brothers di yu hua


brothers di yu hua


Propongo:
Tautòtes di Emanuele Severino (Adelphi), in subordine: "Lo straniero" di Camus già proposto.
In vacanza si possono fare anche cose difficili....


Io ci sto. Ma non scegliete roba troppo difficile
Un libro che dovrei leggere da tanto tempo è "Bestie, uomini e dei" di Ossendowsky, ma tanto non lo trovo in nessuna libreria, sarò sfigato io...


Hai provato qui?
http://www.ibs.it/code/9788827208069...omini-dei.html




Oppure puoi chiedere in libreria di procurartelo, e di solito non ti addebitano spese.
Da Feltrinelli, ad esempio, ti chiedono 5 euro di acconto al momento dell'ordine, che poi naturalmente ti vengono scalate dal prezzo di copertina quando arriva il libro.
Tra l'altro Feltrinelli ti avvisa via sms che il libro è arrivato![]()


ho dato un'occhiata all'Eleganza del riccio, non m'ispira manco un po'...![]()


Capitolo primo
Chi semina desiderio
«Marx cambia completamente la mia visione del mondo» mi ha dichiarato questa mattina il giovane Pallières che di solito non mi rivolge nemmeno la parola.
Antoine Pallières, prospero erede di un'antica dinastia industriale, è il figlio di uno dei miei otto datori di lavoro. Ultimo ruttino dell'alta borghesia degli affari - la quale si riproduce unicamente per singulti decorosi e senza vizi -, era tuttavia raggiante per la sua scoperta e me la narrava di riflesso, senza sognarsi neppure che io potessi capirci qualcosa. Che cosa possono mai comprendere le masse lavoratrici dell'opera di Marx? La lettura è ardua, la lingua forbita, la prosa raffinata, la tesi complessa.
A questo punto, per poco non mi tradisco stupidamente.
«Dovrebbe leggere L'ideologia tedesca» gli dico a quel cretino in montgomery verde bottiglia.
Per capire Marx, e per capire perché ha torto, bisogna leggere L'ideologia tedesca. È lo zoccolo antropologico sul quale si erigeranno tutte le esortazioni per un mondo migliore e sul quale è imperniata una certezza capitale: gli uomini, che si dannano dietro ai desideri, dovrebbero attenersi invece ai propri bisogni.
In un mondo in cui la hybris del desiderio verrà imbavagliata potrà nascere un'organizzazione sociale nuova, purificata dalle lotte, dalle oppressioni e dalle gerarchie deleterie.
"Chi semina desiderio raccoglie oppressione" sono sul punto di mormorare, come se mi ascoltasse solo il mio gatto.
Ma Antoine Pallières, a cui un ripugnante aborto di baffi non conferisce invece niente di felino, mi guarda, confuso dalle mie strane parole. Come sempre, mi salva l'incapacità del genere umano di credere a ciò che manda in frantumi gli schemi di abitudini mentali meschine. Una portinaia non legge L'ideologia tedesca e di conseguenza non sarebbe affatto in grado di citare l'undicesima tesi su Feuerbach. Per giunta, una portinaia che legge Marx ha necessariamente mire sovversive ed è venduta a un diavolo chiamato sindacato. Che possa leggerlo per elevare il proprio spirito, poi, è un'assurdità che nessun borghese può concepire.
«Mi saluti tanto la sua mamma» borbotto chiudendogli la porta in faccia e sperando che la disfonia delle due frasi venga coperta dalla forza di pregiudizi millenari.




Ecco, l'avevo mollato quasi dopo l'incipit, forse alla seconda o terza pagina. Chissà perchè.