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  1. #1
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    Predefinito SQuola: gli insegnanti del Nord sono solo il 20%

    NEWS
    21/7/2008 - LA GEOGRAFIA IN CATTEDRA
    Da Campania e Sicilia quattro docenti su 10
    Ai settentrionali vanno solo il 20 per cento dei posti
    RAFFAELLO MASCI


    ROMA
    La statistica una qualche ragione la dà al leader della Lega Umberto Bossi: la professione insegnante è una professione del sud. Anche perché al nord non ci sono abbastanza docenti per coprire il fabbisogno. Su 100 professori della scuola italiana, in effetti - dicono i dati del Ministero - ne sono nati al Nord solo 21, al Centro 16, e tutti gli altri - il 63% - al Sud e nelle isole, con una tendenza degli ultimi anni a incrementare il vantaggio del meridione in questo rapporto. Non solo: se andiamo a guardare all’interno di quel 63% di professori di origine meridionale, scopriamo che due terzi (pari quindi al 40 per cento del totale) sono nati solo in due regioni, Campania e Sicilia.

    Le statistiche del ministero dell’Istruzione ci dicono anche che proviene dal Sud il 53% degli insegnanti di materie umanistiche (28% dei professori di lettere, storia, filosofia, un 14% dei docenti di lingue straniere e un 11% di docenti di discipline artistiche, come la musica, il disegno e simili). Se - infine - incrociamo questo dato con il tasso di femminilizzazione della scuola italiana, pari all’83% nelle elementari e medie e 79% nelle superiori, possiamo dire con un certo fondamento che più della metà dei docenti del Nord è costituito da professoresse di lettere nate sotto il Volturno e - non ce ne vogliano le signore - non più giovanissime, se si considera che l’età media di entrata in ruolo nella scuola italiana è di 48 anni.

    «Ciò detto che cosa vogliamo fare? - commenta l’ex ministro dell’Istruzione Giancarlo Lombardi, ingegnere, imprenditore, uomo del nord - Bossi parla come se non fosse ministro in questo paese. Se il governo facesse una politica di valorizzazione della professione insegnante, probabilmente molti giovani laureati del nord, soprattutto maschi, potrebbero guardare con interesse alla scuola come ambito di lavoro. Ma fin tanto che questo non si farà, e che, comunque, non darà i suoi frutti, come cittadini del nord dobbiamo essere molto grati alle donne e agli uomini del sud che vengono qui ad insegnare. Come ex ministro posso dire che si tratta, per lo più, di personale molto qualificato, senza il quale le nostre scuole resterebbero deserte». In effetti, dicono ancora le statistiche, non si trovano docenti del nord, specie giovani e laureati in discipline scientifiche.

    «Da un punto di vista strettamente educativo - aggiunge il pedagogista Renato Di Nubila - la provenienza geografica dell’insegnante è del tutto irrilevante ai fini della qualità dell’insegnamento. Eccetto in un caso: che cioè il docente si senta sradicato nel contesto in cui opera. Il precariato, per esempio, ha fatto sì che alcuni insegnanti del sud lavorassero al nord ma con la speranza costante di tornare nella loro terra e con una sorta di nostalgia che si riverberava anche nel professionale. Questo può essere un limite. Ma quando, come nella stragrande maggioranza dei casi, l’assimilazione è perfetta, la qualità dell’insegnamento è affidata a fattori relazionali e di competenza. Punto e basta. La mia lunga esperienza nel ramo, mi fa dire che spesso, addirittura nell’approfondimento della storia e delle tradizioni locali, molti insegnati di fuori si sono dimostrarti più attenti e interessati di quelli del luogo. Io - conclude il pedagogista - sono professore nell’università di Padova, e se sono un buon insegnante o meno non dipende certo dal fatto di essere nato in Basilicata».

    Anche il ministro ombra dell’Istruzione, Maria Pia Garavaglia, accoglie come incongrue le esternazioni del ministro leghista: «In un momento in cui le frontiere sono così permeabili, mi sembra veramente curioso voler mettere dei limiti alla libertà di movimento. Non è necessario che per le materie fondamentali e specialistiche ci sia un riferimento al territorio di chi insegna. Queste possono essere patrimonio di qualsiasi docente purché sia adeguatamente formato. La preparazione di un professore non si può misurare solo nel fatto di essere padano. E io lo posso dire, perché la Padania è la mia terra».

    http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tm...5&sezione=News


    Circa la qualità dell'insegnamento basta osservare che nei tests PISA svolti a livello mondiale,l'Itaglia è ben sotto la media.

    http://www.schule.suedtirol.it/pi/th...iniscalco1.pdf
    http://www.schule.suedtirol.it/pi/th...iniscalco2.pdf

  2. #2
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    Questa mattina, al congresso della Liga Veneta-Lega Nord, la provocazione di Bossi. Prima chiede la riforma del federalismo e successivamente invoca quella della scuola prendendo a pesci in faccia gli insegnanti meridionali. E' ora di dire basta "al far martoriare i nostri figli da gente che non viene dal Nord", dice il leader lumbard che spiega: "Un nostro ragazzo è stato 'bastonato' agli esami perché aveva portato una tesina su Carlo Cattaneo". Poi chiama al suo fianco la parlamentare leghista, Paola Goisis, della commissione Cultura della Camera, che rincara la dose: "Gli studenti italiani sanno tutti i sette re di Roma ma non sanno neppure un nome di un doge della Repubblica Serenissima".

    Se sono tutti come i figli di Bossi ci credo...!

  3. #3
    bah.. bastian contrario
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    Fondamentalmente troverei corretto che ci fosse uma maggioranza di docenti del posto piuttosto che il contrario, a prescindere dalla difficoltà di reperimento.

    Per cui mi trovo d'accordo con l'evidenziare questo fatto.

    ..se ricordo a quanta fatica facevamo noi alunni per capire ciò che dicevano i vari insegnanti, anche solo qualche parola... fu anche da quello che nacque l'insofferenza verso i meridionali.

    Quello che mi dispiace è che questa particolarità è stata messa in evidenza grazie a ... Renzo.
    Insomma, si tirano fuori queste problematiche solamente quando intaccano i vari elementi della casta romana.

    L'Abbozzi non ha le capacità del suo capetto nell'usare queste tecniche, quelle del tipo "La giustizia mi crea problemi? Allora riformo la giustizia!", doveva svegliarsi prima che Renzo facesse gli esami, magari con un bel lodo Calderoli che rendesse immune da bocciatura i parenti fino a 3° grado dei ministri!

  4. #4
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    secondo me non è tanto la provenienza degli insegnanti il problema, quanto i programi scolastici uguali da Trento a Lampedusa, che oscurano del tutto la cultura e la storia locale nel nome del "fare gli italiani"..
    molti insegnanti meridionali sono validi non è quello il problema (anche se dalle statistiche risulta che l'istruzione scolastica nelle regioni padane è buona e a livello europeo, quasi di eccellenza nel nord-est, e probabilmente qualche motivo c'è anche)
    la lega e le regioni padane devono lavorare per avere programmi scolastici adattabili al territorio e alle sue specificità, come avviene in Spagna, non fare sempre solo sparate "contro" qualcuno o qualcosa

  5. #5
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    problema squola itagliona:
    1. mix deleterio di insegnanti non su base regionale (sopratutto nelle superiori) e di programmi didattici romanocentrici, spesso infarciti di retorica fascio-risorgimentale
    2. battaglia culturale dei popoli PadanoAlpini in ritardo di 50 anni
    3. la lega nord che si sveglia adesso perchè il figlio del boss è stato trombato

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da sciadurel Visualizza Messaggio
    problema squola itagliona:
    1. mix deleterio di insegnanti non su base regionale (sopratutto nelle superiori) e di programmi didattici romanocentrici, spesso infarciti di retorica fascio-risorgimentale
    2. battaglia culturale dei popoli PadanoAlpini in ritardo di 50 anni
    3. la lega nord che si sveglia adesso perchè il figlio del boss è stato trombato
    qualche giorno fa in tv mostravano delle autopresentazioni dei nuovi eletti in parlamento...tra questi c'era una della lega, credo lombarda, che diceva che il suo unico scopo era riformare la scuola mettendoci programmi e cultura locale...speriamo in bene..
    X quanto riguarda la lega comunque secondo me da sola neanche volesse in tal senso potrebbe far poco..per avere una scuola "regionale" ci vorrebbe un ampio consenso e una richiesta generalizzata come è avvenuto altrove...anche perchè poi qualcuno i programmi li deve insegnare e li voglio vedere i compagni (cioè la maggior parte degli insegnanti) insegnare programmi che hanno esclusivamente etichetta leghista e nn sono condivisi da tutti..

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da stefano_splind Visualizza Messaggio
    secondo me non è tanto la provenienza degli insegnanti il problema, quanto i programi scolastici uguali da Trento a Lampedusa, che oscurano del tutto la cultura e la storia locale nel nome del "fare gli italiani"..
    molti insegnanti meridionali sono validi non è quello il problema (anche se dalle statistiche risulta che l'istruzione scolastica nelle regioni padane è buona e a livello europeo, quasi di eccellenza nel nord-est, e probabilmente qualche motivo c'è anche)
    la lega e le regioni padane devono lavorare per avere programmi scolastici adattabili al territorio e alle sue specificità, come avviene in Spagna, non fare sempre solo sparate "contro" qualcuno o qualcosa
    Fatti:
    1) mi sono laureato a Trieste, chi voleva recuperare esami si spostava verso università merdionali (anche Bologna, però);
    2) mi sono abilitato a Trieste, chi non voleva rischiare bocciature si spostava al meridione (o la solita Bologna);
    3) se non ricordo male lo scandalo delle abilitazioni facili dell'ordine degli avvocati emerse da università meridionali.
    4) Ho svolto l'attività di insegnante: i diplomi facili erano quelli acquisiti in scuole meridionali.
    Da questi ambienti possono uscire insegnanti validi?
    I dati statistici dicono che i nostri giovani sono, mediamente, i peggio preparati d'Europa, se il dato secondo cui solo il 20% degli insegnanti sono settentrionali fosse vero i due dati correlati sarebbero la "prova" della non professionalità degli insegnanti meridionali.
    Cito un episodio: alle superiori il mio insegnante di disegno geometrico ci leggeva "a livella" in classe. Era di Napoli. Ottima poesia ma sarebbe stato meglio fare lezione, o noh?
    Sia chiaro che conosco personalmente una insegnante di Napoli validissima.
    Il problema è la media.
    E la qualità media della formazione di insegnanti che provengono da ambienti scolastici corrotti e degradati sarà per forza di cose bassa.
    Comunque anche al nord ci stiamo "terronizzando" (terronizzazione = processo per il quale un settentrionale doc assume comportamenti e mentalità corrotti tipici della maggioranza della popolazine meridionale), non solo alle superiori ma anche alle scuole di specializzazione di facoltà di medicina del nord est.
    Tra l'altro i Friulani hanno voluto la facoltà di medicina a Udine e i primari sono quasi tutti importati dal merdione o dal centro Italia.
    La Facoltà di medicina di Udine è come la squadra di calcio dell'Udinese (citando un tifoso triestino: "un gruppo di napoletani vestiti di bianconero").
    Basta andare nel sito dell'Università e leggere i cognomi.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da stefano_splind Visualizza Messaggio
    qualche giorno fa in tv mostravano delle autopresentazioni dei nuovi eletti in parlamento...tra questi c'era una della lega, credo lombarda, che diceva che il suo unico scopo era riformare la scuola mettendoci programmi e cultura locale...speriamo in bene..
    X quanto riguarda la lega comunque secondo me da sola neanche volesse in tal senso potrebbe far poco..per avere una scuola "regionale" ci vorrebbe un ampio consenso e una richiesta generalizzata come è avvenuto altrove...anche perchè poi qualcuno i programmi li deve insegnare e li voglio vedere i compagni (cioè la maggior parte degli insegnanti) insegnare programmi che hanno esclusivamente etichetta leghista e nn sono condivisi da tutti..
    cosa vuol dire programmi leghisti? la battaglia per il riconoscimento delle nostre peculirità culturali-linguistiche-storiche, non sono di certo un prerogativa leghista (che le ha solo scimmiottate)

    che significato ha continuare a dire che la lega può fare poco? perchè invece i ministeri li ottiene? perchè è riuscita a piazzare persone in rai e altri enti di stato con il 4% del precedente governo? perchè in vent'anni i cervelli pensanti nella lega sono stati allontanati o comunque non han fatto carriera?
    perchè gli intellettuali leghisti della prima ora, non appoggiano più il movimento attuale?

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da hellas Visualizza Messaggio
    Fatti:
    1) mi sono laureato a Trieste, chi voleva recuperare esami si spostava verso università merdionali (anche Bologna, però);
    2) mi sono abilitato a Trieste, chi non voleva rischiare bocciature si spostava al meridione (o la solita Bologna);
    3) se non ricordo male lo scandalo delle abilitazioni facili dell'ordine degli avvocati emerse da università meridionali.
    4) Ho svolto l'attività di insegnante: i diplomi facili erano quelli acquisiti in scuole meridionali.
    Da questi ambienti possono uscire insegnanti validi?
    I dati statistici dicono che i nostri giovani sono, mediamente, i peggio preparati d'Europa, se il dato secondo cui solo il 20% degli insegnanti sono settentrionali fosse vero i due dati correlati sarebbero la prova della non professionalità degli insengnanti meridionali.
    Cito un episodio: alle superiori il mio insegnante di disegno geometrico ci leggeva "a livella" in classe. Era di Napoli. Ottima poesia ma sarebbe stato meglio fare lezione, O noh?
    Sia chiaro che conosco personalmente una insegnante di Napoli validissima.
    Il problema è la media.
    E la qualità media della formazione di insegnanti che provengono da ambienti scolastici corrotti degradati sarà per forza di cose bassa.
    Comunque anche al nord ci stiamo "terronizzando" (terronizzazione = processo per il quale un settentrionale doc assume comportamenti e mentalità corrotti tipici della maggioranza della popolazine meridionale), non solo alle superiori ma anche alle scuole di specializzazione di facoltà di medicina del nord est.
    mah, io parlo di quelli di origine meridionale che vivono e insegnano in padania...una buona parte dei quali comunque fa il suo dovere, ovvio con il bagaglio di "meridionalità" che si porta dietro, e per certi versi contribuisce alla meridionalizzazione della gioventù (già in fase avanzata), ma spesso soprattutto nelle materie classiche c'è gente molto preparata..molti altri invece non fanno un cazzo e per questo sono ben visti dai ragazzi (stupidi!)..
    i dati statistici dicono che i ragazzi ITALIANI (quindi il dato è come al solito una media) sono tra i peggiori (se la gente sapesse che queste statistiche sono sempre una media tra nord e sud forse ci sarebbe un pessimismo meno diffuso), ma alcuni mesi fa invece una ricerca di un istituto internazionale diceva che veneti e friulani hanno sistemi di istruzione di eccellenza ai livelli dei migliori paesi europei...
    riguardo alla "terronizzazione" del nord, non so da voi, ma dalle mie parti è in atto da una cinquantina d'anni senza che nessuno abbia mosso un dito o si sia ribellato (se ne lamentano sottovoce in tanti, ma all'atto pratico nessuno ha potuto farci niente perchè ai potentati che ci comandano va bene cosi)..i Bocca, i Montanelli, etc queste cose le hanno scritte..ma molta gente ha le fette di salame sugli occhi...o molti sono disillusi e si sono rassegnati alla "cultura dominante"..
    Dalla mia esperienza ti posso dire che il miglior modo di trasformare un padano in un perfetto terrone è quello di mandarlo a scuola in un istituto tecnico...e allora vedrai un piemontese o un lombardo doc trasformarsi in un perfetto scugnizzo e RIPUDIARE i modi d'essere e la cultura d'origine (al giorno d'oggi vanno molto più di moda i comportamenti e persino i dialetti "mediterranei"). Ma il problema non sta solo nella scuola, ma nella (non)cultura nazional-popolare, nella televisione,...tutte cose che vanno in quella direzione..e certo, anche il fatto di essere spesso minoranza in casa nostra di certo non contribuisce a "preservarci"..

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da sciadurel Visualizza Messaggio
    cosa vuol dire programmi leghisti? la battaglia per il riconoscimento delle nostre peculirità culturali-linguistiche-storiche, non sono di certo un prerogativa leghista (che le ha solo scimmiottate)

    che significato ha continuare a dire che la lega può fare poco? perchè invece i ministeri li ottiene? perchè è riuscita a piazzare persone in rai e altri enti di stato con il 4% del precedente governo? perchè in vent'anni i cervelli pensanti nella lega sono stati allontanati o comunque non han fatto carriera?
    perchè gli intellettuali leghisti della prima ora, non appoggiano più il movimento attuale?
    intendevo dire programmi che provengono solo dal volere della lega...per il resto ottenere ministeri, funzionari, etc sono cose che hanno a che fare col potere di ricatto politico e non riguardano direttamente òla vita della gente come invece l'istruzione..
    purtroppo a parte la lega (che ne parla ma ha fatto poco) quelle battaglie non le ha mai fatte nessuno (quali altri grossi partiti le hanno intraprese?nessuno..)...e se un giorno deciderà di farle la lega vedrai che TUTTI gli altri partiti politici, che bene o male influenzano la maggioranza dell'opinione pubblica, le daranno contro...è bastata una frasetta di bossi su una frase dell'inno dove si parla di "schiava di roma" (tutti novelli schiavisti a quanto pare..) per scatenare un putiferio...forse qui non ci si rende conto che questo è un paese di merda impossibile da cambiare anche nelle cose più piccole ed elementari...e purtroppo di vie d'uscita da questa situazione non ne vedo..siamo legati

 

 
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