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Sforbiciata del 20% anche per assessori e consiglieri comunali. L'Anci: "Assurdo"
ALESSANDRO BARBERA
ROMA
L’amara medicina gli era già stata imposta dal dottor Padoa-Schioppa: -10%. Ora il nuovo medico - alias Giulio Tremonti - raddoppia la dose: un taglio del 20% alle indennità di sindaci, assessori e consiglieri comunali. Ancora ieri il Governatore della Lombardia Roberto Formigoni lamentava i «troppi tagli al comparto salute». Chissà se sapeva già che un emendamento del governo alla manovra (il 60.02) permette di coprire metà degli 800 milioni mancanti dall’abolizione del ticket sulla diagnostica con gli stipendi dei sindaci: «A decorrere dal primo gennaio 2009 le indennità di funzione ed i gettoni di presenza sono rideterminati con una riduzione del 20% rispetto all’ammontare risultante alla data del 30 giugno 2008». Inoltre, «sino al 2011 sono sospese le possibilità di incremento». La novità ha fatto saltare sulla sedia il numero uno della lobby del Comuni nella maggioranza, il vicepresidente Pdl alla Camera e numero due dell’Anci Osvaldo Napoli. Più che con il governo, Napoli ce l’ha con la Conferenza delle Regioni rea di avere spinto il governo alla mossa: «E’ assurdo tagliare lo stipendio a sindaci che nelle grandi città guadagnano forse metà di un qualunque consigliere regionale. La norma va cambiata». Ai Comuni non basta l’ultima concessione ottenuta: i proventi da cessione di azioni o quote di società dei servizi pubblici locali, se destinati alla riduzione del debito, potranno essere lasciati fuori dal Patto di stabilità interno, il tetto alle spese.




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