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    Predefinito Cosa ne pensate di questa ucronia?

    Il 10 Luglio 1898 il forte sudanese di Fashoda viene occupato in nome della Francia dall'esploratore francese e Ufficiale di fanteria marina Maggiore Jean-Baptiste Marchand (1863-1934), alla testa di una spedizione militare costituita da 150 Senegalesi, provenienti dal Sudan centrale. Circa tre mesi dopo, giunto con le sue truppe dinanzi agli uomini del Maggiore Marchand, il Generale inglese Lord Horatio Herbert Kitchener (1850-1916), reduce dalle vittorie del Sudan, pretende lo sgombero di Fashoda. Resistendo il Maggiore Marchand, i due gruppi rimangono accampati l'uno di fronte all'altro in attesa di una decisione dei governi centrali. I francesi puntano infatti ad un impero coloniale dall'Atlantico al Mar Rosso, gli inglesi invece ad uno esteso dal Cairo a Città del Capo. L'incidente, che per un momento sembra addirittura causare una guerra tra le due potenze, si compone poi pacificamente con la Dichiarazione del 21 Marzo 1899 che sancisce la rinuncia della Francia all'occupazione di Fashoda e con la divisione esplicita del Sudan orientale tra Francia e Inghilterra.
    Ebbene, nella mia ucronia la guerra scoppia davvero, proprio il 21 marzo 1899. La Germania, a quel tempo alleata con l'Inghilterra contro la Francia, le dichiara guerra per ritagliarsi anche lei un impero coloniale a discapito dei francesi, e la Francia attacca a sua volta la Germania per riprendersi Alsazia e Lorena. L'Austria e l'Italia, legate ai tedeschi dalla Triplice Alleanza, dichiarano guerra alla Francia, mentre Spagna, Russia, Grecia, Romania e Serbia scendono in guerra al fianco di questa, e la Turchia aggredisce Serbia, Russia e Grecia. Il Portogallo e la Danimarca affiancano l'Inghilterra, i patrioti irlandesi invece parteggiano per i francesi.



    Alleanza ed Intesa
    Da un lato abbiamo dunque l'Alleanza, composta inizialmente da Inghilterra, Germania, Austria-Ungheria, Italia, Portogallo, Danimarca, Norvegia, Svezia, Olanda, Belgio, Lussemburgo, Turchia e Persia, dall'altro l'Intesa composta da Francia, Spagna, Russia, Serbia, Romania, Bulgaria, Grecia, Irlanda ed Egitto. Come si vede, neutrale è solo la Svizzera (per ora). La guerra non è solo europea, anzi diventa subito mondiale, estendendosi alle colonie. Inoltre io ammetto i cambi di fronte (la Turchia passerà con l'Intesa e l'Irlanda con l'Alleanza).
    In Europa il fronte terrestre si snoda lungo tutta la frontiera italo-franco-tedesca e russo-tedesco-austriaca, come nella WWI, ma anche lungo la frontiera balcanica che va da Dubrovnik fino alla Transilvania. L'Inghilterra attacca inoltre la Francia via mare. Subito la Francia tenta un "piano Schlieffein al contrario" giocando sulla sorpresa ed invadendo Olanda, Belgio e Lussemburgo per attaccare l'impero tedesco da nordovest, ed affondando in Italia come un coltello nel burro. Occupa Torino e Genova, ma l'eroica resistenza italiana la ferma sul Ticino. La Spagna sbarca in forze in Sardegna, dove è accolta come liberatrice, ed in Sicilia, dove invece trova un'accanita resistenza; ben presto la guerra si fa anche civile, con i nostalgici dei Borboni che si uniscono ai francospagnoli ma con gli inglesi che danno man forte agli italiani, e così la guerra si impantana tra i monti all'interno dell'isola. L'Inghilterra intanto sbarca in forze in Olanda e blocca l'offensiva francese, così anche lì la guerra si fa di trincea. La Russia intanto sfonda la linea dei Carpazi orientali ed occupa Leopoli, abbandonandosi a persecuzioni contro gli Uniati grecocattolici, ma la Germania contrattacca ed il leggendario generale Hindemburg vince a Tannemberg ed ai laghi Masuri, occupando la Polonia e la Lituania. L'Austria occupa Belgrado ma viene respinta dai rumeni aiutati da Greci e Russi. Questi ultimi bombardano ed occupano Costantinopoli, il governo turco si trasferisce ad Ankara ma non può evitare che i Greci conquistino quasi tutta la Turchia europea. Questi ultimi bombardano anche Malta e la Puglia. I Russi arretrano a nord (Svezia e Norvegia, con l'aiuto della Germania, liberano gran parte della Finlandia, insorta contro il dominio zarista) ma dilagano a sud: occupano anche Teheran e costringono lo scià a cambiare parte ed a dichiarare guerra all'Inghilterra ed all'Intesa (erano stati gli inglesi a convincerlo a scendere in campo). Londra reagisce duramente occupando la metà inferiore del paese a partire dall'Oman e dal Pakistan, ed anche lì la guerra si fa più sanguinosa che mai.
    Tutta l'Africa è una polveriera in cui la guerra totale tra Francesi ed Anglotedeschi si somma agli odi tribali su cui gli occupanti soffiano abilmente. Non c'è rivalità coloniale, per ora, tra Inghilterra e Germania perchè la resa dei conti è rimandata alla fine della guerra (l'odio per i francesi è maggiore di quello fra di loro). L'Etiopia è in una difficile situazione, perchè sia gli angloitaliani alle frontiere sia i Russi (ortodossi come lei) la minacciano affinchè scenda in guerra al loro fianco. Gli USA minacciano l'intervento se verrà violata la Liberia. L'Egitto viene occupato in parte dagli inglesi ed in parte dai turchi, ma i francesi salgono dal Sudan e tentano di sbarrar loro la strada verso il cuore dell'Africa. Gli italiani contrattaccano in Grecia, bombardando le isole Ionie, e sbarcano in Libia per impedire che cada in mano francesi, ma vengono ricacciati quando tentano di sbarcare in Corsica e ad Orano. In Sudafrica i Boeri si sono schierati con i Francesi ma hanno perso rapidamente perchè i portoghesi hanno impedito ai francesi di venire loro in soccorso.
    In Asia, Indiani, Olandesi ed Australiani stanno strangolando l'Indocina Francese, mentre in India i Francesi a partire da Pondichérry dilagano all'interno ottenendo la sollevazione dei maragià indiani, cui hanno promesso l'indipendenza. Anche il Pacifico è in fiamme, mentre Cina e Giappone stanno a guardare, ben lieti che gli odiati europei si scannino fra di loro. Anche i latinoamericani stanno alla finestra, tranne Haiti che è scesa in guerra accanto alla Francia.
    A questo punto interviene il nonagenario Papa Leone XIII, che il 31 dicembre 1899 lancia un accorato proclama a tutti i paesi belligeranti affinchè depongano le armi, cessino l'inutile strage e rientrino ciascuno nei rispettivi confini, dirimendo pacificamente la questione di Fashoda che ha incendiato il mondo. Il 1900 infatti dovrebbe essere Anno Santo, che invece non si potrà celebrare con il mondo in guerra (l'ultimo Giubileo fu celebrato nel 1825!)
    Il disperato tentativo di Leone XIII fallisce perché Francesco Giuseppe gli dà del traditore se vuole "salvare" i francesi che portano avanti una politica anticlericale, ed anzi gli propone di scendere simbolicamente in guerra al suo fianco, benedicendo l'Alleanza, cosa che ovviamente il Santo Padre rifiuta. Intanto gli Irlandesi sono stati duramente sconfitti e la loro ribellione è stata sedata, ma qui avviene il primo colpo di scena della guerra: il primo ministro propone all'ala moderata del movimento nazionalista dell'isola una moderata autonomia e, alla fine della guerra, l'indipendenza almeno per Connaught, Leicester e Munster se fiancheggeranno l'Alleanza. Il leader moderato irlandese accetta e l'Irlanda aderisce all'Alleanza. Contemporaneamente i Turchi sono costretti a chiedere l'armistizio perchè i Russi ed i Greci oltre a Costantinopoli hanno occupato anche Smirne e marciano verso l'interno; inoltre gli armeni si sono ribellati proclamando l'indipendenza, aprendo ai russi la porta del Caucaso, cosicchè la Sublime Porta rischia di essere presa tra due fuochi. Il Sultano accetta di arrendersi ed abdica, partendo per l'esilio in Arabia; i Giovani Turchi proclamano la Repubblica e promettono ai Russi di unirsi a loro nello scontro contro l'odiata Inghilterra, se i Greci restituiranno Smirne e Costantinopoli. La Grecia è così costretta dalla Russia a sgomberare, anche se mantiene la parte balcanica dell'ex impero ottomano, ed improvvisamente gli inglesi si trovano scoperto il fianco del Mediterraneo Orientale, con un alleato trasformato di colpo in nemico giurato. Francesi e Turchi riconquistano così l'Egitto cacciandone gli inglesi, che si rifugiano in Sudan, dove però devono resistere anche alle ultime frange dell'esercito mahdista. I francoturchi occupano anche Bengasi e cominciano ad avanzare in Libia, dove gli italiani non riescono a mantenere da soli le posizioni. Per fortuna dell'Alleanza, improvvisamente nei Balcani nasce una "guerra nella guerra" perchè Grecia e Bulgaria, sin qui alleate contro turchi ed austriaci, iniziano una furibonda lotta per spartirsi le ex colonie turche in Europa, disinteressandosi del resto del conflitto. La Serbia si trova così le spalle scoperte, e l'Austria-Ungheria con l'aiuto dell'Italia (vedi sotto) ne occupa tutto il territorio, penetrando anche nel sangiaccato di Novibazar. Non dimentichiamo la Spagna, che ha occupato Gibilterra e tutto il Portogallo tranne Azzorre e Madeira, protette dall'Inghilterra, la quale si è invece impossessata delle isole Canarie e della Guinea Equatoriale (Rio de Oro). Un colpo di stato in Marocco porta al potere un re filofrancese che si schiera apertamente dalla parte dell'Intesa. I Belgi dal Congo riescono ad occupare l'Oubangui-Chari (l'attuale Repubblica Centrafricana) e la città di Brazzaville. I Berberi combattono a fianco dei Francesi, che hanno occupato il Gambia ed ormai tutta la Libia; resiste solo Tripoli, assediata per terra e per mare.

    E l'Italia?
    E l'Italia? Ricordiamo che il nordovest è occupato dai francesi, la Sardegna dagli spagnoli, in Sicilia è in corso una guerra di posizione tra angloitaliani e francoispanici, cioè tra lealisti e borbonici. Le navi greche hanno bombardato la Magna Grecia. L'economia è al collasso e si ventila l'ipotesi di chiedere una pace separata che però costerebbe la cessione di Torino alla Francia e delle isole alla Spagna. L'inetto re Umberto I caldeggia un voltafaccia in stile tutto italico, unirsi cioè alle potenze dell'Intesa sull'esempio della Turchia, e per questo un nazionalista, certo Gaetano Bresci, lo assassina a Monza nel luglio del 1900. La morte di Umberto spiana la strada all'elezione a primo ministro dell'abile Giovanni Giolitti, osteggiatissimo dal precedente re, che convince Leone XIII ad attenuare il Non Expedit in cambio della fine di ogni
    politica anticlericale, e forma un governo di emergenza e di unità nazionale con i liberali (sia destra storica che sinistra depretisiana), i neonati popolari, i socialisti di Turati e persino con i repubblicani mazziniani. Giolitti vara un progetto di economia di guerra basato sull'autosufficienza economica, con l'aiuto di alcune banche svizzere, e propone a Francesco Giuseppe una spedizione congiunta nei Balcani per approfittare della guerra greco-bulgara; in cambio dell'aiuto prestato in quella direzione, all'Italia andranno Trento e Gorizia ed essa rinuncerà ad ogni ulteriore rivendicazione su altri territori dell'impero. Per accettare l'alleanza militare, Francesco Giuseppe impone agli italiani di aiutarlo anche a riconquistare Leopoli. Come abbiamo detto, austriaci ed italiani conquistano Bosnia e Serbia e mettono in difficoltà anche la Romania, che non cede soltanto perchè spalleggiata da est dalla Russia, mentre quest'ultima resiste sulla linea dei Carpazi. Francesco Giuseppe permette agli italiani di incamerare Gorizia ma per ora non lascia Trento. Un alleggerimento del fronte ovest dovuto alla fortunata spedizione balcanica permette ai francesi di sfondare parte del fronte e di occupare Piacenza, ma un corpo di spedizione irlandese viene in aiuto dell'Italia attraverso il Brennero e la linea del fronte è ristabilita al Ticino.

    Intanto la Francia tenta un nuovo colpo gobbo invadendo la Svizzera lungo la linea Ginevra-Neuchatel per sorprendere gli italiani attraverso il Ticino e i tedeschi nel sud della Baviera. Parte delle truppe tedesche viene richiamata dalla Finlandia e l'invasione è scongiurata, ma i francesi continuano ad occupare la Svizzera Romanda. Anche Berna ed il Liechtenstein dichiarano guerra alla Francia: tutta l'Europa è ora coinvolta nella guerra.
    Svezia e Norvegia intanto devono arretrare a causa dello spostamento delle truppe tedesche, dopo aver sperato di conquistare la penisola di Cola devono lasciare anche Helsinki ai Russi. La Norvegia chiede alla Svezia maggiore
    autonomia se vuole che continui la guerra, e si ha così la separazione consensuale delle due corone (agosto 1901). Hindemburg intanto marcia verso nord e libera Lettonia ed Estonia, minacciando direttamente San Pietroburgo; da tempo lo zar si è trasferito nel palazzo del Cremlino a Mosca.


    Intervengono gli USA
    Ma intanto succedono fatti nuovi di là dall'oceano. Approfittando del fatto che la Spagna è impegnata nella guerra, gli USA pretendono lo sgombero da Cuba e da Portorico, secondo il famoso precetto monroviano: "America to Americans". Gli spagnoli rifiutano ed anzi millantano di invadere la Florida con l'aiuto dei francesi. Allora gli USA stringono con l'Inghilterra (dove la regina Vittoria è morta ad 86 anni, ora regna Giorgio V) il Patto di Londra, ed invocano la scusa di uno sconfinamento dell'Intesa in territorio della Liberia per dichiarare guerra alla Spagna ed occupare senza colpo ferire non solo Cuba e Portorico, ma pure le Filippine che finora avevano resistito agli attacchi della flotta inglese e tedesca (marzo 1902). In risposta a ciò, Francia e Russia più i loro alleati dichiarano guerra agli USA. Subito eserciti ben muniti partono dagli USA verso l'Europa, anche se la maggior parte dell'opinione pubblica americana è contro questa guerra che sente estranea ed "europea". Messico, Brasile, Argentina e poi a mano a mano anche gli altri paesi dell'America Latina vengono trascinati in guerra dall'intervento degli USA: il Brasile ha anche la motivazione di soccorrere la "madrepatria" portoghese, ed infatti re Manuel è fuggito proprio in Brasile. Solo il Paraguay si schiera con l'Intesa ed attacca i suoi vicini: la Bolivia per il controllo del Gran Chaco, il Brasile e l'Argentina per ampliare il proprio territorio ed aprirsi uno sbocco al mare. Inizia una lunga guerra tutta interna al Sudamerica che si concluderà con la sconfitta del Paraguay dopo un vero e proprio bagno di sangue inutile quanto insensato. Aveva ragione il dottor Spock: "niente di buono nella guerra, tranne la sua fine"!
    Ma la Guerra Mondiale è lontana dalla conclusione; anzi, proprio ora si sta estendendo a tutte le nazioni della Terra. Infatti il Giappone non gradisce l'occupazione americana delle Filippine: ha appena conquistato Corea e Taiwan e considerava le Filippine come la prossima vacca grassa senza corna da macellare. Intima perciò agli USA di sgomberare; questi non se ne danno per inteso, ed il Giappone scende in guerra con l'Intesa, trascinando con se' anche la Cina sul cui governo Tokyo esercita un controllo sempre più pesante. Il Siam, sinora neutrale, rompe gli indugi ed affianca l'Inghilterra per timore di un'invasione sinogiapponese, che infatti presto giunge in soccorso dei Francesi in grave difficoltà in Indocina. I Russi intanto conquistano preventivamente l'Afghanistan e minacciano Lahore, mentre quasi metà del Deccan è in mano francese. Il Tibet, sceso in guerra a fianco dell'Inghilterra per ringraziarla dell'autonomia che l'ha aiutato a conseguire da Pechino, tiene gravemente impegnato l'esercito cinese, in gran parte arretrato e male armato, alleggerendo così la pressione su India e Birmania. Intanto gli arabi si uniscono agli inglesi, guidati dal mitico Lawrence d'Arabia, ed il re Al-Saud conquista l'Higiaz, l'Iraq, parte della Giordania e lo strategico porto di Aqaba. I Turchi mantengono però il controllo di Palestina, Libano e Siria.
    La Russia intanto tenta la conquista delle isole Aleutine, ma la flotta statunitense ricaccia a mare le forze d'invasione ed anzi occupa l'isola di Sakhalin, minacciando da vicino il Giappone che intanto ha occupato la Micronesia tedesca. E in Europa?


    Altri tre anni di guerra La Guerra di Fashoda va avanti per altri cinque anni, fino al 1906, interessando ogni parte del mondo tranne l'Antartide, e riservando nuove sorprese e nuovi colpi di scena. Gli eventi più importanti di questi cinque anni, che portano a sette la durata complessiva della guerra, sono i seguenti. Nel 1903, dopo 25 anni e 5 mesi di pontificato, muore il vecchissimo e saggio Leone XIII, il Papa della Rerum Novarum. Francesco Giuseppe pone platealmente il veto all'elezione del suo segretario di stato, Mariano Rampolla del Tindaro, considerato troppo pacifista e troppo vicino alle posizione delle masse popolari, e così viene eletto il conservatore Giuseppe Sarto da Riese, considerato alla vigilia un outsider, che prende il nome di Pio X. Anch'egli però invia subito un proclama alle nazioni cattoliche, ed in primis all'Austria, affinché pongano fine alla Guerra Mondiale che, teme il Papa, potrebbero essere sconfitte e distrutte da nazioni laiche.

    Sempre nel 1903, grazie all'aiuto degli Stati Uniti, gli inglesi riescono a ricacciare i francesi dall'Olanda, portando il fronte sulla linea del Reno, e gli italiani possono spostare il fronte dal Ticino al Sesia, liberando Novara. Gli USA sbarcano in Portogallo ed iniziano la liberazione di quel paese. Forti manifestazioni di piazza costringono però Washington a ridurre le truppe in Europa, altrimenti l'esito della guerra avrebbe potuto essere più rapido.
    I Giapponesi intanto bombardano l'isola di Ohau nelle Hawaii per rispondere all'occupazione americana di Sakhalin, ma non riusciranno mai nel loro intento di raggiungere e bombardare la California. L'opinione pubblica americana è meglio disposta alla guerra contro i giapponesi che contro gli europei, e così la guerra americana si sposta soprattutto nel Pacifico, determinando l'allungarsi dei tempi in Europa.
    Ma la guerra accelera anche le invenzioni e le scoperte scientifiche. L'invenzione dell'aereo da parte dei fratelli Wilbur ed Orville Wright, il 10 gennaio 1903, rivoluziona l'arte bellica introducendo i bombardamenti dal cielo. Anche i dirigibili vengono utilizzati in modo massiccio. Fanno la loro comparsa in battaglia i gas venefici francesi ed i carrarmati inglesi. Marconi inventa la radio, e questo comporta un'ulteriore rivoluzione nello scambio dei dispacci e degli ordini militari.
    Nel febbraio 1904 si conclude la guerra privata greco-bulgara con la sconfitta della prima e la creazione di una "Grande Grecia" dai confini del Montenegro sino a Plovdiv, ma le due nazioni sono state dissanguate dal conflitto. La Bulgaria è costretta a ritirarsi dalla guerra ponendosi sotto protettorato militare russo, il che costringe lo zar ad allentare il fronte nord, permettendo a svedesi, norvegesi, danesi e tedeschi di rioccupare Helsinki. La Grecia si è ingrandita enormemente ma è quasi senza benzina, e gli Albanesi si ribellano immediatamente al suo dominio. Ne approfitta l'Italia che sbarca a Valona, accolta come una liberatrice.
    Intanto, sempre con l'aiuto di USA e Canada, La marina Britannica annienta la flotta spagnola a Cadice, forza lo stretto di Gibilterra, si riprende la Rocca e poi Malta, quindi occupa Creta e sbarca in Turchia ed in Palestina. Con la dichiarazione Balfour si attira le simpatie degli Ebrei del mondo intero, promettendo di costruire uno stato ebraico nella terra di Canaan, ma si aliena parte delle simpatie arabe. Al-Saud con la sua guerriglia indebolisce definitivamente ciò che resta della Turchia. I nazionalisti persiani intanto si ribellano ai russi ed agli inglesi che hanno devastato il loro paese per spartirselo, e con un'altra spietata guerriglia cacciano a poco a poco entrambe le potenze fuori dai confini del loro paese. Anche gli Afghani si ribellano ai russi, che non hanno più energie per controllare quelle remote regioni montagnose. In India la guerra infuria più virulenta che mai, a causa del terribile ginepraio delle nazionalità. Invece i Giapponesi sono quasi riusciti a crearsi un impero talassocratico, soccorrendo ma in realtà sostituendo i francesi in Indocina, occupando gran parte delle Indie Olandesi ed una parte delle Filippine meridionali, e bombardando addirittura Brisbane in Australia. Gli Americani però iniziano a rintuzzare questo loro impero, prima conquistando le Caroline, Marianne e Marshall ex tedesche, poi iniziando ad attaccare le conquiste nipponiche in Indonesia.
    Anno 1905: prosegue l'offensiva totale contro il Giappone da parte degli USA, che occupano anche Guam spagnola, ben decisi a creare una talassocrazia che trasformi il Pacifico in un lago americano. In India la situazione è di stallo fra inglesi e francesi, così come in Egitto, nel Sudan, nel Centrafrica e nel Niger. Fatto nuovo dell'anno è il crollo totale dell'impero cinese, travolto da ovest dagli eserciti tibetano ed inglese, da est dai bombardamenti portati dagli USA con i primi aerei; i Mongoli si ribellano e proclamano l'indipendenza, subito seguiti dai Tibetani e dagli Uighuri. Il 12 marzo, sotto la spinta delle sollevazioni popolari contrari alla guerra che sta massacrando civili innocenti a non fibire, Pechino chiede l'armistizio. Il Giappone e la Russia reagiscono invadendo la Manciuria e l'Hopei. Il 31 marzo ha luogo un colpo di stato di stampo marxista, con il quale Mao Zedong prende il potere ed invita alla sollevazione contro gli invasori sia dell'Alleanza che dell'Intesa. Gli invasori vengono scacciati ma il paese è allo stremo e Mao, autoproclamatosi dittatore, si abbandona a stragi e nefandezze che gli alienano le simpatie delle masse contadine (tra l'altro fa passare per le armi quasi tutti i missionari cristiani e mette fuorilegge la religione).
    In Sudamerica il Paraguay è sconfitto e diviso in zone d'occupazione tra i paesi confinanti, ma divampa un'altra guerra fratricida tra Ecuador e Perù, che si contendono ampie zone inesplorate di Amazzonia. Come Grecia e Bulgaria, i due paesi si "chiamano fuori" dalla guerra (con gran disappunto degli USA) ed iniziano il loro conflitto privato. Il Chiapas proclama l'indipendenza dal Messico, ma la rivolta degli Indios è repressa nel sangue. Emiliano Zapata di conseguenza si ribella alla dittatura dell'usurpatore Huerta e, aiutato dal mitico Francisco "Pancho" Villa, inizia una dura ribellione contro il potere costituito, cosicchè anche il Messico è praticamente costretto a sfilarsi dall'Alleanza.
    Torniamo ora in Europa. Gli USA sbarcano in Sicilia e scacciano le truppe d'invasione spagnole, ma la guerriglia tra lealisti e borbonici prosegue nelle aspre zone dell'interno. Intanto l'Italia, l'Austria-Ungheria e l'Inghilterra sono sbarcate in Grecia, distruggendo il grande stato che Atene si è ritagliato a prezzo di tanto lunga guerra. Francesco Giuseppe concede finalmente Trento agli italiani che lo hanno aiutato. L'Albania e la Macedonia proclamano l'indipendenza. Atene è costretta a capitolare e a chiedere l'armistizio. E' aperta la strada per la Turchia: gli inglesi e gli americani penetrano nell'Anatolia e puntano su Ankara. A questo punto Mustafà Kemal (il futuro Atatürk) rovescia il governo che lui stesso aveva sostenuto, onde impedire la rovina totale dello stato turco che nel frattempo ha perso pure la Palestina, dove sono sbarcati gli angloamericani. Kemal viene a patti con l'Alleanza e rovescia di nuovo il fronte, tornando ad unirsi a coloro con i quali aveva iniziato la guerra. In risposta i russi ed i rumeni rioccupano Costantinopoli, e si ha una nuova guerra di posizione anche in Anatolia nordoccidentale. I turchi si ritirano dall'Egitto ed anche i Francesi sono costretti a sgomberare. Tripoli, stremata dopo cinque anni di assedio, viene infine liberata dagli americani e da un battaglione misto italo-tedesco. Anche Tunisi cade in mano americana. Al nord i francesi cominciano ad arretrare anche dal Belgio, pur riuscendo ad affondare in Svizzera fino a Coira. Gli Inglesi, invidiosi delle tante vittorie americane, tentano uno sbarco in Normandia, ma va loro male. Grande vittoria francese invece a Lomè, capitale del Togo. Siamo all'inizio del 1906.
    I Serbi però si ribellano duramente all'occupazione austriaca, i Montenegrini a quella italiana, i Polacchi e i Lituani a quella tedesca. Ed è solo l'inizio, perché grandi scioperi nelle fabbriche francesi, inglesi, tedesche, americane, giapponesi e nell'Italia del Nord, nonché nelle campagne russe e nelle piantagioni del Brasile, chiedono a gran voce la fine della guerra, anche se i governi non sono disposti a cedere e cercano di soffocare le rivolte alla vecchia maniera, cioè nel sangue. Si comincia ad intravedere insomma quale sarà la fine della guerra.


    L'epilogo della Grande Guerra E siamo quasi all'epilogo dell'insensata guerra causata dall'episodio apparentemente banale di Fashoda, ma che ha finito per incendiare il mondo intero (persino con una guerra locale tra Australia e Nuova Zelanda per il controllo delle remotissime isole Cook!)


    Dunque, ricapitoliamo. L'Europa è lacerata su quattro fronti principali:
    1) la linea del Reno, dove i Francesi resistono ad ogni tentativo di sfondamento;
    2) la linea del Ticino, con i Francesi fermi da sette anni;
    3) il nordest, dove i russi non cedono nonostante la perdita di Polonia, Finlandia e dei paesi baltici, e dove San Pietroburgo è assediata dai tedeschi e dai loro alleati;
    4) il sudest, dove gli austroitaliani occupano Jugoslavia e Grecia mentre Romania e Bulgaria resistono sotto protettorato militare russo, mentre in Turchia è ancora scontro totale tra tutte le potenze in lotta.
    In Asia l'India è stata devastata dai conflitti anglofrancesi, l'Afghanistan e la Persia hanno cacciato gli invasori europei, gli Arabi si sono costruiti un vasto regno, gli americani stanno snidando i giapponesi da Indonesia ed Indocina, in Cina si è costituita la feroce dittatura maoista, Australia e Nuova Zelanda combattono insieme contro il Giappone ma tra di loro per gli atolli pacifici.
    In Africa i Francesi tengono le posizioni ed anzi stanno avanzando. Emergono conflitti coloniali anglotedeschi che fanno presagire un nuovo conflitto al termine di questo.
    In America nel corso del 1905 i paesi dell'America Latina sono andati l'uno dopo l'altro in bancarotta a causa del conflitto contro il Paraguay e di quello in Europa, oltre alla guerra amazzonica tra ecuadoregni e peruviani, e così essi hanno dovuto ritirarsi dal conflitto. Solo il Brasile resiste a fianco degli USA nonostante le difficoltà finanziarie.
    A questo punto, però, anche in Europa cominciano ad emergere segni di cedimento da parte delle grandi potenze. La Francia è allo stremo perchè gli angloamericani hanno tagliato i rifornimenti dalle colonie, ma il governo di Parigi non vuole cedere. Il Portogallo è liberato e le truppe dell'Alleanza invadono la Spagna, ma i Peones reagiscono con una guerriglia simile a quella scatenata contro le truppe napoleoniche. In Germania, Austria, Ungheria, Italia ed Inghilterra scoppiano forti agitazioni sociali dovute al fatto che la gente è arcistufa di andare a morire in una guerra che non la riguarda. I primi tentativi di reprimere le rivolte nel sangue non danno esito, perchè la protesta dilaga. Gli eserciti francesi e tedeschi sul Reno si ammutinano. Quelli francesi ed italiani sul Ticino buttano i fucili, attraversano le trincee e solidarizzano fra di loro. In Russia Vladimir Ilic Ulianov detto Lenin con un colpo di stato rovescia lo zar, soggiogato alla guerra perpetua dalla nefasta influenza di Rasputin, e proclama la repubblica sovietica sul modello di quella cinese; Rasputin è impiccato e lo zar è confinato in Siberia, ma Lenin è intenzionato a proseguire la guerra perchè gli scandinavi si sono ritirati dal conflitto per esaurimento dell finanze ed anche l'esercito tedesco è in piena ribellione. Lenin ordina perciò di attaccare su tutti i fronti nel folle sogno di soggiogare tutta l'Europa e di costruire un "paradiso comunista sulla Terra", ma non è più il tempo di battaglie fratricide. La stessa gente che lo aveva acclamato come liberatore si ribella alla sua dittatura, il 23 ottobre 1906 dà l'assalto al palazzo d'Inverno e lo lincia assieme ai suoi scherani (Rivoluzione d'Ottobre). Intanto gli indiani, sul modello di persiani ed afghani, attaccano in forze le truppe anglofrancesi e le costringono ad arrendersi. In Africa le colonie si ribellano, costringendo le truppe ormai esauste a risalire sulle navi e a tornare in patria. L'unico conflitto che continua in forze è quello "privato" tra americani e giapponesi.
    Il 15 novembre 1906 cade il governo in Francia ed una coalizione inedita tra i socialisti ed i cattolici proclama la fine del conflitto. Due giorni dopo re Giorgio V esautora il gabinetto di guerra e fa lo stesso annuncio a Londra. A Berlino le imponenti manifestazioni di piazza costringono il Kaiser ad abolire il Wehrgesez e, siccome l'imperatore non accetta che la guerra settennale finisca in un nulla di fatto, abdica e va in esilio in Norvegia. Francesco Giuseppe ordina che le sue truppe sparino sui reparti ribelli, ma si accorge che nessuno gli dà più retta. I popoli su cui ha governato, stanchi di essere mandati al macello, si costituiscono in parlamenti nazionali che lo dichiarano deposto, e la Transleithania si separa anche politicamente dalla Cisleithania; il vecchio imperatore non resiste non colpo e muore di dolore. In Italia re Vittorio Emanuele III pretende lui pure la continuazione della guerra e destituisce Giolitti, che risponde accordandosi con i democristiani, i socialisti ed i repubblicani e proponendo un referendum a suffragio universale maschile e femminile per decidere se trasformare l'Italia in repubblica. Lo zar fa ritorno a Mosca ma è costretto a concedere la costituzione e a riunire la Duma. In Cina il popolo, stanco delle barbarie di Mao, lo rovescia e lo uccide, proclamando la repubblica. L'India dichiara sciolto il legame con gli inglesi e ricostituisce l'impero indiano, ma il Pakistan se ne separa erigendosi a sultanato. I popoli dell'Africa proclamano uno dopo l'altro l'indipendenza (il 1906-07 è detto l'Anno dell'Africa: 17 nuove nazioni indipendenti in dodici mesi), i primi sono Egitto e Sudan. Atatürk chiede ufficialmente agli eserciti invasori di lasciare il suolo turco e, poichè la Russia persiste ad occupare Costantinopoli, la scaccia in armi. Anche i balcani sono liberi. Anche l'ultima nazione ancora in guerra, la Turchia appunto, proclama la fine del conflitto il 1 gennaio 1907. Mai capodanno fu festeggiato meglio.

    La nuova Europa
    Ed ecco come si risistema l'Europa fino al congresso di Berlino del luglio del 1907. Dopo un'aspra battaglia tra monarchici e repubblicani, il 2 giugno 1907 si vota in Italia e la monarchia ha solo il 42 % dei voti, cosicchè Vittorio Emanuele III, seppur recalcitrante, deve partire per Alessandria d'Egitto. E' proclamata la repubblica democratica con l'immarcescibile Giolitti primo ministro, Turati ministro del lavoro, Luigi Pirandello ministro della cultura ed un giovanissimo de Gasperi sottosegretario agli esteri. La Francia restituisce Piemonte, Liguria e Val d'Aosta. Con la fine dei Savoia e la concessione dell'autonomia alla Sicilia ha fine anche la guerriglia sicula. La Sardegna invece proclama l'indipendenza, così come la Corsica dalla Francia, e nessuno ha la voglia di contrastarle, dopo una tanto lunga guerra planetaria. L'Italia conserva Trento e Gorizia, ed un referendum le permette di incamerare anche Trieste e l'Istria occidentale fino a Pola e Pisino.



  2. #2
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    Lo spunto è classico, e può essere interessante. Ma lo scoppio di una guerra di quella portata, con quelle alleanze è decisamente irrealistico. Tra l'altro gli avvenimenti non sono motivati. E gli sviluppi bellici sono pessimamente concepiti (senza offesa). Il racconto invece è divertente e gradevole. Non è un'ucronia tutto qui.
    Siccome ti interessa ottenere un certo finale potresti riprovare a scrivere il racconto partendo da un POD più arretrato nel tempo, in modo da giustificare una certa situazione - anche militare - verso la fine del XIX secolo.

  3. #3
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    Aspetta non hai letto la parte seconda che è la più lunga.
    La Francia rientra nei confini del 1899, perde la Corsica ed alcune strisce di frontiera con il Belgio, ed il congresso di Berlino la condanna a pagare forti indennizzi di guerra, cui poi Inghilterra, Germania ed Italia in parte rinunceranno, ma non gli USA. Grazie al cambio di governo, ottiene di essere trattata in modo tutto sommato mite. Il Belgio e l'Olanda ritornano alla situazione d'anteguerra. La Germania si eleva a repubblica e deve rinunciare al sogno di annettere Polonia e Paesi Baltici; anzi, alcuni referendum aggregano alla Polonia delle zone di confine. La Polonia, con la Galizia e la Bucovina ex austriache e buona parte della Bielorussia, diventa indipendente con capitale Varsavia. L'Impero d'Austria si trasforma in monarchia federale composta da territorio metropolitano, Cechia, Slovacchia, Ungheria (la secessione è rientrata dopo l'annuncio dell'impianto federale dello stato) e Croazia (Slovenia + Carniola + Croazia + Bosnia). Come già detto, per Referendum Trieste si unisce all'Italia, la Bucovina e Leopoli alla Polonia ed una parte della Transilvania alla Romania. La Serbia acquista alcuni territori nei balcani ma non il Kossovo che va all'Albania, ora indipendente, ne' il Montenegro, indipendente anch'esso, come la Macedonia con capitale Uskub (Skopje). La Bulgaria ottiene la Rumelia ma niente sbocco sull'Egeo. La Grecia ottiene Salonicco e la Tracia meridionale fino al fiume Maritza. La Turchia conserva Costantinopoli e la Tracia orientale, l'Anatolia e parte della Siria, ma l'Armenia e la Georgia diventano repubbliche indipendenti con capitali rispettivamente Erevan e Tiblisi. La Persia occupa l'Azerbaigian ma lo Shah deve concedere la costituzione. Si forma una forte Arabia estesa dal Golfo Persico alla Mesopotamia fino a Damasco, ma Oman, Yemen, Qatar, Costa dei Pirati, Bahrein e Kuwait rifiutano di aderire e si costituiscono in emirati indipendenti. L'Egitto si eleva a repubblica ma perde il Sudan. Il Libano diviene indipendente, mentre del destino della Pakestina parleremo in futuro. L'India diviene una monarchia costituzionale, come il Pakistan (per ora esso contiene anche il Bangladesh). L'Inghilterra ha perso quasi tutte le colonie e deve onorare il patto con gli irlandesi, permettendo che si costutisca la repubblica di Eire, ma il vantaggio che ottiene è la fine del suo schizzinoso isolamento e l'ingresso in grande stile nella politica del continente. La Spagna diventa essa pure una monarchia costituzionale, il governo è in mano ai socialisti, così come il Portogallo (re Manuel deve restare in esilio in Brasile). L'Islanda si separa consensualmente dalla Danimarca. Quest'ultima e la Norvegia non hanno vantaggi immediati, la Svezia ottiene solo le isole Aland. La Finlandia si erige a repubblica. La Russia diviene come detto una monarchia costituzionale, ma perde Finlandia, Lituania, Lettonia, Estonia, Polonia, Moldavia, Armenia, Georgia ed Azerbaigian, e deve trasformarsi in monarchia federale per non perdere anche Carelia, Bielorussia ed Ucraina. Sakhalin resta occupata dagli americani. La Svizzera si ricostituisce come federazione ma abbandona la politica isolazionistica. Il Lussemburgo si unisce alla repubblica federale tedesca. Per referendum Alsazia e Lorena scelgono di restare con la Germania, Bolzano con l'Austria. Malta e Cipro conseguono l'indipendenza.
    Ecco perciò come si presenta l'Europa dopo il congresso di Berlino del 1907.
    Sono monarchie costituzionali:
    > la Spagna sotto i Borboni;
    > l'Inghilterra sotto Giorgio V;
    > l'Austria-Croazia-Cechia-Slovacchia-Ungheria sotto Francesco Ferdinando d'Asburgo;
    > la Russia sotto Nicola II;
    > il Belgio;
    > l'Olanda;
    > la Norvegia;
    > la Svezia;
    > la Danimarca;
    > la Romania, sotto protettorato russo;
    > la Bulgaria, idem come sopra;
    > il Montenegro;
    > il Liechtenstein.
    Sono repubbliche parlamentari:
    > l'Italia;
    > la Francia;
    > la Rep. Federale Tedesca;
    > la Svizzera;
    > la Polonia, sotto l'esempio tedesco di cui è un protettorato;
    > la Serbia, da cui i Karagjeorgjevic' sono andati in esilio in Russia;
    > la Grecia, dopo la cacciata del re, ritenuto responsabile di guerra e sconfitta;
    > l'Albania, sotto l'esempio italiano di cui è un protettorato;
    > la Macedonia, idem come sopra;
    > Estonia, Lettonia e Lituania, idem come la Polonia;
    > la Finlandia, idem come sopra;
    > l'Islanda, idem come sopra;
    > l'Irlanda Eire;
    > Malta;
    > Cipro, federazione di Greci e Turchi;
    > la Turchia sotto la presidenza di Atatürk;
    > San Marino, l'UNICO stato europeo rimasto neutrale durante la guerra!!
    L'Italia di Giolitti ha poi provveduto a regolare la questione romana: l'11 febbraio 1908 vengono firmati i Patti Lateranensi e viene istituito lo Stato della Città del Vaticano, riconoscendo a Pio X il ruolo di capo di stato. La religione cattolica non diviene però religione di stato italiana perchè nella nuova costituzione repubblicana, che entrerà in vigore il 1 gennaio 1909, è specificato che lo stato è laico e tutte le religioni hanno uguali diritti. Nelle prime elezioni politiche del 18 aprile 1909 i democristiani di don Sturzo, Romolo Murri ed Alcide de Gasperi vincono le elezioni e formano una coalizione di governo con i liberali ed i repubblicani. I socialisti e la destra nazionalista sono all'opposizione. De Gasperi diventa primo ministro, Giolitti passa agli esteri e Murri agli Interni. Con l'enciclica "Pascendi Dominici Gregis" Papa Pio X condanna le posizioni più estreme del Modernismo ma, in buona sostanza, benedice l'azione politica dei tre statisti cattolici. Questi accettano anche senza troppi patemi la perdita delle colonie in Eritrea e Somalia, e sono tra i propugnatori del processo di unificazione europea di cui dirò tra poco.

    Fuori d'Europa


    Intanto, in Africa si ha la decolonizzazione dei paesi soggetti fino a poco prima alle potenze europee. Compaiono antichi stati come il Marocco, l'Egitto il Congo, ma anche paesi nuovi come Sudan, Ciad, Niger, Burkina Faso, Kenya, Tanzania, Malawi, Angola. Le Repubbliche Boere scacciano esse pure le truppe inglesi e tornano indipendenti; il Capo, con la Guinea equatoriale ex spagnola e le isole di Ascensione e di Sant'Elena, resta l'unica colonia inglese sul continente. I coloni bianchi della Rhodesia si proclamano essi pure indipendenti e danno inizio ad una politica di apartheid, come lo stato libero dell'Orange ed il Natal, il che le isola per anni ed anni dalla politica internazionale. Il congo ex belga si unisce al congo ex francese e costituisce uno stato enorme ma instabile nel cuore dell'Africa. La repubblica di Nigeria è il paese più popoloso dell'Africa Nera, ma scosso da terribili tensioni etniche e dalle lotte tra cristiani del sud e musulmani del nord. La Libia si costituisce in regno sotto la dinastia dei Senussi e sotto protettorato italiano. In Africa Orientale si impone come potenza regionale l'Etiopia dell'imperatore Menelik II, l'unico paese dell'Africa a rimanere pressoché neutrale durante la guerra e a dare asilo a rifugiati di ogni bandiera, che tra l'altro conquista l'Eritrea, la Somalia, Gibuti e le isole al largo dello Yemen. Nel complesso tutti i paesi nati dalla dissoluzione degli imperi coloniali sono fragili e perennemente soggetti a colpi di stato e a guerre civili, il che favorisce il "neocolonialismo", cioè la penetrazione commerciale delle multinazionali europee ed americane che spesso incidono pesantemente sulla loro politica.
    In Asia invece l'India e la Cina diventano rapidamente rivali per le loro ambizioni ad essere potenze egemoni del continente. La Cina, dopo la triste parentesi maoista, si è eretta a repubblica parlamentare ed ha riconquistato il Sinkiang Uighur ma non il Tibet ne' la Mongolia, passati rispettivamente sotto protettorato indiano e russo. Essa inizia una rapida ascesa economica e sociale e si confronterà militarmente con l'India per tre volte per regolare la questione dei confini. Birmania, Sri Lanka, Afghanistan, Nepal e Bhutan acquistano l'indipendenza. Invece permane irrisolta la questione dell'Indocina a causa dell'incancrenirsi della guerra tra USA e Giappone. Gli USA riescono a poco a poco a snidare il Sol Levante dalle sue conquiste, occupando militarmente Taiwan, Corea, Indocina e le Indie ex olandesi, ma a prezzo di gravi perdite umane. Nel 1911 il Giappone è ridotto al solo arcipelago metropolitano e, allo stremo delle forze, deve arrendersi, finendo sotto occupazione degli USA che scacciano l'imperatore ed insediano un governo fantoccio. Ma la Cina attacca gli USA per il possesso di Taiwan e Corea; la guerra dura fino al 1913 e termina con la conquista cinese dell'isola ex portoghese di Formosa e con la spartizione tra Corea del Nord filocinese e Corea del Nord filoamericana. La guerra resta un fatto privato tra cinesi ed americani, e solo il Brasile invia truppe in aiuto degli USA. Intanto però è scoppiata una terribile guerriglia in Laos, Cambogia, Vietnam, Malesia, Indonesia e Filippine per scacciare gli occupanti americani, che devasta quel già tribolato angolo di mondo; gli attacchi dei nazionalisti locali si estendono anche a Siam, Australia e Nuova Zelanda (queste ultime due nel frattempo erettesi a repubbliche), accusate di portare sostegno alle forze di occupazione. Un'altra guerra locale asiatica scoppia tra la neonata Grande Arabia e la Persia per il possesso del Kuwait e della Mesopotamia (1910-1920), esaurendosi poi per manifesta impossibilità di entrambi i contendenti a continuare l'aspra lotta. Ma la questione più scottante è quella israeliana.
    Infatti già durante la Grande Guerra 1899-1906, per sfuggire ai combattimenti, gli Ebrei avevano cominciato ad insediarsi nella Terra dei Padri, malvisti dagli arabi palestinesi. Alla fine del conflitto l'Inghilterra si ritira ed il Congresso di Berlino sancisce la nascita di uno stato ebraico con capitale Tel Aviv, sobborgo di Giaffa, sulla sola costa mediterranea. I paesi europei, la Turchia e l'Egitto riconoscono la nuova entità, ma non il Libano e la Grande Arabia, che anzi attaccano in forze gli Ebrei per scacciarli. La reazione ebraica è rapida è terribile, grazie al sostegno dei correligionari di tutto il mondo: gli arabi sono sconfitti, il Giordano e le alture del Golan diventano il confine del nuovo stato con capitale Gerusalemme, e Theodor Herzl può proclamare lo Stato d'Israele (settembre 1908). Subito però parte la guerriglia dei palestinesi che vorrebbero ritagliarsi almeno uno staterello entro i confini del Grande Israele, mentre i massimalisti vorrebbero addirittura cacciare gli Ebrei dalla Palestina e dalla terza città santa dell'Islam. Ha inizio la questione palestinese con i paesi Europei, l'India e la Cina compatti nell'appoggiare la nascita di uno stato palestinese indipendente sia da Israele che dalla Grande Arabia, con i paesi musulmani d'Asia e d'Africa schierati con l'annessione della Palestina araba alla Grande Arabia, e con USA, America Latina, Australia e Nuova Zelanda schierati dalla parte del Grande Israele. Ma di questo riparleremo.

    Nasce la Federazione Europea
    Intanto, a Londra (1 agosto 1907) viene fondata la Società delle Nazioni per la prevenzione della guerra, cui però USA, Cina e Giappone rifiutano di aderire, e che dimostra i suoi limiti nell'incapacità di porre soluzione alla guerra nippoamericana, a quelle sinoindiane, alla questione del sudest asiatico e a quella palestinese. L'evidente debolezza di quest'organo internazionale facilita il ravvicinamento tra i paesi delle singole aree geografiche.

    Infatti in Europa de Gasperi, Hindemburg che è divenuto presidente della Repubblica Federale Tedesca, il presidente francese Paul Claudel e Lloyd George, primo ministro inglese, lanciano l'idea di una progressiva unificazione del continente per superare gli odi e le rivalità che hanno portato allo scoppio della Grande Guerra, e che insanguinano ancora l'altro emisfero. Si decide che l'unificazione sarà prima economica e poi politica, anche perché, dopo le distruzioni della guerra, l'economia è in pieno boom. Nel dicembre 1908 vengono fondate la Comunità Industriale Europea e la Comunità Agricola Europea, con sede a Lussemburgo; i nove primi membri fondatori sono Italia, Francia, Svizzera, RFT, Olanda, Belgio, Regno Unito, Albania e Liechtenstein. Il 2 febbraio 1910, con il Patto di Roma, le due comunità vengono unificate nella Comunità Economica Europea. Lo stesso anno avviene l'adesione dell'Austria-Ungheria, nel 1912 di Spagna, Portogallo, Eire, Malta e Cipro, nel 1915 di Danimarca, Svezia, Norvegia e Finlandia, nel 1916 di Serbia, Grecia e Polonia, nel 1917 di Bulgaria, Romania, Montenegro, Macedonia e dei tre paesi baltici, nel 1918 della Turchia. Finalmente nel 1920 aderisce anche l'impero russo, che trascina con sé le adesioni di Armenia, Georgia e Mongolia. Nello stesso anno la Comunità da economica si fa politica con l'elezione di un parlamento europeo con sede sempre a Lussemburgo, eletto a suffragio universale maschile e femminile, e con la nomina di un consiglio europeo dei ministri, la cui prima edizione è guidata dal vecchio ma immarcescibile Giolitti, sempre sulla cresta dell'onda. Si vara la creazione di una legislazione unica europea e la pena di morte è abolita su tutto il continente. Si pianifica l'adozione di una moneta unica e di un'unica rappresentanza politica per la Comunità, che nel frattempo assume il nome di Federazione Europea. Gli unici paesi a restarne fuori, oltre al Vaticano comunque legato all'Italia, sono Sardegna e Corsica, per ora gelose della loro autonomia insulare, e l'Islanda, alleata piuttosto degli USA. Subito gli Stati Uniti d'America e la grande Arabia si mostrano ostili nei confronti del nuovo colosso politico ed economico uscito dalle ceneri della Grande Guerra, mentre India e Cina mantengono amichevoli rapporti con esso, così come la maggior parte delle ex colonie africane. Per aiutare lo sviluppo di queste ultime viene varata la Convenzione di Dakar, con cui i ricchi paesi europei si impegnano a devolvere una piccola percentuale del loro budget a favore dei paesi più poveri. E' il trionfo della politica di solidarietà internazionale portata avanti da papa Benedetto XV (al secolo Giacomo della Chiesa), succeduto nel 1914 a Pio X. Gli unici a rifiutare gli aiuti europei sono l'Etiopia, orgogliosa della propria potenza, la Rhodesia e le repubbliche boere, sempre più isolate e colpite dalle sanzioni della SdN: in pratica si sostengono solo grazie all'aiuto americano.
    Intanto, sul modello europeo, gli stati del Sudamerica si uniscono nel Mercosur, il mercato comune del Cono Sud, soggetto però alla pesante tutela americana. Da più parti in Africa si propone un'analoga Federazione Africana, ma le continue guerre e diatribe fanno naufragare uno dopo l'altro tutti i progetti presentati.
    Ma come finirà la guerra nel sudest asiatico? Come si comporrà la questione palestinese? Israele avrà pace? E che conseguenze avranno la comparsa in questo scenario ucronico di Stalin, Mussolini ed Hitler? Lo saprete nella sesta parte. Per ora posso dirvi che nella Federazione Europea alla fine degli anni dieci si sussurra che ad orchestrare le rivolte in Europa, quelle che posero fine alla Grande Guerra, e a lanciare per prima l'idea di una Federazione Europea, sia stata l'organizzazione segreta fondata da un giovane ufficiale polacco, tale Jacob Jacobowsky...
    Il secolo delle scoperte


    Prima di inoltrarci nel prosieguo, dobbiamo dire che la fine della guerra mondiale ha portato con sé un impressionante sviluppo tecnologico. Nel campo della Fisica, Rutherford, Bohr e Sommerfeld creano il modello dell'atomo nucleare; Heisemberg e Schrödinger fondano la meccanica quantistica; Marie Curie e sua figlia Irene scoprono la radioattività naturale ed artificiale. Nel campo della chimica, vengono scoperti i polimeri. Nel campo tecnologico, vengono perfezionata la radio ed inventato il televisore; le prime trasmissioni televisive cominciano in America già verso il 1910 ed in Europa nel 1918. La Rai inizia le sue trasmissioni regolari nel 1921. Nel campo delle esplorazioni, Lindbergh sorvola l'Atlantico, Amelia Earhart vola da Londra a Sidney, Amundsen percorre per la prima volta il passaggio a nordovest, Nansen quello a nordest, ancora il norvegese Amundesn brucia sul tempo Scott e tocca il polo Sud (1911), l'anno prima l'italiano Duca degli Abruzzi era riuscito a raggiungere per primo il Polo Nord con la sua nave Stella Polare, sconfiggendo l'americano Peary che tentava di arrivarci via terra dalla Groenlandia. Oberth inventa il razzo a propulsione gassosa (ossigeno liquido) e le grandi potenze (USA, Federazione Europea) iniziano a studiare piani per la conquista dello spazio.
    Il Terzo Reich in... Africa


    Ma in oriente la guerra prosegue, ed anche la Palestina rischia di diventare la miccia del mondo perchè gli USA minacciano di bombardare la Grande Arabia se questa non cesserà gli attacchi contro Israele, con il mondo arabo-musulmano che minaccia a sua volta la guerra se l'America oserà tanto, mentre Europa (Russia inclusa), India e Cina premono per una soluzione negoziale e per concedere una patria anche ai Palestinesi. A ciò si aggiunge il tentativo di un imbianchino tedesco, tale Adolf Hitler, di rovesciare la repubblica federale tedesca con un putsch; siccome però la Germania NON è stata sconfitta ed umiliata a Versailles, le sue idee non trovano terreno fertile tra la popolazione, ed egli è imprigionato. Rilasciato in seguito ad un'amnistia, si presenta alle elezioni del 1921 con il suo NSDAP (National-Sotialistische Deutsche Arbeiter Partei), ma prende solo 8000 voti. Deluso, lascia la Germania ed emigra in Rhodesia, dove invece le sue idee fanno presa sui bianchi razzisti ed egli riesce ad essere eletto cancelliere della repubblica (1923). In breve tempo egli unifica la Rhodesia, lo stato libero dell'Orange e la repubblica di Transvaal in un unico stato che chiama Reich Sudafricano, e convince anche i coloni inglesi della Provincia del Capo a separarsi dalla madrepatria e ad unirsi a lui, cosicchè l'Inghilterra perde l'ultima colonia di un certo peso rimastale. La politica aggressiva di Hitler, autoproclamatosi Führer del Sudafrica, porta non solo alla completa riduzione in schiavitù della maggioranza della popolazione nera, ma anche al tentativo di genocidio della popolazione Zulu del Natal e all'aggressione contro le vicine Namibia, Angola, Botswana, Zambia e Mozambico nella speranza di costruire un impero panafricano dominato dalla razza eletta, cioè dai dominatori bianchi. A lui si è unito un estremista di destra croato, Ante Pavelic, che inutilmente ha cercato di staccare con la violenza il suo paese dall'impero federale di Francesco Ferdinando, ma è stato imprigionato evitando la condanna a morte solo perché l'Europa l'ha abolita, è evaso ed ha raggiunto il suo idolo Hitler a Nuova Berlino, la capitale del Reich sudafricano. Anche lo spagnolo Francisco Franco Bahamonde diserta dall'esercito europeo, costituito nel 1920 per scopi di difesa e per interventi umanitari in varie parti del mondo, e va a combattere in Angola per conto di Hitler.

    Poteva mancare all'appello il nostro Benito? No di sicuro. Espulso nel 1914 dal partito socialista per la sua fiera opposizione alla partecipazione italiana alla creazione di un'Europa Federale, convinto assertore del primato italiano sull'Europa in nome della romanità, egli fonda il Partito Nazionale Fascista, ma anch'egli ha poca fortuna perché l'Italia non ha subito alcuno "scippo" a Versailles, anzi acquistando Trento, Gorizia, Trieste e Pola. Prima egli tenta di propugnare il ritorno della Sardegna (e della Corsica) all'Italia, ma riceve insulti sull'isola ed irrisioni nel resto della penisola. Poi asserisce che è stato un errore accettare la perdita delle colonie, propugna la conquista dell'Etiopia e dell'Albania, si copre di ridicolo insomma, ma non riesce neppure ad entrare in parlamento grazie allo sbarramento elettorale. Allora raccoglie tutti gli adepti del suo movimento nazionalista (quelli tipo Gaetano Bresci, per capirci) e parte in difesa del delirante ideale razzista hitleriano, cosicché l'Africa meridionale diventa negli anni venti il ricettacolo dei peggiori gaglioffi del globo.
    Giunto a Città del Capo, quartier generale di Hitler, Mussolini viene da questi accolto con tutti gli onori, ma anzichè dar man forte alla Wehrmacht, che nel frattempo ha conquistato Angola, Zambia e Mozambico e minaccia da vicino il Grande Congo, ventre molle dell'Africa, egli preferisce portare avanti la sua "guerra parallela" (il campo simmetrizzante è in azione, Widhon!!!) e realizzare il suo chiodo fisso di conquistare l'Etiopia. La grande potenza dell'Africa orientale però lo sconfigge facilmente e lo costringe a sloggiare dalla Somalia. Allora Mussolini si ritira in Rwanda e Burundi, riesce a conquistarle approfittando dell'eterna rivalità tra Hutu e Tutsi (Watussi) che le squassa (è allora che diviene popolare il motivetto "Siamo i Watussi, gli altissimi negri..."!) e fonda la Repubblica Sociale Africana, che egli vuole trasfrmare nel suo stato ideale, un po' come la Siracusa di Platone. Patetico tentativo, dite? Il fatto è che il generale Jean Bedel Bokassa, ammiratore di Hitler e di Napoleone, ha preso il potere con un colpo di stato nella Repubblica Centrafricana, si è fatto nominare imperatore con una cerimonia che è in risultato un vero schiaffo in faccia alla povertà dei suoi compatrioti, e si è alleato con Hitler contro il Grande Congo, che così viene attaccato da nord e da sud. Anche Mussolini allora invade la regione del Kivu con i suoi Ascari per partecipare alla spartizione della torta. E' l'aprile 1929 ("Pasqua di sangue").
    Scoppia una nuova guerra mondiale
    A questo punto Kinshasa, nuovo nome di Leopoldville, chiede aiuto agli ex colonizzatori invocando la Convenzione di Dakar. Il governo europeo si riunisce d'urgenza ed il primo ministro, l'austriaco Dolfuss, fiero antinazista, propone l'intervento a fianco del Congo. Nonostante l'opposizione dei paesi nordici, che temono una grande vittoria di Hitler la quale gli permetterebbe di rimettere le mani sull'Europa, la maggioranza dei paesi decide di intervenire. Kinshasa chiede aiuto anche agli USA, ma questi sono sempre tenuti impegnati dalla lunga guerra d'Indonesia e Vietnam, sono indeboliti dalla Grande Crisi di Wall Street, e poi il presidente Calvin Coolidge segretamente parteggia per Hitler, nella speranza che egli indebolisca la Federazione Europea, cui nel frattempo hanno aderito anche gli ultimi paesi europei ancora estranei, Andorra, Sardegna, Corsica e San Marino, e la cui economia ha fatto passi da gigante. Il 1 settembre 1929 si ha la dichiarazione di guerra europea contro Hitler, e la flotta europea formata in gran parte da vascelli inglesi e tedeschi sbarca in Angola ed in Tanzania, iniziando la Guerra d'Africa.

    Egitto, Libia, Tunisia, Algeria, Marocco, Mauritania, Senegal, Malì, Niger, Ciad, Sudan, Nigeria, Gambia, Guinea, Guinea Bissau, Sierra Leone, Costa d'Avorio, Ghana, Togo, Benin (l'ex Dahomey), Camerun, Gabon, Kenya, Madagascar, Yemen, Oman e Mauritius sono compatti nello scendere in guerra a fianco della Federazione Europea contro la minaccia di Hitler, mentre la Grande Arabia si schiera con lui e minaccia l'Egitto e gli altri paesi arabi di invasione, minaccia che però non attua nell'immediato. La Liberia, forte dell'antica protezione americana, e l'Etiopia restano nuovamente neutrali, come la Persia ed il Pakistan. L'India invia truppe in sostegno dell'Europa, mentre la Cina non vuole lasciarsi coinvolgere, essendo troppo impegnata ad inviare aiuti ai Vietcong, partigiani vietnamiti contro l'occupazione americana, e ad altri movimenti guerriglieri clandestini. Hitler e Mussolini agitano la bandiera dell'anticolonialismo, ridicola visto che essi stessi sono colonizzatori, e cercano di sollevare le masse arabe in loro sostegno, promettendo la distruzione dello stato d'Israele.
    Arriva di gran carriera anche Stalin
    La Federazione convince tuttavia Israele a non intervenire direttamente per non scatenare l'ira dei paesi musulmani e per non compromettere la tenuta della coalizione. La minaccia vera però è un'altra. Nel 1925 ha preso il potere in Georgia Jozif Jugasvili, detto Stalin, ammiratore di Lenin, che ha ritirato il suo paese dalla Federazione Europea e costituito una dittatura sovietica. Egli tenta di estendere la sua rivoluzione alle nazioni vicine, ed in particolare nell'Impero Russo, dove regna ancora Nicola II, grazie all'apporto di Trotzky e Bucharin che riescono a far scoppiare una ribellione in Siberia e nel Kazakhstan. Nel 1929 Stalin si allea con Hitler e dà inizio ad una pericolosa guerra civile tra i bianchi (gli zaristi) ed i rossi (i rivoluzionari), arrivando ad occupare Kiev e a minacciare la stessa Mosca. Gli Europei, in particolare gli eserciti italiano, austroungarico, polacco, finlandese, serbo, greco e turco, intervengono per sostenere lo Zar in base al trattato di mutua difesa (la cosiddetta "Campagna di Russia" cui partecipa la leggendaria divisione Julia: warning, campo simmetrizzante in azione!), e così la Federazione risulta impegnata su due fronti. La Cina, che ha avuto una triste esperienza con Mao, interviene allora nell'oriente russo contro i rossi, sostenuta anche da Armenia, Afghanistan, Tibet, Mongolia e Siam. Australia e Nuova Zelanda non intervengono perché danno manforte agli USA nel sudest asiatico, il Giappone resta stato a sovranità limitata e non può fare nulla, i sudamericani sono stati colpiti in modo gravissimo dalla crisi di Wall Street, e poi Ecuador e Perù non hanno ancora finito di disputarsi l'Amazzonia. La guerra divampa di nuovo (alcuni la chiamano la Seconda Guerra Mondiale), ma il territorio metropolitano europeo, Russia esclusa, ne resta immune.

    La guerra divampa ancora nel mondo, ed in particolare in Africa, Russia e Siberia, mentre continua la resistenza antiamericana in Indocina, che ora si estende anche al Giappone ed alle Filippine, e l'Amazzonia è ancora terra di dispute in Sudamerica. Gli alleati europei, indiani ed africani sbarcano sulle coste di Angola e Tanzania, accolti come liberatori dalle popolazioni indigene di colore, e scoprono con raccapriccio che Hitler ha organizzato nella giungla dei Lager segreti in cui procede allo sterminio sistematico delle tribù che non gli si assoggettano, e degli ospedali guidati da un suo collaboratore, il famigerato dottor Mengele, in cui tenta addirittura di schiarire la pelle dei neri per trasformarli in bianchi (ci fosse stato Michael Jackson, chissà che zompi di gioia!) Per quattro anni la guerra infuria, devastando le già poverissime regioni dell'Africa Australe. Hitler risponde agli attacchi provenienti dalle coste invadendo Niger e Ciad, ed arrivando a minacciare direttamente Libia ed Algeria, grazie al suo Afrika Korps guidato dal generale Rommel, detto la Volpe del Deserto. Le vittorie da lui ottenute nel 1930 grazie al Blitzkrieg (= guerra lampo) fanno pendere paurosamente dalla sua parte la bilancia della guerra, perché il folle dittatore si impossessa di quasi tutto il Sahara. Il timore degli europei è che egli arrivi fino al Mediterraneo e minacci l'Europa, anche perchè l'Armata Rossa di Stalin arriva fino a 50 Km da Mosca e lo zar è costretto a fuggire a Stoccolma. Nel gennaio 1931 sembra davvero che la coalizione euroindoafricana sia sul punto di crollare, anche per la protesta delle popolazioni i cui figli sono mandati a morire in Africa. Grazie al Cielo però proprio in quell'anno 1931 accadono fatti nuovi.

    Mussolini non cambia mai in nessun universo
    Anzitutto, Berberi e Tuaregh si alleano con la leggendaria Legione Straniera francese e con i Carabinieri italiani, ed il generale Rommel è sconfitto ad El Alamein, quando ormai è in vista del Mediterraneo. Hitler poi commette un grave errore permettendo all'alleato Mussolini di attaccare di nuovo l'Etiopia alla testa di battaglioni tedeschi e boeri, allo scopo di sterminare tutti i Falascià, gli ebrei etiopi di colore; la reazione del negus Hailé Selassié è violentissima, con la grande potenza del corno d'Africa che scende in guerra a fianco dell'Europa, e blocca anche un tentativo di invasione del Sudan e della Somalia da parte della Grande Arabia, che per conto suo ha conquistato Yemen ed Oman. L'Inghilterra approfitta dell'indebolimento arabo e, usando il Madagascar come base, invade l'Oman per liberarlo. La Persia minaccia di scendere di nuovo sul piede di guerra se l'Arabia attaccherà nella sua direzione. Inoltre, nei mesi di gennaio-marzo 1930 una terribile ondata di gelo si abbatte sulla Russia e sulla Siberia, decimando l'armata rossa, mentre l'armata bianca si è temporaneamente ritirata in Polonia, Romania, Armenia e Cina. Così Stalin è sconfitto proprio nel momento in cui sembrava cantare vittoria. Comincia il contrattacco e, nel giro di due anni, l'armata staliniana è sgominata, e quanto ne rimane deve asserragliarsi sui monti del Caucaso e del Pamir per l'estrema difesa. Lo Zar rientra a Mosca e proclama un'amnistia generale per i comunisti che si arrendono e depongono le armi, il che convince molti rossi a disertare o addirittura a cambiare bandiera, visto che Stalin si è invece lasciato andare a terribili atrocità contro molti dei suoi stessi partigiani: sono queste le tristi "purghe" staliniane. Bukharin, delle cui vittorie in Ucraina egli era geloso, è stato infatti fucilato con la falsa accusa di tradimento, mentre Leone Trotzky, fuggito in Messico, è ucciso da un sicario a colpi di accetta. L'italiano Palmiro Togliatti, che ha combattuto nelle file dei rossi, accetta di deporre le armi e di rientrare in Italia, dove si pente ed aderisce al partito socialista, rientrando nella comune vita politica parlamentare, mentre l'altro italiano, Antonio Gramsci, è stato eliminato da Stalin assieme a Rosa Luxembourg e ad altri europei che combattevano valorosamente al suo fianco.
    Ma la vera svolta della guerra non è strategica, bensì scientifica. Gli inglesi inventano il Radar, il che permette di prevenire più efficacemente gli attacchi hitleriani sulle loro postazioni. Ma soprattutto il giovane Enrico Fermi a Roma, in via Panisperna, con i suoi collaboratori Segré, Rasetti e Majorana accende la prima pila atomica della storia. Presto l'Europa è punteggiata da pericolose ma efficaci centrali nucleari (una delle prime è quella di Windscale, in Inghilterra, cui segue quella di Trino Vercellese), il che permette di diventare indipendenti dal petrolio che fino ad ora doveva essere importato dalle zone africane di guerra, vista l'ostilità dell'Arabia. Quest'ultima, senza più l'apporto dei "petrodollari", crolla rapidamente, attaccata da sud e da est dall'Inghilterra, da ovest dall'Egitto e dall'Etiopia, e da nord dai Turchi.

  4. #4
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    Come ho scritto il racconto è carino e godibile, ma non è ucronia. Cmq complimenti

 

 

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