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Discussione: Reazione!

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    Reazione!


    Nel 1997 il sottoscritto è fuoriuscito dagli ambienti della destra radicale perchè li giudicava troppo genuflessi all’antioccidentalismo e al terzomondismo delle sinistre. In odio a queste ha cercato dunque tra le forze parlamentari un soggetto conservatore che fosse in grado di competere con i progressisti da pari a pari. In ambito internazionale, il disgusto provato verso il Democratico americano Bill Clinton mi ha indotto a supportare il Repubblicano George W. Bush, sperando potesse essere fautore di una riscossa conservatrice i cui benefici dagli USA si sarebbero riverberati proficuamente in Europa.
    Adesso, a circa dieci anni di distanza, mi rendo conto purtroppo di essermi illuso. Avevo prese per buone le analisi di quanti, da sinistra, avevano dipinto il Partito Repubblicano e la società americana nel suo complesso come residui di un mondo pre-moderno che andavano per questo combattuti in nome del Progresso e degli immortali Diritti. Fandonie che altri, più esperti e meno ingenui del sottoscritto, avevano correttamente denunciato sottolineando la sostanziale omogeneità dell’”americanismo” e la sua naturale matrice rivoluzionaria e antitradizionalista.

    I neocons al potere, con tutte le chiacchiere annesse sul teorico trotzkysmo alla base della guerra preventiva e dell’esportazione della democrazia, hanno scoperchiato un vaso di Pandora che ha mostrato la “destra” americana contenere al suo interno nient’altro che varie forme di liberalismo, che già all’epoca di Reagan si erano rivelate alla stregua di “progressismi” dal segno sbagliato.
    Gli anni ottanta sono considerati ancor oggi l’età d’oro della nuova destra. In realtà, a guardarli col dovuto distacco e maggiore serietà si è costretti a rimarcare come essi abbiano concesso ai conservatori di ogni latitudine solo illusioni riguardo il sospirato ritorno a valori e consuetudini tradizionali che mai è avvenuto. Al contrario, il processo disgregatore della modernità ha continuato il suo corso indifferentemente da chi gestisse il potere, e gli anni “aurei” del reaganismo sono stati paradossalmente quelli in cui la malerba del politically correct, del multiculturalismo e del relativismo culturale ha preso piede in tutto l’Occidente. Nel 1992 i “New Democrats” potevano riconquistare la Presidenza USA e far ripartire quel processo dissolutore dell’Occidente di cui i Repubblicani si erano preoccupati soltanto di frenare la corsa. Abbandonati i principi di un sano tradizionalismo (Burke), dimenticato allo scopo di spostare a destra il liberalismo classico (Locke), i Repubblicani americani sono riusciti nell’impresa di screditare ancor di più l’immagine internazionale del conservatorismo a causa della volgare quanto involontaria parodia messa scena in tv dai loro predicatori in perenne ricerca di dollari e castità.

    L’amaro compendio per le schiere conservatrici che in questi anni si sono identificate con la politica USA è stato scoprire di colpo che il popolo americano pur non essendo di sinistra, non era affatto di destra. Che non era socialista, ma al tempo stesso nemmeno conservatore. Era piuttosto in egual misura “repubblicano” e “democratico”, ovvero erede di quel pensiero politico che in Europa si è dato da fare nell’abbattere i troni e gli altari, per annullare distinzioni sociali, privilegi di casta e pregiudizi culturali in omaggio alla Ragione illuminista e all’egualitarismo politico.
    Dietro la patina superficiale di conservatore e/o liberale, l’americano si rivela “naturalmente” progressista, individualista al limite dell’anarchia, e convinto nella verità del capitalismo tanto e più di quella del Vangelo. Profondamente americano era Mark Twain che nei suoi romanzi irrideva l’ancient regime del Vecchio Continente. Profondamente americano era Walt Disney che ha piegato il retroterra arcaico e medievale della fiaba tradizionale alle ragioni moderne della democrazia liberale.

    D’altra parte gli americani eran quelli che plaudevano con Jefferson allo scatenarsi della Rivoluzione francese; americani eran quelli per cui Stalin rimaneva il buon vecchio “Zio Josif”; americani eran quelli che operarono per la distruzione dell’Impero Britannico e per l’occupazione del suolo europeo da parte delle armate comuniste.
    Gli americani sono stati coloro i quali, dopo aver combattuto il fascismo, ci hanno negato una monarchia (che gli inglesi – bontà loro – avrebbero voluto mantenere al suo posto) e non contenti di aver delegittimato tra le forze politiche la destra hanno quindi favorito la nascita del centrosinistra e poi dell’arco costituzionale. Gli americani son quelli che hanno voluto la decolonizzazione e che hanno combattuto l’apartheid. Gli americani son quelli che hanno usato strumentalmente i regimi militari “di destra” e che poi li hanno sostituiti con democrazie fantoccio “di sinistra” in un percorso che doveva portare messianicamente alla “fine della Storia”.

    E noi conservatori abbiamo ingoiato amaro ogni volta che succedeva ciò, perchè nonostante tutto eravamo in guerra fredda contro i rossi. Questo ci ha portata a dimenticare varie cose spiacevoli. Ad esempio, che negli anni trenta il comunismo si diceva in patria apostolo dell’americanismo quanto amico del sovietismo. Che in Italia gli unici veri americanisti furono gli antifascisti Vittorini e Pavese, Calvino e la Pivano. Tutta gente con la tessera del PCI in tasca, “costretta” a guardare alla Russia totalitaria ma che in cuor suo sognava le “libertà” dell’America. Attraverso di loro abbiamo importato d’oltre oceano agenti dissolutori della nostra cultura nazionale quali furono il jazz, il beat e poi il rock - con corollario, tanto per gradire, di hippies e di yuppies.

    Siamo pure riusciti con grande sforzo di immaginazione e dedizione alla causa (di chi?) a innalzare George W. Bush ad eroe della cristianità, facendone una sorta di templare del XXI secolo. Troppo bello se fosse stato anche in minima parte vero, tuttavia sappiamo bene di aver mentito spudoratamente quando abbiamo affermato ciò, e non ci neghiamo a questa personale umiliazione sapendo mestamente che di meglio in giro non c’è.
    Tuttavia, parlare di Cristianità tenendo presente l’America è un profondo controsenso, in quanto storicamente qui sono nate e proliferate moltitudini di sette esoteriche, teosofisti, spiritisti, protestantesimi di varia natura accomunati dall’odio comune verso i papisti. Oggi sono i seguaci di Scientology (Tom Cruise) e della Kabbalah (Madonna) ad andare per la maggiore, e a queste schiere malefiche leggiamo che si oppone di tanto in tanto un “risveglio conservatore”. Questa notizia, che viene fatta proliferare dai media allo scopo di tenere sempre all’erta i progressisti di tutto il mondo, è in realtà poco meno di una bufala. Come si può infatti scambiare il puritanesimo – che storicamente ha sempre combattuto il conservatorismo dovunque se lo sia trovato tra i piedi – come un qualcosa lontanamente “di destra”? Se Calvino ha condotto a Rousseau, i puritani inglesi, da cui questi revivalisti discendono, erano i non-conformisti al seguito di Cromwell, coloro che spinsero i futuri whigs ad una rivoluzione che fu forse “gloriosa”, ma sicuramente anticonservatrice e anticattolica. Puritani erano i liberali radicali che combatterono la Chiesa Anglicana – ovvero quanto di più vicino al Cattolicesimo - prima in Britannia e poi in America.
    Billy Graham, che nel secolo scorso è stato il massimo erede di revivalists quali Wesley e Finney, è stato dipinto dalla stampa di sinistra come un impenitente reazionario, nonostante sia stato per tutta la vita un Democratico registrato che ha appoggiato Martin Luther King per i diritti civili dei neri e successivamente ha dichiarato di poter “comprendere” Bill Clinton per la sua scappatella con Monica Lewinsky. Falwell, più conservatore certamente di lui, aveva appoggiato, prima di Reagan, Jimmy Carter. Sarebbe questa la destra che ci salverà dall’Anticristo?

    Tuttavia c’è qualcuno in mezzo a tanta disinformazione che ha avuto la schiettezza di parlare chiaro. Christian Rocca, corrispondente per il Foglio, diversamente dal coro di opinionisti che dipingevano Bush e Repubblicani come dei pericolosi reazionari, ha detto al contrario che al di là dell’etichetta affibbiatagli questi si comportavano da autentici progressisti. E che l’idealismo neocon volto a combattere le dittature in quanto tali non potesse che essere considerato “democratico” e dunque di sinistra.
    Confesso che ho odiato a lungo Rocca per i suoi resoconti americani che consideravo tendenziosi e al tempo stesso denigratori della mia parte politica (un conservatore non è certo contento di venir considerato un radicale!). Alla lunga, però, complice una politica sempre più indifendibile se osservata alla luce di un pensiero conservatore, sono stato costretto a capitolare e a dargli oggi pubblicamente ragione.
    Da qualunque parti lo si guardi il Partito Repubblicano non può essere considerato un partito di destra nel senso tradizionale del termine. E storicamente non è nemmeno stato sempre “a destra” del Partito Democratito, se è vero che un fenomeno come Barack Obama sia possibile oggi solo perchè un secolo fa un certo Abramo Lincoln aveva costretto il suo popolo a dilaniarsi in un’inutile guerra civile mossa allo scopo dichiarato di dar la libertà ai “negri” (questa la versione “ufficiale”, poi sappiamo bene quali fossero le reali motivazioni del conflitto). Quella strage che di fatto distrusse l’America dei gentlemen a vantaggio degli speculatori finanziari, ha fatto di Lincoln l’eterna bandiera dei progressisti di ogni colore, ai quali recentemente si sono aggiunti i (neo) conservatori in una di quelle operazioni apparentemente bizzarre gestite al solo scopo di estromettere dal gioco le forze di destra autentiche (paleoconservatori) a vantaggio di quelle spurie (moderati, libertari, neoconservatori).

    Sull’esempio dei Repubblicani americani negli ultimi anni le varie destre istituzionali, dopo essersi fatte paladine degli ideali radicali di libertà e democrazia, hanno provato a farsi promotrici della globalizzazione e del Nuovo Ordine Mondiale ad essa collegato. Da conservatore questo non lo posso accettare, se è vero come è vero che oggigiorno il principale scopo della destra dovrebbe essere quello di difendere lo Stato-nazione da chi dall’alto (istituzioni sovranazionali) come dal basso (localismi secessionisti) si mette d’impegno per affossarlo. Non posso dunque rimanere impassibile di fonte a quei liberali (conservatori?) come Antonio Martino che magnificano l’età presente, affermando che l’alto tenore di vita occidentale sia dovuto all'apertura dei mercati e alla caduta degli steccati nazionali. La verità è invece l’esatto contrario: ovvero che il mondo occidentale non ha mai conosciuto una decadenza simile, contrassegnata dalla perdita dei valori e del significato della vita stessa, e che ciò è stato reso possibile proprio attraverso la rottura delle lealtà nazionali e la disgregazione delle comunità locali per mezzo di leggi economiche, liberali e/o socialiste, che si sono date la mano nel progetto comune di allontanare l’uomo da Dio per avvicinarlo a Mammona.
    Purtroppo oggi è chiaro come le forze che negli ultimi cinquant’anni si prefiggevano scopi “anticomunisti” hanno finito col portare acqua ai progetti sconsiderati dei loro pretesi avversari. Ovvero far correre la modernità più avanti, sempre di più, al di là di ogni costo umano e sociale. In questa epoca abbiamo assistito a metamorfosi improvvise che hanno portato individui di destra, che si dicevano reazionari, a superare la fase "conservatrice" per dirsi direttamente liberali, disconoscendo apertamente tutto quanto potesse sapere minimamente di "passatista". Attraverso una lettura “esoterica” dei suoi scritti, Burke è diventato per costoro un “liberale”, un whig degno del padre nobile Locke, nuovo nume tutelare del conservatorismo spurio.

    Come considerare dunque la destra odierna? Un liberalismo? Un riformismo? Un anarchismo? Probabilmente tutto questo insieme, ovvero l’ultima fase del “progressimo”, l'ideologia della Rivoluzione che marcia da tempo immemore facendo strage di consuetudini e tradizioni anche quando, a parole, si ripromette di volerle difendere da minacce più radicali.
    La Vera Destra è così assente dalla politica ed è un bene, così il suo glorioso nome non corre il rischio di venire sporcato da politiche utilitaristiche che con essa non hanno mai avuto niente a che fare.
    Gente come Martino, come Friedman, come Hayek, appartiene di fatto alla tradizione whig, a quel liberalismo classico cosmopolitita e relativista che veri tories quali furono Disraeli, Carlyle, Coleridge, Salisbury avrebbero profondamente disprezzato. Per anni mi sono baloccato con l'idea che il liberalismo conservatore costituisse un argine al social-comunismo, salvo scoprire - meglio tardi che mai - che ne rappresentava solo una variante, per alcuni versi addirittura più accentuata, di questo.
    Il comunismo, come il liberalismo moderno, voleva una società senza distinzioni di classe o di razza. Il liberalismo come il comunismo ha rappresentato il trionfo dell’economia sulla politica, dell’oro delle banche sul sangue dei popoli. Se il moderno "conservatorismo" finisce giocoforza col rappresentare il vecchio radicalismo della scuola di Manchester, vorrà dire allora che ai Veri Conservatori non resterà che la qualifica, unanimamente disprezzata e dunque tuttora valida, di reazionari. Reazionari in quanto antimoderni... protezionisti, autarchici, regressisti... inegualitari, omofobici, sessisti... autoritari, militaristi, razzisti... Il riformista liberale e/o socialista proverà per noi ribrezzo? Una piccola consolazione che ci convincerà ancor di più di essere nel giusto.


    Florian

  2. #2
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  3. #3
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    sono in disaccordo con la maggior parte del tuo ragionamento Florian,eppure non sono un riformista liberlae e/o socialista come tu dici.

    Primo,non ritengo le guerre in Iraq o in Afganistan come delle Crociate,ma come guerre necessarie per combattere il terrorismo,per far capire che non si può uccidere gente innocente e farla franca.

    Non è vero che l'America ci ha tolto la Monarchia,ce l'ha tolta un referendum. Non è vero che ci hanno imposto una repubblica di centro-sinistra,anzi gli USA furono i primi a protestare quando la DC voleva far entrare lo PSI nella maggioranza di governo (cioè nel centro-sinistra organico)

    Non è vero che i conservatori liberali sono dei socia-comunisti. Sono,anzi siamo,dei conservatori che sono a favore del libero scambio,ma ci opponiamo agli effetti negativi della globalizzazione o alla globalizzazione stessa. Libero scambio non vuol dire necessariamente morte alle tradizioni

    E' vero che in America ci sono sette come Scientology,ma c'è anche il maggior numero di cristiani creazionisti,non conta se non sono cattolici,anche loro sostengono l'amore per il prossimo in nome di Gesù Cristo e questo mi basta a considerarli miei fratelli in Cristo

    Hai ragione in certi punti,come quando dici che la Nazione deve essere difesa da entità internazionali e da spinte seccessioniste,ma non me la sento di darti ragione quando dici che essere conservatori vuol dire essere autoritari:sono conservatore,ma amo la democrazia,diritto dei popoli. Se hai scritto questo lo devi alla democrazia,non scordarlo

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Tipo Destro Visualizza Messaggio
    sono in disaccordo con la maggior parte del tuo ragionamento Florian
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  5. #5
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    Florian, vedo che scrivi spesso degli Stati Uniti. Ho due domande:

    1) Quanto tempo hai vissuto negli Stati Uniti?

    2) Quanto tempo hai passato conoscendo una varieta' di Americani invece di solo leggendo le cose scritti sul internet?

  6. #6
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    Primo,non ritengo le guerre in Iraq o in Afganistan come delle Crociate,ma come guerre necessarie per combattere il terrorismo,per far capire che non si può uccidere gente innocente e farla franca.

    La dottrina Bush della guerra preventiva si fonda sull'"esportazione della democrazia", che è cosa diversa dal combattere il terrore.

    Non è vero che l'America ci ha tolto la Monarchia,ce l'ha tolta un referendum. Non è vero che ci hanno imposto una repubblica di centro-sinistra,anzi gli USA furono i primi a protestare quando la DC voleva far entrare lo PSI nella maggioranza di governo (cioè nel centro-sinistra organico)

    E' falso. Gli USA sono stati promotori della Repubblica come del centrosinistra.

    Non è vero che i conservatori liberali sono dei socia-comunisti. Sono,anzi siamo,dei conservatori che sono a favore del libero scambio,ma ci opponiamo agli effetti negativi della globalizzazione o alla globalizzazione stessa. Libero scambio non vuol dire necessariamente morte alle tradizioni

    Su questo punto noi due la pensiamo allo stesso modo. E' Martino, e con lui altri liberali e neocons che vedono le cose diversamente plaudendo alla globalizzazione e alla società dei consumi.

    E' vero che in America ci sono sette come Scientology,ma c'è anche il maggior numero di cristiani creazionisti,non conta se non sono cattolici,anche loro sostengono l'amore per il prossimo in nome di Gesù Cristo e questo mi basta a considerarli miei fratelli in Cristo

    Il problema non è teologico, ma politico. Ho affermato che il puritanesimo storicamente ha combattuto il conservatorismo politico e che tuttora è difficilmente inquadrabile nella destra.

    Hai ragione in certi punti,come quando dici che la Nazione deve essere difesa da entità internazionali e da spinte seccessioniste,ma non me la sento di darti ragione quando dici che essere conservatori vuol dire essere autoritari:sono conservatore,ma amo la democrazia,diritto dei popoli. Se hai scritto questo lo devi alla democrazia,non scordarlo.

    A volte le maniere spiccie servono. E su questo, ma solo su questo, la penso come un neocon.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Christine Visualizza Messaggio
    Florian, vedo che scrivi spesso degli Stati Uniti. Ho due domande:

    1) Quanto tempo hai vissuto negli Stati Uniti?

    2) Quanto tempo hai passato conoscendo una varieta' di Americani invece di solo leggendo le cose scritti sul internet?
    Che vuol dire? Allora io non potrei discutere di Platone solo perchè non ho potuto conoscerlo direttamente?

    Tra l'altro noi europei, da quando abbiamo perso la nostra sovranità territoriale, degli Stati Uniti conosciamo vita, morte e miracoli, grazie a cinema, televisione, fumetti, riviste e libri di ogni genere che informano della realtà americana assai più di quanto non facciano con quella italiana!

  8. #8
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    E' fuor di dubbio che vi siano stati errori madornali (gli applausi all'orrore rivoluzionario francese, per esempio) o anche "patti col diavolo" (leggi Stalin) necessari per sconfiggere altri diavoli; eppure io non me la sento di generalizzare o di mettere sul piatto della polemica avvenimenti che devono essere consegnati alla Storia, intesa come succedersi di avvenimenti inseriti in un contesto preciso.
    Gli americani hanno appoggiato la Repubblica nel referendum del '46?
    Qualche politico americano (non "gli americani") forse lo ha fatto; ma come ha detto TipoDestro alla fine sono stati gli italiani ad esprimersi (anche se, ed è giusto dirlo, permangono dei dubbi sulla correttezza del voto...ma ormai, che si potrebbe fare?).
    Idem per l'appoggio al centrosinistra: forse l'appoggio di qualcuno a tale formula politica, alla fine, è stato inevitabile, proprio per l'inevitabilità della situazione (contestualizzando, all'epoca era decisamente improbabile per la Dc una alleanza con la destra... e sappiamo come è finito il Governo Tambroni).
    Per carità, non voglio affatto dire che io, oggi, guardo con favore a quello che ha fatto il centrosinistra, o agli errori commessi dagli Stati Uniti in senso politico e strategico, in generale.
    Voglio solo dire che, sì, guardo con occhio torvo e con disprezzo ad eventi come la Rivoluzione Francese, portatrice di orrori immani, o all'inserimento nella vita politica e governativa italiana di personaggi e partiti a noi lontanissimi, ma allo stesso tempo prendo atto che i tratta di episodi ormai consegnati alla Storia, e determinati da precisi contesti e situazioni. Giusti o sbagliati che siano.
    Per questo, non mi sento di additare agli "americani" in generale quanto accaduto; semmai mi sento di analizzare le cause degli errori, e di capire se si trattava di sbagli inevitabili o meno.

  9. #9
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    Aggiungo poi che secondo me noi Conservatori non dobbiamo dividerci su questo; si tratta di franche discussioni che vertono però su vicende storiche che ormai vanno ricondotte alla loro giusta contestualizzazione.
    E' vero: oggi risentiamo di quanto accaduto in passato, ma primariamente -sempre a mio parere- dobbiamo puntare al futuro, allo sviluppo di un Conservatorismo strutturato sulla base di valori chiari e imprescindibili, aperto certo alla discussione plurale interna, ma consapevole che il nemico progressista si aggira ancora ed è sempre pronto ad aggiungere ulteriori elementi di decadenza nei confronti di una società e di una civiltà già molto "ammalate".
    Quel che è stato non è più modificabile; prendiamo ad esempio ciò che di buono è stato compiuto, il lavoro dei nostri Padri, la Tradizione anche plurimilleniaria di civiltà ormai scomparse che pure hanno lasciato il segno.
    Tutto questo, ovviamente, ricondotto ai nostri tempi, con la giusta considerazione di ciò che è.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Che vuol dire? Allora io non potrei discutere di Platone solo perchè non ho potuto conoscerlo direttamente?
    Poi scrivere cio' che vuoi, ma se io deciderei di scrivere cosi' su gli Italiani, senza mai avere stata in Italia, e' molto probabile che le cose che scriverei dimostrerebbero la mia poca conoscenza dell'Italia, come le cose che hai scritto dimostrano la tua poca conoscenza degli Stati Uniti.

    Da ricordare che molto di cio' che leggi sul internet e' scritto di persone considerate estremisti negli Stati Uniti. Sono un percentuale molto basso della popolazione. Per me, che sono Americana e ho vissuto in vari posti negli Stati Uniti, e' ovvio quando una persona parla di cio' che ha letto degli Stati Uniti invece di cio' che conosce.

    Una persona che scrive questo sembra di avere guardato troppo tv:
    Tuttavia, parlare di Cristianità tenendo presente l’America è un profondo controsenso, in quanto storicamente qui sono nate e proliferate moltitudini di sette esoteriche, teosofisti, spiritisti, protestantesimi di varia natura accomunati dall’odio comune verso i papisti. Oggi sono i seguaci di Scientology (Tom Cruise) e della Kabbalah (Madonna) ad andare per la maggiore, e a queste schiere malefiche leggiamo che si oppone di tanto in tanto un “risveglio conservatore”.
    La Scientology e la Kabbalah sono principalmente cose di Hollywood. Non ho mai conoscuito nessuno credente di queste nella vita reale. Ma dici che vanno per la maggiore???

    I protestanti e gli altri non siamo "accomunati dall'odio comune verso i papisti." Mi sembra che credi che tutti che non sono della tua religione sono segretamenti uniti in contra di te. Ma sai quanti persone di diversi religioni credono lo stesso? Ho amici Avventisti, e loro credono che tutti i Protestanti e Cattolici sono "accomunati dall'odio comune verso loro." Idem con altre religioni.

    Hai detto inoltre:

    i Repubblicani americani sono riusciti nell’impresa di screditare ancor di più l’immagine internazionale del conservatorismo a causa della volgare quanto involontaria parodia messa scena in tv dai loro predicatori in perenne ricerca di dollari e castità.
    Sai perche hai visto quelli predicatori? Ovviamente perche sono in tv. Sai quanti predicatori ci sono che lavorano con pochi soldi nelle chiese piccole? Quelli della tv non sono neanche il 0,001%. La maggior parte dei predicatori che vedi sul tv sono Pentecostali, cosa che potrebbe farti credere che cosi' sono tutte le chiese protestante. La verita' e' totalmente contrario. I Pentecostali sono pochi negli Stati Uniti, e sono totalmente diversi delle altre chiese protestanti.

 

 
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