E-Mail, 11 Agosto 2008 alle 13:28:11
Samanta : una lettera di risposta a Confindustria Perugia
Il 25 novembre del 2006, era un sabato, quattro operai di una raffineria: Maurizio Manili (titolare), Tullio Mottini, Vladimir Toder e Giuseppe Coletti, stavano effettuando una manutenzione presso la Umbria Olii. Per gli operai sarebbero stati sedici euro in più sulla busta paga.
Uno di loro fora un silos contenente esano. Un’esplosione immediata, l’esano al contatto con l’aria è infiammabile. I quattro lavoratori muoiono carbonizzati. Sono trascorsi quasi due anni. Giorgio Del Papa, il Presidente della Umbra Oli, per difendersi ha mandato avanti prima la politica, ad un anno esatto il 24 novembre del 2007 il consigliere regionale Aldo Tracchegiani chiedeva di far riaprire l’impresa: “Ci sono oltre 40 dipendenti, le loro famiglie e un imprenditore che chiede di poter lavorare”. A luglio 2008 lo stesso Del Papa riesce ad avere attenzione su stampa e televisione, chiedendo un risarcimento di 36 milioni di euro ai familiari del vittime per il danno alle sue tasche, pardon, perché ci sono operai che devono lavorare. Questa dichiarazione non ha avuto l’effetto sperato, qualcuno si è indignato, ed allora meglio schierare dalla propria chi potrebbe fare più rumore. Nel mezzo del sol leone, ecco tuonare un comunicato stampa della Confindustria di Perugia: “La Umbria Olii di Campello sul Clitunno rappresenta una realtà aziendale importante per il territorio di Spoleto, una realtà che fino al 2006 era leader in Europa per la raffinazione di olio di oliva per uso alimentare. (…) Noi riteniamo che sia giunto il momento di dismettere gli atteggiamenti demagogici che hanno spesso caratterizzato le tante prese di posizione su questa dolorosa vicenda, nonché l'affannosa ricerca di un capro espiatorio, ferito da un evento così drammatico e luttuoso, che ha messo in grave pregiudizio la continuità aziendale. Questo clima non giova certo né alle vittime e ai loro parenti, né alla ricerca della verità. Con il pensiero sempre rivolto a chi non c'è più, il nostro auspicio è che la Comunità umbra si ritrovi unita in una azione concorde che da un lato miri a salvaguardare l'azienda ed il futuro dei suoi collaboratori, dall'altro solleciti che eventuali errori, da chiunque siano stati commessi, siano accertati, nei tempi più rapidi possibile e senza pregiudiziali, per evitare che possano ripetersi tragedie come quella accaduta a Campello". Dopo una tragedia di lacrime, dolore e cenere c’è il coraggio di affermare che la morte di quattro uomini ha ostacolato il successo di una delle raffinerie più importanti d’Europa, una raffineria che sostituisce lavoratori come i silos. Del resto se Lorena Coletti, sorella di uno degli operai morti, non potrà più abbracciare suo fratello, Del Papa non può fare nulla, la Confindustria non può fare nulla, la politica non può fare nulla. Neanche nascondere la considerazione che hanno degli operai. Bruciati, inutilizzabili, due, tre, quattro, avanti i prossimi.
Samanta di Persio
http://www.spoletonline.com/index.ph...colo&id=122097




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......ci sono pure i SINDACATI,i MAGISTRATI ed i GIUDICI che......dovrebbero andare.....AVANTI.....no?
