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Discussione: Notizie sul caso Mills

  1. #1
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    Predefinito Notizie sul caso Mills

    Il «Berlusconi-Mills» è in assoluto il processo più inconsistente e ridicolo tra tutti quelli che il presidente del Consiglio ha subito da una quindicina d’anni a questa parte: gli imputati dovrebbero augurarsi di poter andare a sentenza quanto prima per incassare un’assoluzione che sarebbe inevitabile anche per il giudice più prevenuto di questa terra.
    Questo al netto di qualsiasi lodo, ricusazione o probabile prescrizione.

    Si tratta di un processo che due pubblici ministeri che hanno la fama che hanno, Fabio De Pasquale e Alfredo Robledo, hanno frettolosamente imbastito per interrompere i termini di prescrizione e soprattutto nella speranza che in corso d’opera, a mezzo di mille approfondimenti e soprattutto costose rogatorie, potesse spuntare un appiglio per sostenere la seguente e a tutt’oggi insostenibile tesi: l’avvocato David Mills sarebbe stato ricompensato da Silvio Berlusconi come ringraziamento per due deposizioni testimoniali a lui favorevoli; lo si sarebbe scoperto per via del fatto che questo avvocato inglese, per non pagare le tasse su una determinata cifra che aveva guadagnato, a un certo punto raccontò ai suoi commercialisti che questa cifra corrispondesse a un regalo che aveva ricevuto da Berlusconi appunto come ringraziamento.
    I suoi commercialisti denunciarono le cosa che giunse all’orecchio di alcuni magistrati italiani oltreché del Fisco inglese: la differenza è che il Fisco inglese ha giudicato la cosa poco credibile e ha intimato a Mills di pagare ugualmente le tasse, i magistrati italiani invece l’hanno rinviato a giudizio con Berlusconi.

    Nota: lo stesso Mills ha infine già smentito il racconto del regalo di Berlusconi. Altra nota: sin dalle indagini preliminari è documentalmente noto che la cifra oggetto della presunta corruzione ha seguito un percorso che non riconduce a Berlusconi ma proviene dal un terzo soggetto, un armatore napoletano che vedremo poi.
    Terza nota: il processo sarebbe prescritto da un paio d’anni ma l’accusa ha creativamente sostenuto che il presunto reato non decorrerebbe da quanto Mills ha ricevuto materialmente il denaro (come spiega la giurisprudenza corrente) bensì da quando ha cominciato a movimentarlo e a spenderlo: difficile che il tribunale, una volta in camera di consiglio, accolga questa tesi e non dichiari comunque la prescrizione.
    Ultima nota: la pubblica accusa, in pratica, ha ottenuto un rinvio a giudizio per un reato compiuto genericamente «in Milano, Londra, Ginevra, Gibilterra e altrove» ma a oggi non è in grado di precisare di quali e quanti soldi si parli, dati da chi e quando, e soprattutto perché: almeno una testimonianza di Mills, infatti, non avvantaggiò Berlusconi bensì contribuì a farlo condannare in primo grado.

    Da capo, dunque. David Donald Mackenzie Mills era il creatore della galassia di società che gestiva il comparto estero di Fininvest: dunque l’amministratore, per esempio, della processatissima società All Iberian.
    Nel dibattimento in questione fu teste d’accusa: in aula, infatti, disse che la società apparteneva anche a Berlusconi e l’attuale presidente del Consiglio fu condannato anche per questo.
    Ed è il primo salto illogico: Berlusconi, cioè, avrebbe ordinato a un suo collaboratore di versare quei soldi a Mills affinché fosse reticente in due processi (Guardia di Finanza 1997 e All Iberian 1998) dove reticente non risulta esser stato.
    Secondo l’accusa, il collaboratore di Berlusconi che avrebbe passato i soldi a Mills è Carlo Bernasconi, cugino del presidente del Consiglio.
    Ma è morto.
    Come si è arrivati a tutto questo? Tutto deriva da un incredibile pasticcio di Mills: comunque sia andata.
    L’avvocato, nel 2000, usò i proventi di alcuni suoi investimenti (l’accusa sostiene che erano soldi di Berlusconi) per estinguere dei mutui anche a nome della moglie, il ministro della Cultura Tessa Jowell: una grana per cui lei rischierà le dimissioni forzate.
    Il problema, infatti, è che nel gennaio 2004 da Mills aveva bussato il fisco.
    Ed ecco la follia, o il reato: l’avvocato volle sostenere che erano soldi esentasse, e per rafforzare la tesi chiese consulenza a uno dei suoi commercialisti, Bob Drennan, e gli lasciò una lettera che riassumeva il problema sostanziale ma ne inventava gli attori: questo sostiene la difesa ma oggi anche i documenti.
    Nella missiva, infatti, scrisse che la cifra in questione corrispondeva al regalo di un certo Bernasconi a seguito delle testimonianze rese in due processi. Brennan, come Mills certo non aveva previsto, fece però leggere la lettera al suo socio David Barker e insieme decisero di passarla al Seriuos Fraud Office (l’antiriciclaggio inglese) che a sua volta chiese spiegazioni a Mills. Panico.
    Ma il peggio doveva venire: la lettera giunse alla Procura di Milano e i magistrati s’ingolosirono, come di primo acchito pareva giusto.

    Il 18 luglio 2004 Mills venne interrogato per dieci ore sinché «crollò» e fece il nome di Berlusconi. Non spiegò, però, come gli erano arrivati quei soldi.
    Mills, al Daily Telegraph, racconterà che i magistrati lo inquisirono a notte fonda, con cattiveria, sino a fargli dire «scrivete qualcosa e io lo firmerò». Successivamente smentirà.
    Come andò veramente? Una prima opinione la diede la vertenza col fisco inglese: quei soldi furono effettivamente dei proventi di investimenti e basta, sancì. Non un regalo.
    Mills infatti ha dovuto pagarci le tasse.
    Chiusa la vertenza, e con essa forse la necessità di parlare di regali, Mills cercò di parlare coi magistrati che però non l’ascoltarono. Era il novembre 2004. Preparò allora una memoria dove ecco, raccontò una verità che a oggi appare insuperabile: quei soldi provenivano non da Berlusconi, ma da una serie di operazioni condotte sin dal 1992 per conto dell’armatore italiano Diego Attanasio, un tizio che peraltro era stato inquisito a Salerno per corruzione ed era interessato a salvare un po’ di soldi con un gioco di compravendite di due navi.
    La ricostruzione della partita di giro, che parte dalle Bahamas e che è complicatissima, figura nelle carte del processo da almeno due anni: ma nei giorni scorsi è stata spiegata in aula dal consulente contabile Andrea Perini, docente di diritto penale commerciale e Torino. Quei soldi si originano dalla compravendita quinquennale della motonave Ocean Installer: e da nessun’altra direzione.

    Non fosse chiaro: il capo d’imputazione non si regge più su nulla.
    La consulente Claudia Tavernari, nell’udienza di lunedì prossimo, dovrebbe inoltre demolire la tesi di ripiego dell’accusa: ossia che soldi passati da Berlusconi a Mills possano essere rintracciabili nei circuiti del paradiso fiscale di Gibilterra.
    Ma l’esito, in termini cartacei, è già noto. Non c’è nulla neanche lì.
    Ai magistrati, in pratica, rimane solo la lettera di Mills (smentita da Mills) dove Mills raccontava che una certa cifra corrispondeva a un regalo di Berlusconi (come smentito dalle carte e dal disco inglese) effettuato tramite un morto. Ergo: il processo è finito.
    La temuta requisitoria dell’accusa, di cui si temeva l’eco politica, non risulta in calendario neppure per settembre.

    Filippo Facci su www.ilgiornale.it di oggi

    saluti

  2. #2
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    sarà anche così ma rimprovero a Berlusca di non saper gestire gli affari suoi che poi vengono messi alla luce e criminalizzati per anni e ciò non può piacere a chi lo ha votato perchè qualora fosse anche innocente è evidente che danneggia le aspirazioni dei cittadini che vogliono abbattere le parrocchie del parassistismo e dunque dovrebbe togliersi dai piedi per non lasciare in balia dei rivoluzionari di professione il Paese e in particolare la parte più responsabile dei cittadini moderati in tutto, anche nelle ingiurie in cui sono specialisti i progressisti all'opposizione.

  3. #3
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    Ma cosa ti aspetti che IL GIORNALE???? Che magari dia contro al berlusca???? E logico che dica cosi....

  4. #4
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    Faccia faccia il magistrato se pensa di essere all'altezza.. Secondo me non passa nemmeno l'esame di stato..

    Detto questo, se il giornale di famiglia dice che è così palesemente innocente, si faccia processare, che mi pare gli sia sempre andata bene..

  5. #5
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    De pasquale non fu il magistrato che promise a Cagliari la scarcerazione e poi partì per le vacanze inducendo così Cagliari al suicidio?

  6. #6
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    Facci ha SEMPRE ragione; anche quando pochi giorni fa chiese INSPIEGABILMENTE le dimissioni di una ministra DIFFAMATA?

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Pitti Visualizza Messaggio
    Ma cosa ti aspetti che IL GIORNALE???? Che magari dia contro al berlusca???? E logico che dica cosi....
    -----------------------------
    Sei arrivato ieri e già ti fai notare?
    Che c'entra Il Giornale con la giustizia inglese?

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Saint-Just Visualizza Messaggio
    Faccia faccia il magistrato se pensa di essere all'altezza.. Secondo me non passa nemmeno l'esame di stato..

    Detto questo, se il giornale di famiglia dice che è così palesemente innocente, si faccia processare, che mi pare gli sia sempre andata bene..
    -------------------------------------------

    Perchè è stato sempre trovato palesemente innocente, per 18 volte, o giù di lì.
    Amico: l'immondizia valla a scaricare nel tuo sito.
    Quella sì è roba vostra.

  9. #9
    vae victis
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    Non dire cagate su.

    Citazione Originariamente Scritto da mustang Visualizza Messaggio
    Perchè è stato sempre trovato palesemente innocente, per 18 volte, o giù di lì.
    Tieni vah.


    Il processo Il consulente dell' avvocato: quei 600mila dollari non vengono dal Cavaliere

    MILANO - I 600 mila dollari monetizzati nel 2000 sul Torrey Global Fund dall' avvocato inglese David Mills (ideatore del comparto estero occulto Fininvest), e «figli» dei 2 milioni e 50 mila dollari che non si sapeva da dove fossero affluiti alle Bahamas nel luglio 1997 sul conto gestito da Mills presso la Mees Pierson Bank, non arrivarono da imprecisati fondi di Berlusconi tramite lo scomparso manager Fininvest Carlo Bernasconi, come la Procura asserisce sulla scia della lettera autoincriminatoria di Mills nel 2004 ai propri commercialisti inglesi: non può essere questa la provenienza perché è invece documentato che quei soldi ne hanno tutt' altra, e hanno cioè come origine il guadagno nella compravendita 1992-1997 della motonave Ocean Installer realizzato dall' armatore napoletano Diego Attanasio, un cliente di Mills che gli aveva affidato istruzioni in bianco perché mettesse il suo patrimonio al riparo dai magistrati di Salerno che nel 1997 lo avevano arrestato. E' quanto ieri il consulente contabile di Mills (Andrea Perini) ha mostrato al processo a Berlusconi per l' ipotizzata corruzione di Mills, che dal premier con quei 600 mila dollari sarebbe stato «ringraziato» per le sue deposizioni reticenti in due processi nel ' 97 e ' 98. La difesa taglia così la strada alla ricostruzione del giro dei soldi che l' accusa ha ipotizzato nell' iniziale capo d' imputazione. Resta in teoria la possibilità accusatoria che Mills abbia mescolato i soldi di asserita provenienza berlusconiana con quelli dei suoi clienti non nel circuito-Bahamas ma nella galassia-Gibilterra dove Mills si appoggiava ai fratelli avvocati Marrache. Ma qui Perini, docente di diritto penale commerciale a Torino, passa il testimone alla moglie commercialista Claudia Tavernari, che da consulente di Berlusconi promette di dimostrare, in tre enormi tomi nell' udienza del 18 luglio, che anche nel mondo-Marrache non sarebbe rintracciabile alcun flusso inspiegato e dunque di possibile matrice berlusconiana. Rispetto agli atti noti sino a ieri, la novità è che il consulente di Mills è stato in grado di risalire a ritroso fino al 1992 alla provvista di denaro di Attanasio. Nel dicembre 1992 una società liberiana dell' armatore, Boy Shipping, presta a una società domiciliata a Guernsey sempre di Attanasio, la Dendor, 2 milioni e 50 mila dollari, con i quali Dendor acquista dalla Diamar (ancora di Attanasio) quote dell' immobiliare Due Lune spa. Che dopo due anni e mezzo è rivenduta alla finanziaria Mesa srl di Attanasio per 5,2 miliardi di lire pagati in tre tranches sull' Hadrian Trust costituito da Mills sempre per Attanasio. Con questi soldi l' armatore finanzia altre sue due società, la Investment Development Holding e la Ocean Support Services, con le quali nel 1997 rileva per 3,7 milioni di dollari dalla Saipem la nave Ragno Due, la riattrezza, la ribattezza Ocean Installer e la vende per 11,5 milioni, anche se ne guadagna solo 9,3 perché la differenza resta incagliata in un contenzioso. Sono questi 9 milioni ad affluire alle Bahamas su Mees Pierson Bank, ed è da essi che 2 milioni e 50 mila dollari approdano sul conto di Mills alla Cim di Ginevra, dove Mills ne intasca direttamente 439 mila e smista il resto su una società (la ex Iss) che ribattezza Struie e fa gestire all' amministratrice dei soldi di Flavio Briatore. Dietro questa targa Briatore, che il consulente di Mills ammette di «non avere alcuna reticenza a riconoscere come un tentativo di Mills di confondere le acque», la Struie (in realtà Mills) investe 600 mila dollari nel 1998 nel fondo Giano Capital e nel 1999 nel Torrey Global, le cui quote trasferisce a sé il 29 febbraio 2000 e incamera in ottobre. Fine del giro dei soldi. Che dunque, argomenta il perito, non è quello descritto dal pm nell' imputazione. E che, al contrario, disegna un filo diretto (per quanto complicatissimo) dal 1992 di Attanasio al 2000 di Mills. Senza mai Berlusconi in mezzo. lferrarella@corriere.it

    Ferrarella Luigi


    Pagina 8
    (8 luglio 2008) - Corriere della Sera

    http://archiviostorico.corriere.it/2...80708036.shtml

  10. #10
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    Tutto questo e ciò che ha chiarito nei giorni passati Facci su il Giornale è a conoscenza dei magistrati che si occupano del caso e dei loro superiori?
    Quanti anni dovranno passare per leggere una "sentenza"?

    saluti

 

 
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