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  1. #1
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    Predefinito Il cervello più evoluto è più lento

    ROMA
    È un vero e proprio elogio della lentezza il risultato a cui sono arrivati neuroscienziati di diversi Paesi, fra cui l’Italia, studiando la comunicazione tra i due emisferi del cervello, in specie animali diverse (macaco, scimpanzé e Uomo) e fra aree diverse del cervello dello stesso primate con compiti via via più complessi.

    Lo studio appena pubblicato sulla rivista americana Proceedings of the National Accademy of Science (Pnas), apre la strada a teorie in senso opposto a uno dei dogmi della tecnologia dell’informazione, quello secondo cui l’evoluzione degli strumenti va di pari passo con la velocità di processo delle informazioni.

    A firmare l’articolo sono Roberto Caminiti, del dipartimento di Fisiologia e Farmacologia, della Sapienza di Roma, nei cui laboratori si è svolta gran parte degli esperimenti, Hassan Ghaziri, dell’Istituto di tecnologia svizzero a Losanna, Ralf Galuske, dell’Università di Darmstadt, Patrick Hof, del dipartimento di neuroscienze della Mount Sinai School of Medicine di New York, e Giorgio Innocenti, del dipartimento di neuroscienze del Karolinska Institutet di Stoccolma.

    In ognuna delle tre specie di primati considerati, i due emisferi comunicano tra loro attraverso fibre nervose di differente diametro e lunghezza, quindi con velocità e tempi di trasferimento delle informazioni diversi: più grosse e corte sono le fibre, più veloce è la conduzione delle informazioni; al contrario fibre sottili e lunghe nel corpo calloso comportano tempi di trasmissione più lenti.

    «Le maggiori dimensioni del cervello dell’Uomo, la sua asimmetria anatomica e la lateralizzazione delle funzioni suggeriscono che le connessioni fra gli emisferi siano state sottoposte a una riorganizzazione sostanziale durante l’evoluzione dei primati. I tempi delle interazioni fra i due emisferi, sono probabilmente un vincolo di importanza cruciale di questa riorganizzazione», si legge nell’articolo. Con l’aumento delle dimensioni del cervello, dallo scimpanzé all’Uomo, però non avviene l’attesa crescita delle dimensioni del diametro delle fibre per la comunicazione fra le diverse aree dei due emisferi (come avviene invece nel passaggio evolutivo precedente, fra macaco e scimpanzé, ed è lecito supporre, nei passaggi evolutivi precedenti).

    A sorpresa, l’Uomo moderno mantiene connessioni tra gli emisferi cerebrali appropriate per un cervello delle dimensioni di un nostro lontano antenato, l’Austrolopitecus. «Ciò significa che nel processo evolutivo attraverso le specie, c’è stata una significativa dispersione temporale nella trasmissione delle informazioni tra i due emisferi, con la prevalenza di un meccanismo basato sul trasferimento lento dei segnali nervosi, piuttosto che sulla massima velocità possibile», spiega Caminiti.

    A confermare l’ipotesi che associa velocità ridotta a complessità delle funzioni, vi è la misura di fibre di diametro ridotto (e quindi velocità ridotte di trasmissione, dato la lunghezza diversa non è sufficiente a compensare il ritardo), in uno stesso primate, ma al variare delle aree del cervello messe in comunicazione: più sono complesse le funzioni associate alle diverse aree, più le fibre sono strette e la comunicazione lenta.

    «In ognuna delle tre specie esaminate, ciascuna area cerebrale comunica con la sua area omologa nell’altro emisfero attraverso fibre di differente diametro e lunghezza, quindi, con differenti velocità e tempi di trasferimento delle informazioni.

    Le aree sensoriali e motorie comunicano con maggiore velocità rispetto alle aree associative, responsabili delle funzioni mentali più elevate e comparse più tardi nell’evoluzione», sottolinea Caminiti. (Fra la corteccia motoria e quella prefrontale, deputata a funzioni più complesse, la velocita di trasmissione quasi raddoppia).

    «Abbiamo studiato le potenziali implicazioni di questa osservazione attraverso la simulazione del comportamento di una rete di neuroni situati nei due emisferi cerebrali. E abbiamo visto che gli aspetti temporali del trasferimento delle informazioni influenzano la frequenza delle oscillazioni che gli emisferi cerebrali usano per le loro interazioni», sottolinea Caminiti riferendosi a quello che viene considerato come un possibile elemento cruciale, per consentire lo sviluppo di funzioni superiori, una sorta di coordinamento dell’attività neuronale fra diverse aree con funzioni diverse.


    Il cervello più evoluto è più lento - LASTAMPA.it
    La sua mamma è preoccupata perché dice parolacce e manda tutti a fanc..

  2. #2
    .
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    Predefinito Rif: Il cervello più evoluto è più lento

    Certo, il pensiero associativo è lento. E tanto più il cervello è pieno di pensieri, tanto più sarà lento.

    Invece quando stai andando a 200 km/h in autostrada non stai affatto pensando, perchè stai utilizzando un altro "canale" di collegamento con la realtà...

    Se pensi sei finito, troppo lento!

    Lo stesso dicasi quando ti trovi in una situazione di pericolo... Non ti metterai a pensare e la tua reazione sarà dovuta all'emotività più che alla logica razionale... Perchè è molto più veloce questo genere di risposta rispetto al pensiero...
    E forse così ti potrai salvare la vita...
    Ultima modifica di donerdarko; 11-01-10 alle 21:18
    Segni particolari: "macchina da espansione razziale euro-siberiana" (Giò91)

  3. #3
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    Predefinito Rif: Il cervello più evoluto è più lento

    Citazione Originariamente Scritto da donerdarko Visualizza Messaggio
    Certo, il pensiero associativo è lento. E tanto più il cervello è pieno di pensieri, tanto più sarà lento.

    Invece quando stai andando a 200 km/h in autostrada non stai affatto pensando, perchè stai utilizzando un altro "canale" di collegamento con la realtà...

    Se pensi sei finito, troppo lento!

    Lo stesso dicasi quando ti trovi in una situazione di pericolo... Non ti metterai a pensare e la tua reazione sarà dovuta all'emotività più che alla logica razionale... Perchè è molto più veloce questo genere di risposta rispetto al pensiero...
    E forse così ti potrai salvare la vita...
    la lentezza ti salva la vita.

    grazie OCCIDENTE, grazie anglo-americani, grazie Israele, grazie ucraini.



    la libertà avanza ...........

  4. #4
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    Predefinito Rif: Il cervello più evoluto è più lento

    Sicuramente il pensiero più semplice , come quello degli animali , è più veloce , perchè guidato automaticamente dall'istinto , non serve ragionare più di tanto , quindi in questo senso è ragionevole dire che più il cervello è complesso e più è lento , d'altronde la complessità cerebrale deriva proprio dalla moltiplicazione delle sinapsi , a sua volta spia di problemi/atteggiamenti/esperienze sempre nuove e difficili , l'animale ripete sempre gli stessi schemi ergo la sua ipotrofia cerebrale.
    CLAUDIA CONTE, TI AMO!

 

 

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