Il 10 Luglio 1898 il forte sudanese di Fashoda viene occupato in nome della Francia dall'esploratore francese e Ufficiale di fanteria marina Maggiore Jean-Baptiste Marchand (1863-1934), alla testa di una spedizione militare costituita da 150 Senegalesi, provenienti dal Sudan centrale. Circa tre mesi dopo, giunto con le sue truppe dinanzi agli uomini del Maggiore Marchand, il Generale inglese Lord Horatio Herbert Kitchener (1850-1916), reduce dalle vittorie del Sudan, pretende lo sgombero di Fashoda. Resistendo il Maggiore Marchand, i due gruppi rimangono accampati l'uno di fronte all'altro in attesa di una decisione dei governi centrali. I francesi puntano infatti ad un impero coloniale dall'Atlantico al Mar Rosso, gli inglesi invece ad uno esteso dal Cairo a Città del Capo. L'incidente, che per un momento sembra addirittura causare una guerra tra le due potenze, si compone poi pacificamente con la Dichiarazione del 21 Marzo 1899 che sancisce la rinuncia della Francia all'occupazione di Fashoda e con la divisione esplicita del Sudan orientale tra Francia e Inghilterra.
Ebbene, nella mia ucronia la guerra scoppia davvero, proprio il 21 marzo 1899. La Germania, a quel tempo alleata con l'Inghilterra contro la Francia, le dichiara guerra per ritagliarsi anche lei un impero coloniale a discapito dei francesi, e la Francia attacca a sua volta la Germania per riprendersi Alsazia e Lorena. L'Austria e l'Italia, legate ai tedeschi dalla Triplice Alleanza, dichiarano guerra alla Francia, mentre Spagna, Russia, Grecia, Romania e Serbia scendono in guerra al fianco di questa, e la Turchia aggredisce Serbia, Russia e Grecia. Il Portogallo e la Danimarca affiancano l'Inghilterra, i patrioti irlandesi invece parteggiano per i francesi.
Alleanza ed Intesa
Da un lato abbiamo dunque l'Alleanza, composta inizialmente da Inghilterra, Germania, Austria-Ungheria, Italia, Portogallo, Danimarca, Norvegia, Svezia, Olanda, Belgio, Lussemburgo, Turchia e Persia, dall'altro l'Intesa composta da Francia, Spagna, Russia, Serbia, Romania, Bulgaria, Grecia, Irlanda ed Egitto. Come si vede, neutrale è solo la Svizzera (per ora). La guerra non è solo europea, anzi diventa subito mondiale, estendendosi alle colonie. Inoltre io ammetto i cambi di fronte (la Turchia passerà con l'Intesa e l'Irlanda con l'Alleanza).
In Europa il fronte terrestre si snoda lungo tutta la frontiera italo-franco-tedesca e russo-tedesco-austriaca, come nella WWI, ma anche lungo la frontiera balcanica che va da Dubrovnik fino alla Transilvania. L'Inghilterra attacca inoltre la Francia via mare. Subito la Francia tenta un "piano Schlieffein al contrario" giocando sulla sorpresa ed invadendo Olanda, Belgio e Lussemburgo per attaccare l'impero tedesco da nordovest, ed affondando in Italia come un coltello nel burro. Occupa Torino e Genova, ma l'eroica resistenza italiana la ferma sul Ticino. La Spagna sbarca in forze in Sardegna, dove è accolta come liberatrice, ed in Sicilia, dove invece trova un'accanita resistenza; ben presto la guerra si fa anche civile, con i nostalgici dei Borboni che si uniscono ai francospagnoli ma con gli inglesi che danno man forte agli italiani, e così la guerra si impantana tra i monti all'interno dell'isola. L'Inghilterra intanto sbarca in forze in Olanda e blocca l'offensiva francese, così anche lì la guerra si fa di trincea. La Russia intanto sfonda la linea dei Carpazi orientali ed occupa Leopoli, abbandonandosi a persecuzioni contro gli Uniati grecocattolici, ma la Germania contrattacca ed il leggendario generale Hindemburg vince a Tannemberg ed ai laghi Masuri, occupando la Polonia e la Lituania. L'Austria occupa Belgrado ma viene respinta dai rumeni aiutati da Greci e Russi. Questi ultimi bombardano ed occupano Costantinopoli, il governo turco si trasferisce ad Ankara ma non può evitare che i Greci conquistino quasi tutta la Turchia europea. Questi ultimi bombardano anche Malta e la Puglia. I Russi arretrano a nord (Svezia e Norvegia, con l'aiuto della Germania, liberano gran parte della Finlandia, insorta contro il dominio zarista) ma dilagano a sud: occupano anche Teheran e costringono lo scià a cambiare parte ed a dichiarare guerra all'Inghilterra ed all'Intesa (erano stati gli inglesi a convincerlo a scendere in campo). Londra reagisce duramente occupando la metà inferiore del paese a partire dall'Oman e dal Pakistan, ed anche lì la guerra si fa più sanguinosa che mai.
Tutta l'Africa è una polveriera in cui la guerra totale tra Francesi ed Anglotedeschi si somma agli odi tribali su cui gli occupanti soffiano abilmente. Non c'è rivalità coloniale, per ora, tra Inghilterra e Germania perchè la resa dei conti è rimandata alla fine della guerra (l'odio per i francesi è maggiore di quello fra di loro). L'Etiopia è in una difficile situazione, perchè sia gli angloitaliani alle frontiere sia i Russi (ortodossi come lei) la minacciano affinchè scenda in guerra al loro fianco. Gli USA minacciano l'intervento se verrà violata la Liberia. L'Egitto viene occupato in parte dagli inglesi ed in parte dai turchi, ma i francesi salgono dal Sudan e tentano di sbarrar loro la strada verso il cuore dell'Africa. Gli italiani contrattaccano in Grecia, bombardando le isole Ionie, e sbarcano in Libia per impedire che cada in mano francesi, ma vengono ricacciati quando tentano di sbarcare in Corsica e ad Orano. In Sudafrica i Boeri si sono schierati con i Francesi ma hanno perso rapidamente perchè i portoghesi hanno impedito ai francesi di venire loro in soccorso.
In Asia, Indiani, Olandesi ed Australiani stanno strangolando l'Indocina Francese, mentre in India i Francesi a partire da Pondichérry dilagano all'interno ottenendo la sollevazione dei maragià indiani, cui hanno promesso l'indipendenza. Anche il Pacifico è in fiamme, mentre Cina e Giappone stanno a guardare, ben lieti che gli odiati europei si scannino fra di loro. Anche i latinoamericani stanno alla finestra, tranne Haiti che è scesa in guerra accanto alla Francia.
A questo punto interviene il nonagenario Papa Leone XIII, che il 31 dicembre 1899 lancia un accorato proclama a tutti i paesi belligeranti affinchè depongano le armi, cessino l'inutile strage e rientrino ciascuno nei rispettivi confini, dirimendo pacificamente la questione di Fashoda che ha incendiato il mondo. Il 1900 infatti dovrebbe essere Anno Santo, che invece non si potrà celebrare con il mondo in guerra (l'ultimo Giubileo fu celebrato nel 1825!)
Il disperato tentativo di Leone XIII fallisce perché Francesco Giuseppe gli dà del traditore se vuole "salvare" i francesi che portano avanti una politica anticlericale, ed anzi gli propone di scendere simbolicamente in guerra al suo fianco, benedicendo l'Alleanza, cosa che ovviamente il Santo Padre rifiuta. Intanto gli Irlandesi sono stati duramente sconfitti e la loro ribellione è stata sedata, ma qui avviene il primo colpo di scena della guerra: il primo ministro propone all'ala moderata del movimento nazionalista dell'isola una moderata autonomia e, alla fine della guerra, l'indipendenza almeno per Connaught, Leicester e Munster se fiancheggeranno l'Alleanza. Il leader moderato irlandese accetta e l'Irlanda aderisce all'Alleanza. Contemporaneamente i Turchi sono costretti a chiedere l'armistizio perchè i Russi ed i Greci oltre a Costantinopoli hanno occupato anche Smirne e marciano verso l'interno; inoltre gli armeni si sono ribellati proclamando l'indipendenza, aprendo ai russi la porta del Caucaso, cosicchè la Sublime Porta rischia di essere presa tra due fuochi. Il Sultano accetta di arrendersi ed abdica, partendo per l'esilio in Arabia; i Giovani Turchi proclamano la Repubblica e promettono ai Russi di unirsi a loro nello scontro contro l'odiata Inghilterra, se i Greci restituiranno Smirne e Costantinopoli. La Grecia è così costretta dalla Russia a sgomberare, anche se mantiene la parte balcanica dell'ex impero ottomano, ed improvvisamente gli inglesi si trovano scoperto il fianco del Mediterraneo Orientale, con un alleato trasformato di colpo in nemico giurato. Francesi e Turchi riconquistano così l'Egitto cacciandone gli inglesi, che si rifugiano in Sudan, dove però devono resistere anche alle ultime frange dell'esercito mahdista. I francoturchi occupano anche Bengasi e cominciano ad avanzare in Libia, dove gli italiani non riescono a mantenere da soli le posizioni. Per fortuna dell'Alleanza, improvvisamente nei Balcani nasce una "guerra nella guerra" perchè Grecia e Bulgaria, sin qui alleate contro turchi ed austriaci, iniziano una furibonda lotta per spartirsi le ex colonie turche in Europa, disinteressandosi del resto del conflitto. La Serbia si trova così le spalle scoperte, e l'Austria-Ungheria con l'aiuto dell'Italia (vedi sotto) ne occupa tutto il territorio, penetrando anche nel sangiaccato di Novibazar. Non dimentichiamo la Spagna, che ha occupato Gibilterra e tutto il Portogallo tranne Azzorre e Madeira, protette dall'Inghilterra, la quale si è invece impossessata delle isole Canarie e della Guinea Equatoriale (Rio de Oro). Un colpo di stato in Marocco porta al potere un re filofrancese che si schiera apertamente dalla parte dell'Intesa. I Belgi dal Congo riescono ad occupare l'Oubangui-Chari (l'attuale Repubblica Centrafricana) e la città di Brazzaville. I Berberi combattono a fianco dei Francesi, che hanno occupato il Gambia ed ormai tutta la Libia; resiste solo Tripoli, assediata per terra e per mare.
E l'Italia?
E l'Italia? Ricordiamo che il nordovest è occupato dai francesi, la Sardegna dagli spagnoli, in Sicilia è in corso una guerra di posizione tra angloitaliani e francoispanici, cioè tra lealisti e borbonici. Le navi greche hanno bombardato la Magna Grecia. L'economia è al collasso e si ventila l'ipotesi di chiedere una pace separata che però costerebbe la cessione di Torino alla Francia e delle isole alla Spagna. L'inetto re Umberto I caldeggia un voltafaccia in stile tutto italico, unirsi cioè alle potenze dell'Intesa sull'esempio della Turchia, e per questo un nazionalista, certo Gaetano Bresci, lo assassina a Monza nel luglio del 1900. La morte di Umberto spiana la strada all'elezione a primo ministro dell'abile Giovanni Giolitti, osteggiatissimo dal precedente re, che convince Leone XIII ad attenuare il Non Expedit in cambio della fine di ogni
politica anticlericale, e forma un governo di emergenza e di unità nazionale con i liberali (sia destra storica che sinistra depretisiana), i neonati popolari, i socialisti di Turati e persino con i repubblicani mazziniani. Giolitti vara un progetto di economia di guerra basato sull'autosufficienza economica, con l'aiuto di alcune banche svizzere, e propone a Francesco Giuseppe una spedizione congiunta nei Balcani per approfittare della guerra greco-bulgara; in cambio dell'aiuto prestato in quella direzione, all'Italia andranno Trento e Gorizia ed essa rinuncerà ad ogni ulteriore rivendicazione su altri territori dell'impero. Per accettare l'alleanza militare, Francesco Giuseppe impone agli italiani di aiutarlo anche a riconquistare Leopoli. Come abbiamo detto, austriaci ed italiani conquistano Bosnia e Serbia e mettono in difficoltà anche la Romania, che non cede soltanto perchè spalleggiata da est dalla Russia, mentre quest'ultima resiste sulla linea dei Carpazi. Francesco Giuseppe permette agli italiani di incamerare Gorizia ma per ora non lascia Trento. Un alleggerimento del fronte ovest dovuto alla fortunata spedizione balcanica permette ai francesi di sfondare parte del fronte e di occupare Piacenza, ma un corpo di spedizione irlandese viene in aiuto dell'Italia attraverso il Brennero e la linea del fronte è ristabilita al Ticino.
Intanto la Francia tenta un nuovo colpo gobbo invadendo la Svizzera lungo la linea Ginevra-Neuchatel per sorprendere gli italiani attraverso il Ticino e i tedeschi nel sud della Baviera. Parte delle truppe tedesche viene richiamata dalla Finlandia e l'invasione è scongiurata, ma i francesi continuano ad occupare la Svizzera Romanda. Anche Berna ed il Liechtenstein dichiarano guerra alla Francia: tutta l'Europa è ora coinvolta nella guerra.
Svezia e Norvegia intanto devono arretrare a causa dello spostamento delle truppe tedesche, dopo aver sperato di conquistare la penisola di Cola devono lasciare anche Helsinki ai Russi. La Norvegia chiede alla Svezia maggiore
autonomia se vuole che continui la guerra, e si ha così la separazione consensuale delle due corone (agosto 1901). Hindemburg intanto marcia verso nord e libera Lettonia ed Estonia, minacciando direttamente San Pietroburgo; da tempo lo zar si è trasferito nel palazzo del Cremlino a Mosca.
Intervengono gli USA
Ma intanto succedono fatti nuovi di là dall'oceano. Approfittando del fatto che la Spagna è impegnata nella guerra, gli USA pretendono lo sgombero da Cuba e da Portorico, secondo il famoso precetto monroviano: "America to Americans". Gli spagnoli rifiutano ed anzi millantano di invadere la Florida con l'aiuto dei francesi. Allora gli USA stringono con l'Inghilterra (dove la regina Vittoria è morta ad 86 anni, ora regna Giorgio V) il Patto di Londra, ed invocano la scusa di uno sconfinamento dell'Intesa in territorio della Liberia per dichiarare guerra alla Spagna ed occupare senza colpo ferire non solo Cuba e Portorico, ma pure le Filippine che finora avevano resistito agli attacchi della flotta inglese e tedesca (marzo 1902). In risposta a ciò, Francia e Russia più i loro alleati dichiarano guerra agli USA. Subito eserciti ben muniti partono dagli USA verso l'Europa, anche se la maggior parte dell'opinione pubblica americana è contro questa guerra che sente estranea ed "europea". Messico, Brasile, Argentina e poi a mano a mano anche gli altri paesi dell'America Latina vengono trascinati in guerra dall'intervento degli USA: il Brasile ha anche la motivazione di soccorrere la "madrepatria" portoghese, ed infatti re Manuel è fuggito proprio in Brasile. Solo il Paraguay si schiera con l'Intesa ed attacca i suoi vicini: la Bolivia per il controllo del Gran Chaco, il Brasile e l'Argentina per ampliare il proprio territorio ed aprirsi uno sbocco al mare. Inizia una lunga guerra tutta interna al Sudamerica che si concluderà con la sconfitta del Paraguay dopo un vero e proprio bagno di sangue inutile quanto insensato. Aveva ragione il dottor Spock: "niente di buono nella guerra, tranne la sua fine"!
Ma la Guerra Mondiale è lontana dalla conclusione; anzi, proprio ora si sta estendendo a tutte le nazioni della Terra. Infatti il Giappone non gradisce l'occupazione americana delle Filippine: ha appena conquistato Corea e Taiwan e considerava le Filippine come la prossima vacca grassa senza corna da macellare. Intima perciò agli USA di sgomberare; questi non se ne danno per inteso, ed il Giappone scende in guerra con l'Intesa, trascinando con se' anche la Cina sul cui governo Tokyo esercita un controllo sempre più pesante. Il Siam, sinora neutrale, rompe gli indugi ed affianca l'Inghilterra per timore di un'invasione sinogiapponese, che infatti presto giunge in soccorso dei Francesi in grave difficoltà in Indocina. I Russi intanto conquistano preventivamente l'Afghanistan e minacciano Lahore, mentre quasi metà del Deccan è in mano francese. Il Tibet, sceso in guerra a fianco dell'Inghilterra per ringraziarla dell'autonomia che l'ha aiutato a conseguire da Pechino, tiene gravemente impegnato l'esercito cinese, in gran parte arretrato e male armato, alleggerendo così la pressione su India e Birmania. Intanto gli arabi si uniscono agli inglesi, guidati dal mitico Lawrence d'Arabia, ed il re Al-Saud conquista l'Higiaz, l'Iraq, parte della Giordania e lo strategico porto di Aqaba. I Turchi mantengono però il controllo di Palestina, Libano e Siria.
La Russia intanto tenta la conquista delle isole Aleutine, ma la flotta statunitense ricaccia a mare le forze d'invasione ed anzi occupa l'isola di Sakhalin, minacciando da vicino il Giappone che intanto ha occupato la Micronesia tedesca. E in Europa?
Altri tre anni di guerra La Guerra di Fashoda va avanti per altri cinque anni, fino al 1906, interessando ogni parte del mondo tranne l'Antartide, e riservando nuove sorprese e nuovi colpi di scena. Gli eventi più importanti di questi cinque anni, che portano a sette la durata complessiva della guerra, sono i seguenti. Nel 1903, dopo 25 anni e 5 mesi di pontificato, muore il vecchissimo e saggio Leone XIII, il Papa della Rerum Novarum. Francesco Giuseppe pone platealmente il veto all'elezione del suo segretario di stato, Mariano Rampolla del Tindaro, considerato troppo pacifista e troppo vicino alle posizione delle masse popolari, e così viene eletto il conservatore Giuseppe Sarto da Riese, considerato alla vigilia un outsider, che prende il nome di Pio X. Anch'egli però invia subito un proclama alle nazioni cattoliche, ed in primis all'Austria, affinché pongano fine alla Guerra Mondiale che, teme il Papa, potrebbero essere sconfitte e distrutte da nazioni laiche.
Sempre nel 1903, grazie all'aiuto degli Stati Uniti, gli inglesi riescono a ricacciare i francesi dall'Olanda, portando il fronte sulla linea del Reno, e gli italiani possono spostare il fronte dal Ticino al Sesia, liberando Novara. Gli USA sbarcano in Portogallo ed iniziano la liberazione di quel paese. Forti manifestazioni di piazza costringono però Washington a ridurre le truppe in Europa, altrimenti l'esito della guerra avrebbe potuto essere più rapido.
I Giapponesi intanto bombardano l'isola di Ohau nelle Hawaii per rispondere all'occupazione americana di Sakhalin, ma non riusciranno mai nel loro intento di raggiungere e bombardare la California. L'opinione pubblica americana è meglio disposta alla guerra contro i giapponesi che contro gli europei, e così la guerra americana si sposta soprattutto nel Pacifico, determinando l'allungarsi dei tempi in Europa.
Ma la guerra accelera anche le invenzioni e le scoperte scientifiche. L'invenzione dell'aereo da parte dei fratelli Wilbur ed Orville Wright, il 10 gennaio 1903, rivoluziona l'arte bellica introducendo i bombardamenti dal cielo. Anche i dirigibili vengono utilizzati in modo massiccio. Fanno la loro comparsa in battaglia i gas venefici francesi ed i carrarmati inglesi. Marconi inventa la radio, e questo comporta un'ulteriore rivoluzione nello scambio dei dispacci e degli ordini militari.
Nel febbraio 1904 si conclude la guerra privata greco-bulgara con la sconfitta della prima e la creazione di una "Grande Grecia" dai confini del Montenegro sino a Plovdiv, ma le due nazioni sono state dissanguate dal conflitto. La Bulgaria è costretta a ritirarsi dalla guerra ponendosi sotto protettorato militare russo, il che costringe lo zar ad allentare il fronte nord, permettendo a svedesi, norvegesi, danesi e tedeschi di rioccupare Helsinki. La Grecia si è ingrandita enormemente ma è quasi senza benzina, e gli Albanesi si ribellano immediatamente al suo dominio. Ne approfitta l'Italia che sbarca a Valona, accolta come una liberatrice.
Intanto, sempre con l'aiuto di USA e Canada, La marina Britannica annienta la flotta spagnola a Cadice, forza lo stretto di Gibilterra, si riprende la Rocca e poi Malta, quindi occupa Creta e sbarca in Turchia ed in Palestina. Con la dichiarazione Balfour si attira le simpatie degli Ebrei del mondo intero, promettendo di costruire uno stato ebraico nella terra di Canaan, ma si aliena parte delle simpatie arabe. Al-Saud con la sua guerriglia indebolisce definitivamente ciò che resta della Turchia. I nazionalisti persiani intanto si ribellano ai russi ed agli inglesi che hanno devastato il loro paese per spartirselo, e con un'altra spietata guerriglia cacciano a poco a poco entrambe le potenze fuori dai confini del loro paese. Anche gli Afghani si ribellano ai russi, che non hanno più energie per controllare quelle remote regioni montagnose. In India la guerra infuria più virulenta che mai, a causa del terribile ginepraio delle nazionalità. Invece i Giapponesi sono quasi riusciti a crearsi un impero talassocratico, soccorrendo ma in realtà sostituendo i francesi in Indocina, occupando gran parte delle Indie Olandesi ed una parte delle Filippine meridionali, e bombardando addirittura Brisbane in Australia. Gli Americani però iniziano a rintuzzare questo loro impero, prima conquistando le Caroline, Marianne e Marshall ex tedesche, poi iniziando ad attaccare le conquiste nipponiche in Indonesia.
Anno 1905: prosegue l'offensiva totale contro il Giappone da parte degli USA, che occupano anche Guam spagnola, ben decisi a creare una talassocrazia che trasformi il Pacifico in un lago americano. In India la situazione è di stallo fra inglesi e francesi, così come in Egitto, nel Sudan, nel Centrafrica e nel Niger. Fatto nuovo dell'anno è il crollo totale dell'impero cinese, travolto da ovest dagli eserciti tibetano ed inglese, da est dai bombardamenti portati dagli USA con i primi aerei; i Mongoli si ribellano e proclamano l'indipendenza, subito seguiti dai Tibetani e dagli Uighuri. Il 12 marzo, sotto la spinta delle sollevazioni popolari contrari alla guerra che sta massacrando civili innocenti a non fibire, Pechino chiede l'armistizio. Il Giappone e la Russia reagiscono invadendo la Manciuria e l'Hopei. Il 31 marzo ha luogo un colpo di stato di stampo marxista, con il quale Mao Zedong prende il potere ed invita alla sollevazione contro gli invasori sia dell'Alleanza che dell'Intesa. Gli invasori vengono scacciati ma il paese è allo stremo e Mao, autoproclamatosi dittatore, si abbandona a stragi e nefandezze che gli alienano le simpatie delle masse contadine (tra l'altro fa passare per le armi quasi tutti i missionari cristiani e mette fuorilegge la religione).
In Sudamerica il Paraguay è sconfitto e diviso in zone d'occupazione tra i paesi confinanti, ma divampa un'altra guerra fratricida tra Ecuador e Perù, che si contendono ampie zone inesplorate di Amazzonia. Come Grecia e Bulgaria, i due paesi si "chiamano fuori" dalla guerra (con gran disappunto degli USA) ed iniziano il loro conflitto privato. Il Chiapas proclama l'indipendenza dal Messico, ma la rivolta degli Indios è repressa nel sangue. Emiliano Zapata di conseguenza si ribella alla dittatura dell'usurpatore Huerta e, aiutato dal mitico Francisco "Pancho" Villa, inizia una dura ribellione contro il potere costituito, cosicchè anche il Messico è praticamente costretto a sfilarsi dall'Alleanza.
Torniamo ora in Europa. Gli USA sbarcano in Sicilia e scacciano le truppe d'invasione spagnole, ma la guerriglia tra lealisti e borbonici prosegue nelle aspre zone dell'interno. Intanto l'Italia, l'Austria-Ungheria e l'Inghilterra sono sbarcate in Grecia, distruggendo il grande stato che Atene si è ritagliato a prezzo di tanto lunga guerra. Francesco Giuseppe concede finalmente Trento agli italiani che lo hanno aiutato. L'Albania e la Macedonia proclamano l'indipendenza. Atene è costretta a capitolare e a chiedere l'armistizio. E' aperta la strada per la Turchia: gli inglesi e gli americani penetrano nell'Anatolia e puntano su Ankara. A questo punto Mustafà Kemal (il futuro Atatürk) rovescia il governo che lui stesso aveva sostenuto, onde impedire la rovina totale dello stato turco che nel frattempo ha perso pure la Palestina, dove sono sbarcati gli angloamericani. Kemal viene a patti con l'Alleanza e rovescia di nuovo il fronte, tornando ad unirsi a coloro con i quali aveva iniziato la guerra. In risposta i russi ed i rumeni rioccupano Costantinopoli, e si ha una nuova guerra di posizione anche in Anatolia nordoccidentale. I turchi si ritirano dall'Egitto ed anche i Francesi sono costretti a sgomberare. Tripoli, stremata dopo cinque anni di assedio, viene infine liberata dagli americani e da un battaglione misto italo-tedesco. Anche Tunisi cade in mano americana. Al nord i francesi cominciano ad arretrare anche dal Belgio, pur riuscendo ad affondare in Svizzera fino a Coira. Gli Inglesi, invidiosi delle tante vittorie americane, tentano uno sbarco in Normandia, ma va loro male. Grande vittoria francese invece a Lomè, capitale del Togo. Siamo all'inizio del 1906.
I Serbi però si ribellano duramente all'occupazione austriaca, i Montenegrini a quella italiana, i Polacchi e i Lituani a quella tedesca. Ed è solo l'inizio, perché grandi scioperi nelle fabbriche francesi, inglesi, tedesche, americane, giapponesi e nell'Italia del Nord, nonché nelle campagne russe e nelle piantagioni del Brasile, chiedono a gran voce la fine della guerra, anche se i governi non sono disposti a cedere e cercano di soffocare le rivolte alla vecchia maniera, cioè nel sangue. Si comincia ad intravedere insomma quale sarà la fine della guerra.![]()
L'epilogo della Grande Guerra E siamo quasi all'epilogo dell'insensata guerra causata dall'episodio apparentemente banale di Fashoda, ma che ha finito per incendiare il mondo intero (persino con una guerra locale tra Australia e Nuova Zelanda per il controllo delle remotissime isole Cook!)
Dunque, ricapitoliamo. L'Europa è lacerata su quattro fronti principali:
1) la linea del Reno, dove i Francesi resistono ad ogni tentativo di sfondamento;
2) la linea del Ticino, con i Francesi fermi da sette anni;
3) il nordest, dove i russi non cedono nonostante la perdita di Polonia, Finlandia e dei paesi baltici, e dove San Pietroburgo è assediata dai tedeschi e dai loro alleati;
4) il sudest, dove gli austroitaliani occupano Jugoslavia e Grecia mentre Romania e Bulgaria resistono sotto protettorato militare russo, mentre in Turchia è ancora scontro totale tra tutte le potenze in lotta.
In Asia l'India è stata devastata dai conflitti anglofrancesi, l'Afghanistan e la Persia hanno cacciato gli invasori europei, gli Arabi si sono costruiti un vasto regno, gli americani stanno snidando i giapponesi da Indonesia ed Indocina, in Cina si è costituita la feroce dittatura maoista, Australia e Nuova Zelanda combattono insieme contro il Giappone ma tra di loro per gli atolli pacifici.
In Africa i Francesi tengono le posizioni ed anzi stanno avanzando. Emergono conflitti coloniali anglotedeschi che fanno presagire un nuovo conflitto al termine di questo.
In America nel corso del 1905 i paesi dell'America Latina sono andati l'uno dopo l'altro in bancarotta a causa del conflitto contro il Paraguay e di quello in Europa, oltre alla guerra amazzonica tra ecuadoregni e peruviani, e così essi hanno dovuto ritirarsi dal conflitto. Solo il Brasile resiste a fianco degli USA nonostante le difficoltà finanziarie.
A questo punto, però, anche in Europa cominciano ad emergere segni di cedimento da parte delle grandi potenze. La Francia è allo stremo perchè gli angloamericani hanno tagliato i rifornimenti dalle colonie, ma il governo di Parigi non vuole cedere. Il Portogallo è liberato e le truppe dell'Alleanza invadono la Spagna, ma i Peones reagiscono con una guerriglia simile a quella scatenata contro le truppe napoleoniche. In Germania, Austria, Ungheria, Italia ed Inghilterra scoppiano forti agitazioni sociali dovute al fatto che la gente è arcistufa di andare a morire in una guerra che non la riguarda. I primi tentativi di reprimere le rivolte nel sangue non danno esito, perchè la protesta dilaga. Gli eserciti francesi e tedeschi sul Reno si ammutinano. Quelli francesi ed italiani sul Ticino buttano i fucili, attraversano le trincee e solidarizzano fra di loro. In Russia Vladimir Ilic Ulianov detto Lenin con un colpo di stato rovescia lo zar, soggiogato alla guerra perpetua dalla nefasta influenza di Rasputin, e proclama la repubblica sovietica sul modello di quella cinese; Rasputin è impiccato e lo zar è confinato in Siberia, ma Lenin è intenzionato a proseguire la guerra perchè gli scandinavi si sono ritirati dal conflitto per esaurimento dell finanze ed anche l'esercito tedesco è in piena ribellione. Lenin ordina perciò di attaccare su tutti i fronti nel folle sogno di soggiogare tutta l'Europa e di costruire un "paradiso comunista sulla Terra", ma non è più il tempo di battaglie fratricide. La stessa gente che lo aveva acclamato come liberatore si ribella alla sua dittatura, il 23 ottobre 1906 dà l'assalto al palazzo d'Inverno e lo lincia assieme ai suoi scherani (Rivoluzione d'Ottobre). Intanto gli indiani, sul modello di persiani ed afghani, attaccano in forze le truppe anglofrancesi e le costringono ad arrendersi. In Africa le colonie si ribellano, costringendo le truppe ormai esauste a risalire sulle navi e a tornare in patria. L'unico conflitto che continua in forze è quello "privato" tra americani e giapponesi.
Il 15 novembre 1906 cade il governo in Francia ed una coalizione inedita tra i socialisti ed i cattolici proclama la fine del conflitto. Due giorni dopo re Giorgio V esautora il gabinetto di guerra e fa lo stesso annuncio a Londra. A Berlino le imponenti manifestazioni di piazza costringono il Kaiser ad abolire il Wehrgesez e, siccome l'imperatore non accetta che la guerra settennale finisca in un nulla di fatto, abdica e va in esilio in Norvegia. Francesco Giuseppe ordina che le sue truppe sparino sui reparti ribelli, ma si accorge che nessuno gli dà più retta. I popoli su cui ha governato, stanchi di essere mandati al macello, si costituiscono in parlamenti nazionali che lo dichiarano deposto, e la Transleithania si separa anche politicamente dalla Cisleithania; il vecchio imperatore non resiste non colpo e muore di dolore. In Italia re Vittorio Emanuele III pretende lui pure la continuazione della guerra e destituisce Giolitti, che risponde accordandosi con i democristiani, i socialisti ed i repubblicani e proponendo un referendum a suffragio universale maschile e femminile per decidere se trasformare l'Italia in repubblica. Lo zar fa ritorno a Mosca ma è costretto a concedere la costituzione e a riunire la Duma. In Cina il popolo, stanco delle barbarie di Mao, lo rovescia e lo uccide, proclamando la repubblica. L'India dichiara sciolto il legame con gli inglesi e ricostituisce l'impero indiano, ma il Pakistan se ne separa erigendosi a sultanato. I popoli dell'Africa proclamano uno dopo l'altro l'indipendenza (il 1906-07 è detto l'Anno dell'Africa: 17 nuove nazioni indipendenti in dodici mesi), i primi sono Egitto e Sudan. Atatürk chiede ufficialmente agli eserciti invasori di lasciare il suolo turco e, poichè la Russia persiste ad occupare Costantinopoli, la scaccia in armi. Anche i balcani sono liberi. Anche l'ultima nazione ancora in guerra, la Turchia appunto, proclama la fine del conflitto il 1 gennaio 1907. Mai capodanno fu festeggiato meglio.
La nuova Europa
Ed ecco come si risistema l'Europa fino al congresso di Berlino del luglio del 1907. Dopo un'aspra battaglia tra monarchici e repubblicani, il 2 giugno 1907 si vota in Italia e la monarchia ha solo il 42 % dei voti, cosicchè Vittorio Emanuele III, seppur recalcitrante, deve partire per Alessandria d'Egitto. E' proclamata la repubblica democratica con l'immarcescibile Giolitti primo ministro, Turati ministro del lavoro, Luigi Pirandello ministro della cultura ed un giovanissimo de Gasperi sottosegretario agli esteri. La Francia restituisce Piemonte, Liguria e Val d'Aosta. Con la fine dei Savoia e la concessione dell'autonomia alla Sicilia ha fine anche la guerriglia sicula. La Sardegna invece proclama l'indipendenza, così come la Corsica dalla Francia, e nessuno ha la voglia di contrastarle, dopo una tanto lunga guerra planetaria. L'Italia conserva Trento e Gorizia, ed un referendum le permette di incamerare anche Trieste e l'Istria occidentale fino a Pola e Pisino.





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Infatti già durante la Grande Guerra 1899-1906, per sfuggire ai combattimenti, gli Ebrei avevano cominciato ad insediarsi nella Terra dei Padri, malvisti dagli arabi palestinesi. Alla fine del conflitto l'Inghilterra si ritira ed il Congresso di Berlino sancisce la nascita di uno stato ebraico con capitale Tel Aviv, sobborgo di Giaffa, sulla sola costa mediterranea. I paesi europei, la Turchia e l'Egitto riconoscono la nuova entità, ma non il Libano e la Grande Arabia, che anzi attaccano in forze gli Ebrei per scacciarli. La reazione ebraica è rapida è terribile, grazie al sostegno dei correligionari di tutto il mondo: gli arabi sono sconfitti, il Giordano e le alture del Golan diventano il confine del nuovo stato con capitale Gerusalemme, e Theodor Herzl può proclamare lo Stato d'Israele (settembre 1908). Subito però parte la guerriglia dei palestinesi che vorrebbero ritagliarsi almeno uno staterello entro i confini del Grande Israele, mentre i massimalisti vorrebbero addirittura cacciare gli Ebrei dalla Palestina e dalla terza città santa dell'Islam. Ha inizio la questione palestinese con i paesi Europei, l'India e la Cina compatti nell'appoggiare la nascita di uno stato palestinese indipendente sia da Israele che dalla Grande Arabia, con i paesi musulmani d'Asia e d'Africa schierati con l'annessione della Palestina araba alla Grande Arabia, e con USA, America Latina, Australia e Nuova Zelanda schierati dalla parte del Grande Israele. Ma di questo riparleremo.
