Credo che ti sbagli. Alcuni anni fa ho letto su un giornale che da un'indagine promossa da un serio istituto di ricerca fra i giovani, i più attaccati all'identità regionale nelle regioni italiane erano proprio i toscani. Riguardo al dominio comunista in questa regione è facile da spiegare. Il comunismo, subito dopo la guerra, ha preso a modello la Chiesa, avvero "il Campanile", costruendo, anzi obbligando molta gente a tirar fuori i soldi per cosrtuire Case del popolo dovunque ci fosse un Campanile. L'accoppiata Campanile- Casa del popolo si è tradotta in catto-comunismo, il disegno politico più ipocrita e ambiguo che si potesse immaginare. Lo scopo che lo guidava e lo guida era ed è di non perdere i "clienti" di entrambi gli schieramenti fideistici. La struttura comunista, disponendo del potere in molti comuni, province e nella regione ed usandolo spregiudicatamente per procurare finanziamenti e posti di lavoro ai propri sostenitori ha battuto quella ecclesiastica che non si è saputa sottrarre all'abbraccio mortale del potere politico. Tutto ciò in presenza di una opposizione politica impotente il cui unico punto di riferimento era, ed è, il centralismo partitocratico romano. Ma c'è una cosa che lascia un piccolissimo spiraglio di speranza alla Toscana: la sua storia. Le autonomie comunali che dall'anno mille in poi aprirono la via al Rinascimento, sono nate qui da noi e lo spirito di autogoverno è ancora avvertito dai nativi toscani. Se la Lega Toscana non fosse stata data in mano a dei somari e a dei cialtroni dai capi e capetti della Lega nord, questo spirito avrebbe potuto rivivere in questa regione e probabilmente si sarebbe affermato con maggiore intensità che al Nord. Purtroppo con i "se" ed i "ma", non si fa la storia. Né c'è da aspettarsi il mea culpa dei responsabili, la cui innocenza è pari soltanto all'ipocrisia ed all'ignoranza.-Bevo per dimenticare.





-Bevo per dimenticare.
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