
Originariamente Scritto da
mystery
come non facessero già schifo ora .. ci sono + buche a roma che nelle miniere.. :
crisi generale ormai ..

banche che falliscono ..
schioperi in tutto il mondo ..
http://www.adnkronos.com/IGN/Economi...1.0.2339252798
Roma, 15 lug. - (Adnkronos) -
L'aumento del costo del greggio mette in ginocchio il settore dell'asfalto, ''già penalizzato dai costi energetici, dai trasporti ma anche dalla tassa sul bitume (unica in Europa) e dalle gare al massimo ribasso. Pericolose ricadute su qualità e sicurezza delle strade alla vigilia dell'esodo estivo''.
La protesta viene dal Siteb, l'associazione che in Italia rappresenta gli operatori della filiera dell'asfalto.
''Se nei prossimi giorni il costo del petrolio dovesse continuare ad aumentare senza alcun intervento di tutela da parte del Governo,
saremo costretti a bloccare i lavori di pavimentazione stradale previsti nelle prossime settimane, interrompendo il ritiro del bitume ed astenendoci dalle future gare d'appalto pubbliche'', dice il presidente dell'associazione Carlo Giavarini.
''L'inarrestabile ascesa del prezzo del petrolio sui mercati internazionali e italiano ha causato non solo i 'tangibili' aumenti dei costi dei carburanti alla pompa per cittadini e aziende, ma anche una
situazione, meno evidente, ma altrettanto critica, per gli operatori del bitume stradale. Il bitume è, infatti, un prodotto di strettissima derivazione petrolifera e, come tale, è coinvolto 'nell'impennata' di queste ultime settimane - continua Giavarini - Va notato che tale ascesa si è registrata proprio in corrispondenza dei mesi in cui si concentrano gran parte dei lavori sul manto stradale e, quindi, di maggiore richiesta del bitume da parte degli operatori del mercato''.
''Le nostre aziende - sottolinea ancora il presidente del Siteb - sono oggi vicine al collasso, strette, da una parte, dalle continue oscillazioni verso l'alto del valore della materia prima bitume (
+51,7 % negli ultimi 12 mesi), dall'altra, dagli importi non soggetti a revisione determinati in gare d'appalto per lo più condotte al massimo ribasso''. Negli ultimi 60 giorni la situazione è diventata non più sostenibile con un aumento del valore della materia prima del 41% (dai 310 euro di metà maggio ai 440 euro registrati oggi), che ha portato al totale esaurimento dell'utile di impresa preventivato in fase di appalto. ''Chiediamo quindi al Governo'', conclude il Presidente Giavarini, ''di stabilire un tavolo di confronto con il nostro comparto''.