Risultati da 1 a 2 di 2

Discussione: 7/7/72

  1. #1
    Zoccolo duro
    Ospite

    Predefinito 7/7/72

    Trentasei anni sono pochi per dimenticare. La violenza non lascia segni solo sulla pelle ma, inevitabilmente, scuote le coscienze e cambia gli eventi. Il 7 luglio 1972 gli eventi cambiarono e il panorama politico, già segnato dalla logica degli opposti estremismi, subì uno stravolgimento. Gli scontri fisici tra gruppi politici antagonisti erano abbastanza ricorrenti, ma la morte di Carlo Falvella, un ragazzo di appena 19 anni, aumentò il clima di tensione che già da tempo si respirava in Città e nella Nazione. Quando essere di destra era un rischio e fare politica era un preciso stile di vita, i giovani militanti perdevano la vita per distribuire volantini, incollare manifesti, partecipare ai cortei studenteschi. Questa fu la sorte di Carlo Falvella, accoltellato mortalmente in via Velia dall’anarchico Giovanni Marini al termine di una rissa tra gruppi antagonisti.

    Dagli anni di piombo ad oggi l’Italia e Salerno sono cambiate sostanzialmente. L’incessante fiducia nello Stato e la buona volontà di chi credeva nella forza delle idee hanno scongiurato, anche nei momenti peggiori della Storia Repubblicana, il continuo pericolo di aberrazioni ideologiche.
    Contemporaneamente la politica e la storia hanno giocato ruoli distinti e la militanza ha assunto altri connotati: la diversità è divenuta base di confronto e non più di odio e ha consentito, alle giovani generazioni, un confronto sereno e pacifico in un’ottica di vera libertà, di un nuovo modo di fare politica, che agli antichi valori di un tempo adegui le incessanti esigenze del popolo italiano.

    Il tempo della politica violenta è ormai superato e delle numerose vite spezzate in quegli anni ci resta il ricordo e il rispetto, il loro messaggio di libertà, il loro coraggio di osare il futuro, la loro ricerca continua di spazi di dialogo dove affermare a gran voce i valori identitari della destra. Il testimone consegnatoci da quella generazione è il simbolo di un tragitto ideale che da sempre caratterizza le battaglie della giovane destra italiana. Il modo migliore per tributare onore alle decine di ragazzi che, come Carlo Falvella, morirono di politica non può esimersi da un incessante messaggio di pace che nella testimonianza esemplare e concreta di sani principi riponga la scelta attuale di partecipazione alla vita pubblica.
    L’impegno politico va, quindi, vissuto come servizio che l’individuo presta per la propria comunità facendo in modo che l’avvenire sia la giusta sintesi tra gli equilibri e le tensioni ideologiche che quotidianamente ci vedono in prima linea nelle battaglie sociali per la costruzione di una Patria migliore fatta di un dialogo libero dagli ingombranti ideologismi che per anni hanno paralizzato società civile e Istituzioni.
    Se il domani appartiene a noi, che sia un domani denso di identità forti da esprimere liberamente in un contesto democratico.
    Riccardo D'Arco

  2. #2
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    Predefinito

    La sera del 23 dicembre 2001 un infarto ha stroncato prematuramente, a 59 anni, la vita di Giovanni Marini, il “poeta dei folli e dei giusti”. Al suo rientro la madre l’ha trovato privo di vita. La notizia è stata diffusa dalla stampa locale del 27 dicembre 2001, a tumulazione avvenuta e per questo nessuno dei compagni e degli amici ha potuto rendere a Giovanni Marini l’estremo saluto."

    In questa maniera, Rivista Anarchica, commemora l'assassino di Carlo Falvella, 19 anni, militante del MSI.
    E' il 7 luglio 1972 quando il Marini, insieme ad altri due militanti dell'ultra sinistra: Gennaro Scariati e Francesco Mastrogiovanni, attende Carlo sotto la sua abitazione, in via Velia a Salerno. Falvella è insieme ad un altro giovane missino, Giovanni Alfinito, che verrà anch'egli ferito. I due non hanno neppure il tempo di reagire all'agguato che vengono colpiti a coltellate. La lama di Marini si conficca due volte nel cuore di Carlo.
    Arrestato poco dopo, il Marini verrà condannato all'irrisoria pena di nove anni, ne sconterà in galera meno di quattro e, in pieni anni Settanta, tornerà all'attività "politica" nell'ultra sinistra, diventando in qualche modo il simbolo vivente dell'impunità che il regime antifascista garantiva ai suoi figli prediletti.

    Non possiamo dimenticare che tra i suoi difensori c'erano anche quei vermi di Dario Fo e Franca Rame, che mai chiesero scusa per questo.

    Giorgio Almirante, il 31 luglio 1972, tiene un discorso di commemorazione: "Nessuno lo ha commemorato, nessuno lo ha celebrato, nessuno ha detto qualcosa di lui agli italiani, nessuno, tra quei signori, ha pensato di inviare alla famiglia il classico telegramma di condoglianze che il regime non nega ad alcuno. Hanno organizzato contro la memoria di Carlo Flavella una colossale speculazione alla rovescia, la speculazione del silenzio, della viltà, dell'omertà con i responsabili del crimine. Fedeli alla logica della perenne inversione dei valori, hanno accusato noi di speculazione, noi di sciacallaggio. Altro che sciacalli! Essi, come li abbiamo più di una volta in Parlamento, sono iene. E per giunta iene democristiane e socialiste, e socialdemocratiche, e repubblicane, e purtroppo anche liberali. Iene con la museruola e con il guinzaglio, iene che urlano contro di noi e contro i nostri caduti, ma sono ben pronte a belare all'indirizzo dei padroni e dei dominatori di sinistra."
    Poi arriva anche la Giustizia quella vera, quando Marini ha raggiunto il meritato inferno.
    Il Signore è grande..la vendetta lenta ed inesorabile è arrivata negli anni...si era ridotto ad una schifosa larva umana, faceva il giardiniere per il comune, l'assistente sociale (forse un premio dalla repubblica antifascista); le zecche di tanto in tanto gli regalavano le sigarette. In questa Italia schifosa aveva addirittura vinto un premio per la sue "poesie". Adesso è all'inferno ad aspettare di essere raggiunto da tutti quelli che come lui, si sono sporcati le mani con il sangue degli innocenti.
    Mi ero appena iscritto alla Giovane Italia in quel lontano 1972, non Ti conoscevo, eppure quel Tuo volto pulito, negli anni ci è diventato così familiare...Carlo...un ragazzo come Noi...un Camerata che non aveva mai fatto del male a nessuno...uno studioso...un bravo ragazzo... NON TI DIMENTICHEREMO MAI!!!!


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