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  1. #1
    COSTRUIRE IL COMUNISMO!!
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    Biblioteca Multimediale Marxista
    Il comunismo e l’Asia

    Il regime comunista è applicabile in Asia in generale e in Indocina in particolare? Ecco la questione che ci interessa oggi.
    A questa domanda, possiamo rispondere affermativamente. Per comprendere, bisogna esaminare storicamente e geograficamente la situazione attuale del continente asiatico.
    Questo vasto continente di una superficie 80 volte più grande della Francia (45.000.000 chilometri quadrati) e una popolazione che si avvicina alle 800 milioni di anime e una composizione politica abbastanza complessa.
    Di tutte le nazioni asiatiche, il Giappone è la sola ad essere affetta il più gravemente da questa malattia contagiosa che è l’imperialismo capitalista. Dalla guerra russo-giapponese, il male si manifesta sempre più inquietante primo per l’annessione della Corea, secondo per la collaborazione alla guerra del “Diritto”.
    Per impedirgli di scivolare verso l’abisso di un’occidentalizzazione irrimediabile, vale a dire per distruggere il capitalismo prima che possa prendere profondamente radici nelle isole nipponiche, un Partito socialista si è appena formato. Come tutti i governi borghesi, quello del Mikado fa tutto quello che può per combattere il movimento. Come tutte le forze operaie, quella del Partito giapponese -malgrado la repressione del governo- progredisce abbastanza rapidamente.
    Alcuni Congressi sono stati vietati nelle città del Giappone; degli scioperi e delle manifestazioni popolari hanno avuto luogo.
    La Cina, che è stata ed è ancora il vitello d’oro del capitale europeo e americano, si è appena svegliato. L’avvento al potere del rivoluzionario Sun Yat Sen nel Sud ci promette una Cina riorganizzata e proletaria. Forse non è troppo esagerato sperare che, in un prossimo futuro, queste due sorelle -la Cina nuova e la Russia operaia- cammineranno fraternamente mano nella mano per il bene della democrazia e dell’umanità.
    Arriviamo ora all’Asia sofferente.
    La povera Corea è nelle mani del capitalismo giapponese. L’India –quest’India così popolata e così ricca- è asservita agli sfruttatori inglesi. Per fortuna la volontà dell’affrancamento elettrizza tutti questi oppressi, e un’intensa agitazione rivoluzionaria scuote tutte le anime indù e coreane. Tutti si preparano lentamente ma saggiamente alla lotta suprema e liberatrice.
    E l’Indocina! L’Indocina, sfruttata dal capitalismo francese, serve ad arricchire qualche squalo! Fanno assassinare gli Indocinesi nella macelleria imperialista per difendere… non sanno cosa. Li avvelenano con l’alcol e l’oppio. Si tengono nell’ignoranza (ci sono 10 scuole contro 1000 spacci ufficiali di droga), si inventano dei complotti per fargli assaggiare i benefici della civilizzazione borghese sul patibolo, nella prigione o nell’asilo!
    75.000 chilometri quadrati di terra, 20 milioni di abitanti consegnati allo sfruttamento crudele di una manciata di briganti coloniali, tale è l’Indocina attuale.
    Vediamo ora le ragioni storiche, che permette al comunismo di acclimatarsi facilmente in Asia, più facilmente che in Europa.
    L’Asiatico –benchè considerato dagli Occidentali un arretrato- comprende meglio la necessità di una riforma totale della Società presente. Ed ecco perché:
    Da quasi 5000anni, l’imperatore Hoang De (2697 a.C.) aveva già applicato il sistema Tinh Dien: divise la terra coltivabile tracciando due linee verticali e orizzontali. Questo fece nove parti uguali. I coltivatori ricevettero ciascuno uno degli otto appezzamenti, quello del mezzo fu coltivato in comune da tutti, e il suo prodotto destinato ai lavori di pubblica utilità. Le tracce servirono da canali di irrigazione.
    La dinastia Hia (2205 a.C.), inaugura il lavoro obbligatorio.
    Il grande Confucio (551 a.C.), raccomandò l’internazionale e predicò l’uguaglianza di fortuna. Disse: “La pace mondiale può venire solo da una Repubblica universale. Non bisogna temere di avere poco, e di non avere niente ugualmente. L’uguaglianza elimina la povertà, ecc.[…]”
    Per quello che riguarda la proprietà privata, la legge annamita vieta la vendita o l’acquisto globale delle terre. In più, un quarto del terreno coltivabile è obbligatoriamente riservata come bene comunale. Tutti i tre anni, questo terreno viene ridistribuito. Ogni abitante del comune ne riceve una parte. Questo non impedisce a qualcuno di arricchirsi, a causa degli altri tre quarti che possono essere venduti e acquistati, ma può salvare molti altri dal cadere nel pauperismo.
    Quello che ci manca, crediamo nostro dovere di segnalare per quei compagni che hanno a cuore di propagare il comunismo e che desidera sinceramente aiutare tutti i lavoratori a scuotere il giogo dello sfruttatore e ad entrare nel focolare comune del proletariato internazionale, affinché possano aiutarci efficacemente, quello che ci manca per diventare comunisti, sono le condizioni più elementari dell’azione:
    La libertà di stampa;
    La libertà di viaggio;
    La libertà d’insegnamento e di educazione;
    La libertà di riunione (tutto questo ci è selvaggiamente vietato dai nostri civilizzatori colonialisti)
    Il giorno in cui le centinaia di milioni di Asiatici martirizzati e oppressi si sveglieranno per sbarazzarsi dell’abbietto sfruttamento di qualche insaziabile colonialista, formeranno una forza colossale e potranno, eliminando una delle condizioni d’esistenza del capitalismo, l’imperialismo, aiutare i loro fratelli d’Occidente nel compito dell’emancipazione totale.

    Nguyen Ai Quoc (Nguyen Il Patriota,
    soprannome di Ho Chi Minh)
    La Revue Communiste (La Rivista Comunista)




  2. #2
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    Biblioteca Multimediale Marxista
    Per un nuovo anno di vittorie

    Compagni, lavoratori!
    L'Ufficio Politico dell'Unione dei Comunisti Italiani (marxisti-leninisti) augura a voi e a tutto il popolo italiano un buon anno di unità e di vittoria. Uno dopo l'altro i nuovi anni settanta segnano il tempo della grande marcia in avanti del proletariato e dei popoli rivoluzionari, che stringono d'assedio l'imperialismo e tutti i reazionari, infliggendo loro sconfitte e facendo avanzare la causa del socialismo in tutto il mondo.

    Uniamoci al proletariato e ai popoli oppressi di tutto il mondo
    Gli anni sessanta del XX secolo sono stati un decennio in cui il nemico è imputridito giorno per giorno, mentre per noi le cose sono andate di bene in meglio. Nel decennio trascorso il marxismo-leninismo-pensiero di Mao Tsetung si è impegnato in una aperta polemica e in un'accanita battaglia contro il revisionismo moderno, riportando grandi vittorie, e ciò ha creato sul piano ideologico, teorico e pratico le condizioni perché la rivoluzione proletaria mondiale possa ottenere vittorie ancora maggiori. Il capitalismo irrimediabilmente volge al declino, mentre il socialismo avanza con forza irresistibile verso la prosperità. La grande Cina socialista si erge come un gigante ad Oriente del mondo. L'Albania, faro del socialismo in Europa, brilla di luce ancora più intensa. I tre popoli d'indocina hanno colpito nel profondo l'aggressore americano riducendolo a mal partito. Con le armi in pugno i popoli d'Asia, Africa e America Latina sviluppano con sempre maggior vigore la loro lotta contro l'imperialismo e per la libertà nazionale. Le fiamme della rivoluzione, divampando dappertutto, hanno raggiunto all'interno tutti i paesi imperialisti. La crisi finanziaria e monetaria che ha scosso l'Occidente e la crisi economica che si è andata aggravando e approfondendo ogni giorno hanno reso ancora più inevitabile il crollo dell'economia capitalista. Il vecchio mondo vacilla sotto la tempesta, i vulcani della collera popolare uno dopo l'altro sono in eruzione e una dopo l'altra cadono le corone. Su tutta la terra l'imperialismo non riesce a trovare una "oasi tranquilla". La vittoria della grande Rivoluzione Culturale Proletaria ha infranto il sogno dell'imperialismo e del revisionismo di restaurare il capitalismo in Cina, e ha aperto, nella storia del movimento comunista internazionale, una luminosa strada atta a consolidare la dittatura del proletariato e a portare fino in fondo la rivoluzione socialista. Il rapido declino dell'imperialismo americano mostra in modo evidente che il sistema capitalista è già in preda a una nuova crisi generale, una crisi estremamente profonda. Esso è impegnato nell'espansione degli armamenti e nei preparativi di guerra, sostiene tutto il peggio esistente nel mondo, il fascismo e l'oppressione borghese, commette ovunque aggressioni e installa dappertutto basi militari. All'interno degli Stati Uniti, che pretendono di essere il paese più "ricco" del mondo, decine di milioni di uomini sempre più vivono in povertà e soffrono la fame, mentre con le enormi spese militari decise dallo stato si ingrassano sempre più i grandi affaristi della guerra. Le atrocità fasciste di Nixon hanno acceso le fiamme ardenti del movimento rivoluzionario di massa; nel paese regna il caos più completo e nel mondo la banda di Nixon è sempre più isolata. Nei diversi paesi dell'Europa si diffonde il vento del maggio rosso francese, e le masse lavoratrici generalizzano la loro ribellione contro il grande capitale e contro i governi reazionari schierati a difesa dello sfruttamento e impegnati in una continua repressione poliziesca. La cricca dei rinnegati revisionisti sovietici, centro del revisionismo moderno, si avvia sempre più rapidamente verso la bancarotta totale. Per Breznev e soci le cose vanno di male in peggio e la loro situazione si aggrava di anno in anno; essi sono travagliati da crisi interne ed esterne. All'interno del paese essi proseguono nella ricostruzione del capitalismo ed esercitano una dittatura che non ha neppure la maschera della democrazia borghese; all'estero applicano la teoria della "sovranità limitata", una forma di neocolonialismo e si abbandonano all'aggressione e all'espansione. Per questo nei paesi dominati dal revisionismo moderno riappaiono eroiche ribellioni di massa e la critica popolare contro il regime si diffonde impetuosamente. Ciò ha rivelato completamente la natura socialimperialista del revisionismo sovietico e ha suscitato un'opposizione sempre più forte sia tra il popolo sovietico che tra i popoli dei vari paesi. L'apparizione del socialimperialismo revisionista sovietico non è che un episodio nel processo che vede l'imperialismo avviarsi verso il crollo totale. Esso non può salvare l'intero sistema imperialista dalla distruzione né salvare se stesso dalla rovina. Il popolo e solo il popolo è la forza motrice che crea la storia del mondo. Attraverso i grandi sconvolgimenti, le grandi divisioni e i grandi raggruppamenti degli anni sessanta, le forze rivoluzionarie del mondo si sono ingrossate e lo schieramento di classe è diventato chiaro. Il nuovo sviluppo delle contraddizioni fondamentali del mondo continuerà inevitabilmente a suscitare la rivoluzione. Gli anni settanta saranno anni in cui la tempesta della rivoluzione popolare si scatenerà nel mondo intero con una violenza ancora maggiore. Il presidente Mao ha di recente sottolineato: "Popoli di tutto il mondo, unitevi per combattere ogni guerra di aggressione lanciata da qualsiasi imperialismo o dal socialimperialismo, in particolare una guerra di aggressione condotta con bombe atomiche come armi! Se scoppierà tale guerra, i popoli di tutto il mondo dovranno eliminare la guerra di aggressione con la guerra rivoluzionaria; la preparazione al riguardo deve essere fatta fin da ora "! L'imperialismo significa guerra. I popoli di tutto il mondo devono moltiplicare la loro vigilanza rivoluzionaria! L'imperialismo americano sembra un colosso, ma in realtà è una tigre di carta! In fin dei conti, nel mondo d'oggi, chi ha paura di chi? Non sono i popoli del Vietnam, della Cambogia, della Palestina, degli altri paesi arabi e del resto del mondo che hanno paura dell'imperialismo americano, ma è l'imperialismo americano che ha paura dei popoli del mondo. Il pericolo di una nuova guerra mondiale esiste tuttora, e i popoli di tutto il mondo devono esservi preparati. Ma oggi la tendenza principale nel mondo è la rivoluzione! La rivoluzione si sviluppa e i popoli avanzano. È' vicina l'alba del mondo nuovo senza imperialismo, senza capitalismo e senza sistema di sfruttamento.
    POPOLI DI TUTTO IL MONDO, UNITEVI PER SCONFIGGERE GLI AGGRESSORI AMERICANI E TUTTI I LORO SERVI! PROLETARI DI TUTTO IL MONDO UNITEVI! PROLETARIATO, POPOLI OPPRESSI E NAZIONI OPPRESSE DI TUTTO IL MONDO, UNITEVI! SIATE RISOLUTI, NON TEMETE I SACRIFICI E SORMONTATE OGNI DIFFICOLTÀ PER RAGGIUNGERE LA VITTORIA!

    Avanti contro i grandi capitalisti e contro il governo della DC e dei suoi servi
    Nel corso del decennio degli anni sessanta la grande borghesia imperialista italiana si è conquistata il suo "posto al sole" nel mercato imperialista mondiale, così ha potuto partecipare all'opera di rapina internazionale realizzata da un pugno di nazioni imperialiste a danno della stragrande maggioranza dell'umanità. Una decina di re dell'alta finanza, che dominano l'italia, con l'aiuto del governo di centro-sinistra, ha potuto concentrare nelle proprie mani un'immensa ricchezza, tale da competere con la sfrenata ricchezza dei loro compari degli Stati Uniti e degli altri paesi capitalistici. La rapida concentrazione monopolistica e la gran massa di capitali accumulata nelle mani degli Agnelli e dei Pirelli sono il prodotto di un'operazione realizzata a danno di tutta la nazione. Per concentrare la loro potenza finanziaria, i grandi capitalisti hanno costretto nella disoccupazione e nella miseria una gran parte della popolazione del paese, hanno depredato e sottomesso gran parte della piccola produzione, hanno costretto a condizioni di lavoro massacranti milioni di lavoratori, hanno ridotto alla più nera disgregazione sociale la maggioranza delle province italiane, hanno rovinato una gran massa di contadini e hanno esteso il loro potere in tutti i campi della società. Ogni settore dei servizi sociali è stato mantenuto nella più completa arretratezza, e tutto il progresso produttivo, sottoposto al principio dello sfruttamento, ha lasciato briciole di privilegio e benessere a ristretti strati di elementi direttivi, corrompendoli in massa e asservendoli al grande capitale, mentre a livello sociale è stato fattore di regresso generale. Il vasto processo di concentrazione monopolistica e finanziaria ha determinato un egual fenomeno di concentrazione del potere nella sovrastruttura politica e statale del paese. Il potere incontrastato degli Agnelli e dei Pirelli permette loro il controllo assoluto dell'apparato statale, oggi totalmente asservito alle ricche famiglie e talmente lontano dal popolo che i partiti e gli organismi della democrazia borghese sono divenuti nettamente reazionari e appaiono sempre di più come la corte di parassiti e di servi della monarchia finanziaria. La Democrazia Cristiana, diretta emanazione dei centri di potere formatisi con la seconda guerra mondiale, creata per rappresentare gli USA, il Vaticano il blocco agrario e fascista del meridione, e i grandi capitalisti del Nord, si è trovata ridimensionata all'inizio degli anni sessanta per la decisa volontà degli Agnelli e dei Pirelli di liquidare l'eccessiva influenza della borghesia arretrata. Il centro-sinistra è nato per questo, per portare nel governo i riformisti, per abbagliare la piccola borghesia con astratte riforme e ottenere da essa l'appoggio necessario al grande capitale per la sua operazione di concentrazione. I partiti della sinistra borghese sono stati al gioco, sognando grandi conquiste realizzabili sotto la guida del grande capitale, si sono impegnati nella smobilitazione politica delle masse e hanno cercato di unirle con il grande capitale e il regime per via di illusorie concessioni economiche. Il risultato è chiaro a tutti: il grande capitale si è dimostrato in primo luogo nemico dei lavoratori e in definitiva sempre amico della borghesia arretrata e reazionaria, degli USA e del Vaticano. Agrari, mafiosi, fascisti e ogni sorta di reazionari si sono messi i panni di riformisti e hanno aiutato il grande capitale a reprimere il movimento di massa, a saccheggiare il Mezzogiorno, a far penetrare il potere del monopolio ovunque. La speculazione e la corruzione invece di venire estirpate si sono allargate a dismisura, settori socialisti e repubblicani sono passati alla reazione fascista. La Democrazia Cristiana si è riorganizzata e imposta come forza dominante, i riformisti e i revisionisti hanno dovuto genuflettersi ulteriormente per rimanere nelle "posizioni" conquistate. Tutte le forze politiche e sindacali tradizionali sono state corrotte all'interno dai comuni interessi della speculazione reazionaria e della corruzione. Di pari passo con il precipitoso sviluppo della crisi economica e finanziaria del mondo capitalista, la situazione dell'economia italiana si è fatta più precaria. I monopoli hanno fatto l'impossibile per intensificare lo sfruttamento dei lavoratori e addossare così le difficoltà economiche su di loro. Naturalmente, l'attacco lanciato mediante la politica economica reazionaria dei circoli dominanti contro i lavoratori ha incontrato forte opposizione tra le masse popolari. Con crescente coscienza politica il popolo italiano ha compreso chiaramente che, per mutare la situazione in cui vive, deve necessariamente rovesciare il sistema capitalista. La lotta del popolo italiano contro il dominio reazionario della borghesia monopolistica ha toccato negli ultimi anni un nuovo culmine. In tutta Italia operai, braccianti e studenti hanno scioperato e manifestato, impegnando una eroica lotta contro il governo e la sua politica reazionaria. La tempesta di un vigoroso movimento rivoluzionario di massa ha investito l'intera penisola italiana. La critica di massa contro lo sfruttamento del grande capitale e contro il regime reazionario si è diffusa con impeto, unendo milioni di lavoratori su nuove e avanzate posizioni di combattimento. La polemica e la lotta contro il revisionismo moderno condotta dai marxisti-leninisti e da tutto il movimento rivoluzionario sotto la guida del pensiero di Mao Tsetung e con lo stimolo e l'esempio dei compagni cinesi e albanesi e dei marxisti-leninisti di tutto il mondo, ha permesso di realizzare condizioni nuove e favorevoli per il movimento di massa e per la rivoluzione proletaria. La lotta al revisionismo e la diffusione del marxismo-leninismo-pensiero di Mao Tsetung, hanno dato vita a un processo di crescente unificazione degli operai avanzati e degli intellettuali rivoluzionari per l'edificazione del partito rivoluzionario della classe operaia, il Partito Comunista marxista-leninista di cui l'Unione dei Comunisti è il nucleo promotore. Di fronte al rafforzamento dell'avanguardia rivoluzionaria, e di fronte al crescente movimento di massa, la borghesia risponde con la repressione e l'assassinio di comunisti e di lavoratori. I reazionari hanno sempre pensato di poter intimorire il popolo e soffocarne la resistenza con le pallottole e il carcere. Ma i fatti hanno dimostrato il contrario: quanto più i reazionari ricorrono alla repressione sanguinosa, tanto più si sviluppano le forze rivoluzionarie. I moderni revisionisti seguaci italiani della cricca revisionista sovietica, non hanno risparmiato sforzi per difendere la "legge e l'ordine" dei monopoli e per im-pedire la ribellione delle masse popolari. Ma, a loro discapito, i comunisti marxisti-leninisti si rafforzano diventando un corpo vivo e presente in tutto il paese, e il movimento di massa, come le onde impetuose del mare, ha rotto tutti gli argini eretti dai capitalisti e dai loro servi, avanzando irresistibilmente. Come ha detto il presidente Mao: " Le contraddizioni della società capitalistica si manifestano come antagonismi e conflitti acuti, con un'accanita lotta di classe e non possono essere risolte dallo stesso regime capitalista, ma soltanto dalla rivoluzione socialista ". Tutte le ingiustizie sociali esistenti nell'odierna società dominata dal capitalismo monopolistico, hanno la loro causa non nella mancanza di mezzi economici e sociali, ma nelle catene che frenano le forze produttive a causa dell'appropriazione privata e della politica di sfruttamento e di rapina dei grandi capitalisti. E tutte le attuali ingiustizie sociali sono destinate ad aggravarsi perché l'aumento del profitto per i grandi finanzieri e per i monopoli dipende sempre più dall'aggravamento delle condizioni di vita della grande maggioranza del popolo italiano. Il dominio assoluto dei grandi finanzieri e dei monopoli e di tutta la loro macchina statale è diventato il solo ostacolo che ci separa dalla conquista del socialismo. Fabbriche, braccia da lavoro, interesse unitario della larga maggioranza del popolo, tutti gli elementi base e strutturali per l'edificazione del socialismo sono presenti nel nostro paese. Per poter mettere in moto queste immense forze e far progredire tutta la società, è necessario spezzare la macchina statale che fissa il diritto assoluto del grande capitale, è necessario instaurare il nuovo ordine sociale sotto la direzione rivoluzionaria della classe operaia. Fare i conti con la grande proprietà privata, spezzare la logica dell'individualismo e dell'egoismo che domina la società borghese, instaurare la dittatura della grande maggioranza del popolo sull'infima minoranza degli sfruttatori. In poche parole instaurare la dittatura del proletariato ed edificare il socialismo.
    PROLETARI D'ITALIA, LEVIAMOCI PER GUIDARE LA LARGHE MASSE SULLA GIUSTA VIA DELLA RI-VOLUZIONE SOCIALISTA! LAVORATORI E CONTADINI, GIOVANI E INTELLETTUALI, DONNE E UOMINI PROGRESSISTI D'ITALIA, AVANTI, SOTTO LA GUIDA DELLA CLASSE OPERAIA PER LIBERARE IL NOSTRO PAESE DALLO SFRUTTAMENTO E DALL'OPPRESSIONE! AVANTI POPOLO ITALIANO! L'ITALIA SARA' SOCIALISTA, E OGNI ENERGIA DEL NOSTRO POPOLO DIVENTERA' FATTORE DI PROGRESSO, DI EGUAGLIANZA E DI SOLI DARIETA INTERNAZIONALISTA VERSO UN MONDO DI LIBERI E DI EGUALI!

    Avanti per l'instaurazione del Governo Rivoluzionario degli operai, dei lavoratori e dei contadini
    La Democrazia Cristiana è il pilastro fondamentale del sistema di potere dei grandi capitalisti. Mediante la DC avviene la formazione del blocco degli strati medio borghesi e dei loro partiti, diretto dal grande capitale, per amministrare l'apparato statale in nome del comune interesse di classe. Sotto la direzione e la mediazione della DC si uniscono le forze reazionarie e le forze riformiste per formare la maggioranza di governo e il blocco d'ordine impegnato nella lotta contro la sovversione e contro i movimenti di massa. Sotto i colpi del movimento popolare che avanza, il blocco di potere gestito dalla DC si spezza ripetutamente, e sorgono divergenze e contrapposizioni in seno alla borghesia sulla questione di come e con quali mezzi si possa ottenere la repressione del movimento di massa. La parte di borghesia legata agli interessi più retrivi di speculazione e parassitismo è la prima a cadere nel terrore di fronte al crescente movimento di massa, si fa prendere dal panico, vagheggia lo scatenamento immediato della repressione militare e manifesta viva simpatia per l'esercito e la polizia propendendo a un tipo di regime direttamente poliziesco. Quest'ala della borghesia è rappresentata da quell'insieme di forze politiche che i riformisti chiamano "il partito dell'avventura". I grandi monopoli sentono come loro i sentimenti di panico dei reazionari, ma fanno ogni tentativo di intrecciare la farsa riformista per recuperare la "fiducia" di settori intermedi delle masse e tentare l'isolamento delle componenti più combattive del movimento popolare. Naturalmente, poiché i monopoli vogliono pagare il minimo di costi per tale operazione, la tresca riformista deve ridursi sempre a molte "nuove idee" e a ben pochi fatti, a molte riforme "senza costo" e a ben poche iniziative di concreto valore sociale. Se certi strati privilegiati del popolo sperano in risultati positivi dai piani riformisti del governo della DC e dei suoi servi, saranno ben presto delusi. Per quanto si sposti a "sinistra", il governo fondato sulla DC e sull'asservito PSI non potrà che riprodurre ripetutamente la corruzione politica e mafiosa, il burocratismo e la speculazione. Quando la macchina statale serve un pugno di grandi capitalisti e va contro tutto il popolo lavoratore, essa non può che essere costituita da elementi reazionari, da venduti servili e corrotti, allievi degli sfruttatori e sempre pronti a trarre profitto dalle posizioni di potere grandi o piccole che possono avere. E nelle mani rapaci dei circoli dirigenti ai vari livelli scompariranno ripetutamente le parti di denaro pubblico che i grandi capitalisti avranno lasciato per fini di riforme. Il governo DC attuale, congrega di reazionari e riformisti, dopo aver realizzato tasse e repressioni come volevano i reazionari, ora si appresta a recitare la farsa delle riforme come vogliono i riformisti. Mentre avviene ciò, le larghe masse popolari si levano in massa rivendicando con sempre maggiore coscienza il soddisfacimento dei bisogni e dei desideri del popolo lavoratore. La protesta delle masse sale dal basso, esprime la voce di quei milioni di proletari che hanno esigenze completamente misconosciute dai partiti politici della democrazia borghese. Le masse popolari vanno assumendo coscienza che ci sono tutte le forze economiche e sociali necessarie per realizzare grandi trasformazioni. Decine di anni di lavoro con immensi sacrifici hanno formato una grande ricchezza che è finita nelle mani della monarchia finanziaria e monopolistica. Respingendo la logica dell'appropriazione privata le larghe masse popolari esigono immediate e profonde trasformazioni sociali. Gli obiettivi parziali che salgono dalla volontà popolare mostrano sempre più il loro carattere anticapitalistico: eguaglianza, giustizia, libertà, pace, nella coscienza delle masse in lotta sono sempre più interpretate come i frutti possibili della rivoluzione sociale. I lavoratori rivendicano l'effettiva riduzione dell'orario di lavoro, il salario minimo garantito per tutti, l'eliminazione della disoccupazione considerandola un crimine, l'eliminazione delle assurde divisioni in decine di qualifiche, l'aumento generale dei salari uguale per tutti e adeguato al vertiginoso aumento del costo della vita. Essi vogliono l'aumento della ridicola quota attuale degli assegni familiari, la piena retribuzione dei periodi di malattia, la completa prevenzione della nocività e degli infortuni. Gli emigranti e tutto il popolo del meridione e delle zone povere chiedono il ritorno dei lavoratori ai loro paesi, l'eliminazione della disoccupazione e l'impiego di tutte le braccia e di tutte le risorse per lo sviluppo economico e sociale eguale in tutta la nazione. I giovani chiedono il diritto allo studio gratuito e per tutti, il salario a tutti gli studenti figli dei lavoratori, il cambiamento radicale della scuola con l'eliminazione dell'assurda autorità del corpo insegnante e con la formazione degli studenti nelle scelte collettive con gli insegnanti e nella gestione comune. I giovani vogliono l'eliminazione della coscrizione obbligatoria al servizio di leva e il diritto di critica alla corruzione e all'autoritarismo nell'esercito. I giovani e gli intellettuali vogliono respingere l'asservimento al sistema di sfruttamento capitalista e vogliono studiare e lavorare per servire il popolo. I braccianti esigono il salario minimo garantito tutto l'anno e adeguato al costo della vita e vogliono la piena parità con l'assistenza garantita agli operai. I contadini poveri esigono l'esproprio dei latifondi e l'assegnazione dei fondi per la meccanizzazione ai consigli e alle assemblee contadine. Essi esigono che i loro prodotti vengano rivenduti nelle città allo stesso prezzo con cui sono stati loro pagati. I pensionati esigono la pensione minima garantita per tutti i vecchi, adeguata al costo della vita. Le donne vogliono la piena parità salariale, e l'istituzione di asili per la cura di tutti i bambini. Le larghe masse popolari esigono una casa per tutti i lavoratori, con locali adeguati e l'affitto propor-zionato alle entrate di ogni famiglia. Vogliono il blocco dei prezzi e la riduzione dei prezzi di tutti i generi di largo consumo. La grande maggioranza del popolo italiano vuole che l'Italia assolva una funzione antimperialista e di pace nel mondo. Sui luoghi di lavoro, nei quartieri e nei paesi, nelle scuole e negli uffici, si sviluppa un grande movimento di rifiuto della democrazia borghese e di formazione di momenti di democrazia dal basso come strumenti della mobilitazione di lotta delle masse contro il governo. Il popolo esige la piena libertà di assemblea nelle fabbriche e in tutti i luoghi pubblici. Il popolo vuole la libertà di manifestazione, di sciopero, di stampa, di parola e di riunione per far prevalere la sua volontà sulla minoranza che esercita la dittatura statale. Tutte queste rivendicazioni delle masse popolari sono giuste e irrinunciabili, e stanno alla base di tutti i movimenti di protesta e di lotta. I comunisti marxisti-leninisti appoggiano le rivendicazioni e le proteste delle masse popolari, si pongono alla testa di ogni lotta ed indicano la giusta via per giungere alla vittoria. Bisogna avere coscienza che tutte queste rivendicazioni delle masse sono nettamente antagonistiche nei confronti dei grandi capitalisti e del governo della DC e dei suoi servi. Tutte queste rivendicazioni e proteste hanno un nemico comune: la proprietà privata e la difesa assoluta che l'apparato statale fa della proprietà e dei privilegi. Fino a che esisterà il dominio della proprietà privata e di questa macchina statale nulla di quanto vogliono le masse sarà realizzabile veramente. Per questo la prima agitazione politica che i comunisti marxisti-leninisti devono condurre si basa sulla parola d'ordine: " Per le riforme, contro il governo della DC e dei suoi servi ". Questa agitazione si basa sul sostegno delle lotte di massa, sulla denuncia politica portata ovunque e in modo efficace, per far crescere il movimento rivoluzionario di massa e smascherare l'impotenza e l'inganno del riformismo e del revisionismo, per isolare il grande capitale ed unire le masse attorno alla politica rivoluzionaria. La classe operaia mediante la sua avanguardia, i comunisti marxisti-leninisti, chiede l'adesione delle masse al suo programma rivoluzionario. Fondandosi sul principio che le riforme possono essere solo il prodotto secondario della rivoluzione, i comunisti marxisti-leninisti sostengono un programma che rende unitarie tutte le rivendicazioni delle masse nel loro senso socialista e di classe. Questo programma è il programma del governo rivoluzionario, la forma di espressione politica del potere statale che la classe operaia, unendo in fronte unito tutte le larghe masse, può realizzare. Per questo i comunisti marxisti-leninisti agitano fra le masse popolari il programma rivoluzionario e la parola d'ordine:
    "AVANTI VERSO L'INSTAURAZIONE DEL GOVERNO RIVOLUZIONARIO DEGLI OPERAI, DEI LAVORATORI E DEI CONTADINI, FONDATO SUI DELEGATI ELETTI E CONTROLLATI DALLE ASSEMBLEE DI MASSA".
    OPERAI, SOSTENETE IL VOSTRO PROGRAMMA RIVOLUZIONARIO! LAVORATORI, CONTADINI, UNITEVI ALLA CLAS SE OPERAIA SOTTO LA GUIDA DEI COMUNISTI MARXISTI-LENINISTI! AVANTI POPOLO ITALIANO, LA VITTORIA È PIENAMENTE POSSIBILE!

    Uniamoci per costruire il Partito Comunista marxista-leninista e per organizzare il movimento rivoluzionario di massa
    I comunisti marxisti-leninisti sono una esigua minoranza fra le larghe masse lavoratrici e sono destinati ad essere relativamente una minoranza ancora per tutto il periodo preparatorio della lotta rivoluzionaria. Eppure questi combattenti d'avanguardia sono animati di forza speciale, sono i migliori rappresentanti delle larghe masse popolari, hanno fiducia in esse e ripetutamente conquistano la maggioranza al giusto orientamento di lotta e la dirigono. La corrispondenza della linea politica dei comunisti marxisti-leninisti con gli interessi materiali delle larghe masse permette questa avanguardia di fondersi con le masse e di dirigerle verso la vittoria. Nel seno stesso del movimento popolare si fronteggiano e si scontrano due linee politiche e di principio, una è la linea genuinamente rappresentante degli interessi reali delle masse popolari lavoratrici, l'altra, che viene dall'esterno, è la linea sostenuta dalla borghesia, che cerca ripetutamente di disorientare e dividere le masse, di smobilitarle e di distoglierle dalla giusta lotta rivoluzionaria. Questa linea è oggi rappresentata dal revisionismo moderno, l'alleato dei grandi capitalisti e del governo, che agisce fra la classe operaia. Questa linea deve essere combattuta e isolata nel movimento popolare, questa è la condizione indispensabile per far avanzare le masse a legioni compatte verso la vittoria rivoluzionaria. I comunisti marxisti-leninisti si battono con tutte le loro energie per conquistare le masse alla giusta linea rivoluzionaria proletaria e per sconfiggere la linea riformista e revisionista. Sotto i colpi della crescita del movimento di massa e della strenua lotta ideologica e politica condotta dai marxisti-leninisti, i rappresentanti della linea riformista e revisionista perdono terreno e schiumano di paura e di rabbia di fronte all'estesa critica di massa contro di essi e contro la loro linea politica. Questi rappresentanti della borghesia nelle file del movimento popolare vagheggiano una vasta operazione riformista mediante la quale vorrebbero recuperare la direzione indiscussa sul movimento popolare isolando i comunisti marxisti-leninisti e le forze rivoluzionarie. A livello di governo vorrebbero realizzare un'alleanza con i riformisti e i moderati della DC per un governo spostato a sinistra che realizzi riforme tali da fare il "comune interesse" di industriali e lavoratori contro il parassitismo e le varie "arretratezze" sociali. A livello regionale, provinciale e comunale, vorrebbero comporre un tale decentramento dei poteri da riuscire a riagganciare le masse in un "controllo democratico" per una trasformazione graduale della società. A livello di fabbrica vorrebbero trascinare i Consigli operai in una linea di partecipazione alla gestione delle aziende congiuntamente ai capitalisti per una "politica produttiva qualificata". A livello sindacale vorrebbero ridurre tutto il movimento degli operai sotto una direzione "responsabile" che, in accordo con il governo, mantenga le sue rivendicazioni nei limiti di una programmazione "democratica" realizzata con il rispetto degli interessi d tutte le "forze del lavoro" capitalisti compresi. E così in tutti i settori della società, con uno schema completamente illusorio di democrazia progressiva in cui il potere politico dovrebbe sottrarre gradualmente il potere alle forze monopolistiche. Chiunque tenga presente il dominio del poteri economico sul potere politico e la netta contrapposizione fra interessi del capitale e interessi dei lavoratori, non può non capire il carattere completamente utopistico della linea riformista e revisionista. Il solo risultato che può ottenere questa linea è il fallimento della mobilitazione operaia e popolare, e quindi il rafforzamento della reazione e il più rapido processo degenerativo di tutta la società capitalista. E questa è la realtà presente nel nostro paese: la reazione è la bandiera costante del governo, la teppaglia fascista è ringalluzzita e negli ambienti militari statali si aggregano le più luride canaglie preparandosi alla distruzione di ogni parvenza di democrazia. I comunisti marxisti-leninisti, formatisi alla scuola del pensiero di Mao Tsetung, hanno potuto comprendere la vera natura del revisionismo moderno. Il presidente Mao ci ha insegnato la concezione vera e profonda del socialismo, ha dimostrato che il socialismo è globalmente opposto al sistema sociale borghese, ha insegnato cosa sia l'uomo socialista e il grande valore della lotta contro gli egoismi. Il Presidente Mao ha insegnato che il revisionismo è il risultato dell'intervento della borghesia nelle contraddizioni in seno al popolo e nelle file comuniste, mediante le pallottole inzuccherate che attraggono i rivoluzionari non vigilanti verso la riassimilazione della concezione borghese del mondo e verso l'abbandono della lotta rivoluzionaria. Questi insegnamenti permettono ai comunisti marxisti-leninisti di combattere costantemente contro l'opportunismo alfine di prevenire ogni penetrazione della borghesia nelle file comuniste, e di combattere e criticare l'opportunismo presente fra i settori privilegiati delle masse, mostrando loro come il compromesso con la borghesia non arreca nulla di buono. Criticando l'opportunismo e mobilitando nella lotta le larghe masse unite si toglie ogni terreno di penetrazione revisionista, si isola il revisionismo e si ottiene una vasta mobilitazione contro il grande capitale e contro il governo della DC e dei suoi servi. Criticare l'opportunismo e isolare il revisionismo nel fuoco della lotta di massa, questa è la parola d'ordine per l'unità sostenuta dai marxisti-leninisti. Essi si propongono di salvaguardare e sviluppare l'unità del movimento di massa, mettendo in luce continuamente il carattere di classe dello scontro sociale e propagandando fra le masse il marxismo-leninismo-pensiero di Mao Tsetung. A questo scopo i marxisti-leninisti lavorano nel movimento sindacale per rafforzare l'organizzazione e l'unità di classe. Costruendo la Corrente Rossa nella CGIL i marxisti-leninisti combattono per isolare il sindacalismo borghese e filogovernativo, per affermare il sindacalismo di classe anticapitalistico e nettamente contrapposto alla politica padronale del governo, per diffondere il giusto spirito di lotta fra i lavoratori e per fare scuola di comunismo fra gli elementi più attivi del movimento. I marxisti-leninisti intervengono a sostegno dei delegati di reparto, dei Consigli di fabbrica allo scopo di far sorgere lo spirito di ribellione di classe che deve caratterizzare tali strumenti per impedire l'inganno della "cogestione", e per formare questi strumenti di democrazia proletaria al loro ruolo futuro di forme base sulle quali si edifica l'organizzazione statale del proletariato. Fra le masse, i marxisti-leninisti sostengono ogni elemento favorevole allo sviluppo della lotta, costituiscono i comitati d'agitazione per la direzione unitaria e valorizzano ogni spinta favorevole alla formazione delle assemblee popolari e dei Consigli del popolo. All'interno dei luoghi di lavoro, dei quartieri, dei paesi, delle scuole e degli uffici, i marxisti-leninisti costituiscono le cellule e le sezioni di partito con quadri preparati e provati alla lotta comunista, estendono la loro rete costruendo le organizzazioni di massa per l'educazione politica delle masse e per lo sviluppo della lotta. In ogni occasione di lotta i marxisti-leninisti sviluppano l'azione unitaria con tutti coloro che appartengono al campo rivoluzionario, che respingono ogni compromesso con la DC e i suoi alleati e che accettano una politica non estremistica volta alla mobilitazione unitaria delle larghe masse. In questo modo i marxisti-leninisti favoriscono l'avanzata del movimento e risolvono le contraddizioni con tutti i compagni sinceri creando nuove spinte unitarie per l'edificazione del Partito Comunista marxista-leninista. Questa mobilitazione crescente di massa prepara il passaggio dagli scioperi economici allo sciopero politico generale, creando le premesse della trasformazione della lotta di massa in insurrezione rivoluzionaria per la presa del potere. Sotto la direzione delle cellule e delle sezioni dell'Unione dei Comunisti, che è il nucleo promotore del Partito Comunista marxista-leninista, tutto questo grande movimento avanzerà irresistibilmente in ogni situazione di massa del nostro paese.
    OPERAI AVANZATI E INTELLETTUALI RIVOLUZIONARI, ADERITE CON ENTUSIASMO ALL'UNIONE DEI COMUNISTI ITALIANI (MARXISTI-LENINISTI)! COMUNISTI CHE ANCORA INDUGIATE, UNIAMOCI, AVANTI VERSO IL CONGRESSO DI FONDAZIONE DEL PARTITO MARXISTA-LENINISTA! AVANTI PER CONQUISTARE NUOVE VITTORIE! COMPAGNI LAVORATORI! SOSTENETE LE PAROLE D'ORDINE DELL'UNIONE DEI COMUNISTI, LEGGETE E DIFFONDETE "SERVIRE IL POPOLO", IL VERO GIORNALE PROLETARIO. SOSTENETE L'UNIONE DEI COMUNISTI, PARTECIPATE ALLA COSTRUZIONE DEL VOSTRO PARTITO, IL PARTITO DI MARX, ENGELS, LENIN, STALIN E MAO TSETUNG. VIVA LA LINEA ROSSA DEL MARXISMO-LENINISMO-PENSIERO DI MAO TSETUNG.

    Milano 1 gennaio 1971

 

 

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