
Originariamente Scritto da
Defender
Senza alcuna polemica, mi piacerebbe conoscere da voi addentro (

) le intenzioni del PdL riguardo alle elezioni Europee.
S'è detto a gran voce che il PdL fa riferimento al Partito Popolare Europeo, tout court.
Ora, a parte i ghigni che spontanei mi sorgono se penso all'ottima e destrosa umanità (sia POLliana che real-politico-nazionale, dal Dottor Zoidberg ad Alemanno) che fanno riferimento alla masnada di democristi e inciucisti che appestano quel gruppo parlamentare europeo, mi chiedo francamente se il PdL, ragioni di potabilità politica a parte, non abbia più caratteri da UEN che da PPE.
Non solo i caratteri più recenti propendono in questa direzione (il centrista Rutelli sbattuto fuori a calci dai romani che hanno scelto il non-centrista Alemanno), sed etiam la sanissima prassi in questi primi mesi sono più assimilabili ad una DESTRA POPOLARE che ad un "centro", "moderato" e "giudizioso" e sistematicamente prono al peggiore potere tecnico e finanziario.
Inoltre
il collocarsi nel PPE lascerebbe spazio a LaDestra e alla Lega Nord, formazioni entrambe militanti nella UEN, UEN che potrebbe presto allargarsi ad altri pezzi di puro democristianesimo come il BCP e il FN.
Inoltre, il fatto che altri partiti di centrodestra europei si trovino nel PPE (come l'UMP delle lande della Gallia) mi sembra che sia leggermente sopravvalutato rispetto alla vera natura del PdL, sparate su Mangano e altre cazzate a parte e cioè la natura di un partito finalmente conservatore, popolare e non assistenzial-moderato-tecnocrate.
Un'altra opzione che ho leggiucchiato qui e là è che si corresse con le vecchie liste separate, AN, FI e vario altro assortitume, in modo da definire con maggiore calma il problema dell'appartenenza.
Voi che dite?