Diliberto presenta il Congresso Nazionale del PdCI
«Lanceremo la proposta di riunificazione delle forze comuniste presenti in Italia, a partire da Rifondazione comunista», così il segretario nazionale Oliviero Diliberto presenta alla stampa il V congresso del Pdci. Un congresso che vede la presenza di due mozioni, quella di maggioranza, approvata dal comitato centrale, “Ricostruire la sinistra. Comuniste e comunisti, cominciamo da noi” e la seconda, “Una necessità per il paese: unire la sinistra”.
Comuniste e comunisti cominciamo da noi, quindi. Di qui la proposta al Prc, tutto, specifica Diliberto, indipendentemente da chi vincerà quel congresso: «Non ci limiteremo a registrare uno status quo» perché anche di fronte ad una eventuale risposta negativa o attendista, «continueremo ad incalzare». E dice di più, perché è convinto che ci siano le condizioni per presentare alle elezioni europee del prossimo anno un'unica lista comunista «indipendentemente dalla soglia di sbarramento, perché è una scelta politica».
«Non è tempo di andare divisi» continua il leader del Pdci, «perché ci aspetta un autunno di confronto unitario e le nostre sono prospettive di lotta», motivo per cui lancia una grande manifestazione nazionale, ad autunno, di tutta la sinistra, di chiunque voglia protestare condividendo la piattaforma politica, contro il governo sulle grandi questioni sociali, «alla vigilia di una probabile recessione, a partire da salari e pensioni». Con chi ci sta, a sinistra, su queste parole d'ordine. Che potranno essere quelle del Partito democratico, che ha già lanciato una manifestazione per ottobre? Si verificherà la piattaforma, ovviamente, ma Diliberto dubita che si potrà fare insieme.
Comunque, nonostante ci si trovi fuori dal Parlamento, «ci dobbiamo riappropriare della piazza per non lasciare l'opposizione ad altri». Perché, spiega, «la formula “partito di lotta e di governo” non ha funzionato» questi ultimi due anni lo hanno dimostrato, «perché se governi devi governare, non protestare, risolvere i problemi reali che si presentano» ma se i rapporti di forza sono sfavorevoli, allora non è possibile, perché non si ottiene nulla. «E questo deve valere a tutti i livelli, dal nazionale al territorio, no ad alleanze a prescindere, ma valuteremo di volta dove ci sono le condizioni e dove non ci sono».
Un congresso importante, quindi, di analisi, di lotta e, perché no, di riscossa
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