Pietro il Grande trionfa online
è lui "il nome della Russia"
LEONARDO COEN
Pietro il Grande è il Russo per eccellenza. E' suo il "nome della Russia" più simbolico. Colui che più di ogni altro ha dato grandezza ed onore alla patria. L'uomo che meglio di ogni altro concentra in sé e nella sua biografia lo spirito della nazione, le sue ambizioni, i suoi sogni di grandezza: non a caso, è il beniamino di Putin. I russi hanno scelto lo zar che fondò Pietroburgo quale personaggio storico emblematico numero uno della Russia, in una lista che comprendeva 500 nomi, quelli dei personaggi più significativi della storia e della cultura del paese, selezionati da una giuria di storici ed esperti (unica limitazione: che fossero esclusi i personaggi viventi). L'impegno era di restringere a 50 la rosa dei nomi.
Pietro il Grande precede il grande poeta Alexsandr Puskhin, che in Russia è venerato come nessun altro, al terzo posto c'è Stalin davanti a Lenin, segue il leggendario maresciallo Zhukov che comandò l'Armata Rossa contro i nazifascisti invasori, in sesta posizione troviamo il mitico Yurij Gagarin, il primo cosmonauta, l'eroe dello spazio. Caterina II la Grande è soltanto ottava, mentre Tolstoj è appena tredicesimo.
Ivan il Terribile è ventiseiesimo, subito dopo Eltsin, prima di Anton Cechov e Nikolaj Gogol. Ultimo, al cinquantesimo posto, Roederick, il fondatore della prima dinastia degli zar pre- Romanov, di origine vichinga. Ma non è ancora detta l'ultima parola. Infatti i russi torneranno a cliccare nel sito http://www.nameofrussia.ru, dove si trova la lista, per un'ulteriore selezione: entro il mese di settembre i russi dovranno scegliere i 12 per loro più importanti fra questi 50. Poi, a fine anno, verrà annunciato il Nome della Russia definitivo, dopo tutta una serie di dibattiti in diretta tv: ciascuno dei dodici superstiti avrà diritto alla "difesa" da parte di un autorevole "avvocato".
L'idea è del canale tv statale "Rossija" che nei mesi scorsi ha lanciato una sorta di referendum nazionale per appurare appunto il "Nome della Russia", il nome cioè della figura storica che più simbolizza il carattere, la tradizione e i valori della Russia. E' stato così aperto il sito www. nameofrussia. ru con la prima lista dei 500 nomi. Il 12 giugno, in occasione del "Giorno della Russia", la festa nazionale patriottica istituita da Eltsin, il canale "Rossija" ha annunciato i risultati della selezione intermedia: la trasmissione ha fatto segnare i picchi di audience più alti.
Come in un giallo il nome del colpevole salta fuori sempre all'ultimo, così il "nome della Russia" (provvisorio) è stato enunciato soltanto alla fine di un'estenuante maratona tv, non senza la necessaria suspense. Quanto alle analisi, queste sono venute in un secondo tempo. Scorrendo la lista dei 50 personaggi più importanti della storia russa, secondo il giudizio dei votanti, scopriamo che 14 sono stati capi di Stato, in un modo o nell'altro e 5 di costoro esercitarono il potere nel Ventesimo secolo (Nicola II, Lenin, Stalin, Krusciov ed Eltsin). Il grande successo ottenuto da Stalin dovrebbe farci riflettere: era un tiranno ed un assassino: "Ma che cosa si può fare se con il suo nome i nostri nonni andavano all'attacco e colpivano i nazisti", si legge sui giornali, "dove è il confine tra la verità storica e la percezione personale della Storia?", si domanda il quotidiano moscovita Rossiskaija Gazeta. Colpisce, per esempio, la presenza di una figura storica piuttosto sfumata, legata alla storia antica - e priva di fonti coeve - della Russia, come Roederick (in russo Rjurik). Non quella di Jurij Dolgorukij, cioè Giorgio detto "Braccia Lunghe", il fondatore di Mosca, è un omaggio alla capitale: in realtà, Dolgorukij, pur essendo Gran Principe di Kiev, non fece niente di notevole, mentre Ivan III, lo zar che riunì la Russia e la liberò definitivamente dal giogo dei tartari-mongoli, non c'è tra i 50.
Il gioco di chi c'è e non c'è è antico come il mondo. Nella lista dei 50 vi sono santi, condottieri (una decina), zar, capi comunisti, attori, aguzzini, artisti. Però manca uno come Rasputin. Mancano grandi pittori come Kandiskij, Chagall, Malevich. Mancano i premi Nobel della letteratura Boris pasternak e Mikhail Sholokhov, in compenso ci sono Vladimir Dal e Aleksandr Blok: Dostoevskij è solo quindicesimo. Manca il regista Ejzenstejn, che pure è il più noto nel resto del mondo. In compenso ci sono Piotr Stolypin e il principe Potiomkin, di cui non si ricorda magari l'attività politica, però i termini come "vagono di Stolypin" e "villaggi di Potiomkin" sono ancora vivi nella memoria popolare. Infine, è curioso osservare una carenza di personaggi "romantici": dei primi piloti e degli esploratori non vi è traccia, salvo Gagarin. Persino lo sport è stato maltrattato: l'unico citato è il grandissimo Lev Jascin, il portiere saracinesca della nazionale di calcio sovietica. Dimenticavo: al quarantottesimo posto c'è il medico Nikolaj Ivanovic Pirogov. Precursore della moderna chirurgia, operò Garibaldi ad una gamba.
[ FONTE: LA REPUBBLICA ]




Rispondi Citando

