Sarei interessato a conoscere la posizione ortodossa riguardo all'unione che si verificò in quel concilio e al successivo ritorno dello statu quo ante.
grazie


Sarei interessato a conoscere la posizione ortodossa riguardo all'unione che si verificò in quel concilio e al successivo ritorno dello statu quo ante.
grazie


Il quel concilio non si verificò alcuna unione. Semplicemente, alcuni apostati si unirono a Roma, mentre il resto della Chiesa Ortodossa rimase dalla parte di San Marco d'Efeso.
p. Daniele
p. Daniele Marletta
www.orthodoxia.it


Grazie. Se possibile però sarei interessato ad una risposta un pochino più articolata, atteso che gli "apostati" di cui si parla erano pur sempre i legittimi rappresentanti dei rispettivi patriarcati a ciò delegati dalle legittime autorità.
grazie.
p.s. nella telegraficità della risposta devo vedere il desiderio di non voler trattare l'argomento?
se così fosse domando scusa e spero che questa discussione venga cancellata


Ma no caro Isolo: P. Daniele voleva solo intendere che quell'unione non è stata altro che una fuorviante forzatura della chiesa di roma, la quale voleva arrivare a tutti i costi ad una soluzione. In effetti ci è riuscita anche perchè tutti i partecipanti sono stati presi, per così dire, per la gola. Infatti i turchi erano alle porte e l'impero d'oriente era in agonia; ma considerato che tu dai una cosa a me ed io una cosa a te, Roma aveva promesso aiuti sostanziosi sia economici che militari. Lo stesso Imperatore si è trovato prigioniero di questo accordo. Il fatto è che qualcosa è stato scritto, ma degli aiuti, come sempre succede, neanche l'ombra. Intanto Roma sbandierava e sbandiera ai quattro venti l'avvenuto accordo e l'unificazione, anzi il prostituirsi dell'ortodossia al papa, mentre l'ortodossia rinnega e riggetta tale, chiamiamola, unione. Ora soltanto gli sprovveduti e gli Uniati delle diocesi uniate albanesi di Calabria e Sicilia, sostengono la tesi di roma: Uniti a Roma. quindi uniati. Ricordati caro Isolo, che tutti coloro che, per imposizione, altrimenti non sarebbero neanche ritornati nelle loro sedi in oriente, tornati nelle loro sedi vescovili hanno fatto una brutta fine ed il popolo sovrano ha ristabilito ciò che -la fame ed il bisogno- avevano ottenebrato. P. Giovanni (Firmozioti)


Fatto sta che, per secoli, su san Marco Eugenico (l'unico vescovo che non firmò l'unione di Firenze) si riversò veleno da parte della apologetica.
Recentemente, in un articolo, Basilio Petrà ne ha riscattato la figura ai cattolici (cmq molti continueranno a credere alle favole precedenti) mostrandolo come favorevole all'unione ma solo sulla vera fede cristiana, quella patristica, cosa che ovviamente non fu.
Ma la leggenda del "brutto e cattivo" non riguardò solo San Marco Eugenico. Toccò in sorte anche a san Fozio e san Gregorio Palamas il cui "peccato" non era altro che aver messo in chiaro le deviazioni dogmatiche del mondo latino.


grazie. ho capito. se sull'argomento mi si potrà indicare qualche sito ne sarei contento; è un tema che mi piace approfondire.
Comunque indipendentemente dai motivi che possono esserne alla base il concetto di "unìa" è comunque in qualche misura presente nell'ortodossia; altrimenti turchi o non turcchi, fame o non fame non lo si sarebbe nemmeno preso in considerazione; o mi sbaglio?
qualcuno può dirmi qualcosa su questo?
grazie ancora.


ISoLO
credo che alla tua domanda dovranno sopratutto rispondere gli ortodossi qui presenti
per parte cattolica potresti per esempio vedere gli scritti di Basilio Petrà,per esempio
http://www.teologia.it/pca11.html
oppure
http://www.orthodoxia.it/vecchiosito/00_sitemap.php
(c'è anche una recensione di Daniele Marletta)
http://www.sanpaolo.org/vita06/0508vp/0508v100.htm
oppure
http://www.peacelink.it/mosaico/a/14448.html
oppure
http://www.lafeltrinelli.it/catalogo/aut/247347.html
o anche ci sono gli scritti di Yannis Spiteris per esempio
http://www.unilibro.it/find_buy/find...is_yannis_.htm
o anche
http://www.ibs.it/code/9788810405680...ossa-temi.html
e http://www.dimensionesperanza.it/mod...articleid=2530
ecc ecc
buona lettura
ciao


sul concilio di Firenze mi pare sia utile riportare il parere del teologo John Meyendorff, che fra, l'altro,a conclusione di un suoi studio sull'argomento afferma:
"Che dire a proposito di Firenze?
Come ho tentato di mostrare in questo capitolo, un concilio ecumenico di unione rappresentò, nel cristianesimo orientale, un'autentica speranza,sostenuta da molti suoi leaders e teologi nel periodo succesivo alle crociate.Il concilio, che alla fine si fece a Ferrara e a Firenze, rifletteva, da'altro canto,un'autentica concessione dell'occidente alle posizioni ecclesiologiche dell'oriente: il concilio si riunì, almeno in via di principio, come "l'ottavo " concilio, prospettando teoricamente la possibilità di risolvere t u t t ii problemi che dividevano le chiese e senza essere vincolato dalle unilaterali soluzioni occidentali che erano state adottate tra il XI e il XV secolo.
E tuttavia la tragedia avvenne perchè non vi fu un autentico incontro tra le due tradizioni. Nè fu affrontata l'agitazione interiore dell'occidente, che in sè era una conseguenza dello squilibrio ecclesiologico legato allo scisma tra oriente e occidente.
Nè, infine, vi fu nella delegazione orientale la capacità teologica, l'informazione necessaria e il coraggio spirituale per affrontare i problemi reali.
E' lecito affermare, effettivamente, che nel 1438-1439 le due metà del cristianesimo erano più lontane ed estraniate l'una dell'altra di quanto non lo siano o g g i.
...Dato che Firenze, esaminata in prospettiva storica, si è rivelata un fallimento per ragioni teologiche e spirituali che oggi siamo in grado di comprendere, la nostra responsabilità dinanzi alle questioni che ancora ci dividono, diventa oggi ancora più grande"


grazie. Ho sempre interesse ad approfondire il concetto di "unìa" che è alla base delle unioni raggiunte in quel concilio e che poi non proseguirono.


Ho letto quel testo. Lo consiglio vivamente (a ortodossi e cattolici e anche altri).
Magari dico io, magari questa puntuale e chiara presa di posizione di Meyendorf, venisse presa sul serio. Rimane solo un auspicio per ora, di fronte alla desolante realtà delle chiese d'oriente bizantino e quelle d'occidente latino.
Pregare e sperare certo, ma non senza lo studio e la conoscenza. Grazie e saluti a voi.