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DEL TURCO, GIP: DIRIGEVA ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE
PESCARA - Ottaviano Del Turco "promuoveva, costituiva, organizzava e dirigeva l'associazione per delinquere". Lo si legge nell'ordinanza scritta dal Gip Maria Michela Di Fine che ha portato all'arresto del Governatore della Regione Abruzzo, nell'ambito di una inchiesta in cui Del Turco é accusato di associazione per delinquere, concussione e corruzione. Secondo i magistrati, si legge a pagina 20 dell'ordinanza, Del Turco "imponeva e realizzava un sistema di gestione illegale dei rapporti con le case di cura private, imperniato sulla mancanza di trasparenza, sulla violazione delle leggi e dei principi di imparzialità e buon andamento, sulla incertezza ed arbitrarietà in ordine a tempi, modi e regole in tema di negoziazioni, pagamenti e controlli, in tema di valutazione dell'operato delle cliniche ed altresì caratterizzata dalla imposizione di rapporti privilegiati con l'istituto bancario Deutsche Bank".
DEL TURCO IN CARCERE ASPETTA L'INTERROGATORIO - E' stato fissato dalla Procura di Pescara un calendario degli interrogatori delle dieci persone - tra le quali il presidente della Giunta regionale, Ottaviano Del Turco - arrestate lunedì scorso nell'ambito dell'inchiesta sulla tangenti per 15 milioni di euro nella sanità abruzzese. Si comincia domani con il capogruppo regionale del Pd Camillo Cesarone, che sarà sentito nel carcere di Chieti alle 9; alle 11 sarà la volta del presidente Del Turco nel carcere di Sulmona (L'Aquila), mentre alle 14 toccherà all'assessore alle Attività Produttive, Antonio Boschetti, nel carcere di Lanciano (Chieti).
Venerdì sono in programma nel carcere di San Donato a Pescara, a partire dalle 9.30, gli interrogatori dell'ex manager della Asl di Chieti, Luigi Conga, dell'amministratore delegato della società di ricerche di personale Humangest, Gianluca Zelli e il segretario generale della Presidenza della Giunta regionale, Lamberto Quarta. Lunedì invece saranno sentiti in Procura a Pescara, a partire dalle 9, l'assessore regionale alla Sanità, Bernardo Mazzocca, il suo segretario particolare Angelo Bucciarelli, l'ex assessore alla Sanità Vito Domenici, all'epoca Fi, oggi consigliere regionale Pdl, l'ex presidente della finanziaria regionale (Fira), Giancarlo Masciarelli, e il direttore generale dell'azienda sanitaria regionale, Francesco Di Stanislao.
Da questa mattina Del Turco - in isolamento nel carcere di Sulmona - può leggere i suoi libri: il direttore del carcere, Sergio Romice, ha avuto l'ordine di accontentarlo. Oltre ai libri che Del Turco si era portato con sé da Collelongo (L'Aquila) - cinque romanzi - Romice ha messo a sua disposizione anche quelli custoditi nella biblioteca del carcere, inaugurata lo scorso mese. Tra le richieste sembrerebbe che Del Turco abbia avanzato la possibilità di rileggere "L'avventura di un povero cristiano" di Ignazio Silone, libro che parla della storia di Celestino V, il Papa del Gran Rifiuto. Il carcere di Sulmona si trova proprio ai piedi del monte Morrone, dove si affaccia l'eremo di Celestino dove l'allora frà Pietro ha trascorso il periodo di eremitaggio in preghiera e contemplazione. Questa mattina Del Turco ha fatto di nuovo colazione regolarmente e alle 11.30 ha pranzato con riso, verdura e una mozzarella.
MOVIMENTO GIUSTIZIA CSM, "IL PREMIER DENIGRA"
I magistrati di Pescara che si stanno occupando dell'inchiesta che ha coinvolto il presidente della regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco, sono stati oggetto di "attacchi denigratori" da parte di "esponenti politici, alcuni dei quali rivestono responsabilità istituzionali". Per questo il Csm deve intervenire a loro tutela. E' quanto chiedono i tre consiglieri togati del Movimento per la Giustizia. Il riferimento, seppure non esplicitato, è alle parole del premier Silvio Berlusconi, che ha parlato di "teoremi" e anche alle affermazioni del presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga.
I magistrati che si occupano delle indagini e che hanno emesso l'ordinanza cautelare in particolare sono stati oggetto di "accuse generiche di parzialità e di giudizi preconcetti - scrivono Ciro Riviezzo, Mario Fresa e Dino Petralia nella richiesta di apertura di una pratica a tutela depositata al Comitato di presidenza Csm - quando non di strumentalità dell'azione giudiziaria rispetto a supposti scopi politici"; e sono stati additati "di fronte all'opinione pubblica come esempio paradigmatico del cattivo funzionamento della giustizia nel nostro Paese".
Queste dichiarazioni, proprio in quanto provenienti da "soggetti investiti di responsabilità istituzionali, appaiono ancora più gravi -
sottolineano i tre consiglieri - in quanto rischiano di costituire un'indebita interferenza con il sereno svolgersi dell'attività giudiziaria, in violazione del principio di separazione tra i poteri dello Stato ed impongono al Csm di intervenire a tutela dei magistrati attaccati e in generale della indipendenza della giurisdizione". La pratica, secondo la richiesta dei consiglieri del Movimento, dovrebbe essere aperta dalla Prima Commissione di Palazzo dei Marescialli.
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