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Discussione: Evviva la...

  1. #1
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    Predefinito Evviva la...

    ....democrazia!

    Ciò che è accaduto con il lodo Alfano è un fatto unico: esso indica che la legittimità della politica si impone alla legalità formale.
    Il consenso sul lodo Alfano dopo il fallimento dei tentativi che lo avevano preceduto mostra che non solo il Partito democratico ma il sistema politico italiano ha dovuto accettare il principio che il consenso del popolo fonda la legalità delle istituzioni.
    L'istituto fondamentale della democrazia, l'immunità parlamentare, era fatta per compensare gli scarti tra legittimità e legalità, tra consenso del popolo e diritto stabilito, e permettere la dinamica delle istituzioni democratiche. L'immunità parlamentare era stata abolita nel '93, sotto la pressione di un processo selvaggio, compiuto sulla base del principio incredibile che i partiti della democrazia occidentale in Italia fossero costruiti in modo mafioso, che la loro essenza consistesse nella concussione e nella corruzione.

    La mafia è stata per la cultura della magistratura rivoluzionaria il criterio con cui guardare la realtà italiana e costruire il processo penale.
    Il lodo Alfano è il ristabilimento della situazione propria di un regime parlamentare, perché garantisce il maggior responsabile della politica italiana dalle attività dei tribunali di Milano, di Palermo, di Napoli, tese a colpirlo con una costanza e insistenza da rendere evidente il «fumo di persecuzione». Questa espressione indica il titolo per cui, in numerosi parlamenti, la Camera può rifiutare il processo sino a quando il parlamentare è in carica.
    E, nel caso di Berlusconi, la persecuzione, non solo giudiziaria, ma di opinione pubblica a livello mondiale era così evidente da non avere bisogno di prove.
    Se ci fu un linciaggio mondiale contro un uomo politico, questo avvenne appunto con Berlusconi.
    E non vi è dubbio che l'attività della magistratura penale italiana fosse a un tempo determinante e inclusa in questa accusa continua: sicché il diritto del parlamentare a essere difeso dal processo infinito era più che evidente.

    Il popolo italiano ha continuato a votare Berlusconi presidente del Consiglio, sino alle ultime elezioni del 2008, che hanno confermato i risultati precedenti rendendoli definitivi.
    Era così evidente il contrasto tra legittimità e legalità che è l'elemento fondamentale delle democrazie, nate apposta per regolarlo.
    La legittimità è quella del consenso, la legalità è quella delle leggi.
    Il Parlamento media tra l'una e le altre e il parlamentare resta libero per poter compiere questa mediazione.
    Il lodo, prima Maccanico, poi Schifani e infine Alfano è stato un modo della politica per prendere atto della differenza tra la legittimità del consenso democratico e la legalità delle istituzioni, un espediente per permettere al voto popolare di ottenere il suo diritto senza togliere alla magistratura di fare il suo corso in tempi rispettosi della realtà parlamentare.
    In Francia sia il ministro Juppé sia il presidente Chirac, sono stati giudicati dalla magistratura dopo la fine del loro mandato.
    Il lodo Alfano è il ristabilimento del rapporto tra sovranità popolare e indipendenza della magistratura, che sono ambedue strumenti propri dello stato di diritto.

    Ma le circostanze in cui è avvenuto il lodo Alfano sono drammatiche: è stato necessario che la sinistra italiana consumasse la sua essenza nell'antiberlusconismo e che il centrodestra potesse ottenere il suo buon diritto solo attraverso una lotta contro le istituzioni ad esso avverse, anche quando esso era maggioritario tra il 2001 e il 2006.
    La magistratura, assunta come potere sul Parlamento e quindi sulla sovranità popolare, è stata una torsione della realtà politica e ha condotto il Paese a un nuovo clima di guerra civile.
    In termini che ricordano piuttosto il contrasto tra fascismo e antifascismo che quello tra la democrazia cristiana e il Partito comunista: una lotta senza quartiere piuttosto che un conflitto in cerca di mediazione.
    Berlusconi ha vinto la partita in modo radicale, perché il consenso che egli ha ottenuto non è quello contro un partito ma contro un sistema politico, fondato sulla cooperazione impropria tra magistratura e sinistra che era un sostanziale limite alla libertà dei cittadini e alla democrazia della nazione.
    Il Partito democratico e Di Pietro sono contrapposti ma Di Pietro è diventato il condizionatore del Partito democratico.
    Ora è incerto il futuro del sistema politico creato da Arturo Parisi, mentre il centrodestra rimane il solo responsabile della condotta della politica.
    Una grande responsabilità sia per l'uomo che la impersona sia per le forze che la compongono.

    Gianni Baget Bozzo
    bagetbozzo@ragionpolitica.it

    saluti

  2. #2
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    Predefinito Il Governo "cambia" ma....

    ....l'opposizione insiste.

    Roma - Il governo ha presentato stamattina alla Camera due emendamenti alla norma "blocca-processi" che modificano la portata della sospensione dei procedimenti. La norma non è stata ritirata come chiedeva l’opposizione, ma soltanto modificata. Non ci sarà più nessuna sospensione dei processi, ma solo un rinvio, fino a 18 mesi, di quelli "meno importanti".
    È quanto prevede l’emendamento presentato questa mattina dal governo al decreto sicurezza che di fatto elimina l’automatismo della sospensione di un anno dei processi per reati commessi entro il giugno 2002: una misura che era stata aspramente criticata da magistrati e opposizione. E che aveva suscitato non poche perplessità anche al Quirinale.
    Ora la norma, che il governo vuole introdurre al decreto sicurezza, dice soltanto che i capi degli uffici giudiziari dovranno tener conto, nella formazione dei ruoli d’udienza, delle priorità indicate nella direttiva di carattere generale introdotta nell’emendamento.
    Ogni ufficio, insomma, dovrà, alla luce di questo elenco di reati considerati prioritari, stilare un elenco "proprio" del quale dovranno essere però informati Csm e ministero della Giustizia: tanto per riaffermare che la politica giudiziaria in Italia resta nelle mani di queste due istituzioni.
    I processi che potranno essere sospesi, secondo la proposta di modifica del governo, riguarderanno quelli colpiti da indulto e cioè commessi fino al 2 maggio 2006.

    Il governo: "L'opposizione voti" "La norma è certamente diversa da come era passata in Senato e quindi penso che anche l’opposizione potrà tranquillamente votarla". Così Niccolò Ghedini, parlamentare e avvocato del premier, commenta a Skytg24 le modifiche apportate dal governo alla norma blocca-processi. Lo stesso auspicio ("L’opposizione dica sì alla nuova formulazione della norma") viene espresso da Giulia Bongiorno, relatore di maggioranza del dl sicurezza in aula alla Camera.

    Il muro del Pd Il Pd voterà "no" al dl sicurezza, nonostante la modifica alla norma blocca processi. Lo ha annunciato alla Camera il ministro della Giustizia del governo ombra del Pd, Lanfranco Tenaglia, secondo cui tali misure non sono considerate omogenee al dl sicurezza e "dovrebbero essere eliminate completamente". No anche per motivi di merito: Tenaglia ha infatti criticato "la discrezionalità data ai presidenti di tribunale". Poi spiega che il fatto che la norma sia saltata "è importante perché era una norma dannosa e pericolosa, e questa è una vittoria del Pd. E dimostra che quella norma serviva solo a bloccare i processi del premier". Ma, detto questo, le critiche restano tutte e la richiesta del Pd "è di eliminare completamente queste norme dal dl sicurezza". Quindi aggiunge: "Non si può strozzare il dibattito: ieri è stato fatto con il lodo Alfano, ci hanno fatto discutere di immunità in 48 ore. Adesso vogliono discutere di obbligatorietà dell’azione penale in 24 ore. Per noi è inaccettabile".

    "Non riguarda più Berlusconi" La nuova versione della norma "non si applica ai processi in corso nei confronti del presidente del Consiglio".
    Ghedini spiega i contenuti degli emendamenti governativi alla norma contenuta nel dl sicurezza all’esame dell’aula della Camera e assicura che ora i motivi di critica possono cadere definitivamente.
    "E' una riformulazione dell’emendamento in cui si deve dare priorità ai processi per reati più gravi, ma si dà assoluta discrezionalità ai dirigenti degli uffici di ogni singolo tribunale di fare una valutazione di come gestire questi ruoli di udienza. Non c’è più una norma rigida che informa determinate decisioni, ma ogni singolo tribunale potrà adattare la norma alle sue esigenze.
    Rimane ferma la sospensione della prescrizione per i casi di rinvio e quindi non c’è nessun nocumento per la persona offesa che potrà trasferire l’azione in sede civile con tempi dimezzati. A noi sembra una buona soluzione che tiene conto delle critiche avanzate ma anche della funzionalità dei processi e del lavoro dei tribunali". "Berlusconi - ricorda Ghedini - aveva detto che mai avrebbe utilizzato la norma blocca processi e comunque nella nuova riformulazione non si applica ai processi in corso nei confronti di Berlusconi".

    Via alla discussione
    Nell’aula di Montecitorio è iniziata la discussione generale sulla conversione in legge del decreto sicurezza. Al momento risultano 25 iscritti a parlare. Con ogni probabilità, la discussione generale si protrarrà fino a sera. Alle 11 è scaduto il termine per la presentazione degli emendamenti che hanno raggiunto la cifra di 1.200.

    Vito: "Ci costringono alla fiducia" "Vogliono costringerci a mettere la fiducia, vista la presentazione di quasi 1.200 emendamenti al decreto sicurezza, che è del tutto sproporzionata e ingiustificata".
    Elio Vito, ministro per i Rapporti con il parlamento, attacca l’opposizione per la presentazione di moltissime proposte di modifica al testo del decreto che il governo ha emendato con le norme che cambiano la cosiddetta blocca-processi. "Ci dispiacerebbe se dovessimo ricorrere alla fiducia per esclusiva responsabilità delle forze di opposizione, di cui abbiamo accolto tutte le richieste - aggiunge Vito - Ma noi entro martedì dobbiamo chiudere".

    La redazione de www.ilGiornale.it 12 07 08

    saluti

 

 

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