower third, less often sharply curved in the upper third, and not very prominent, being sometimes rather flat; now and again it has a somewhat deep-lying, though narrow, root. The lips are slightly swollen, often, as it were, arched and pointed in a smile. The deep groove (sulcus mentalabialis) between the under lip and the chin often lies higher than in other races; this gives a characteristic look to the face of the Oriental race. The under lip as a result sometimes leaves the impression of being slightly protruded, as it probably often is. The skin is rather fair; it often looks fairer than that of the Mediterranean race, but with a fairness which is pale, not rosy. The hair is dark brown or black, and usually curly. The eyes are very dark. They are often almond-shaped, that is to say, the inner corners are rounded, while the outer corners come more to a point, the opening between the lids rising slightly in the outward direction. The eyes often have a sunken look.



    The Oriental race is probably akin to the Mediterranean. Its original home seems to have been Arabia in the Diluvial Age, when this was still a fertile area. The Arabian Bedouin still show the strongest Oriental strain. The Semitic tongues belonged originally to the Oriental race. Owing to tribes of Oriental race having spread these tongues far and wide, they are spoken to-day by many whose blood belongs to other races.


    Hans F.K. Guenther Chapter IV
    E' comunque un tipo derivato dal mediterraneo e a questo simile, il resto è cavillo.

    Ed infatti dal J2 - originatosi in Medio Oriente - si distingue il J1, che s'è originato in Arabia.

    Di nuovo: sempre di varietà mediterranoidi si tratta.

    Forse in epoca preistorica, non successivamente.
    Infatti l'aplogruppo E non deriva dal J, pur essendosi ad esso mischiato.
    Idem come sopra.

    Questa correlazione che fonte ha? L'aplogruppo R cosa c'entra col J?
    Diversi studi recenti hanno provato che l'r1b è di origine asiatica:

    It was initially believed that R1b, or at least the majority of it in Europe, dispersed from Iberia after the Last Glacial Maximum, after having come from western Asia much earlier. A variant of this idea was that there may have been two separate R1b dispersals in the Mesolithic period, one from Anatolia, and one from Iberia.[4] However, more recently it has become more widely accepted that R1b entered Europe from Asia more recently, perhaps in the Neolithic.[6][7]

    http://en.wikipedia.org/wiki/Haplogroup_R1b_(Y-DNA)

    No, sbagli: il J s'è formato in Medio Oriente. J2 ha origine precisamente nel Nord della Mesopotamia.
    Mesopotamia, tipico territorio mediterraneo. I Sumeri erano fra i più puri in tal rispetto.

    Il J1 - in una fase successiva - nella penisola arabica.
    Di nuovo terra mediterranoide. O pensi che in Arabia ci stessero i negri?repapelle:

    L'aplogruppo E invece nasce nel Corno d'Africa e secondo alcuni studi addirittura in Sud Africa.
    Corno d'Africa = Hamitici (afroasiatici, affini ai semiti) = mediterranoidi

    Negroidi = africa occidentale (Bantu) o bacino del Nilo (Nilotici)

    Hamitici (originari) =/= negroidi

    Anche fra le scimmie e gli uomini
    No, non è clinale. Neanche quello fra europoidi e negroidi.

    Su questo posso essere d'accordo, pur restando convinto che l'Urheimat I.E. sia da identificare nell'area nordico-baltica della cultura della ceramica cordata.
    In ogni caso, non sempre è facile identificare con esattezza un aplogruppo con un fenotipo o con un popolo o l'origine stessa di un aplogruppo perchè possono sempre capitare ricerce più avanzate che smentiscano completamente le ipotesi precedenti.
    No non è facile, anzi, però se si mettono insieme i pezzi ci si arriva vicino.
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