CAI: errori di percorso

La manovra Brunetta rischia di eliminare il CAI: pronte le interrogazioni parlamentari per farlo continuare ad operare e un sondaggio su www.impegnosociale.eu


Siamo umani… Anche il governo delle meraviglie sbaglia. La volontà di far bene di questo governo lo abbiamo notato tutti e lo abbiamo constatato con i nostri occhi attraverso le norme sulla sicurezza, la robin hood tax, ecc., ma a volte capita che scelte tecniche e cavilli legislativi possano dare effetti inattesi e non voluti.
Infatti la manovra Brunetta, con l’intento di razionalizzare la spesa pubblica elidendo inutili sprechi di risorse, prevede la soppressione degli enti pubblici che hanno al loro interno un organico inferiore a 50 unità e che quindi vengono considerati non meritevoli di aiuti pubblici. All’interno di questa riforma rientra anche il CAI (Club Alpino Italiano) che ha 25 dipendenti. La vera realtà organizzativa dell’ente però conta 305.000 volontari e solo il 30% del suo fabbisogno è coperto da aiuti statali.
Evidentemente la norma tecnica, che consentirà un risparmio pubblico, dovrà prevedere sicuramente un’eccezione, l’eccezione che conferma la regola! Infatti, l’utilità e le dimensioni dell’ente non vanno sempre a braccetto, non solo, ma con la sua attività di volontariato, la soppressione dell’ente potrebbe costituire un ulteriore aggravio della spesa pubblica negli anni successivi per garantire gli stessi servizi di tutela e presidio della realtà montana. Inoltre risulta sicuramente meritevole un ente che con soli 25 dipendneti statali riesce a svolgere cosi tante funzioni. L’operato del CAI non si limita a garantire solo l’aspetto ambientale delle montagne ma anche quello etico e culturale, oltre a svolgere l’importante funzione di soccorso alpino. Come mai il Club Alpino Italiano ha solo 25 dipendenti? Perché formalmente si prende in considerazione solo la sede centrale e non le 489 sezioni e le 305 sottosezioni. A rendere ancora più evidente l’utilità del CAI ci sono le numerose attività dirette a mantenere e a gestire i ben 761 rifugi e bivacchi, i 72.000 km di sentieri. A queste vanno aggiunte anche le promozioni per avvicinare le persone ad una consapevole frequentazione dell’ambiente montano, la tenuta del museo delle montagne, ecc. A fronte di queste considerazioni il Circolo di Alleanza Nazionale - PDL Bergamo Impegno Sociale si propone di farsi portavoce all’interno del Governo della necessità di rivedere la posizione del CAI nel disegno di legge e di porre in evidenza questa realtà dei fatti che rappresenta la nostra storia, sia del nord che dell’Italia tutta. In un mondo dove le città sono sempre più inquinate e la vita frenetica ci impone ritmi stressanti, la promozione sociale e culturale deve percorrere la strada della riscoperta di luoghi della tradizione, della natura e del benessere: la montagna è la giusta risposta a queste esigenze. Cogliamo l’occasione, anzi, di invitarvi a frequentare il CAI a Bergamo e il week end, al posto di andare a fare la solita passeggiata tra negozi dove anche con i saldi le cose costano, passate una giornata in compagnia degli amici o della famiglia sul prato, respirate aria buona, vi abbronzate e socializzate.

Per votare il sondaggio andate su www.impegnosociale.eu